Il 25 aprile si celebra la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
C'è un gruppo che vuole ergersi ad unico liberatore... ma non è così.
In primis io metterei gli Alleati (truppe anglo-americane). Senza il loro supporto le azioni di guerriglia, i sabotaggi , gli attentati dei partigiani forse non avrebbero avuto risvolti positivi.
Fra i liberatori bisogna inserire anche i reparti dell'Esercito Italiano che si unirono agli alleati nella lotta contro i tedeschi. A queste persone viene data la qualifica di "patriota".
Non bisogna poi dimenticare i civili: studenti, operai, contadini, artigiani, donne d'ogni ceto che combatterono contro il fascismo e il nazismo.
Mio padre è stato un PATRIOTA.
Il mio papà, Annibale Pompilii, nasce nel 1905 in una pinciaia ai piedi della collina (lato Tronto) su cui sorge Controguerra.
Davanti a sé ha una vita fatta di fatica e sudore: coltivare la scomoda campagna che saliva su verso il centro storico.
Preferisce qualcosa di diverso: si arruola come carabiniere a piedi volontario nella legione di Roma per una ferma di 3 anni. In seguito passa a quella di Firenze e poi a quella di Cagliari.
Si trova nella legione di Verona quando nel 1938, a 33 anni decide di sposare la corropolese Scolastica Tonelli.
Nel 1940 fa parte della 2^ Armata Jugoslavia. Qui resta fino all'8 settembre 1943.
Dopo l'armistizio, dal 20 settembre 1943 al 20 giugno 1944 fa parte della Banda Zara.
Il 15 ottobre 1946 la Commissione Marchigiana gli assegnerà il titolo di Patriota.
Nel frattempo recuperato nei Reali Carabinieri degli Abruzzi presta servizio a Collecorvino, Pizzoferrato, Mafalda, Farindola.
Il 12 settembre 1950 si congeda col grado di Vicebrigadiere e va a vivere a Corropoli (Bivio) con la moglie Scolastica e i suoi 3 figli nella casa che aveva costruito sul terreno che aveva ricevuto dal suocero Francesco Tonelli.
Un grande bacio al mio papà e un caloroso e fraterno abbraccio a Matteo Di Natale che, con le sue appassionate ricerche, ha riportato in vita delle pagine di storia sconosciute o dimenticate.


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