Con l'arrivo dell'estate qualcuno (o forse di più) è assalito da una nostalgia canaglia.
Nostalgia, nostalgia canaglia
Che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di paglia
E un incendio che non spegni mai.
Abbiamo vissuto quasi 3 decenni in cui i popoli di 5 continenti arrivavano a Corropoli, portando i loro colori i loro costumi, i loro canti e le loro danze.
Momenti di inclusione, momenti di fratellanza...
Per comunicare con i gruppi dalle lingue più strane c'era l'interprete.
Pur avendo abitudini gastronomiche diverse nessuno rifiutava il cibo preparato da Paola (gli Olmi 2).
Anche se non si poteva comunicare a parole, si era felici se il tuo sorriso veniva ricambiato.
Piazza Pie' di Corte era viva di mattina ed esplodeva la sera nelle ore di spettacolo.
Ma oggi siamo andati avanti o indietro?
La rassegna folk nacque nei primi anni '80, durava 5 o 6 giorni.
Ogni anno cresceva e si prendevano iniziative che potessero accomunare corropolesi e stranieri.
Una di queste era quella di ospitare in casa propria a pranzo alcuni componenti di gruppi.
Bellissima esperienza con cui, lontana dal frastuono della piazza ma vicina agli aromi della cucina, si potevano scoprire modi di vita diversi e sentirsi fratelli (figli dell'umanità).
Nella foto: 3 graditi ospiti - 2 membri del gruppo della Costa Rica e uno dei Tinkunaku (Bolivia).
Nella foto c'è anche mia moglie Claudia e mio nipote Asmerino Jr.

Un'altra bella esperienza fu quella preparata da Cinzia Rinaldi.
A chiusura della manifestazione alcuni componenti dei gruppi partecipavano a una coreografia mondiale.
Come fai a sottrarti a questa nostalgia canaglia?
Poi si cambiò Amministrazione. La manifestazione cominciò ad essere ridotta... e prima di annullarla, la si ridusse a una serata sola. Andava anche bene così. Ma fu soppressa.
Amen.
A ricordo abbiamo un filmato.
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