IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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mercoledì 9 settembre 2026

NDO' D' DIJEME'


Ndò d' Dijemé (all'anagrafe Antonio Diomede: 1923-2008) nasce da una famiglia contadina nel Comune di Tortoreto (zona Terrabianca).
Alla fine degli anni '50 decide di trasferirsi al Bivio di Corropoli. Qui, contrariamente ai pareri di vicini e parenti, costruisce una casetta dove, insieme alla moglie Ida De Santis, alleva 2 figlie: Silvana e Amina. 
Antonio può essere annoverato fra le prime persone che hanno creduto alle potenzialità del Bivio. E come tanti biviesi, anche lui ha lavorato all'estero, in Svizzera a Berna.
Nei primi anni è stato un "emigrante stagionale", in quanto, lavorando per un'azienda che curava le strade, durante il periodo invernale era costretto a tornarsene in Italia in quanto il suo lavoro - causa neve - non si poteva svolgere.

domenica 30 agosto 2026

UN TESTIMONE OCULARE


📌 Quanti disastri nel mondo! 
A Corropoli abita il testimone oculare di una tragedia dimenticata: quella di Mattmark avvenuta il 30 agosto 1965 in Svizzera con 88 morti, di cui 56 italiani: una valanga di ghiaccio investe il cantiere che ospitava le maestranze per la costruzione della diga di Mattmark in Svizzera.
Il testimone oculare di quel disastro è Guerino Papa (foto) che ha visto morire suo padre schiacciato dal ghiaccio senza poter fare nulla.
Nativo di Campli (Pagannoni), Guerino, da ragazzo, era solito passare le vacanze estive in Svizzera dove suo padre lavorava.
A 18 anni venne assunto come addetto alle betoniere e lavorava con il genitore nella stessa Ditta alla costruzione della diga di Mattmark.
Nessuno poteva immaginare che un pezzo di ghiacciaio sovrastante il cantiere potesse staccarsi e precipitare su di esso. (Qualcosa di simile si è verificato il 3 luglio 2022 con il ghiacciaio della Marmolada.)
Guerino si salvò perché era sulla betoniera che non si rovesciò, ma fu solamente trascinata in avanti. Suo padre fu ritrovato ancora vivo, ma il ghiaccio gli aveva sfondato la schiena. Non ce la fece.
Oggi Guerino vive insieme al figlio Andrea al Bivio (in zona G'vit'). Di suo padre Giovanni, morto sul lavoro, è rimasta una pergamena firmata Saragat.

domenica 23 agosto 2026

RICORDANDO GABRIELE


📌 Nato a Campli nel 1940, Gabriele Rulli arriva a Corropoli sul finire degli anni '70, proveniente da Basilea (Svizzera).
Anche lui, come tanti giovani abruzzesi era stato costretto ad emigrare. Dopo 16 anni di lavoro in Svizzera ritorna in Italia e, con i soldi messi da parte, costruisce la sua casa al Bivio di Corropoli, lungo la strada che porta il paese.
La casa è dotata anche di un grande salone che diventerà il locale dove impianterà un negozio di scarpe e affini. Le cose vanno bene grazie alla sua bonarietà e cordialità. Si inserisce facilmente nel tessuto sociale. E' amico di tutti.
Gli anni '80 sono forse gli anni più felici. Una bella famiglia e un negozio che comincia a veleggiare alla grande.
Arriva il 1991 e il futuro comincia a tingersi di grigio.
All'età di 46 anni muore la moglie Natalina. Passano anni prima di metabolizzare il dolore per la perdita della donna con cui aveva vissuto in Svizzera.
Il matrimonio della figlia sembra aiutarlo ad uscire da un periodo non proprio felice, ma nel 2010 muore la consuocera Lilliana, nel 2013 il genero Fabrizio di 46 anni, nel 2017 il consuocero Armando e nel 2018 - il 23 agosto - sarà lui a lasciarci.

sabato 22 agosto 2026

DUE EMIGRANTI


Dietro questa foto c'è una bella storia d'emigrazione corropolese.
Alfonso Graziaplena (l'uomo in canottiera) come tanti giovani del tempo è costretto ad emigrare. Sceglie la Svizzera. Diventa un apprezzato muratore ed ha presto bisogno d'aiuto... e così "chiama" Mario Graziaplena.
Tra i due l'intesa è perfetta. Dopo vari anni di lavoro decidono di far ritorno in Italia e di unire i rispettivi gruzzoletti faticosamente messi da parte per far nascere un'impresa edile che si distingua per l'accuratezza e solidità dei manufatti realizzati.
Il 2 marzo 2019 però il filo che legava i due amici viene irrimediabilmente spezzato.
All'età di 86 anni Alfonso Graziaplena lascia il mondo terreno e quel Bivio di Corropoli che, col suo lavoro, aveva reso grande e bello.

giovedì 13 agosto 2026

RICORDANDOLI


📌 Il 14 agosto 2018 se n'è andata un'altra figlia di Corropoli.
Anche se ultimamente viveva ad Alba Adriatica da sua figlia Maria Grazia, Emilia Cintii (d' lu Marches') è tornata nella sua Corropoli per l'eterno riposo.
Emilia è stata una donna forte, che ha lavorato in Italia e all'estero insieme a suo marito Gabriele D'Ascentiis (1933-2015).
Nella foto li vediamo in giro per Berna (Svizzera) dove hanno lavorato dal 1960 al 1977.
Negli anni '50 Gabriele aveva portato al Bivio un grande soffio di modernità. Insieme a Giuseppe Bellagamba, alle dipendenze del panificio Baldini, dirigeva e mandava avanti  un avveniristico mulino a cilindri quasi al centro del Bivio.


sabato 8 agosto 2026

CADUTO SUL LAVORO


📌 L'8 agosto 2025 è la "Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo" in ricordo della tragedia mineraria di Marcinelle (Belgio).
Corropoli non ha avuto vittime in questa tragedia belga, ma purtroppo in eventi tragici di altre nazioni.
A Corropoli oggi vivono figli e nipoti di un uomo di Campli che,
 emigrato in Svizzera, è qui morto nel 1965 a 41 anni per il distacco di un enorme pezzo di ghiacciaio (si calcola 2 milioni di metri cubi di ghiaccio e detriti), caduto sul cantiere sottostanteuccidendo 88 persone, di cui 56 italiani. Tra questi c'era Giovanni Papa, padre di 2 ragazzi (Guerino e Michele), oggi residenti a Corropoli. 
Giovanni era emigrato per amore della famiglia e per fare più grande l'Italia.

Ogni anno sindacati, associazioni di categoria, mass-media, istituzioni trovano belle parole per ricordare il sacrificio di tanti italiani... ma Giovanni Papa rimane chiuso nella fredda bara e i discendenti a straziarsi ancora il cuore, mentre la giustizia elvetica...


V E R G O G N A

lunedì 27 luglio 2026

RICORDANDO ABRAMO


📌 Il 27 luglio 2023, Abramo Armellini, appassionato contradaiolo, spingitore e vincitore delle prime 2 edizioni del "Palio delle Botti", ci lasciava prematuramente all'età di 63 anni.


Nel 1983 Abramo Armellini (freccia gialla), insieme ai suoi compagni spingitori, conquistava il 1° Palio delle Botti. Una gloria per Pianagallo, la contrada più lontana dal Centro Storico.
Nativo di Isola del Gran Sasso, Abramo si era trasferito con la famiglia a Corropoli. Si era subito ambientato e, con il fratello Renato, aveva sostenuto la propria contrada portandola alla vittoria.
La stessa cosa si ripeté l'anno seguente: Pianagallo vinse anche il 2° Palio.

In seguito i fratelli Armellini non spinsero più e Pianagallo non ha più vinto.

Insieme ad Abramo vogliamo ricordare la figura di Filippo Di Matteo, chiamato normalmente Peppino, deceduto nel 2017 (freccia rossa).
Peppino era poco conosciuto a Corropoli perché aveva trascorso la sua infanzia e giovinezza in quel di Ravigliano. Poi era andato all'estero in Svizzera e al ritorno aveva dato vita ad una impresa di escavazione operante in tutta l'Italia. Però nel 1983 era presente a Corropoli per portare alla vittoria la sua contrada: Pianagallo.



martedì 14 luglio 2026

CIAO, CARMESINA - lutto


Il 13 luglio 2026, presso l'Ospedale di Sant'Omero si è spenta Carlemina Carusi, una donna forte e volitiva che ha lavorato in Svizzera per ben 41 anni.
Carmesina è originaria di Mosciano Sant'Angelo. Una volta giunta sulla soglia della pensione non è ritornata al suo paese natio, ma insieme al marito - Attilio Traini - ha scelto il Bivio di Corropoli dove costruire la casa per la loro vecchiaia.




Nella foto 2 momenti della vita lavorativa in Svizzera a Berna.
In Italia, a Corropoli la coppia si integra subito e facilmente nel contesto locale, grazie all'iscrizione nel Centro Anziani di Ada Mattiucci di cui diventano grandi animatori.
Ciao, Carmesina.



mercoledì 24 giugno 2026

VISTI DA PERILLI


📌 Quest'uomo, come tanti altri italiani, ha lavorato come emigrante in Svizzera.
E' Leopoldo (detto Leo) Gallieni. 
Seppure nato nel Comune di Tortoreto, ha frequentato più il mondo corropolese (del Bivio) che quello del paese nativo... Ha sposato una ragazza del Bivio ed ha costruito la sua dimora al Bivio. 
Il suo principale interesse, sia in Italia che all'estero, è stato quello che ruota intorno al mondo della falegnameria; per questo Nando Perilli ha voluto "caricaturarlo" accanto ad un comò appena ultimato.
Questa perilliana caricatura del 2003 ci permette di attualizzare il post perché oggi, 25 giugno, cade l'anniversario di nascita di Leo.
TANTI AUGURI.


martedì 2 giugno 2026

ITALIANI IN... SVIZZERA


Si può dire che non ci sia stato cantone svizzero in cui i corropolesi non siano andati a lavorare.
Nella foto una famiglia di emigranti che ha scelto la città di Aarau dove lavorare e vivere per 15 anni.
E' la famiglia Marzarola.
Lui Gabriele, dopo il matrimonio con la corropolese Giuseppina Di Lorenzo, ha visto nascere in Svizzera  i suoi due figli: Roger e Claudia. Siamo a metà degli anni '80.

giovedì 28 maggio 2026

UN SALUTO DALLA SVIZZERA


Con gli anni '60 gli emigranti corropolesi cominciano a preferire la più vicina Europa alla lontana America.
Lo Stato europeo più gettonato è la Svizzera.
In questa foto riconosciamo i coniugi Franceschino Guercioni e Mariolita Di Remigio che lavoreranno a Zurigo dal 1963 al 1982.
Oggi abitano al Bivio.


martedì 28 aprile 2026

UNA TRAGEDIA DIMENTICATA


📌 Oggi è la "Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro". Nel 2025 ci sono state 1.093 vittime sul lavoro, mentre le malattie professionali sono aumentate dell'11,3%.
I nomi "Marcinelle" o "Vajont" suscitano tristi ricordi in vari italiani.
Il termine "Mattmark" è quasi sconosciuto. Eppure 
è il nome di un'altra tragedia: il 30 agosto 1965 una valanga di ghiaccio si stacca dalla montagna e precipita in basso sopra un cantiere uccidendo 88 persone, tra cui il padre di 2 futuri corropolesi.
La vittima in questione è Giovanni Papa di Campli che nel 1959 era emigrato in Svizzera e lavorava nel cantiere per la costruzione della diga di Mattmark.
La valanga di ghiaccio investì Giovanni, uccidendolo, ma risparmiò miracolosamente suo figlio Guerino che si trovava a pochi metri. Oggi Guerino risiede in zona G'vit', mentre l'altro figlio, Michele, al Bivio.

Ad aggravare il dolore di questa storia ci si mette anche la Giustizia.
Nel libro di Nicola Verna "Bruciati dal ghiaccio" pag. 8 leggiamo infatti "Le responsabilità: il mancato controllo del ghiacciaio, le baracche costruite in posizione di pericolo, l'assoluzione degli imputati e la beffa per i famigliari delle vittime condannate a sostenere metà delle spese processuali".
La Repubblica Italiana se l'è cavata con una pergamena (oggi conservata in una cornice d'argento) firmata dal Presidente Saragat. 
Episodio avvilente e indegno.


mercoledì 22 aprile 2026

RICORDANDO CARINO


📌 Il 23 aprile 2019, all'età di 82 anni, Corropoli perde un figlio "adottivo" di cui essere orgoglioso e fiero.
Ci riferiamo a Carino Mignini, santomerese di Poggio Morello come la moglie Giuseppina Di Berardino.
Dopo un decennio d'emigrazione trascorso in Svizzera la coppia decide di tornare in Italia e di costruire la casetta dei sogni al Bivio di Corropoli, prima del grande boom edilizio.
In questo Comune, Carino si fa apprezzare per la sua riservatezza e per la sua disponibilità, per la sua affabilità, per le sue qualità di lavoratore e di padre di famiglia.



lunedì 20 aprile 2026

TANTI AUGURI


📌 Il 21 aprile 1968 Mario Graziaplena e Giuliana Di Diodoro coronavano il loro sogno d'amore non con una torta nuziale, ma con ben sette torte, disposte architettonicamente a mo' di cono.
L'Italia è in pieno boom economico, grazie anche alle rimesse economiche degli emigranti, di cui Mario è un valido rappresentante.
La neo famiglia emigrerà in Svizzera. Qui nasceranno le prime due figlie.


domenica 19 aprile 2026

AUGURI... 50 + 2


💒 Era il 20 aprile 1974.
A Morro d'Oro Franceschino Guercioni e Mariolita Di Remigio univano le loro vite e il loro futuro.
Davanti a loro, come tante altre coppie abruzzesi, c'era una vita da emigranti in Svizzera... Franceschino già vi lavorava dal 1963.
Nello Stato elvetico la famiglia s'ingrandisce con l'arrivo di Paola e Mary.
Mentre Mariolita si occupa prevalentemente della casa e della crescita delle figlie, Franceschino cambia lavoro: dal settore alberghiero (era stato anche panettiere) passa a quello di metalmeccanico galvanico.
Alla fine del 1982 il tanto atteso ritorno in Italia e l'inizio della costruzione al Bivio di un nido da cui oggi s'irraggiano serenità ed amore.
Tanti, tanti auguri.



RICORDANDO ANTONIO


Il 20 aprile 2025, in un giorno di festa (Pasqua), Corropoli perde un altro cittadino, un altra persona squisita, sempre disponibile, collaborativa, ma soprattutto di un umore che ti rallegrava e ti aiutava a vivere: sempre gioioso e positivo.
Se n'è andato Antonio Recchilongo.
La storia della sua vita è un inno alla famiglia, al lavoro e alla campagna.
Inizia come operaio alla Veco. Poi, come tanti, sceglie di emigrare in Svizzera. Ci resterà 10 anni.
Al ritorno lo aspetta una vita sempre attiva e l'immagine sottostante ne è l'emblema.


E' stato un appassionato di bocce e della partitella a carte, prima sotto le logge e poi a casa.
La sua giornata era piena di interessi fino allo scorso novembre quando, nonostante l'età, continuava a coltivare l'orto.
E' stato un assiduo frequentatore del Centro Anziani, a cui dava molto e riceveva altrettanto.
Una persona amabile sotto tutti i punti di vista.
Ciao, Antonio.



domenica 29 marzo 2026

HO UN ANNO DI PIU'


📌 Tanti auguri a Concetto (Ng'ttì) Ricci che oggi festeggia 90 primavere.
Alle sue spalle un'infanzia molto triste, ricompensata dall'amore di una famiglia fortemente unita.
Concetto nasce a Torano Nuovo. A 4 anni rimane orfano di padre a causa della guerra. Sua madre si risposa con un vedovo.
A 6 anni Concetto lavora nei campi e va a scuola fino alla quarta elementare.
Da Torano si trasferisce a Corropoli. Qui a 17 anni conosce Antonia Marinelli. A 18 si sposano e a 19 arriva la prima figlia Loriana. Poco tempo dopo arriva Marisa.
La famiglia è cresciuta, i tempi sono ancora difficili e Concetto decide di emigrare in Svizzera dove rimane parecchi anni. Qui lo raggiunge la moglie.
Con l'arrivo dell'estate inizia la stagione più bella. Appena finita la scuola Concetto con la sua auto torna in Italia per portare in Svizzera le figlie e riportarle in Italia con l'inizio del nuovo anno scolastico.
Con i soldi risparmiati costruisce una casetta in contrada Accattapane dove oggi vive circondato dall'affetto di 3 pronipoti. 
Tanti auguri, Concetto.



martedì 24 marzo 2026

UNA STORIA TERRIBILE


📌 Lui è Giuseppe Tarquini, lei Pasqualina Graziaplena nel giorno del loro matrimonio.
Il futuro sembra radioso. Lui lavora a Berna in Svizzera, fa il muratore e guadagna bene. Punto d'arrivo di questa famiglia sono i figli ed una casa che li possa accogliere e che possa far trascorrere una vecchiaia tranquilla.


L'orizzonte però non è dei più limpidi e sereni: il loro figlio, chiamato Giansivori per il tifo juventino del padre, morirà dopo 9 ore di vita.
La presenza di Loredana e Carlo lenirà lentamente il dolore dei genitori.
Un altro loro sogno si sta realizzando: sono iniziati i lavori per una bella e comoda casa al Bivio (l'edificio dove c'è stata la sede della Tercas).
L'uragano sta per scatenarsi. 
E' il 24 marzo 1978. Pasqua è alle porte (il 26 marzo). La famiglia decide di trascorrere questa sacra festività insieme.
Pasqualina con i 2 figli raggiunge in treno Milano dove l'attende il marito Giuseppe e via in auto verso la Svizzera. Il tempo di riabbracciarsi e di gustare il calore familiare... quando, durante il tragitto in territorio svizzero, forse a causa del maltempo, avviene uno tragico e disastroso scontro frontale.
La famiglia italiana viene sterminata completamente, mentre dell'altra auto muore un passeggero.
I corpi dei componenti di questa sfortunata famiglia, compreso quello di Giansivori, riposano tutti nel cimitero di Corropoli. 





venerdì 20 marzo 2026

RICORDANDO SANTA


Una bella foto per ricordare il volto di Santa Vitale, una corropolese che ci ha lasciati il 20 marzo 2025.
Una bella foto in un momento felice di una vita trascorsa in buona parte all'estero.
Santa è stata in Svizzera insieme al marito Emidio Viviani che ha lavorato a Solothurn  per 37 anni - dal 1967 al 2004.
Nella vita è stata una donna molto riservata, felice di vivere in un bozzolo: quello della sua famiglia, con un marito amabile e con due figlie adorabili.


giovedì 5 marzo 2026

ITALIANI IN SVIZZERA


Questa foto testimonia la voglia e la volontà di fare e di realizzare di un abitante del Bivio.
Marino (detto anche Mario) Graziaplena, diciottenne, parte alla volta della Svizzera come emigrante. Si perfeziona nell'arte del muratore.
Resta in terra straniera una dozzina d'anni (1963-1975). 
Con Giuliana Di Diodoro forma una bella famiglia (tre figlie). 
Tornato in Italia continua fare quello che aveva fatto in Svizzera: il muratore... e, insieme al suo socio Alfonso Graziaplena, praticamente costruisce buona parte del Bivio, lato est.