IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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lunedì 29 giugno 2026

IL MARE DI CORROPOLI


Il mare di Corropoli è un mare di immagini, di riflessioni, di sentimenti, di emozioni.
Tutte queste cose ce le ha regalate Grazia Romandini, una martinsicurese che da alcuni anni si è stabilita a Corropoli.


Questa bella poesia è arrivata 4^ al concorso poetico corropolese "G. D'Annuntiis" del 2018.


IO SONO IL MARE

Eccoti mare,
immensa distesa blu, gigantesco specchio eterno.
Parlami di te mare.

Io sono l'attesa...
di una barca partita da tempo
che porta con sé mariti, padri, figli.

Io sono la preghiera...
di un uomo in lacrime, impaurito
che osserva impotente la mia furia.

Io sono il sogno...
di un giovane immerso nel mio fondale,
incantato, estasiato dai miei misteri.

Io sono l'unione...
di due cuori innamorati,
che con i piedi bagnati affrontano la vita.

Io sono la solitudine...
di una donna abbandonata, disperata
che mi guarda da quello scoglio lontano,

Io sono la libertà...
del gabbiano che vola verso l'orizzonte
accarezzando con le ali le mie onde.

Io sono l'amore...
di madre e figlio che passeggiano sulle mie rive e
si stringono in teneri abbracci.

Io sono disperazione...
di uomini, donne, bambini
delusi, straziati, affamati
partiti per un sogno e mai arrivati.

Io sono il mare.

Grazia Romandini

mercoledì 24 giugno 2026

PICCOLA GRANDE DONNA


Non albero maestoso proteso verso il sole,
ma cespuglio su un dirupo
montano vorrei essere.
Se dato mi fosse vivere altra vita
un cespuglio senza nome vorrei essere
nell'incantevole armonia della natura.


📌 Il 25 giugno 2018 Valterina Rosati lasciava questo mondo, lasciandoci un poetico regalo che porge ai frettolosi passanti del cimitero: un'intensa poesia di 6 versi che esprimono tutto il suo modo di essere, la sua coerente vita di insegnante e di poetessa.
Era nata a Corropoli nel 1936, in zona San Giuseppe di Ravigliano dove suo padre gestiva un negozio di alimentari. Aveva scelto di fare la maestra e l'ha fatto con abnegazione e con amore... fino a quando con il pensionamento ha scoperto il mondo della letteratura (componendo poesie e scrivendo racconti).
Minuta, esile, Valterina Rosati volteggiava leggera e felice in questo nuovo mondo. Le sue evoluzioni erano decisamente apprezzate e i premi collezionati riempivano di un orgoglio tutto interiore la sua anima.
"Interiore" perché il palcoscenico non era fatto per lei. Il mettersi in evidenza era lontano anni luce dal suo modo di essere. Il suo mondo era fatto di spontaneità, di disponibilità e di rispetto.



mercoledì 17 giugno 2026

ANNIVERSARI POETICI


🌅 Per i corropolesi il 17 giugno dovrebbe essere proclamato come la "giornata della poesia e dei poeti". 
Ben 2 poeti corropolesi sono nati in questo giorno.
Il più giovane di essi è Franco Di Pasquale. 
Seppure nato a Dudelange (Lussemburgo) per via dei genitori emigrati, Franco è corropolese a tutti gli effetti.
Oltre che poeta, è scrittore ed anche fotografo.
Ha cominciato da giovanissimo e numerose sono le sue pubblicazioni.
Oggi i suoi pensieri poetici sembrano scaturire dalle foto scattate...
Esempio:

L'ascia fa già pace con il bosco -
giù nella valle
il mondo non fa ancora pace
con la guerra.


Buon 17 giugno. TANTI AUGURI.

martedì 16 giugno 2026

ANNIVERSARI POETICI


🌅 Per i corropolesi il 17 giugno dovrebbe essere proclamato come la "giornata della poesia e dei poeti locali". 
Ben 2 poeti corropolesi sono nati in questo giorno.
Il meno giovane è Luigi Ciarpelli.
Di lui, su Amazon abbiamo trovato "Luce avara", una sua raccolta di poesie.
Una di queste composizioni ci ha riportato alla memoria una figura religiosa molto particolare.
Ve la proponiamo. S'intitola:


Piccolo vecchio prete

Piccolo vecchio prete
che accedi curvo
agli ultimi anni
del ministero
cosa pensi dell'al di là 
e del tuo passato 
di messe e rosari? 
Le rughe scandiscono 
gli antichi travagli 
mentre i fedeli in piazza 
smaltiscono la domenica. 
Se mai una donna 
ha sconvolto il cuore 
hai nell'anima 
la melodia della gioventù. 
Ormai tutto si è placato 
non hai più lo scintillio 
dei fermenti acerbi: 
la pace ti accoglierà 
come una casa il viandante. 
Tu non sai nulla dell'Inferno 
come molti, 
tu non sai nulla del paradiso 
come tutti.

Questa poesia ci ha riportato alla mente la figura di don Antonio Tonelli, un prete dalla spontaneità impressionante. 


Buon 17 giugno. TANTI AUGURI.

domenica 24 maggio 2026

VIA G. MILLI


Numerose famiglie abitano al Bivio di Corropoli in via G. Milli.
Si potrebbe credere che la via sia intestata ad un uomo. Ma ci si sbaglia. Quella G. sta per Giannina, all'anagrafe Giovanna Milli.
La Milli è stata una poetessa teramana (Teramo 1825-Firenze 1888) molto particolare; infatti amava improvvisare e declamare le sue poesie in pubblico, su temi richiesti dagli spettatori presenti. 
Ha frequentato numerosi salotti letterari. 
Dopo il matrimonio ha messo da parte la sua passione poetica per seguire il marito (ispettore scolastico) nei suoi vari spostamenti.
Della sua produzione poetica abbiamo scelto questa poesia:

UN DESIDERIO

Vorrei col vol dell'aquila
Levar lo spirto anelo
A spaziar pe' lucidi
Campi del vasto cielo;
Libera al par dell'aria,
Un solo istante almen,
Vorrei slanciarmi a vivere
Dell'infinito in sen!


Se in una stella scegliere
Dovessi mai dimora,
Non sceglierei la splendida
Foriera dell'aurora:
Ma in grembo a un astro, incognito
Al mortal guardo ancor,
Vorrei romita accogliermi,
Vivervi ascosa ognor.


Corropoli le ha dedicato una via...


...Teramo molto di più!
Una via (quella che passa davanti al palazzo della Provincia) e il Liceo "G. Milli", ex Istituto Magistrale, frequentato da tantissimi ragazzi/e corropolesi (a suo tempo, anche da chi scrive).
Il 24 maggio 2025, in occasione del Bicentenario della nascita della poetessa,  a Teramo si è svolto un seminario di studi sulla "Modernità nella figura di Giannina Milli", curato dalla prof.ssa Agnese Carla Di Matteo, corropolese (fino al matrimonio).


Il Liceo "Giannina Milli" oggi è diretto dalla prof.ssa Manuela Divisi (persona stimata ed apprezzata a Corropoli per aver diretto per 6 anni l'Istituto Comprensivo Corropoli-Colonnella-Controguerra). 
Anche la prof Divisi ha partecipato al seminario di cui accludiamo il programma.




giovedì 7 maggio 2026

MADONNE DE LU SABBETE SANTE


E' il 26 giugno 1994. A Corropoli si tiene il 7° Ripolo d'oro, gara di poesia estemporanea in dialetto abruzzese.
Tra i componimenti presentati abbiamo scelto "Madonne de lu Sabbete Sante" di Lucio Marà che si aggiudica il Ripolo d'argento.
La poesia è scritta in dialetto giuliese.


La Madonne de lu Sabbete Sante
s'armuvesce l'ucchie 'n addra vodde

cchie le sa la ggende che curresse
coma 'llu Sabbete Sante ca s'arcorde
(storie quasce scancellate da lu prugresse)

Eppire madonna mì, mo coma allore
de guerre e malateie ce ne sta' tande

è ssa mane che cia 'nzagne angore
che l'addru monne è lu cchiù 'mpurtande

O madonne de lu Sabbete Sante, uje pire
dacce 'na mane ca Ti ti' core
Ti che ci'arcuie lacreme e delire
armuve ''ss'ucchie n'addra vodde angore

E vedaresce ggende maje veste 'n chijse
strescjà 'n genucchie nghe lacreme sencire
e prehire, pentemende, ca manghe 'n paradise
titte arvendesse sante, nu core de prehire.

                                                   Lucio Marà


venerdì 17 aprile 2026

DUE SONETTI PER LEI


📌Il 17 aprile 1955 la Badia (antico Monastero celestiniano) divenne un modernissimo Preventorio antitubercolare.
La cerimonia d'inaugurazione si articolò in 2 giorni.
In quell'occasione il dott. Gaetano D'Aristotile compose in maniera estemporanea 2 sonetti (tra di loro collegati) sulla Badia tornata a nuova vita.


L'ABBADIE NA VOTA

N mezz'alle mure vicchie, tra le spine,

la gente nostra bona anticamente
fece fiurì sta chisa e stu cummente
pe la Madonna 'n cima a sta culline

Fu subbete nu sante cagnamente.

Tutte pregave. Pure l'aria fine
che va da lu Gransasse a la marine
pregave pure li live d'argente...

Pe la campagne, tutte lavurate,

luce la terre de grazie de Die
ch'a tutte quante dunave li Frate

Fu benedette preghire e fatije
de stu cummente n' tutte la Vibrate
na vote era queste l'Abbadie.


.... E MO'

E séguita sta storie! Ecche mo abbije
n'atra jurnata belle che c'incanta!
Ha potute passà centocinquante

anne ma viva e fresca è l'Abbadije.

La putème vedé carnale e sante
che spalanche la porte a tante fije
bisugnuse d'amore, ecche a st' gije
prime ammuscite e mò ride e cante.

Capille bionde e scure... Ucchitte nire
guancette d'licate ch'arfiurisce
guardate da ste Mamme ciardinire

ecche ste criature cresce a viste
ecche mente e pulmune arrubustisce
sta all'Abbadie lu sole de Criste!


Centocinquante anne
= dalla soppressione del Monastero (Leggi napoleoniche) alla riapertura come Preventorio.
Mamme ciardinire = Suore che gestivano il Preventorio.


giovedì 2 aprile 2026

SOLO PER PASSIONE


In questo filmato una neretese dà la voce - o meglio - le voci ai personaggi della lauda drammatica "Donna de Paradiso" di Jacopone da Todi.
La voce è quella di Gabriella Di Gaetano, ma - grazie ai cambiamenti di tonalità - ora è la voce dolente 
della Madonna, ora quella del Nunzio, ora dei popolani, ora di Cristo.
Siamo orgogliosi di aver collaborato con Gabriella per questo mix pasquale di poesia, teatro e pittura. Del resto Gabriella, a suo tempo, ha collaborato con Corropoli.
Gabriella ha portato e fatto amare il teatro a Corropoli. Con i suoi ragazzi - negli anni '80 - ha recitato in un piccolo locale del Bivio, al cinema Italia e alla Badia. Inoltre è stata la lettrice delle poesie partecipanti ad un concorso organizzato da Guido Rosati ed ha inciso un lungo e divertente spot pubblicitario per la 2^ sagra corropolese. 
Tanti auguri per una santa e serena Pasqua!


RAVIGLIANO : NIENTE SEPOLCRO

Post del 2023.
Transitando in zona San Giuseppe (Ravigliano) e trovando aperta la porta dell'omonimo oratorio campestre mi sono avvicinato. All'interno era stato preparato il sepolcro di una volta: una croce deposta per terra con Gesù crocefisso.
Si respirava aria di semplicità e di spontaneità e ho riprovato sensazioni simili a quelle percepite durante la lettura della poesia "Meracule" di Mario Eugeni, poeta corropolese... scomparso nel 1980.


MERACULE

Dumeneche matine
sobr'a la mundagne
na campanelle arracanite
mmezz'a nu tempurale
a s'à sperdute
coma nu jurne l'anema mi.
Ma je la sò' sendite
da luntane
e so' corse affannate
a llu rechiame...
e dendr'a na stanzie
nude e crude
so' viste a renasce Criste!

Mario Eugeni

OGGI  2 aprile 2026




mercoledì 25 marzo 2026

DANTEDI' ALLA CORROPOLESE


📌 Questo blog celebra il Dantedì con una poesia in stile dantesco che racconta una vicenda corropolese: LA DI VINO COMMEDIA.
Questo prezioso gioiello poetico nasce dalla penna, dalla mente e dal cuore di Franco Regi, maestro elementare nativo di Civitella del Tronto (Piano Risteccio). 
Oggi, pur vivendo a Cupra Marittima, Franco non ha dimenticato l'atmosfera vibratiana.
Troppo forti i ricordi legati a Villa Rosa (dove ha insegnato) e troppo sentito il rapporto affettivo con il collega Guido Rosati, a cui è dedicato il gioiello poetico.

LA DI VINO COMMEDIA

Nel mezzo del cammin di nostra vita,
quando ver’ la discesa move il giro,
con la mente confusa et impazzita,
mi ritrovai, per sogno o per deliro,
in un loco selvaggio et aspro e forte
che somigliava a Piazza Pie’ di Corte.

Quivi molti diavoli assembrati
all’opra si trovavano, et intenti
a ragunare l’alme de’ dannati
per sottoporli a orribili tormenti;
E tai parole v’erano stampate:
Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate!”.

E v’eran damigelle e cavalieri,
politici di tutti li colori
e persone di tutti li mestieri,
ploranti tra le fiamme, et altri orrori,
ma fra i tormentatori più spietati,
non v’eran neri o rossi, ma… Rosati!

Uno gridava: “Io sono il capo, io… Guido
tutti all’assalto in questa ria battaglia,
de lo vostro dolore me ne rido,
avanti! Al foco, perfida canaglia!
Et voialtri, poeti da strapazzo

(qui non posso ripetere la rima!)”

Si’ dicendo, aizzava le sue schiere
che infilzassero in un’unica inforcata
per lanciarli in quelle fiamme fiere
tutti i poeti della Val Vibrata!
E i musicanti, ché il brucior li scuote,
quivi comincian le dolenti note!

Ma all’improvviso vidi una gran face,
e una torma accorreva, tutta armata
di fiaschi pieni e che gridava: “Pace!
Portiamo i vini della Val Vibrata,
son così gustosi e così forti
da far resuscitar perfino i morti!


Sentendo tal notizia, ginocchioni
cademmo noi, de la salvezza certi;
e i diavoli buttarono i forconi,
essendo anch’essi bevitori esperti;
brindammo insieme, e volle il buon destino
che si finisse a tarallucci e vino.

(applausi)

Sentendo questo battito di mani,
ecco, mi desto, e parmi di vedere
d’esser ritornato tra gli umani
e di parlare a voi con gran piacere:
siamo stati in allegra compagnia,
perciò vi abbraccio tutti, e così sia!

Questa poesia fu letta ed applaudita il 10 giugno 2007, presso l’agriturismo “il Grillo”, in un convivio poetico organizzato dall'Associazione "Non solo Cultura".
Una dozzina di poeti locali si incontrarono, si conobbero, scambiarono le loro idee sull’ars poetica e, alcuni, declamarono le loro liriche.


lunedì 23 marzo 2026

DUE POETI


"Amare l'Abruzzo era la sua vocazione, sostenere il prossimo la sua missione, vivere attivamente con i poeti, gli artisti, gli studiosi la sua forza" con queste parole Rino Fabiano, direttore della "Settembrata Abruzzese" dal 1952 al 1990 ha sintetizzato il meraviglioso mondo del medico condotto di Corropoli.
Nella foto vediamo il dottor Gaetano D'aristotile (a destra) in compagnia di  Alfredo Luciani, poeta dialettale abruzzese morto a Pescara nel 1969.
La foto dovrebbe risalire agli anni '60 e dovrebbe essere stata scattata a Corropoli, proprio nel giardino davanti casa D'Aristotile dove c'era il grosso pino, di cui si vede il tronco.



mercoledì 11 marzo 2026

D'ARISTOTILE RECITATO


Sul ricordino stampato per commemorare la morte di questo grande poeta corropolese (avvenuta l'11 marzo 1986) è stato riportato un sonetto in dialetto che ci mostra un don Gaetano D'Aristotile in bilico tra il rimpianto di una vita terrena che non potrà continuare a gustare e l'accettazione cristiana della chiamata di Dio.
Per rendere più scorrevole la lettura di questa bella ed intima poesia in dialetto corropol-pennese ci siamo avvalsi della voce di Luca Di Pietro, corropolese residente in Thailandia.


E' NOTTE

l'ora de lassà la case,
lassà tutte sta care cumpagnie,
lacreme, cuntentezze, la fatije
e tutte la sumenta che so spase.

Manche na stella: chiù scure la vìe!
Ma mpett'a me na lume, sci, ci armase:
è la speranze che me fa pirsuase
a guardà nfacce chest'ora de Ddìe.

Immèce, st'ucchie, vò guardà lu prate
che mò haj da lassà, folde di fiure,
lu prate gnove che j'avé llevate

p'accarezzarle... che tante me piace
stu ddore che mi calme ogne paure!
Curagge, core mi, va 'n santa pace.


giovedì 5 marzo 2026

50 ANNI INSIEME


Questa foto è stata scattata il 9 settembre 1979 in ricorrenza del 50° anniversario del matrimonio del dottor Gaetano D'Aristotile e Maria Tonelli, persone eminenti per cultura e devozione.
Purtroppo la vita non è sempre gioia... e Maria lascerà Gaetano e i suoi figli solo 2 anni dopo, il 27 giugno 1981. Gaetano la seguirà l'11 marzo 1986, non senza aver ricordato poeticamente e più volte "la sua Maria".
Tra le liriche a lei dedicate abbiamo scelto:



LA SEGGIE DI MARIA

So' vicchie... e sting'accanta lu camine
aspettènne che passe la mmernàta:
nin stinghe sole, no, ma ncumpagnie
de na seggiona che sta'n facce a me!

E' quella dove 'nsassette nisciune
da che Maria ha jte 'n Paradise...
Però, Maria, quande j' stinghe sole,
arvè e mi parle, intante che ricama

- a lu telare de li ricurdanze -
lu campà nostre... nùvele e serene...
tant'anne unite, come Ddie ha vulute!

Marie mi', che, scì, parlave poche
mò è na voce d'Angele Custode,
che nin mi lassa e m'inzégne la strada!


                                                    Gaetano D'Aristotile

lunedì 9 febbraio 2026

POESIA PER SANTA SCOLASTICA


Son passati più di 40 anni dalla morte di Mario Eugeni (17 luglio 1980). 
Se son sempre meno i corropolesi che ricordano la sua figura, son sempre di più le persone che apprezzano i suoi versi.
Mario era molto legato alla sua Corropoli e la tradizionale festa di Santa Scolastica non poteva non essere il tema di una delle sue composizioni poetiche in dialetto locale.


SANTA SCULASTRA  MI

Quann'è la feste de Santa Sculastra
s'ariapre ne chjsette de campagne:
arrive tanta gente, anche furastra,
e li mamme a li fije s'accumpagne.

"Santa Sculastra mì, quanne me fije,
famme calà lu latte a catenelle:
la criatura t'offre nda nu gije,
fammela cresce nda ssa turturelle!
"

"Santa Sculastra mì, nda na surelle
j gire nche sta preta n'cocce e diche,
e pe tre vodde, j ca nen so' belle,
famme truvà nu cince de marite!"

'Ntante se beve e se magne li nucelle,
s'arsponne tutt'assime a li tanije,
cale lu sole e nda li picurelle
e patre, mamme e fije s'arivvije.

Tante vodde so' ditte tra me stesse:
"Ma proprie che vo' chiste da sta Sante?
Pe conte mi li pijarì pe fesse,
cuscì nda capetate a tante a tante!...
"


Traduzione in italiano

Quando è la festa di Santa Scolastica
si riapre una chiesetta di campagna,
arriva tanta gente, anche di fuori,
e le mamme alle figlie fanno compagnia.

"Santa Scolastica mia, quando partorisco
fammi produrre il latte a catinelle:
la creatura ti offro come un giglio,
fammela crescere come quella tortorella!
"

"Santa Scolastica mia, come una sorella,
io giro con questa pietra sulla testa e dico,
e per tre volte, io che non sono bella,
fammi trovare un cencio di marito!
"

Intanto si beve e si mangiano le noccioline,
si risponde insieme alle litanie!
Scende il sole e come le pecorelle
e padre, madre e figlia si riavviano.


Tante volte ho detto tra me stesso:
"Ma che vogliono costoro da questa Santa?
Da parte mia li farei fessi
così come è capitato a tanti"

sabato 24 gennaio 2026

POESIA PER LEI


Il dott. Emilio Tonelli, tra l'altro anche poeta, in una sua lirica ci descrive le gioie e i dolori, ovvero la vita di persone vissute in queste case (di terra) d'una volta.
Questa pinciaia, parzialmente crollata, si trovava in zona Centurati, ai bordi della strada che da Corropoli porta a Ravigliano. 
Oggi essa è stata abbattuta.
E' stata abitata da Antonio Bruni e da Pasqualina Covelli, deceduta nel 1998.

LA PINCIRE

S'ha spaccate tutte
la case de terre!
Quanne sudure
è custate a lu nunne!
S'allucave isse stracche
'nnanze a la porte,
mò tutte sgangharate,
e suffienne li quattre cippette
s'arscallave;
pane e fuje,
'mmezze a tante frichì,
la razza sù,
sparpaiate uje, pi lu nonne
ere tutte pe campà.
Stracche, ma cuntinte,
de notte, s'arpusave
sopra lu saccò, pine de sfoje, 
sott'a li linzole
tessute acce a acce,
prufumate de moscamericane...
sugnenne na casa belle
pe stacce dentre tutte.
Hirmaste tu, pincire,
'mbastate de terre e paja,
abbandunata;
ciarstà su la fenestrola
nu barattele de geranie
'mbastardite
p'arcurdà 'llu tempe belle
de nu sant'amore
che mai cchiu s'artruverà.
                      

Emilio Tonelli

domenica 18 gennaio 2026

UN POETA ALLA CORRIDA


Possiamo dire che a Corropoli ci sono state 3 Corride.
La prima fu quella promossa dall'amministratrice Antonietta Faraone il 4 maggio 1996 che vide la partecipazione di molti corropolesi.
A questa edizione, realizzata nella sala del Cineteatro corropolese, partecipò anche Carino Di Addezio che recitò una romantica poesia che si chiudeva a mo' di barzelletta e che rievocava un modo di vivere oggi completamente scomparso.
La seconda serie di Corride fu proposta per alcuni anni in piazza Pie' di Corte. Era una Corrida itinerante organizzata da un'agenzia di spettacolo che, d'estate, girava per le piazze della Val Vibrata.
La terza serie di Corride è stata organizzata dalla Pro Loco corropolese al cineteatro, ma la serie è stata interrotta dalla pandemia.


giovedì 8 gennaio 2026

POETA A SUA INSAPUTA


Nella vita Ilario è una persona normalissima che per il giorno del suo matrimonio ha scelto di essere originale e insolito.
Nel lavoro è uno splendido dipendente che sa ottimizzare il tempo, non sprecando niente.
Il tempo libero lo dedica alla famiglia e alla ricerca di oggetti desueti, una volta comuni ma oggi distrutti dal progresso.
Oltre a questo, è uno specialista del restauro (oggetti antichi dopo le sue cure tornano in vita). Per non dire della sua creatività (ricordiamo i suoi maxipresepi meccanici).
Ma che Ilario Di Ubaldo si fosse cimentato anche nella poesia in dialetto (seppur per breve tempo e con successo) non l'avremmo mai immaginato.
Correva l'anno 1996 e Ilario, 19enne, frequentava l'Istituto Tecnico-Commerciale a Nereto.
A Teramo c'era un concorso di poesia dialettale estemporanea. Ilario, pur non conoscendo le tecniche poetiche, decide di partecipare e, seduta stante, scrive una poesia sul campanile di Corropoli.
Seppure principiante fu notato. Non ebbe l'onore di salire sul podio, ma ricevette un diploma di onore.


Il  componimento accrebbe l'astio o l'invidia dei compagni di classe che continuarono ad appellare Ilario col termine di "contadino".
Tutto scivolò addosso al nostro poeta.
Il bullismo già c'era, ma si faceva finta di non vederlo.
Oggi è diventato una piaga e, negli ultimi decenni, nonostante i progetti attuati nella scuola e nella società, è in piena espansione.



LU CAMBANILE DE CURUPPIE

Stu campanile è nu sentimente!
Sone la gioje de na messe, 
la cuntentezze de na feste,
lu dispiacire de nu funerale.
Sone la matine,
sone a mezzejurne;
a li otte fa r'sentì
li nducche de nu bronze ussedate
c'ha sunate pe anne
e sunerà anne ancore.
Stu cambanile, cumboste da piccule e grosse matune,
sta ferme, 
sta loche,
immobble, impassibble..... arguarde lu paese;
usserve la gende che va e vé.
La sù ........ ceveltà goteche de nu tempe arrète
ormaje è na mamme
pe li picciune che s'appose.
Chiu lu reguarde da lundane
e chiù me sembre che parle,
parle 'nda na persone istruite
de lu tembe annanze che verrà a purtà nuve sapire
e a dice che .........................
l'illusione è sembre chiù vicine.


Per esprimere appieno la sua vena artistica Ilario di Ubaldo acclude un disegno del campanile corropolese.


mercoledì 24 dicembre 2025

NATALE DI GUERRA

NATALE 1943

E vennero di notte, 
infransero le porte,
picchiando con il calcio
dei fucili.
E vennero di notte
uomini disperati
e noi lasciammo 
tra le coperte bianche
i giorni di una infanzia
troppo breve.
Alta era la neve 
e il vento percuoteva la collina 
e il fuoco si spegneva nel braciere.
Sulla terra devastata e dolente 
Cristo era tornato 
ancora.


📌 Il palcoscenico di questa poesia è questa casa corropolese.
Il tempo è il "Natale 1943".
L'azione è il dramma della guerra.
L'autrice è Anna, la figlia del dottor Gaetano D'Aristotile.
Natale 1943 è la notte in cui i tedeschi arrivarono a Corropoli.
Arrivarono bussando alla porta con i calci dei fucili, svegliando tutti e, dopo aver ispezionato la casa del dottor D'Aristotile, requisirono parte del piano terra e ne fecero la sede del comando.
Da allora iniziarono giorni particolarmente duri perché il giardino era occupato da mezzi militari e sotto il grande pino del giardino erano state stipate moltissime munizioni che, in caso di bombardamento, potevano esplodere.
All'autrice, a quel tempo bambina, fu vietato di uscire e spiando dalle finestre si divertiva a vedere il viavai dei soldati quando andavano a prendere il rancio.


martedì 9 dicembre 2025

LA POETESSA E LA PIAZZA


E' il 1940, mese di maggio. Siamo in piazza Piedicorte. 
Alcuni componenti di nobili famiglie aristocratiche posano per una foto ricordo. 
Il centro storico corropolese è in pieno fermento: Corropoli è sede del V Congresso eucaristico diocesano che si concluderà con l'incoronazione della statua della Madonna del Sabato Santo.
Il giovanotto della foto è il Marchese Ottavio Flajani. I due bimbi sono i figli del dottor Gaetano D'Aristotile, medico condotto del paese.
Il bimbo si chiama Giuseppe, ma per tutti i corropolesi sarà Peppino, anzi don Peppino. Diventerà prete ma, in seguito all'ammorbidimento delle regole ecclesiali, sceglierà quelle più rigide dell'ordine monastico.
La bimba è Anna. Essa erediterà dal padre il gusto della poesia... ma piazza Piedicorte non susciterà in lei sensazioni di felicità e bellezza...


Piazza Piedicorte


Ogni albero un uomo, 

ogni uomo una croce
e all'orizzonte
fuochi di guerra.
Piazza Piedicorte,
un ricordo tinto di rosso,
un'infanzia uccisa
da un colpo di fucile.
Sulle mura delle case c'è scritto:
guerra, mai piu'.

                        Anna D'Aristotile



lunedì 6 ottobre 2025

PER TE, ORIETTA

Ci è pervenuto un messaggio, ma più che messaggio... un componimento poetico di Cosetta Moretti in ricordo della sorella Orietta (Olietta all'anagrafe), deceduta in modo misterioso il 12 settembre.
Il 6 ottobre 2025 durante il rito funebre viene letta questa poesia composta dalla sorella Cosetta.


♥✨ Per te, Orietta 🌹🌹🌹✨

Non riesco ancora a credere che te ne sei andata, piccola mia.
Ti penso e vedo il vento nei tuoi capelli,
le coroncine di fiori che intrecciavi ridendo,
la pioggia leggera che oggi sembra piangere con me.
Tu eri aria e terra insieme,
anima ribelle e cuore buono,
sorella e amica,
la mia stellina che rideva anche quando la vita graffiava.
Nei tuoi occhi verdi ho sempre visto un lago profondo,
e dentro quel lago ci sono ancora io,
ferma, a cercarti,
a parlarti piano come facevamo da bambine.
Ti ricordi Orie'?
Quando sdraiate a terra nel prato con le mani dietro la nuca sputai in alto e tu, ridendo, mi dicesti:
“ Ma Cos’è che fai, ti sputi in faccia?”
E scoppiammo a ridere fino alle lacrime.
Vorrei tornare lì, solo un attimo,
per risentire quella risata che sapeva di libertà.
Ora ti immagino leggera, scalza
tra gli ulivi e il cielo,
insieme ad Antonello,
che appena ti ha vista arrivare  ti ha presa per mano,
sorridendo come faceva da piccolo.
Vi vedo camminare insieme,
due anime che si ritrovano,
senza dolore, senza paura,
solo luce e respiro d’eterno.
E quando guarderò il cielo, cercherò due stelle,
una per te e una per me,
e saprò che ci ritroveremo là,
nell’infinito silenzio e nella dolcezza della notte.
Non è un addio, sorellina mia.
È solo un “ci vediamo dopo”,
quando il tempo avrà fatto il suo giro,
e la mia luce tornerà a incrociare la tua.
🌹✨ Con amore eterno, tua Cosetta ✨🌹