IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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martedì 16 giugno 2026

ANNIVERSARI POETICI


🌅 Per i corropolesi il 17 giugno dovrebbe essere proclamato come la "giornata della poesia e dei poeti locali". 
Ben 2 poeti corropolesi sono nati in questo giorno.
Il meno giovane è Luigi Ciarpelli.
Di lui, su Amazon abbiamo trovato "Luce avara", una sua raccolta di poesie.
Una di queste composizioni ci ha riportato alla memoria una figura religiosa molto particolare.
Ve la proponiamo. S'intitola:


Piccolo vecchio prete

Piccolo vecchio prete
che accedi curvo
agli ultimi anni
del ministero
cosa pensi dell'al di là 
e del tuo passato 
di messe e rosari? 
Le rughe scandiscono 
gli antichi travagli 
mentre i fedeli in piazza 
smaltiscono la domenica. 
Se mai una donna 
ha sconvolto il cuore 
hai nell'anima 
la melodia della gioventù. 
Ormai tutto si è placato 
non hai più lo scintillio 
dei fermenti acerbi: 
la pace ti accoglierà 
come una casa il viandante. 
Tu non sai nulla dell'Inferno 
come molti, 
tu non sai nulla del paradiso 
come tutti.

Questa poesia ci ha riportato alla mente la figura di don Antonio Tonelli, un prete dalla spontaneità impressionante. 


Buon 17 giugno. TANTI AUGURI.

mercoledì 10 giugno 2026

COMPLEANNI DI UNA VOLTA


Compleanni degli anni '60. 
Sul tavolo non c'è traccia di Coca Cola o di Fanta, ma di Cynar e Millefiori. Siamo sotto Natale, ce lo dice il panettone affettato e il cappotto del patriarca: Mariano De Sanctis che ha vicino a sé la figlia Rita De Santis, seguita da Ezia Carulli, Loretta Ciavattini e dietro di lei Rosanna Recchioni, (?), Mirna Monti, Maria Di Emidio e vari bambini. Le due donne sedute sulla destra sono Iolanda Ciarpelli e Guglielmina Serrani.

domenica 10 maggio 2026

LA SUPERMAMMA


📌 La coppia che vedete è la più prolifica di Corropoli che siamo riusciti ad individuare. E' formata da Iolanda Ciarpelli e Mariano De Sanctis (foto anni '60).
Lei, una vera "madre coraggio", lui il sacrista di Corropoli.
Hanno messo al mondo ben 15 figli... tutti bravi, rispettosi e lavoratori.
Il primo è Alessandro, chiamato da tutti Peppino (emigrato in Australia, ma morto a Corropoli), seguono poi Gino (poliziotto), Maria Concetta (suora), Rita (vive a Corropoli), Teresa e Laura (in Australia), Michele e Menichetta (in Canada)... poi ci sono stati vari neonati deceduti dopo la nascita ("diventavano gialli e morivano"); Laura Dina è riuscita a vivere fino ai 3 anni.

venerdì 8 maggio 2026

UNA CLASSE TUTTA MASCHILE


Fine anni '50. Una classe tutta maschile guidata dal maestro Ettore Fabbiani.
La televisione è già arrivata nelle scuole e l'educazione civica ha un grande rilievo su una parete della classe.
Pensiamo di aver riconosciuto a partire dall'alto a sinistra Umberto Di Saverio, Antonio Ricci, (?), il maestro, Camillo Ciabattoni, Marcello Camaioni di Pr'pò, Giuseppe Di Giminiani, Arduino Grilli, Mario Tarquini, Gino Giosia, Crognali Nino, Mauro Censori; seduti: Luigi Ciarpelli, Francesco D'Angelo d' Pucc', (?), Alessandro Cardelli e Dino Di Berardino.


Mancano 2 nomi. Chi può aiutarci?

giovedì 19 marzo 2026

POI ARRIVO' LA TV...


Per la "festa del papà" proponiamo questa bella foto.
Nella foto, fino a prova contraria, la coppia più prolifica di Corropoli: ben 15 figli.
Siamo negli anni '60. In casa De Sanctis arriva il televisore... la coppia (Iolanda Ciarpelli e Mariano) posa con orgoglio davanti al nuovo passatempo.
C'è un nuovo divertimento.
Il televisore di una volta poggiava su un carrello, necessariamente a 2 piani. Quello inferiore era riservato allo stabilizzatore di tensione che serviva ad evitare sbalzi di tensione e di corrente, che fulminavano le valvole.

domenica 15 marzo 2026

MOSER COME IL MIELE

Se il Comune di Martinsicuro il 12 marzo 2026 è stato il punto d'arrivo della 4^ tappa della Tirreno Adriatica, Corropoli il 15 marzo 1978 ne fu il punto di partenza per la tappa Corropoli-Civitanova Marche.


📌 Un ciclista attira, più degli altri, l'attenzione degli appassionati. E' Francesco Moser, detentore della maglia di Campione del Mondo conquistata a San Cristobal in Venezuela il 5 settembre 1977.
Le "mosche" che circondano il Campione mondiale sono corropolesi e neretesi. 
Quelle corropolesi sono: Sergio Foschi (l'uomo con  gli occhiali), Adamo Addezi (accosciato a destra) e Claudio Fazzi (fila centrale). Quest'ultimo, nativo di Corropoli, si trasferirà in territorio neretese, ma tornerà ad essere corropolese con il matrimonio.
Accosciato in basso c'è il neretese Francesco Minora e in piedi, facendo da corona al campione Moser, troviamo da sinistra Massimo Leone, Antonio De Santis, Gianni Castroni, Mariano Ciarpelli e Gabriele Anzidei.

foto di Cesare Cinì

martedì 27 gennaio 2026

UNA PIETRA D'INCIAMPO

📌 Martedì 27 gennaio 2026, sotto i portici di piazza Pie' di Corte verranno deposti fiori sulle 2 Pietre d'Inciampo, incastonate nel pavimento dei portici, davanti l'ingresso del Municipio.
Una di queste è dedicata a Domenico Ciarpelli.


Domenico Ciarpelli il 27 gennaio 2024 è stato insignito di una medaglia d'onore dalla Presidenza della Repubblica, ritirata dalla nipote Michetti Gemma, in occasione del "Giorno della Memoria", per essere stato deportato ed internato nei Lager nazisti.
Il 28 gennaio 2025 il Comune di Corropoli dedica una delle 2 Pietre d'Inciampo a Domenico Ciarpelli.


Il corropolese Domenico Ciarpelli (1919-1986) è stato un finanziere. Venne catturato in Albania e deportato nel lager di Dortmund dall'8 settembre 1943 al 1° maggio 1945.
Da prigioniero non volle aderire alla Repubblica Sociale Italiana e, nel lager tedesco, lui e gli altri deportati non furono trattati "coi guanti bianchi".
Domenico rientrò in Italia nel 1945 in condizioni fisiche scheletriche.


domenica 25 gennaio 2026

PIETRE D'INCIAMPO


foto 2025

Martedì, 27 gennaio 2026, alle ore 10:45 il Comune di Corropoli deporrà fiori sulle Pietre d'Inciampo incastonate nel pavimento dei portici davanti alla porta d'ingresso del Municipio.


Lo svelamento delle due pietre si è tenuto il 28 gennaio 2025 alla presenza di autorità civili e militari.


Le Pietre di Inciampo (grossi sampietrini ricoperti 
nella parte superiore da una lastra di ottone) sono dedicate a Domenico Ciarpelli e a Domenico di Berardino, per ricordare sia i 2 militari corropolesi internati, sia le sofferenze dei prigionieri dei lager nazisti.
Ecco il programma della cerimonia.

 


sabato 15 marzo 2025

CORROPOLI IN FRANCESE


Il nuovo millennio era appena iniziato e per interessare i ragazzi della 1° media di Corropoli il loro insegnante di francese propone di far cantare l'inno nazionale della Francia "La Marseillaise" ispirandosi ad una semplice sceneggiatura che rievoca la marcia del popolo francese verso Versailles o il corteo di topi della fiaba "Il pifferaio magico" di Hamelin.
Quelli che conoscono il francese noteranno dei difetti di pronuncia... ma non gli abbiamo dato peso. Non volevamo fare un'opera di perfezione, ma di passione.
La voce recitante dell'inizio è quella di Giordano Pantoni. Dietro di lui compaiono Marta Casareale, Alice Di Luca e Giovanni Pellegrino. A questi si aggiungono Davide Di Egidio e Luca Scataglia. Le 4 ragazze sono Carla Cretone, Alice Sabini, Silvia Fioretti e Chiara Ciarpelli. Chiudono il piccolo "esercito" Simone Pancottini e  Morgan Tarquini.



venerdì 29 novembre 2024

POETA CORROPOLESE - audiovideo


Luigi Ciarpelli (Corropoli, 1950) è un poeta!
Come molti grandi poeti ha sofferto nella vita.
Da questa sofferenza, che l'ha colpito in giovane età, 
sgorga la sua grande vena poetica.
Fra le innumerevoli composizioni ne abbiamo scelto una autobiografica: 

"Giovanile disagio".
Lunga composizione che vale la pena di leggere e/o ascoltare.


Felice bambino giocavo 
con poveri oggetti
frutto di fantasia
fervida compagna
della mia fanciullezza. 
C'era il sole quel giorno
ed io affaccendato
fantasticavo
viaggi interminabili.
Improvvisamente un grido, 
dai campi un gemito:
due uomini con fatica
recavano un corpo di donna.
Era mia madre

caduta da un albero.
Rimasi di sasso
temendo tristi presagi.
La portarono a casa,

adagiata sul letto
soffriva senza lamenti,
una lacrima spuntava
sugli occhi neri
su quello sguardo
su cui rifletteva
tanto dolore.
Giunse il medico

che scuotendo la testa
"la schiena è fratturata"
disse;
la portarono via 
e per mesi non vidi
il suo sguardo.
Piangevo
e un peso greve
tagliava il respiro.
Lei era tutto il mio mondo
la mia completezza;
un grumo di sofferenza
si disperdeva negli arti. 
Il suo petto generoso
non si apriva ai richiami
di un bimbo infelice.
Il suo passo snello
non sconvolgeva
il battito del cuore.
Ora che scrivo
piango per allora
quando camminavo come automa.
Sedevo sul banco di scuola
e guardavo con fissità
i compagni di età
con cui prima giocavo sereno:
piccole statue chiassose
urlavano e correvano...
avevano la mamma|
Lei, dopo anni di atroci dolori
morì
lasciandomi solo
con la mia adolescenza.
Mi dicevo
che non potevo ridere
perché senza madre.
Il suo viso mi seguiva
nelle primavere fiorite
sotto gli alberi
dove sedevo ad ascoltare
il fruscio del vento.
Guardavo i pioppi
e lo stormire delle fronde,
aspettavo che tornasse
paziente per lunghi giorni
come l'attesa di un figlio
e il mio cuore batteva
in sintonia
col suo agile passo.
La madre è un dono
che il cielo ci ha dato
per gli anni inermi.
Passeggiavo sull'erba da fieno
accarezzando i fiori della lupinella
e la sera mi accasciavo

sul letto di sfoglie di granturco
sospiravo
con la testa sul cuscino.
Il mattino spuntava il sole opaco
che non mi diceva più nulla.
Poi venne la giovinezza
col suo impeto rigoglioso.
Instancabile
nelle ragazze cercavo la mamma,
ma esse chiedevano altro:
volevano il mio corpo
volevano il mio sesso.
E io davo il mio sesso
alla loro rapacità.
Poi tornavo ai libri
amici fedeli di quell'età.
Le carezze femminili
non mi bastavano.
Trascorrevo le notti
nelle bettole
ubriaco di vino e disperazione;
cantavo stonato con i netturbini
per riempire il vuoto dell'anima;
all'alba tornavo a casa
e mi buttavo su un letto ingrato.
Nei miei anni migliori
ho sparato parole
bestemmiando la sorte.
Uomo bambino
elemosinavo dolcezza,
timido e scontroso
figlio ostinato.

lunedì 4 novembre 2024

IL CIMITERO IN POESIA


A cavallo di due millenni, sotto i portici di piazza Pie' di Corte, c'era una bacheca a disposizione di quei cittadini che volevano evidenziare con educazione, civiltà e poesia, problemi che angustiavano la popolazione.
Pasquino ha avuto tra i suoi collaboratori anche Luigi Ciarpelli, poeta, che in vernacolo evidenzia il problema del cimitero che appare trascurato, disordinato, sciatto e scialbo.
Naturalmente il problema fu risolto.


LU CEMETERE

Sta vodde parleme de na cusa vere:
de come sta lu cemetere
e se vale na parole
ci sta li jerve
a puste de li ajole.
Li murte repose 'npace
ma stu puste ne je piace;
li vive che ce và
se cumince a lamentà
pecché nesciune pense
a daje na ressediate
come nu puste reservate.
Sole li ladre ce passe
pe li solde che po' fregasse
a li femmene devote
che va a purtà nu fiore
'nghe nu cò de battecore.
Lu jurne de tutte li Sante,
quande ce va tutte quante,
è belle accumedate.
Ma la cuse nen pare juste,
demece da fa tutte l'anne
a daje  na misse a puste,
pecché lu campesante
ce aspette tutte quante.

                        Corropoli, 16/10/1999

Questa poesia fu motivata dal triste spettacolo che offriva il cimitero alla fine del secolo scorso.

domenica 29 settembre 2024

LA FELICITA' DI UNA VOLTA


Sono ragazzi degli anni '50/'60, sono contenti di giocare anche a piedi scalzi sull'aia. Qualcuno decide di scattare loro una foto e la loro felicità va alle stelle.
Sono da sinistra Antonio Ricci, Enio Marziale, Luigi Ciarpelli e Luciano Falò.

giovedì 12 settembre 2024

UN POETA CORROPOLESE...


Luigi Ciarpelli nasce a Corropoli.
L'infanzia felice è troncata dalla tragica morte della madre. 
Per lui si aprono le porte del collegio, dove si diploma.
Giovane spensierato insegue tutte le esperienze fino al matrimonio, che stempera le sue angosce.
Vive la sua terza età in campagna, leggendo, scrivendo e inseguendo ricordi.

INGENUO  RIFUGIO

China sullo scoglio,
la mente rugosa,
ascoltai il rumore del mare,
temerario cercatore
di sincero silenzio.
Dimenticai la ressa, 
le luci ai vapori di sodio
sugli argini delle corsie.
Dalle vie selvagge delle città
fuggii intenerito
i passanti numerosi:
visi frettolosi,
statue incolori.
Fisicamente deluso
dalla calca delle spiagge,
della pelle morbosa
mi spinsi a cercare
un sasso marino.
Ora,
pacifico eterno bambino
mi siedo sulla roccia
e preme, lontana fanciulla,
il nostro amore passato.
Con i piedi nell'acqua.
i capelli sciolti, immagino cose,
idee gracili e nude,
ma io vivo, o mondo rissoso,
il mio amore cosparso
di cultura e di azzurro.
Ti penso, 
col mio sguardo orgoglioso,
rapito dal tuo antico colore.
Ora vivi con me,
nella pace e nei sogni.
Il filosofo del tempo verrà
a portare nuovi saperi,
a dire che l'incanto è vicino.


La pubblicazione poetica di Gino Ciarpelli "Luce avara" la trovate su Amazon cliccando qui


lunedì 20 febbraio 2023

LA PASTA DELLA NONNA


Ormai questo volto è vivo solo nella memoria dei suoi cari e di qualche amico.
Splendora Ciarpelli ci ha lasciato il 29 ottobre 1979 e in Splendora rivediamo le nostre mamme dei tempi passati, tutte casa e chiesa. Mamme sempre disposte a preparare cibi genuini a figli e nipoti.
Nella foto Splendora con il matterello sta stendendo la pannella da cui ricavare fettuccine o quadr'ccitt'. Siamo propensi per questi tipi di pasta perché sul tavolo con piano di marmo non compare la chitarra o lu macch'r'nar' che serviva per preparare i maccheroni.
La foto ci testimonia un'altra usanza scomparsa: quella di appendere cartoline, foto o appunti inserendoli tra l'intelaiatura in legno e il vetro della credenza.