IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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lunedì 20 luglio 2026

AUGURI DOPPI


Oggi, 20 luglio 2026, i giovanotti della foto compiono 81 anni. Ambedue hanno lo stesso cognome: Graziaplena.
Quello di sinistra per l'anagrafe si chiama Marino, ma tutti lo chiamiamo Mario.
Quello di destra per l'anagrafe si chiama Luigi, ma tutti lo chiamiamo Gino.
Ambedue abitano al Bivio.
Da grandi uno ha affrontato l'estero, divenendo un abile e apprezzato muratore, l'altro ha proseguito gli studi diventando geometra.
Nella vita hanno collaborato molto per riempire il Bivio di case ed edifici pubblici. Gino progettava e Mario realizzava.
Un tandem all'avanguardia. Il loro top architettonico lo vediamo nella chiesa dello Spirito Santo.
Il geometra Gino ha partecipato alla stesura del progetto e Mario l'ha realizzato.
Nel 1963 il Bivio era questo: poche case sparse e un rifornimento di benzina (quello di Loreto Pantoli) che stava per nascere insieme alla casa.



giovedì 4 giugno 2026

ARTISTI CORROPOLESI


Quando la Pro Loco corropolese promuoveva estemporanee di pittura, gli artisti arrivavano da tutte le parti e spuntavano anche da Corropoli.
Una di questi artisti è Valentina Salvucci (nella foto).
Siamo nel 2004. Valentina, in piazza Pie' di Corte, mostra la sua opera a china che potete apprezzare meglio nella riproduzione sottostante.
Il tema della sua opera è il primo cimitero di Corropoli, ubicato dietro il monastero della Montagnola. 
Oggi, di quello che vedete nel disegno non c'è rimasto niente.


Le cappelle gentilizie del disegno erano state costruite nel terreno retrostante la chiesa dei Minori Osservanti in seguito all'entrata in vigore delle leggi napoleoniche che vietavano l'inumazione delle salme sotto il pavimento delle chiese.
L'acquisto del complesso conventuale da parte di Camillo Montori alla fine degli anni '90 non ha salvato dalla demolizione il bel porticato delle cappelle gentilizie.


venerdì 24 aprile 2026

TRE FOTO IN UNA


La foto d'apertura è il particolare di una foto panoramica di piazza Pie' di Corte.
C'è un giovanotto che sta per accendersi una sigaretta.
Scorre l'anno 1955. Il giovanotto è Domenico Falò. Alle sue spalle si nota una delle 2 cannelle della fontana a cui una popolana è andata ad attingere acqua con un recipiente. L'acqua della fontana, a quei tempi, era 
potabile e le donne normalmente l'attingevano con la conca.


Domenico Falò è in piazza vicino ad una palma da poco piantata. Sullo sfondo la casa di Manducc' d' Z'cchitt' (Armando Ricci). 
Oggi quella palma non c'è più. E' stata sostituita con un'altra palma, ma anche questa è stata attaccata dal punteruolo rosso che le ha uccise.


Prendendo in esame la parte sinistra della foto notiamo l'insegna di una oreficeria. Una volta nel centro storico c'erano 2 oreficerie: una la vediamo nella foto, l'altra era ubicata sotto i portici.
Oggi, le due oreficerie sono scomparse. A Corropoli è possibile trovarne una al Bivio.

sabato 24 gennaio 2026

ALLA FONTANA


Corropoli, una volta, sprizzava d'acqua da tutte le parti.
La più nota era Fonte a Cippo, le cui acque alimentavano la fontana di piazza Pie' di Corte, nel cui bacino vivevano tranquilli i pesci.

Quella della foto è la fontana d' M'rill', ubicata una volta proprio di fronte alla statua di Padre Pio.
Alla fontana ci si andava con la conca per attingere acqua da bere, per lavare i panni e, molto più piacevolmente, per incontrare il moroso.
Le due ragazze sono Teresa Pompeo e Santina Clementoni.
C'è una canzone popolare anonima Tutte le fundanelle che forse nasce da questa situazione. La puoi ascoltare cliccando qui nella versione della Corale Folk di Corropoli. 


sabato 15 novembre 2025

IL BIVIO ANNI '80


Così si presentava il Bivio nei primi anni '80, quando non c'era il semaforo ma c'era una cabina dell'Enel quasi al centro della strada che porta a Tortoreto Alto.
Un angolo molto brutto del Bivio. 
Il lato basso della cabina veniva utilizzato come spazio di affissione e, come se non bastasse, qualche anno dopo davanti ad essa furono piazzati i cassonetti per la raccolta dei rifiuti su cui gli attacchini erano soliti affiggere anche i manifesti mortuari. 

domenica 9 novembre 2025

ASPETTANDO


La fontana di piazza Pie' di Corte è il punto di ritrovo dei più giovani e bambini. Una volta veniva alimentata dall'acqua della sorgente Fonte a Cippo. Nella vasca guizzavano pesci rossi e di lago... e sul fondo, alla stregua di Fontana di Trevi, delle monetine che i ragazzi cercavano di recuperare con l'aiuto di calamite legate ad un filo.
Oggi un laconico cartellino di metallo ci avverte: "Acqua non potabile"
La fontana resta un luogo romantico da cui si può avvistare meglio la "preda", soprattutto se ci si arrampica sul bordo. 
Forse è quello che sta facendo Ilio D'Annuntiis.

sabato 27 settembre 2025

SCORCIO SCOMPARSO


Questo bel paesaggio a Corropoli non esiste più. Si trovava dietro il Palazzo Ducale (o ex-convento della Montagnola che inglobava anche la chiesa di Santa Maria degli Angeli).
Il colonnato della foto è stato abbattuto e sul prato, trasformato in parcheggio, è scesa una colata di cemento. 
Questo luogo può essere considerato il 1° cimitero di Corropoli. Anticamente i morti venivano seppelliti dentro le chiese, sotto il pavimento. 
Dopo le ottocentesche leggi napoleoniche si cominciò a seppellirli all'esterno, sotto terra.

lunedì 18 agosto 2025

PIU' UNICA CHE RARA


E' tramontata l'epoca di "mandami una cartolina".
Questa è la prima (e l'unica) cartolina che è stata stampata sul Bivio (inizio anni '70).
Nella prima foto vediamo una statale 259 bordata da maestosi pini.
In alto a destra una fontana che non esiste più. Era stata costruita per iniziativa privata (Carino Di Addezio) e realizzata con le sue stesse mani. Aveva decorazioni marine realizzate con conchiglie recuperate sulla spiaggia.
La terza foto evidenzia l'annoso problema della sosta dei pullman. 
Nella cartolina il bus parcheggiava davanti al Mobilificio Rosati, oggi parcheggia all'imbocco di via Giovanni XXIII.
Nell'ultima foto si vede  la strada provinciale che porta a Corropoli tutta bordata di ligustri. Il cui tronco aveva una larga fascia bianca realizzata manualmente dagli stradini. A quei tempi c'erano ancora i cantonieri.

domenica 3 agosto 2025

IL BAR D'UNA VOLTA


C'era una volta al Bivio questo bar che non è sopravvissuto allo scorrere del tempo. La casetta non esiste più e al suo posto sorge la casa di Silvana Pistilli.
All'epoca il bar ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) è stato un locale all'avanguardia. Vi si poteva vedere la televisione (a pagamento); bisognava fare una colletta tra gli astanti perché il televisore si accendeva in seguito all'introduzione di un gettone.
E' qui che molti corropolesi hanno potuto assistere alle imprese del mitico Livio Berruti alle Olimpiadi di Roma del 1960.
Il bar era gestito da Vincenzo Ripani.
Un particolare che la foto non mostra. Il bagno non era sistemato all'interno, ma all'esterno. Si raggiungeva percorrendo il viottolo (visibile) tra la rete di recinzione e la parete.

sabato 12 luglio 2025

IL BIVIO DI IERI


La ragazza sulla Vespa è d'origine ferrarese capitata in Abruzzo per far visita a lontani parenti. 
La Vespa è di Carino Di Addezio, gestore del servizio Vespa. La foto è stata scattata sul piazzale della stazione di servizio Api, la prima pompa di benzina del Bivio. 
Sullo sfondo a sinistra vediamo il Consorzio provinciale (oggi abbattuto) e la casetta (del maestro Palmarino Di Pasquale) che sarà presto abbattuta per fare spazio ad un palazzo dove oggi, al piano terra, c'è "Quadrifoglio", un negozio di prodotti per l'igiene della persona e della casa. Gli stessi locali che avevano precedentemente ospitato il negozio di abbigliamento di Ida Di Natale.


venerdì 4 aprile 2025

UN'ALTRA PROSPETTIVA


Nella foto i resti del 1° cimitero esterno corropolese (prima che venisse completamente abbattuto). Era ubicato nella parte retrostante del convento della Montagnola. CLICCA QUI per vederlo in una prospettiva diversa.
L'abitudine di seppellire i cadaveri nelle chiese sopravvive fino ai primi decenni del 1800.
A Corropoli la svolta avviene nel 1817 in seguito alla carestia. Le fosse carnaie dei 3 cimiteri corropolesi (chiesa parrocchiale, chiesa di Santa Maria degli Angeli e San Donato) erano sature ed emanavano un odore insopportabile.
Il sindaco dell'epoca, Nicola Polidori, vuole un camposanto fuori dal centro abitato (come prevedevano le leggi emanate dal Re Ferdinando) e la scelta cade sull'area dell'orto del soppresso Monastero dei Minori Osservanti alla Montagnola (Monastero soppresso in seguito alle Leggi napoleoniche).
Nella foto ciò che restava di un porticato dell'antico cimitero. La bella costruzione è stata abbattuta per far spazio ad un parcheggio.


martedì 17 dicembre 2024

PINI ABBATTUTI


Questa veduta di Corropoli risale agli anni '70 e evidenzia una grossa differenza con il panorama di oggi.
Oggi non vediamo più i grossi e alti pini sopra il muraglione. Sono stati tagliati perché, con il loro peso e con le loro radici, avevano spaccato il mastodontico muraglione con la nicchia della Madonna del Sabato Santo.
La profonda fenditura, nonostante l'abbattimento dei pini, tendeva sempre più ad allargarsi... tanto che all'inizio di questo millennio si è pensato di ripararla... e al posto dei pini sono stati piantati dei tigli.


martedì 26 novembre 2024

MESTIERI SCOMPARSI


A Corropoli una volta c'erano vari funai, persone esperte nella costruzione di corde di varia lunghezza e dimensione.
Nella foto Emidio Foschi, l'ultimo funaio corropolese insieme alla moglie Domenica Carapucci, la cui presenza era indispensabile per dare vita ad una corda. Molti funai ricorrevano all'aiuto dei figli (anche minorenni) che dovevano girare continuamente la ruota.
Il mestiere del funaio si svolgeva all'aperto e sfruttava come materia prima la stoppa derivata dalla canapa.



martedì 5 novembre 2024

MULINO AD ACQUA


Tanto tempo fa, in territorio corropolese esistevano vari mulini. Sono tutti scomparsi. Troviamo i resti dell'ultimo mulino ad acqua lungo la strada che dal Bivio porta a Tortoreto Alto. Nella foto in alto vediamo Livio Rosati e nonna Francesca Puccinotti, l'ultima abitante del mulino abbandonato.
Nella foto sottostante: il vecchio mulino com'era nel 2011. Ricoperto in gran parte dalla vegetazione con rovi ed altre piante selvatiche che hanno completamente nascosto la scalinata per il piano superiore.
Nel 2015 una parte della costruzione è crollata.

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giovedì 3 ottobre 2024

I POZZAI


Negli anni '60 e '70 dei modesti artigiani, i fratelli Livio e Domenico Boni, sanno curare così bene il loro lavoro tanto da diventare imprenditori.
In questa foto li vediamo dopo aver compiuto una grande fatica: hanno tirato su, senza aiuto di mezzi meccanici, una grossa pietra che impediva l'escavazione del pozzo. Nella foto, scattata in zona Frattari, riconosciamo Camillo Cimini, Antonio Ferrovecchio, Livio Boni, Umberto Pulcini, Armando Tarquini e Domenico Boni.
La grossa pietra è rimasta appoggiata al muro di protezione del pozzo di Camillo Cimini. Successivamente il proprietario, con un martello elettrico la demolì e al suo interno vennero trovate diverse conchiglie fossilizzate.


sabato 27 luglio 2024

UNA VOLTA SI RACCOGLIEVA COSI'


Oggi siamo arrivati alla raccolta differenziata porta-a-porta, ma negli anni '80 la raccolta dei rifiuti (che allora si chiamavano "residui solidi urbani") veniva effettuata da dipendenti comunali e con un camion non proprio adatto a questo scopo.
I due protagonisti della foto in alto sono Alceo Carulli, Tonì d' Nepa e Italo d' Sbirr' (l'autista).

giovedì 4 luglio 2024

C'ERA UNA VOLTA UN PUB


Fino agli anni '70 al Bivio esistevano solo i classici bar, dove tra un caffé e una bottiglia di birra si discuteva o si faceva una partita a carte.
Negli anni '80, grazie ad una famiglia di Roseto (ma originaria di Corropoli) arriva la novità: il Pub, ovvero il "Country Pub", un locale pubblico dove, oltre a bere (birra), si può anche mangiare (panini).
Nella foto: Luigi e Roberto Ginaldi con in mezzo la loro madre: Adalgisa Ricci.



venerdì 28 giugno 2024

OPERE MONUMENTALI


Al Bivio di Corropoli negli anni '60 per trovare qualcosa di degno di uno scatto fotografico si doveva arrivare al ponte sul Vibrata.
Questo - a quei tempi - era l'unica opera monumentale della zona.
Come potete notare dalla foto la strada non era neanche asfaltata.
Per trovare qualcos'altro di monumentale bisognava scendere a livello di fiume. Qui si potevano ammirare in tutta la loro monumentalità
li cajù, ovvero delle grosse gabbie formate da reti metalliche riempite di grossi sassi, costruite in loco per proteggere gli argini dall'erosione in caso di alluvione.
Nel 2020 li cajù son tornati di moda. Queste grosse gabbie pietrose sono state utilizzate come protezione dei piloni di sostegno del ponte in via Vomano.
Nella foto Amina Diomedi.



martedì 4 giugno 2024

UN MITICO FABBRO


Siamo in zona Piane al Bivio di Corropoli.
Nell'aria si respira odor di ripresa economica. 
C'è molto da lavorare per uscire dalle condizioni di povertà create dalla seconda guerra mondiale. 
Dominano, oltre alle attività agricole, quelle artigianali. Chi non riesce ad adattarsi sceglie la terza via: quella che porta all'estero.
Nella foto una delle attività artigianali che hanno contribuito alla rinascita dell'economia italiana: quella del fabbro.
Visto l'abbigliamento dei protagonisti della foto siamo portati a pensare che sia stata scattata negli anni '60 per simulare un momento del lavoro del fabbro. 

L'uomo al centro è un mitico artigiano corropolese, Livio Consorti "lu f'rrar'" che con il suo lavoro in un modesto laboratorio ha tirato su una numerosa famiglia.
Gli altri due sono dei neretesi: Ennio Chiarini (a sinistra) e un certo Giggì. 


venerdì 5 aprile 2024

IL VECCHIO BIVIO


Negli anni '50/60 gli italiani o comprano la Vespa o si accontentano di una Lambretta.
Questa foto, scattata a Giovanni "Gianni" Cornacchia su una Lambretta davanti all'attuale bar Italia, ci permette di ricordare una parte di Bivio scomparsa. Sulla sfondo vediamo la cabina dell'Enel e la casa di 
Bobb, il padre di Francesco Tarquini (Cecchino), che la vendette per costruirne un'altra più grande ed adeguata alla sua attività: quella di venditore di legna da ardere nei pressi del palazzo scolastico del Bivio.
Naturalmente la SS 259 era tutta bordata di piante di pino.



Davanti al bar Italia non c'era asfalto, ma breccia.