IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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giovedì 30 luglio 2026

UN "CONSIGLIO" PER LA TARI


Ieri sera 29 luglio 2026 c'è stato il Consiglio Comunale.
5 i punti all'ordine del giorno.
Gli ultimi 3 riguardavano la Tari.  



Come al solito tutto tace: maggioranza e opposizione. Ma per fortuna c'è Roberta Grilli, l'assessora detronizzata che, a proposito della quinta rottamazione Tari (recupero somme non riscosse), ci dice che ha preferito astenersi dal voto per rispetto di tutti quei cittadini e imprese che, con silenzioso sacrificio, hanno onorato tutti i loro "doveri".


La Grilli ci tiene a sottolineare che astenersi non significa "votare contro", ma esprimere riserve senza ostacolare la maggioranza.
Per avere notizie più certe sulla Tari dovremo attendere la pubblicazione delle delibere.


Tornando alle tariffe Tari... dobbiamo solo aspettare.
E' prevedibile un aumento se guardiamo alle spalle.
Riflettete sulle cifre pagate da una famiglia in passato. 

Nel 2025154,50 € - rata unica - importo 153 € + 1,50 tassa

Nel 2024 - 147 € - due rate - importo 67+77 + 3 € 

Nel 2023 - 137 € - due rate - importo 67+67 +3 €

Nel 2022 - 134 € - due rate - importo 66+66 + 2 €

Per il 2026 forse pagheremo di più e avremo servizi più scadenti a giudicare dai post pubblicati da questo link.

VOTO : 1 meno meno
POLISERVICE, UN LAMENTO

giovedì 25 giugno 2026

SVOLTA IN CONSIGLIO COMUNALE

Consiglio Comunale del 25 giugno 2026: 2 punti molto simili all'ordine del giorno "Variazione d'urgenza al bilancio di previsione finanziario 2026/2028."
Mentre anche l'opposizione vota a favore, Roberta Grilli in uno si astiene e nell'altro vota contro.
Siamo arrivati al rigetto e qualche motivo lo intuiamo anche.
Ma non è tutto. Il segretario legge un comunicato in cui la Grilli annuncia il proprio distacco dal gruppo consiliare di maggioranza e si dichiara a tutti gli effetti consigliere indipendente.
Femministe, prendete esempio da una che, in silenzio e senza clamori, mostra di avere gli attributi.
In fondo la svolta era prevedibile.

In un post del 5 maggio 2026 avevamo scritto:



Avevamo scritto:
Roberta Grilli potrebbe presentare due importanti dimissioni: dal Partito Fratelli d'Italia e dal Consiglio Comunale.
Ci sembra scontato nel primo caso. Molto difficile nel secondo perché per qualcuno sarebbe motivo di gioia.
La Grilli sarebbe disposta a concedere questa gioia a quelli che da amici, o meglio da fratelli, sono diventati nemici?
Abbiamo visto che senza una motivazione concreta Roberta Grilli, assessora a pochi voti dall'essere nominata vicesindaco, è stata retrocessa a consigliera con la particolarità di essere l'unico componente del Consiglio di maggioranza a cui non è stata affidata una delega.
Discriminata?
No, conoscendo Roberta, si dovrebbe dire delusa.
Abbandonare il Consiglio sarebbe fare un favore al Sindaco o a chi ha architettato tutto questo ambaradan di palazzo.
Abbandonare il Consiglio, d'altra parte, significa anche dare uno schiaffo agli oltre 500 corropolesi che l'hanno scelta per portare avanti le loro istanze.
Non crediamo che Roberta Grilli potrebbe dimettersi dal Comune, ma potrebbe presentare le dimissioni al partito che, come Ponzio Pilato, s'è lavato le mani davanti al popolo, accettando come normale l'ambaradan.
E se la Grilli diventasse vannacciana?
La storia continua e la scopriremo solo vivendo!


mercoledì 13 maggio 2026

CONSIGLIO STORICO


14 maggio 2020. Primo Consiglio Comunale corropolese in diretta Facebook: un disastro.
Audio pessimo e in alcuni momenti del tutto incomprensibile.
Rumori di sottofondo come tonfi, squilli, schiocchi, rimbombi... rendono ancora più difficile seguire il discorso... 
Nonostante i problemi esposti, ben 55 persone seguono la diretta.


Il Consiglio inizia puntuale alle 20.30 e termina alle 24.30 circa. 
Già al 1° punto si rilevano degli intoppi con delle sospensioni.
Ma al 2° e 3° punto si raggiunge il top. Sia la maggioranza che l'opposizione hanno presentato una proposta di regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. Bisogna trovare un accordo fra le due proposte e ciò comporta sospensioni, correzioni, discussioni... che stimolano i commenti di quelli che seguono il Consiglio Comunale.


Per la cronaca anche il successivo Consiglio Comunale sarà in diretta Facebook. Lieve miglioramento nella ripresa, ma il risultato resta carente.
In seguito, il consigliere d'opposizione Massimo Piotti si dichiara disponibile a fare le riprese in diretta del Consiglio, ma il Sindaco si dice contrario.


sabato 25 aprile 2026

A TUTTI, TRANNE UNA


foto Cityrumors

Nel Consiglio Comunale corropolese del 23 aprile 2026 c'è stato il rimpasto delle deleghe o il nuovo assetto amministrativo.

ASSESSORI

Laura Piccioni: pari opportunità, commercio e attività produttive, politiche giovanili, efficientamento energetico, tutela e benessere animale.
Alessia Lupi: istruzione, turismo, cultura, politiche sociali.
Massimo Micozzi (vicesindaco): manutenzione e aree verdi, viabilità, sport, sicurezza.
Domenico Di Monte: ambiente, affari legali, diffusione attività comunali, democrazia partecipata, servizi cimiteriali, rapporti con i cittadini.


CONSIGLIERI

Giancarlo Di Ubaldo (capogruppo): digitalizzazione, servizio civile.
Claudio Del Toro: agricoltura, rapporti associazioni sportive,
Attilio Ricci: urbanistica, lavori pubblici in collaborazione con il sindaco.

E' la prima volta che nella mia vita repubblicana capita di vedere una cosa del genere.
Tutta la compagine di maggioranza (compresi i consiglieri) ricevono una delega, tranne Roberta Grilli, 564 voti retrocessa all'ultimo posto, ovvero senza delega alcuna.
Tra gli elettori della Grilli c'è chi ci vede una punizione, chi un isolamento, chi un mobbing, chi una discriminazione.
La Grilli deve averla combinata proprio grossa per essere sottoposta a questo trattamento, ma nel lungo documento del Sindaco non troviamo nessun accenno a qualche sua mancanza.

COSI' IL SINDACO VALLESE SCRIVE

Mi dispiace non poter essere oggi tra voi. Avevo in programma da tempo di affrontare in prima persona questo passaggio e lo avrei voluto fare guardandovi in faccia, come è giusto.
Una piccola necessità clinica, di cui ho avuto conferma solo pochi giorni fa, ha richiesto il ricovero da ieri, con dimissione prevista domani. Ho scelto comunque di non rinviare ulteriormente l’appuntamento con il Consiglio: sarebbe stato il modo peggiore di rispettarlo.
Affido perciò a queste righe le ragioni della rimodulazione della Giunta Comunale disposta con mio decreto.
Voglio essere chiaro fin dall’inizio su un punto che è stato oggetto di molte, troppe, interpretazioni nelle scorse settimane. Poche settimane fa, in occasione del referendum costituzionale, siamo stati chiamati tutti alle urne per una delle più alte forme di sovranità popolare che la nostra Carta prevede. Al di là delle posizioni che ciascuno di noi ha scelto, quella consultazione ci ha ricordato qualcosa di essenziale: nella nostra democrazia il cittadino è sovrano, e chi è stato eletto a rappresentarlo esercita il mandato in prima persona. Non è una verità nuova. È il principio che i Padri Costituenti, nel disegnare l’architettura della nostra Repubblica, hanno voluto al cuore di ogni istituzione elettiva, dal Parlamento fino al Consiglio Comunale: la democrazia non è soltanto il diritto del cittadino di scegliere chi lo governa, è anche il dovere di chi governa di rispondere delle proprie scelte, senza sottrarsi all’onere personale della decisione, perché la responsabilità politica è personale o non è.
In questa cornice si colloca la revoca del mandato assessorile: una prerogativa esclusiva del Sindaco, che risponde del buon andamento dell’azione amministrativa davanti a questo Consiglio e, soprattutto, davanti ai cittadini. È una responsabilità che non si delega e che non si condivide: si esercita.


Scegliere la propria squadra di governo, valutarne la tenuta nel tempo e ridisegnarla quando serve rientra nella piena autonomia politica del Sindaco, che degli esiti risponde in prima persona. È esattamente ciò che ho fatto.
Sul merito della scelta devo a questo Consiglio e alla città una spiegazione politica, che rendo volentieri. Il mandato che i cittadini ci hanno affidato è entrato da tempo nel cuore della sua attuazione: i grandi dossier richiedono oggi scelte impegnative, tempistiche stringenti, un coordinamento più serrato tra le deleghe e un ritmo di lavoro che il programma presentato agli elettori esige.

Ho ritenuto, in coscienza, che questo passaggio richiedesse un riassetto complessivo delle deleghe e una squadra pienamente allineata sulla direzione di marcia e capace di imprimere quel nuovo impulso operativo che Corropoli si aspetta da noi. Non si è trattato di un giudizio sulle singole persone, ma di una valutazione di sistema sulla configurazione più efficace per portare a compimento gli impegni assunti.
So che è trascorso un tempo più lungo di quanto avrei voluto prima di parlarne in questa sede. Illustrare una scelta di governo, però, ha senso quando la nuova configurazione della Giunta è pienamente operativa e le nuove deleghe cominciano a camminare sulle loro gambe, non sull’onda della cronaca. A questa scelta di metodo si sono aggiunte, lo dico senza farne un alibi, circostanze personali che hanno richiesto di dosare diversamente le priorità della mia agenda.

Ognuno è poi libero di scegliere quale strada percorrere per portare in Consiglio il confronto politico. Io credo, semplicemente, che il confronto politico si nutra di contenuti, non di scorciatoie procedurali.
Tengo a dirlo con nettezza: la rimodulazione della Giunta non mette in discussione il lavoro svolto fin qui, né interrompe alcun percorso amministrativo. La continuità è garantita, i progetti proseguono, gli impegni con la città restano tutti sul tavolo.
Lo dico con il rispetto che devo a ciascun consigliere, ma anche con la franchezza che la comunità si aspetta da chi la amministra. Su questa vicenda si è costruita, nelle scorse settimane, una narrazione che ha cercato di spostare l’attenzione dalle cose che contano, ossia il programma, i progetti in cantiere, gli impegni assunti con gli elettori, a una rappresentazione di retroscena e di procedure. È una strategia comprensibile sul piano della dialettica politica, ma è una strategia che non rende un buon servizio ai corropolesi. Il nostro mandato non si misura sul rumore attorno alla composizione di una giunta: si misura sulla bontà delle scelte strategiche e politiche, sulla serietà con cui si lavora, sulla direzione che si imprime all’azione amministrativa. È su questo terreno che io chiedo di essere giudicato, ed è su questo terreno che la maggioranza continuerà a presentare il proprio lavoro. Ogni altro confronto, per quanto legittimo, non può oscurare la volontà chiara che i cittadini hanno espresso nelle urne e che questa amministrazione sta portando avanti.

Vorrei anche, prima di concludere, sgombrare il campo da un equivoco politico che ha trovato spazio in queste settimane. La rimodulazione della Giunta che ho disposto non nasce da una logica di partito, né risponde a equilibri interni a una forza politica. Nasce da una valutazione di governo, di esclusiva competenza del Sindaco, assunta nell’interesse del Comune e del suo programma amministrativo. Lo dimostra un dato di fatto che i corropolesi conoscono bene: la revoca ha riguardato un’esponente della stessa area politica che sostiene questa maggioranza, non una figura di un’altra lista. Chi amministra un Comune non è il segretario di un partito: è il Sindaco di tutti i cittadini che gli hanno affidato un mandato. Il Sindaco risponde alla comunità nel suo insieme e non a correnti, non ad apparati, non a vincoli di schieramento. Quando una scelta di governo lo richiede, egli deve poterla compiere anche nei confronti di persone con cui condivide un percorso politico, proprio per mantenere quella posizione di imparzialità istituzionale che la sua funzione esige. È questa la differenza tra un Sindaco e un capo partito.

Ed è a questa differenza che, come Sindaco di Corropoli, sono e resterò fedele. C’è poi una presa d’atto che non posso tacere, perché il metro con cui si pretende di giudicare la modesta rimodulazione di questa Giunta è emerso in questi giorni con particolare evidenza. Proprio nel capoluogo della nostra provincia il Sindaco, espressione di una coalizione di centrosinistra, ha azzerato per intero la propria Giunta comunale e per sua stessa ammissione sulla spinta di un riassetto politico-amministrativo sollecitato dai partiti della maggioranza. E la sproporzione con quanto accade a Corropoli è sotto gli occhi di tutti. La minoranza di centrosinistra di Corropoli ha insistito per mesi per la convocazione straordinaria di quest’Aula, fino a inviare una formale diffida nelle stesse ore in cui si consumava l’azzeramento di cui ho appena detto.
Un’intera Giunta cancellata nel loro stesso campo politico non ha prodotto né un comunicato, né una denuncia, né una richiesta di chiarimento. La revoca di un singolo assessore nel nostro ha prodotto, invece, una mobilitazione continuativa culminata nella seduta odierna. I fatti parlano da soli, e dicono che questa convocazione nasce più dall’esigenza di un teatrino politico che dal merito amministrativo: perché il consiglio comunale non è un palcoscenico da scomodare quando conviene, ma la sede in cui si decide il futuro di Corropoli.
Da questa stessa vicenda emerge una seconda constatazione, che dico altrettanto asciuttamente. A Corropoli la revoca di un singolo assessore è stata disposta nel pieno rispetto della squadra che gli elettori hanno mandato in Municipio, che resta operante e al lavoro. Nel capoluogo della nostra provincia, invece, l’intera squadra di governo uscita dalle urne è stata cancellata per obbedire a richieste di parte. Il vulnus democratico, se di vulnus si vuole parlare, sta là dove la volontà degli elettori viene riscritta nella sua interezza, non dove un Sindaco rimodula una singola componente della propria squadra per governare meglio. Lascio ai corropolesi, che conoscono il valore del proprio voto, ogni ulteriore valutazione.

A tutti i componenti della Giunta, a coloro che hanno ricevuto nuove deleghe come a coloro che continuano a portare avanti quelle già loro assegnate, rivolgo l’augurio di buon lavoro, affinché da questo riassetto possa venire quel rinnovato impulso che ne ha ispirato la scelta. A chi ha fatto parte dell’Esecutivo in questi mesi va il riconoscimento politico che si deve a chi ha servito la comunità.
Questa amministrazione continuerà a rispondere con il lavoro, non con il rumore: perché è così che si onora il mandato ricevuto dai corropolesi.

Se avete letto questa lunga comunicazione... anche qui la Grilli non esiste proprio.
E giunti al fin della lettura, come Ponzio Pilato, ci vien da esclamare: "Io non trovo nessuna colpa in questa donna!"  

Chi volesse leggere la comunicazione della Grilli deve CLICCARE QUI e noterà che è scritta col cuore, mentre quella del Sindaco con la penna.


venerdì 24 aprile 2026

SPACCATURA CON PUNIZIONE

Era il 30 luglio 2019. Il Consiglio Comunale tarda ad iniziare. 
Nel 2019 avevamo ipotizzato una spaccatura all'interno dell'Amministrazione. Si è avverata!
Alla spaccatura si è aggiunta una punizione o, se vogliamo, una discriminazione.
I consiglieri di maggioranza hanno tutti anche più di una delega. La Grilli NON NE HA UNA.
E cosa dovranno pensare i 564 corropolesi che l'hanno votata?


Il 10 agosto 2019 pubblicavamo: 

Alcuni lettori ci hanno fatto notare che - stranamente - prima del Consiglio Comunale del 30 luglio 2019 due assessori (Grilli e Di Monte) erano presenti nella sala consiliare insieme agli altri consiglieri, mentre una parte della Giunta (sindaco, vicesindaco e assessore erano nella saletta di cui si intravede l'ingresso nella parte sinistra del rettangolo tricolore.
Ai cittadini, che hanno eletto il Di Monte e la Grilli, sembra normale che anche questi assessori (facenti parte
 della Giunta) dovessero stare vicino al Sindaco. Invece i loro eletti sono rimasti nella sala, non hanno detto una parola e si sono limitati ad alzare la mano in sintonia con gli altri consiglieri di maggioranza.




Oggi, 11 febbraio 2026 aggiungiamo: 

"La maggioranza è compatta!" - scriveva il Sindaco.
"Sicuro?" - rispondiamo.
All'inizio della Legislatura gli amministratori erano tutti di Forza Italia.
Nel 2020 Roberta Grilli entra in Fratelli d'Italia. Domenico Di Monte aderisce alla Lega.
Nel marzo 2021 anche l'ex sindaco corropolese, Umberto D'Annuntiis, entra in FdI, portando con sé quei politici formatisi alla sua scuola.
Nel settembre 2022 Fratelli d'Italia diventa il partito più votato a Corropoli, detronizzando il M5S.
Nel febbraio 2025 Roberta Grilli viene eletta Presidente del Circolo corropolese di Fratelli d'Italia.
Che cosa ha fatto concretamente Roberta Grilli per essere "detronizzata" dopo essere stata votata da 564 corropolesi, 27 voti in meno del vice sindaco Massimo Micozzi?
Ci si giustifica adducendo: "per da
re nuovo impulso all'azione politico-amministrativa e per assicurarsi il raggiungimento degli obiettivi prefissati".

venerdì 17 aprile 2026

FINALMENTE

Il 23 aprile arriva il Consiglio Comunale, forse, il più atteso della storia corropolese.
8 i punti all'Ordine del Giorno. Quello che interessa è uno solo: il n. 7, ovvero "Comunicazione del Sindaco al Consiglio sulla nuova composizione della giunta comunale".
Finalmente si dovrebbe dissolvere la fumosa cortina di parole con cui si è cercato di giustificare il ritiro delle deleghe all'assessora Roberta Grilli che, dallo scranno della Giunta, è stata invitata a sedersi tra i Consiglieri.
Sono 564 i corropolesi che avevano dato fiducia alla Grilli e si può dire che ben pochi di questi hanno accettato le motivazioni addotte e sono ansiosi di conoscere i veri motivi della "retrocessione".
Ecco un Consiglio Comunale che, per la trasparenza, andava diffuso in diretta (streaming).
In mancanza di questa, per sottolineare la voglia di trasparenza i corropolesi dovrebbero partecipare in massa.



Per chi non conosce la storia consigliamo i seguenti link:

7 febbraio 2026 - La motivazione della "retrocessione"
8 febbraio 2026 - L'opposizione consiliare chiede le motivazioni.
10 febbraio 2026 - Silenzio tombale della maggioranza
12 febbraio 2026 - "Fratelli d'Italia" striglia il Sindaco
19 marzo 2026 - Lettera aperta dell'ex assessora Roberta Grilli

sabato 7 febbraio 2026

FUORI DAL PARADISO



Appena arrivato in piazza un amico ti corre incontro e ti dice:
"
Hai saputo? Hanno fatto fuori la Grilli, Grilli Roberta!"
"Ma che dici? Sei impazzito?"
"No, le hanno tolto la carica di assessore!"
Non ci credo! Ma si avvicina un altro amico che conferma la cosa.
Mi sembra proprio strano. In fondo era stata proprio lei a formare un Circolo di Fratelli d'Italia a cui, uno dietro l'altro, erano convenuti tutti gli amministratori e consiglieri corropolesi.
Giochiamo con le ipotesi.
Che succederà adesso?... I consiglieri corropolesi emigreranno verso un altro partito politico, o faranno fuori la Grilli come Presidente della sezione locale di Fratelli d'Italia?
O sarà la Grilli a cacciare tutti?

La storia si ripete!
Nella storia di questa compagine amministrativa c'è stato un altro assessore che a suo tempo fu esautorato e che, in seguito, abbandonò la passione politica.
Per quanto conosciamo la Grilli siamo pronti a scommettere che non succederà.
La Grilli è una persona determinata e coerente, ma la delusione potrebbe essere talmente grande che potrebbe mandare tutto al Diavolo.
Non ci resta che conoscere la motivazione ufficiale di questa "cacciata".

Ecco la motivazione.

Nel decreto del Sindaco si fa riferimento ad una valutazione politica generale e una "sostanziale verifica sull'esperienza e sull'andamento dell'attività amministrativa sino a oggi e si ritiene di rimodulare la composizione della giunta comunale per dare nuovo impulso all'azione politico-amministrativa e per assicurarsi il raggiungimento degli obiettivi prefissati".

In pratica non si è capito in che cosa la Grilli abbia sbagliato e sembra che gli obiettivi politici prefissati non siano stati raggiunti per la presenza della stessa.
Agli occhi di tanti cittadini corropolesi l'ex assessora è apparsa come una persona attiva, che ha portato a termine le iniziative intraprese e che si è rapportata, più di altri, con i cittadini.
Ci si chiede: "Può una persona sola (su 5) inficiare il raggiungimento degli obiettivi prefissati?"

domenica 25 gennaio 2026

GETTONI COMUNALI


Nello schemino sottostante (determinazione n. 59 del 20 gennaio 2026, area contabile) le presenze e i relativi gettoni di presenza per i consiglieri nell'anno 2025.


Cifre esageratamente piccole se confrontate con gli stipendi lordi degli Amministratori:


Prima del 2021 anche gli stipendi degli amministratori erano bassi (colonna verde del 2021) poi c'è stata la corsa all'aumento, recepita dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.
La Legge non ha previsto aumenti per i consiglieri.
Analizzando le presenze del 2025 si evince che, per le presenze, l'opposizione è stata molto più solerte: 3 consiglieri su 4 sono stati sempre presenti, mentre per la maggioranza solo 1.

martedì 6 gennaio 2026

2026 : NIENTE BEFANA


post del 2023

📌 Niente Befana nel 2026 per gli Amministratori.
Essa è stata molto generosa negli anni passati.
Nel 2020 lo stipendio da Sindaco a Corropoli era di 1570 euro mensili lordi.
Il Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, recepisce il decreto 4 aprile 2000, n. 119 e dal 2021 lo stipendio passa a 1.952 €, nel 2022 diventa di 2.334 €, nel 2023 arriva a 3.613 € e nel 2024 si ferma a 4.002 €.
Nello schemino sottostante gli stipendi di tutti gli altri amministratori.



Agli 8 consiglieri vengono destinati dei gettoni. Uno per ogni riunione. Nel 2022 ci sono stati 6 Consigli Comunali. Nessun consigliere ha superato la somma di 100 euro annuali.
Nello schemino sottostante (determinazione n. 7 del 12 gennaio 2023, area contabile) le presenze e i relativi gettoni di presenza:


sabato 20 dicembre 2025

CONSIGLI COMUNALI 2025



Il Consiglio Comunale corropolese si rinnova.
Claudio Del Toro entra come surroga nel Consiglio e Giancarlo Di Ubaldo viene nominato Capogruppo per "Corropoli cresce" (maggioranza).
Il punto 5 "Proposta Anpi Val Vibrata di Mozione contro il Genocidio di Gaza" (presentato dalla minoranza) viene rinviato. 




Che strano! Il Consiglio Comunale fissato per il 24 luglio con 3 punti all'ordine del giorno non si è tenuto e già un nuovo Consiglio con gli stessi punti odg è  stato fissato per il 30 agosto (prima convocazione) o per il 1° agosto (seconda convocazione).
Abbiamo cercato di saperne di più da un consigliere d'opposizione che ha risposto dicendo che "i vostri eletti, dopo 25 anni, non sanno neanche convocare un Consiglio".
Cos'è successo?
Una campana l'abbiamo sentita!
Ci piacerebbe sentire l'altra!








sabato 6 settembre 2025

CONSIGLI COMUNALI "DIVERSI"


Tutti i politici sono per la trasparenza, ma pochi la amano. Il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, appartiene alla prima categoria, infatti ha tenuto un Consiglio Comunale in piazza.
Non è demagogia, ma coerenza.
Il Sindaco che, insieme al Consiglio Comunale,  amministra la cosa pubblica ha informato sui social quello che la sua amministrazione ha realizzato per i neretesi (si veda questo post). 

Ci sembra che ciò non accada a Corropoli.
Durante la pandemia c'è stato un Consiglio Comunale in diretta. Circa una sessantina i corropolesi collegati.
Un buon risultato per un debutto.

Alla luce dell'interesse suscitato l'opposizione chiese che i Consigli venissero sempre fatti in diretta. Il Sindaco non ha esaudito la richiesta. 
Nel Comune di Telve di Sopra (gemellato con Corropoli) lo streaming dei Consigli Comunali è la normalità.
A
 Corropoli in streaming si possono fare solo le sedute della Giunta.


mercoledì 2 luglio 2025

PIANO REGOLATORE INQUIETANTE


Il 19 giugno 2025 il Piano Regolatore Esecutivo è stato positivamente votato in Consiglio per l'adozione.
Adesso ci sono 45 giorni di tempo per le osservazioni e le opposizioni prima dell'approvazione.
Ciò che i cittadini trovano inquietante è che nel frattempo un vasto vigneto (protetto dalla Regione Abruzzo) viene abbattuto in via di fruttificazione.
Abbiamo chiesto dei chiarimenti agli amministratori, sindaco compreso. Nessuno ha risposto.
Uno di essi verbalmente ci ha detto che sono stati inviati i Vigili Urbani e ora devono verificare.
A questo punto ci sorge una domanda: "Ma le Autorità comunali sapevano dell'abbattimento del vigneto?".
Tra i corropolesi circola voce che al posto del vigneto sorgerà un impianto fotovoltaico.
Sarà vero? Sarà falso?
Ma chi ha il dovere di informare e chiarire... tace!

La cronistoria di questo Piano Regolatore la rintracciamo in un c
omunicato, riprodotto integralmente di "Corropoli 3puntozero" del 6 luglio 2023.


CHE FINE HA FATTO IL PRG DEL COMUNE DI CORROPOLI?

E’ il 6 luglio 2023, siamo ormai a fine mandato elettorale per questa Amm.ne Comunale e delle tanto promesse varianti al Piano Regolatore Generale non se ne vedono tracce.
Molte famiglie sono schiacciate nella morsa dell’IMU, non riescono a vendere i propri terreni e non riescono a sostenere le ingenti spese.
Il 16/4/2014, ben 9 anni fa, venne affidato l’incarico per apportare alcune modifiche al PRG; in questi nove anni sono aumentate a dismisura le richieste di declassamento di terreni, da edificabili ad agricoli, in quanto, la fantasiosa promessa di qualche Amm.re del recente passato, che “la popolazione Corropolese sarebbe più che raddoppiata in pochi anni” e quindi ci sarebbe stata una grande richiesta di terreni edificabili, non si è avverata: infatti, negli ultimi 20 anni la popolazione è aumentata solo del 10%.
Morale della Favola?
- Ad oggi l’evasione per quanto riguarda solo l’imposta sui terreni fabbricabili è di circa il 50%, ovvero circa 350 mila Euro che ogni anno non entrano nelle casse Comunali.
- Il PRG, da nove anni, è chiuso in qualche cassetto dello studio del tecnico incaricato
- L'Amm.ne Comunale continua a mostrarsi incapace di prendere qualsiasi decisione.
- Non è affatto fantasioso pensare che nel manifesto delle prossime elezioni Comunali, questa coalizione ci riproporrà la Variante al PRG (con le relative promesse elettorali), esattamente come ha fatto nelle elezioni del 2014 e del 2019.

martedì 6 maggio 2025

CONSIGLIO COMUNALE PER LA BADIA

Dopo la pubblicazione di foto sul degrado della Badia (4 maggio 2025), non abbiamo sentito voci sullo scempio economico, architettonico, culturale e sociale che da tempo si è consumato a danno dell'edificio architettonico più prestigioso di Corropoli (chiuso dal 2017).
Per chiarimenti sull'intricata storia ripubblichiamo il materiale relativo al Consiglio Comunale del 30 dicembre 2021 (privo di pubblico per pandemia) dopo la sentenza di 1° grado del Tribunale che ha sancito che la Badia non è di proprietà del Comune. 


Il 4 febbraio viene pubblicata la deliberazione n. 40 del Consiglio Comunale del 30 dicembre 2021 (che pubblichiamo integralmente).

All’apertura della seduta, prima che il Sindaco annunci il punto all’o.d.g., il Consigliere Piotti chiede di poter effettuare la ripresa video e la diffusione in streaming della seduta. Il Sindaco, in qualità di Presidente, non accoglie la richiesta.
Il Sindaco Vallese prosegue e, dopo aver riferito il punto, prima di passare la parola agli interpellanti, dichiara che su questo punto non ci sarebbe proprio niente da discutere in quanto l’Amministrazione ha già provveduto ad incaricare un legale per presentare il ricorso in appello e che, quindi, non è una questione che si possa ora affrontare e risolvere in Consiglio Comunale. Pertanto, il Sindaco conclude affermando che il provvedimento adottato è, appunto, il ricorso in secondo grado contro la sentenza del Tribunale di Teramo.
Consigliere Guercioni: dichiara che la Badia sta a cuore di tutti i corropolesi e che, quindi, la minoranza consiliare vorrebbe solo apportare un contributo, partendo da un confronto in questa sede perché, altrimenti, si dovrebbe comunicare solo tramite la stampa locale.
Assessore Di Monte: nell’affermare le ragioni del Comune, ricorda che un ricorso in appello si basa su ciò che è stato fatto in primo grado, avendo natura devolutiva, pertanto ora sarà compito solo degli avvocati e del giudice.
Sindaco Vallese: riafferma che qualsiasi cosa possa dire oggi il Consiglio Comunale, non aggiungerebbe niente alle ragioni dell’appello.
Consigliere Guercioni: si domanda che senso possa avere l’appello se non si possono produrre nuovi elementi.
Assessore Di Monte: ribadisce la natura devolutiva del ricorso in appello, illustrandone sommariamente le fasi.
Consigliere Guercioni: nel prendere atto della risposta, afferma che allora anche l’avvocato del Comune avrebbe dovuto essere il medesimo, invece è stato cambiato.
Assessore Di Monte: ritiene che il nuovo legale nominato dal Comune potrà rivalutare con attenzione la documentazione esistente e, sulla base della stessa, addurre nuove ed ulteriori motivazioni. Conclude ribadendo che, in questo momento, maggioranza e opposizione non potrebbero apportare nessun aiuto concreto.
Consigliere Guercioni: riferisce di conoscere bene la vicenda in quanto chiamato a deporre nella causa civile e racconta che, dopo le domande postegli dall’avvocato della ASL, si aspettava che anche il legale del Comune gli chiedesse qualcosa ma ha avuto l’impressione che egli non conoscesse l’argomento in maniera approfondita. Il Consigliere ritiene che l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto mettere il proprio legale in condizione di poter espletare il suo mandato, fornendogli tutta la documentazione possibile. Inoltre, il Consigliere afferma che, leggendo la sentenza, si rilevano molti elementi di natura storica ed è possibile risalire alle persone che, negli anni, hanno lavorato presso la Badia e che avrebbero dovuto essere sentite a testimonianza del fatto che la Badia non era struttura sanitaria.
Assessore Di Monte: ribadisce che non si tratta di testimonianze ma di interpretazioni normative e, in tal senso, l’Amministrazione ritiene che il giudice di primo grado abbia sbagliato nell’applicare le leggi citate in sentenza.
Consigliere Piotti: ricorda che c’è stato un finanziamento di circa 700.000,00 euro per quella struttura, oltre che un finanziamento per il ripristino dei danni dal sisma e che chiede che fine faranno quei soldi.
Sindaco Vallese: dichiara che i finanziamenti sono ancora in essere.
Consigliere Piotti: chiede quali siano le reali possibilità di vittoria in secondo grado. 
Sindaco Vallese: afferma che, leggendo la sentenza del Tribunale, il giudice abbia preso un grosso abbaglio e, pertanto, ci può essere ottimismo per l’esito dell’appello. 
Consigliere Piotti: riferisce che, dalla notizia della sentenza, molti cittadini hanno chiesto informazioni e chiarimenti. Ricorda, altresì, che ci saranno spese onerosi, tra assistenza legale, registrazione della sentenza, rischio di soccombenza etc. e si auspica che il ricorso valga la pena. Infine, il Consigliere ritiene che, in primo grado, l’avvocato del Comune non abbia menzionato le spese sostenute dall’Ente e che l’Amministrazione avrebbe dovuto assistere e seguire meglio il proprio legale perché il Tribunale avrebbe dovuto almeno riconoscere tali spese in quanto tale bene ha una natura storica e culturale.
Sindaco Vallese: ribadisce che ora c’è un nuovo avvocato al quale sono stati forniti tutti gli elementi utili e da lui richiesti.
Consigliere Guercioni: ritiene che vi possa essere uno spazio di manovra per una trattativa o transazione con la ASL.
Assessore Di Monte: afferma che è una delle ipotesi al vaglio.
Consigliere Piotti: ritiene che, sulla base di quanto affermato in precedenza, vi possa essere la possibilità di chiedere l’annullamento della sentenza di primo grado.
Assessore Di Monte: ricorda che è sempre necessario ricorrere in appello. 
Sindaco Vallese: nell’evidenziare che era obbligatorio tenere un Consiglio Comunale entro il 31/12, ritiene che non ci fosse bisogno ricorrere al Prefetto per lamentare il ritardo nella convocazione. 
Capogruppo Falò: dichiara che sarebbe bastato avvisare per tempo e ritiene che il comportamento da parte della maggioranza sia stato comunque scorretto.
Consigliere Guercioni: chiede di poter allegare un documento al verbale.
Sindaco Vallese: chiede al Consigliere di leggere pubblicamente il documento.
Consigliere Guercioni: legge l’allegato documento e chiede che sia reso a verbale.

Segue il documento letto dal Consigliere Guercioni.