IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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sabato 5 settembre 2026

GRAZIE A ELDA e FRANCESCO


Il 5 settembre è la Giornata Internazionale della Beneficenza.
Questo blog vuole celebrare questa giornata ricordando Elda Pompeo e Francesco Di Silvestre.
Ambedue, grazie agli splendidi familiari, dopo il loro trapasso hanno visto devolute in beneficenza le offerte raccolte in occasione del luttuoso evento.
Giuseppina Monsignore, figlia di Elda Pompeo, deceduta il 25 novembre 2023, ci tiene a far sapere che i 435 euro raccolti sono stati donati all'AIL di Ascoli Piceno.
La stessa cosa è accaduta per la morte di Francesco Di Silvestre, deceduto il 20 gennaio 2024. Il fratello Franco comunica che la somma di 290 euro è stata donata sempre allo stesso Istituto "Alessandro Troiani" di Ascoli Piceno.



La storia di Alessandro Troiani.

Alessandro era un giovane commerciante di Ascoli Piceno, proprietario e gestore del negozio di abbigliamento Rattattù. Scopre ad un esame di routine del sangue di essere gravemente malato. 
Allora i suoi sogni si riducono a 2: quello di poter guarire e quello di vedere ad Ascoli Piceno un centro di ematologia.
Dopo la sua scomparsa, il suo secondo sogno si è avverato ed oggi persone affette da malattie del sangue e dell'apparato linfatico possono trarne beneficio.




RICORDANDO GIUSEPPINA


Il 6 settembre 2023 ci lasciava Giuseppina Pompeo.
Aveva vissuto la sua gioventù a Corropoli, ma - pur sposando un corropolese: Marcello Cornacchia - aveva abbandonato il suo paesello per seguire il marito che lavorava nelle Marche.
La si vedeva spesso a Corropoli, anche perché i parenti più cari risiedevano qui.
Giuseppina aveva 79 anni.
Noi ve la riproponiamo in una foto degli anni '70, quando p
iazza Pie' di Corte non era ancora lastricata con il travertino.
La fontana era un punto d'attrazione per i bambini... nella sua vasca nuotano vari pesci.
Sullo sfondo a sinistra si vede il maestro Manducc', Ermanno Tonelli.
I protagonisti di questa foto sono due giovani corropolesi, teneramente abbracciati, ma non sono fidanzati, sono cugini. Sono Luciano Di Matteo e Giuseppina Pompeo.



venerdì 14 agosto 2026

CIAO, PALMA - lutto


Il 14 agosto 2026 ci lascia Palma Esposito, una donna sorprendente ed eccezionale.
Pur essendo moglie del sindaco Primo Viscioni (due legislature) non ha partecipato alla vita politica del marito. Estremamennte riservata, ma amica di tutti, gentile all'ennesima potenza non ha mai alzato voce a quegli automobilisti che, dovendo recarsi negli ambulatori medici di fronte, parcheggiavano chiudendo la via d'accesso alla sua casa.
Donna ammirevole ed ammirata, molto devota e vicino alla chiesa.
L'abbiamo ritrovata in questa vecchia foto del 1965. Palma è la dama in nero con fiore bianco che avanza a lato della Madonna (lato destro).


E' un'istantanea della processione del 21 maggio della Madonna del Sabato Santo svoltasi nel 1965. Un'edizione straordinaria, non solo perchè vedeva la presenza di don Adolfo Binni, ex parroco di Corropoli e vescovo di Nola, ma perchè la statua abbandonava il suo vecchio e baroccheggiante trono per uno più moderno.
Padrini di questa nuova struttura sono Guglielmo Pompeo (vestito di nero, organizzatore della festa di San Donato e del 21 maggio insieme a Michele Scaramazza e Marino Esposito) e Palma Esposito, (la donna in nero sulla destra, figlia di Marino).

Davanti alla statua della Madonna avanza don Ermanno D'Adiutorio, circondato da un trio di chierichetti: Domenico D'Eugenio, ? e Romano Iustini.


Ciao, Palmina (come preferivano chiamarti i corropolesi).

lunedì 27 luglio 2026

LO SCRICCIOLO DEL PALIO


Questo scriccioletto, questa sorridente bimba seduta sul prato è la protagonista dietro le quinte del Palio delle Botti per la Contrada Colle Mejulano.
Il suo nome è Lina Pompeo. E' la madre di Leonardo e Lorenzo Pantoli, assi portanti del gruppo degli spingitori "Colle Mejulano", ma è anche la madre putativa dei ragazzi e dei bimbi che vogliono avviarsi verso il pesante hobby di "spingitore di botte": lei li accoglie, li incoraggia, li assiste, li conforta, li sostiene perché lei è l'asso nascosto della manica di questa contrada, che è arrivata a vincere 18 palii su 41.
Mitica Lina. I fatti, non le parole, raccontano.
Quando ti sei sposata, il Palio ancora non era nato, ma già tu mettevi in cantiere i due principali pilastri della "inebriante tenzone": Leonardo e Lorenzo che oggi vediamo sul palco (il 2° e il 4° in piedi da sinistra nella foto sottostante) accanto al Palio della 40esima edizione.
Il Palio delle Botti è frutto di collaborazione e gli applausi vanno equamente suddivisi fra tutti gli spingitori (anche le riserve) e quelle persone che hanno dato con spontaneità il loro apporto.



Lina Pompeo oggi ci dice: "Siamo un esercito, con tanti giovani che sono con noi dalla gimkana e poi sono arrivati in prima squadra, per il rinnovamento graduale della squadra."

domenica 12 luglio 2026

ALBUM NOZZE


...e così tra insegnamento e famiglia, coro parrocchiale e catechismo, ricerche storiche e letture poetiche in piazza, arringhe e sentenze, ecc. ecc. questo 12 luglio è dedicato alla vostra unione sempre più solida... tanti auguri.


 IERI      12 luglio 2003
SPOSI   Pompeo Stefania (Corropoli) -  Ranalli Gianrico (Corropoli) 











venerdì 19 giugno 2026

DUE MIRACOLI

 

Sul numero 22 de "L'Araldo Abruzzese" del 21 giugno 2026, compare un lungo articolo (a cura di Stefania Pompeo) sulla storia della statua della Madonna del Sabato e dei suoi 2 miracoli.

I festeggiamenti in onore della Madonna del Sabato Santo, nell’occasione del 111° anniversario del primo miracolo (1915) compiuto dalla Madonna del Sabato Santo, a Corropoli, costituiscono un ciclo di fede, preghiera e profonda devozione, nel quale le componenti religiose affiancano quelle tipicamente popolari. La devozione mariana è culminata la sera del 20, quando tutti i gruppi di fedeli, che nel mese di maggio si sono riuniti, per recitare il rosario nelle varie zone del paese, si sono radunati presso la statua della Madonna, posta sul muraglione, all’ingresso di Corropoli. 
Le mura che cingono il centro storico sono state illuminate dalle fiammelle dei lumini ed una lunga serie di candele ha fiancheggiato la via, che porta in chiesa. Le preghiere sono state ultimate durante la processione, verso il Santuario della Madonna del Sabato Santo, dove è stata celebrata la messa della Vigilia della festa, animata dal Coro Parrocchiale.
La statua 
della Madonna sul muraglione è posta in una sorta di nicchia ed è totalmente bianca, ben diversa dall’antica statua lignea, medievale conservata all’interno del Santuario.
I corropolesi, ma anche gli abitanti della Val Vibrata, sin dai tempi più antichi, hanno sempre avuto una particolare venerazione per la Madonna Addolorata, detta del Sabato Santo. Il venerato simulacro è una statua eretta, di media grandezza, scolpita in legno massiccio. Le sue braccia sono aperte, il destro rialzato, il sinistro disteso lungo il fianco, con la mano e l’avambraccio leggermente distaccati.
La sua origine è molto antica, 
sembra sia del 1400. Sulla sua provenienza, la tradizione ci dice, che la statua proviene da un paese in provincia di Ascoli Piceno e sembra che gli uomini incaricati del trasporto fossero assai perplessi di accettare l’incarico, per il pericolo a cui si esponevano.
L’itinerario prevedeva l’attraversamento del fiume Tronto, cioè il confine tra lo Stato Pontificio e il nostro Regno di Napoli e lungo il Tronto, erano sempre presenti schiere di malviventi armati. Tuttavia, le persone incaricate del trasporto della statua pregarono
la Madonna di liberarli da eventuali pericoli. Al momento di attraversare il confine improvvisamente il cielo si abbuiò e la visibilità divenne scarsissima. Costoro attraversarono il fiume in tutta tranquillità, e giunti a Controguerra si rincuorarono per lo scampato pericolo. In poco tempo la statua fu portata nel monastero di Mejulano, inizialmente retto dai monaci Benedettini.
Il 12 
dicembre 1497, Andrea Matteo III Acquaviva, Duca di Atri e feudatario di Corropoli, decise di affidare il monastero ai Padri Celestini, ma per effetto delle leggi napoleoniche, nel 1807 il monastero fu soppresso e fu il popolo a salvare la statua della Madonna di Mejulano, portandola in processione nella chiesa di Sant’Agnese, al centro del paese.
Un’altra 
versione sostiene, che la statua sia stata donata da S. Emidio, Vescovo di Ascoli alla nuova chiesa di Santa Maria di Mejulano. Nel corso del tempo, diversi sono stati gli episodi avvenuti per intercessione di Maria SS. invocata nel Santuario di Mejulano.
Nel 1765 
e nel 1855, Corropoli fu salvata dalla peste e dal colera, dopo aver portato in paese la statua dell’Addolorata. Per voto nacquero due processioni, il 15 agosto e l’ultima domenica di settembre, detta del “Ringraziamento”.
Per la grande devozione popolare, il 25 settembre 1904 la statua fu incoronata solennemente dal Vescovo, Mons. Alessandro Zanecchia Ginetti, su proposta del parroco Don Gaetano Salutanzi.
Ma è il 21 maggio, che i Corropolesi si sono raccolti con profondo affetto attorno al cuore dell’amata Madonna, in quanto avvenne proprio il 21 maggio il primo prodigioso movimento degli occhi della Madonna.
Il 21 
maggio 1915, Domenica Vallese vide muovere
gli occhi alla statua della Madonna. La madre e Adalgisa D’Alessio confermarono il prodigio. La voce si sparse, la chiesa si riempì di gente, alcuni piangevano commossi, altri erano increduli. Accorsero le autorità: il Prevosto Gaetano Salutanzi, il Sindaco Gennaro Flajani, il medico condotto Giuseppe Cantarelli, l’Avv. Ottavio Rotini e il Rev. Don Costanzo Flajani.
Dopo il prodigio 
del 1915, la Chiesa predicò prudenza e vietò di gridare al miracolo. La voce si sparse in Val Vibrata e accorsero folle. Il Vescovo avviò un processo canonico nominando Mons. Giovanni Muzi, Vicario Generale, come giudice istruttore.
Mons. Muzi, appoggiato 
da Don Vincenzo Tanaj di Nereto, si recò personalmente a Corropoli e interrogò oltre 50 testimoni, scelti tra persone serie e autorevoli. Una commissione tecnica guidata dall’orologiaio di Nereto, Tito Rubini, esaminò la statua e certificò che non c’erano trucchi: gli occhi erano di legno fisso.
Con sentenza firmata a Teramo il 22 aprile 1916, Sabato Santo, il Vescovo Mons. Alessandro Zanecchia- Ginetti dichiarò che il movimento degli occhi era stato reale, prodigioso e non spiegabile naturalmente.
Il 21 
maggio 1916 la sentenza fu letta a Corropoli con grande festa. Il Simulacro prodigioso fu portato in processione per tutto il paese, seguito da tutta Corropoli e dai rappresentanti dei paesi vicini: da Tortoreto arrivò un pellegrinaggio di 400 persone, con il prevosto Don Giuseppe De Fabritiis.
Dopo 
la sentenza vescovile, che riconobbe come prodigioso il movimento degli occhi della Madonna, Corropoli divenne meta di grandi pellegrinaggi, abruzzesi e marchigiani.
Con 
un Decreto in data 13 aprile 1940 la stessa Sacra Penitenziaria Apostolica concedeva l’Indulgenza Plenaria, a chiunque avesse assistito alla Funzione della Incoronazione della Madonna o comunque avesse pregato dinanzi alla Statua della Madonna del Sabato Santo il 21 maggio, anniversario del miracolo.
La notizia di questi privilegi tanto singolari elevò la Chiesa Parrocchiale alla dignità di Santuario Mariano del Sabato Santo, era il 31 marzo 1940.
Il prodigioso movimento degli occhi della Madonna si verificò nuovamente e per più giorni, nel mese di settembre del 1942. 
Anche questa volta furono tante le testimonianze, tra queste ricordiamo il medico condotto, Gaetano D’Aristotile. Il movimento degli occhi della Madonna nel 1915 e nel 1942, durante le due guerre mondiali, continua ad essere le manifestazioni più impresse nella memoria popolare. La fede verso la Madonna del Sabato Santo, ancora oggi viva e sentita e il successivo Decreto, redatto dalla Segreteria di Stato di S. Santità favorì la richiesta di Don Adolfo Binni di decorare la statua con una preziosa corona. Spontaneamente i corropolesi offrirono oggetti d’oro, che furono fusi, benedetti e trasformati da Edmondo Chiodini in un’opera molto bella.
festeggiamenti in onore della Madonna del Sabato Santo, nel corso degli anni sono stati resi possibili, grazie ai Parroci che si sono succeduti, a P. Henri Joseph Ralaiharo, Parroco attuale di Corropoli, all’Associazione “21 Maggio”, al suo Presidente, Renato Di Fiore, al supporto della Regione Abruzzo, al Comune di Corropoli, all’unione e alla devozione di tutti.
”Voglia il Signore suscitare altre anime generose e Corropoli seguiterà ad avere il primatoin tutti i campi e starà a testimoniare per altri secoli l’entusiasmo, l’amore suo verso la Madonna del Sabato Santo”.

Stefania Pompeo



giovedì 4 giugno 2026

FOTO DATATE


📌 Di questa foto, un po' sgualcita e custodita gelosamente nel portafoglio, grazie ad una scritta sul retro possiamo dire che è stata scattata il 4 giugno 1956 a Salandra, un Comune in provincia di Matera, meta di uno degli innumerevoli viaggi di lavoro del "cavaliere".
Il corropolese che è in groppa all'asino è un commerciante che ha creato il benessere della sua famiglia grazie all'allevamento e alla vendita di animali.
Questa persona, purtroppo, è scomparsa il 27 febbraio 2017, facendoci rimpiangere il suo buonumore e il suo attivismo (doti che, però, ha trasmesso alla figlia Stefania).
Il ritratto che abbiamo abbozzato è quello di Novello Pompeo.


venerdì 29 maggio 2026

UNA CLASSE TUTTA FEMMINILE


Fine anni '50. Una classe tutta femminile della scuola del centro storico corropolese. La maestra è Maria Grazia Maddalena (moglie del segretario comunale di allora)

Nella classe ci sono 10 banchi, in 1^ fila partendo da sinistra a destra: Rita Distaso e Maria Bellagamba.
Banco 2: Matilde Di Emidio e Ornella Consorti.
Banco 3: Miriana Bruni e Anna Vincenza Moretti.
Banco 4: Lucia Pantoli e Leonilde Pompeo.
Banco 5: Rossella Carapucci e Maria Grazia Ricci.
Banco 6: ................. e Pia Moretti.
Banco 7: Lea............ e Pasqualina Cistola.

Banco 8: Giuseppina Cinì e ...... Di Felice 
Banco 9: Santina Ciavattini e Maria Pia Fanì
Banco 10: Ombretta Natali.
Varie alunne erano ospiti dell'istituto corropolese gestito dalle suore.


domenica 26 aprile 2026

EVENTO CULTURALE


Era il 2009. Due associazioni corropolesi: "Non solo Cultura" e "Nuovi Orizzonti" si incontrano e decidono di collaborare per la presentazione di due tesi di laurea su temi prettamente corropolesi.


La prima (di Stefania Pompeo) affronta il tema degli "Insediamenti precelestini nella Diocesi di Teramo: Santa Maria di Mejulano di Corropoli e Sant'Onofrio di Campli".
La seconda tesi (di Tiziana Zippilli) ci offre un'analisi storica ed estetica de "la Madonna di Mejulano a Corropoli", ovvero di una  piccola statua lignea che si fa risalire alla prima metà del Trecento, oggi conservata nella chiesa di sant'Agnese. 
Nell'ex cinema di Corropoli, adibito a sala-conferenze, le due tesi di laurea vengono illustrate.


Due piccole mostre, relative ai temi trattati e allestite all'ingresso della sala, accolgono gli intervenuti
Sono state realizzate e curate da Tiziana Zippilli e Stefania Pompeo. Si tratta di foto della Madonna di Mejulano e di antiche pergamene provenienti da diversi archivi e biblioteche teramani, ma anche dall'Archivio Segreto Vaticano e dall'archivio dell'Abbazia di Montecassino.





La serata, che si rivela da subito molto interessante, vede la presenza di diverse personalità locali; c'è lo storico corropolese Pasquale Rasicci, c'è don Ivo Di Ottavio, il parroco di Corropoli, Umberto Pompilii in rappresentanza dell'Associazione "Non solo Cultura" e Guido Rosati per "Nuovi Orizzonti". 


Si registra anche la presenza di Paolo D'Aristotile, sindaco di Corropoli.
Le due laureate, di cui una sposata e madre di due bambini, presentano in maniera dettagliata il proprio lavoro di ricerca.


Ospite d'onore della serata è Lucia Palazzi, ricercatrice di storia medioevale.
La Dott.ssa fa un excursus sui documenti inediti, relativi ai Monaci Celestini dell'Abbadia di Mejulano, raccogliendo l'attenzione e lo stupore degli intervenuti.


La serata si chiude con l'intervento di Franco Regi, autore di diversi libri di storia, di tradizioni, di poesie e di leggende locali.


Quella del 26 aprile 2009 è stata una bella serata all'insegna della cultura, della sensibilità per la materia trattata e del coinvolgimento degli argomenti presentati.

giovedì 9 aprile 2026

RICORDANDO ROSARIA


📌 Con questo post vogliamo ricordare Rosaria Cretone deceduta il 9 aprile 2020. La vogliamo ricordare in un giorno felice della sua vita: il giorno del matrimonio con Giovanni Pompeo.
In questa foto la coppia, raggiante di felicità, dopo il rito nuziale celebrato a Corropoli, si è recata a Nereto per una foto ricordo della giornata, scattata davanti al laboratorio del fotografo Asmerino Di Gaetano.
La location: il cofano di un'auto. Sullo sfondo un palazzo ottocentesco, non più visibile in quanto abbattuto per far posto ad un orribile edificio in cemento e vetro, sede di una banca.



venerdì 13 marzo 2026

CAVALLI A CORROPOLI


Tra le principali feste paesane, che hanno utilizzato i cavalli per caratterizzare le feste in onore dei Santi della zona, ricordiamo le corse di cavalli organizzate al Bivio per la festa di san Donato (7 agosto) o a Ravigliano per festeggiare San Giuseppe (19 marzo).
Mentre le prime risalgono agli anni '70/'80, le seconde sono più recenti.
Mentre le prime sono più agonistiche (in contemporanea), le seconde consistono in gare individuali di abilità.

Nella parte sinistra della foto in alto, accanto alla donna che regge la briglia, c'è Novello Pompeo, l'organizzatore della festa di San Donato per vari decenni.



lunedì 9 marzo 2026

TANTI AUGURI


Tanti auguri a Ermidia Rosati che oggi compie 92 anni.
Ermidia Rosati nasce a Corropoli il 9 marzo 1934 da Galliano Rosati (Lian' d' Sandò)  e Elvira Giminiani. 
E' la seconda di quattro figli: Mario, Ermidia, Elsa e Adornino.  
Quella di Ermidia è stata una vera e propria famiglia patriarcale, unita dall’affetto e dalla condivisione della vita comune tra genitori, nonni, fratelli, zii e cugini, fra i quali Valentina e Lucia, Livio e Daniele Rosati. 
Nel 1958 Ermidia sposa Novello Pompeo (Novell' d' Cont'), che l’ha corteggiata a lungo, con modi gentili e romantici. 


Il loro fu un matrimonio importante con tanti invitati, coordinato dal suocero, il tanto amato e ricordato Guglielmo Pompeo e dalla moglie, Berardina Di Giovanni. 
A coronamento del loro matrimonio, dopo ben 11 anni, nasce una bimba, unica figlia, Stefania.
Ermidia ha sempre collaborato col marito Novello, purtroppo scomparso nel 2017, ha curato la famiglia e tutti i suoi cari. Davvero una vita di lavoro e di affetti!  
Seppure con qualche acciacco dovuto alla vecchiaia, oggi Erminia vive il suo 92° compleanno circondata dall'affetto e dalla cura dei suoi familiari, in particolare della figlia Stefania.




domenica 8 marzo 2026

QUANTI SACRIFICI


📌 Questa foto ha più di un secolo di vita.
Dovrebbe risalire al 1919 in quanto il primo figlio degli sposi nacque nel 1920.
La coppia, formata da Franco Pompeo (1892-1933) e da Adelina Iustini (1895-1970), fu prolifica. 
Nonostante la breve vita di Franco, morto a 41 anni per una polmonite, Adelina mise al mondo 5 figli: Luigi (1920-2004), Guido (1923-2006), Gaetano (1926-2004), Teresa, vedova Fasciocco (1928-2004) e Quintina, vedova Lupi (1930-2011).
Provate ad immaginare adesso la situazione di Adelina, vedova, con 5 figli da crescere nel dopoguerra del primo conflitto mondiale.
Forse non riusciremo mai ad immaginare le sofferenze di questa donna che, nonostante tutte le avversità, ce la fece e riuscì a dare ai suoi figli un avvenire dignitoso.
Dedichiamo l'8 marzo 2025 ad Adelina Iustini, una donna forte, tenace e coraggiosa.


giovedì 26 febbraio 2026

RICORDANDO NOVELLO


📌 Il 27 febbraio 2017, dopo una lunga malattia, Novello Pompeo (Novell d' Cont'), una persona dinamica che ha dedicato parte della sua vita ad iniziative sociali, ha lasciato la sua Corropoli.
Degno erede del padre Guglielmo per decenni ha organizzato la festa campestre di San Donato.
Fin quando la salute glielo ha permesso è stato uno dei portantini della statua di San Giovanni nella processione del Martedì di Pasqua.

Di indole supersocievole era solito deliziare i suoi amici con aneddoti e barzellette.




domenica 15 febbraio 2026

PIAZZA INNEVATA


In questa bellissima foto 4 uomini in piena nevicata in piazza Pie' di Corte... con tanto di artistica inclinazione. 
I magnifici 4 sono Emidio Tarquini, detto Middij' lu spazzì
Enrico Pompeo, Umberto Carapucci detto B'rtucc' d' M'scanzò e Leo Di Domenico detto Lalé d' R'ncitt'.