IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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lunedì 2 marzo 2026

ABATE... ABATE...


Al centro dell'incrocio semaforico del Bivio di Corropoli esistono 2 "colonne di cartelli" con una miriade di indicazioni (praticamente illeggibili per gli automobilisti in transito).


Prendiamo in considerazione i cartelli marroni (quelli che indicano punti turistici del Comune).
Uno di essi contiene un pacchiano errore, più volte segnalato da questo blog.
Il cartello è ancora là a fornire informazioni sbagliate a turisti e ai nuovi abitanti di Corropoli: in questo Comune non esiste una chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova.


La Chiesa, a cui fa riferimento il cartello, è quella di Santa Maria degli Angeli, indicata dal popolo come chiesa di Sant'Antonio Abate per via di una statua presente all'interno.
Stranamente la chiesa è diventata di Sant'Antonio da Padova.
Sarebbe ora di rimediare all'errore.
Quanto costa un cartello nuovo?

sabato 17 gennaio 2026

SANT'ANTONIO RINNOVATO


Quest'anno la Festa di Sant'Antonio a Corropoli è stata diversa, più ricca.
Rispettati i capisaldi della celebrazione religiosa: l'accensione del falò, la Messa, la processione, la  benedizione degli animali e i dolci innaffiati da vin brulé. 
Nel 2026 vengono introdotte le figure di Sant'Antonio Abate e quella del Diavolo tentatore.



A vestire i panni del Diavolo c'era Marina Di Fabio (anima della Corale Folk corropolese) che ha drammatizzato la storia di Sant'Antonio intorno al falò. 
Il coro, diretto dal maestro Franco Costantini, quest'anno presentava 2 cantori illustri: l'Assessore regionale Umberto D'Annuntiis, componente della Corale Folk fin dal suo debutto, e Gabriella Di Monte (al centro della foto d'apertura) reduce dalla partecipazione al coro della prestigiosa "Notte dei Serpenti" del Maestro Melozzi del luglio 2025.
La temperatura incredibilmente mite ha reso la serata bella e straordinaria sotto tutti i punti di vista.
Un elogio al Comitato organizzatore che ha saputo non solo rinnovare la festa, ma anche fronteggiare l'inaspettato afflusso di pubblico.

venerdì 9 gennaio 2026

L'ULTIMO FALO'



Ormai sono rimasti in 2 (dei 4 che erano) grazie a delle associazioni che rievocano una tradizione, una volta popolare, oggi scomparsa.
Ci riferiamo ai falò accesi per rendere onore a dei Santi: l'Immacolata, la Madonna di Loreto, Santa Lucia e Sant'Antonio Abate.
L'ultimo della stagione verrà acceso il 17 gennaio per Sant'Antonio.


Il programma di questa devozione popolare, ormai standardizzato, quest'anno presenta una novità: la presenza della Corale Folk corropolese con i suoi canti popolari.
La festa inizia alle ore 18 con l'accensione della fochera (falò). Seguono la Messa con la processione, la benedizione degli animali e, tra un taralluccio e l'altro, l'ascolto del Coro.
Nel 2020 il corropolese Luciano Falò cantò "Sant'Antonio allu disertu", accompagnato al ddu bott' da un albense.


La festa di Sant'Antonio è la festa più breve (meno di 2 ore), ma è anche la festa più intensa, più coinvolgente e più socializzante.
Essa finisce puntualmente a tarallucci e vino (brulé).
Negli ultimi anni non ci sono stati fuochi d'artificio e nessuno ne ha sentito la mancanza.
Ancora complimenti al Comitato organizzatore.




domenica 3 novembre 2024

UN RESTAURATORE


Il corropolese Dino Di Berardino è il direttore artistico di Italico Onlus, l'associazione che opera all'interno del palazzo museale e del parco archeologico di Ripoli, per fare, conservare e valorizzare l'arte.
Ha frequentato il Liceo artistico di Pescara e, quindi, l'Accademia di Belle Arti a Roma. All'attività artistica ha affiancato quella didattica, espletata con l'insegnamento nei licei ed istituti d'arte di Teramo, Castelli ed Ascoli Piceno.
Dino è soprattutto uno scultore, ma non disdegna di fare il restauratore. Così facendo nel 2019 ha ridato vita e colore alla statua di Sant'Antonio Abate, ospitata nella chiesetta campestre di Santa Scolastica, nei pressi della zona industriale.



sabato 16 gennaio 2021

LA FESTA CHE NON C'E'


La pandemia è riuscita a distruggere anche la festa di Sant'Antonio (17 gennaio).
La festa, che si teneva nella modesta e ben tenuta chiesetta di Santa Scolastica, nonostante 
il freddo pungente di questo periodo, richiamava un consistente numero di fedeli.
Grazie a vecchie foto (del 2018) possiamo rivivere almeno spiritualmente l'evento religioso.


La festa di Sant'Antonio iniziava con l'accensione della grande "fochera" e la benedizione del fuoco da parte del parroco (nella foto don Ennio Di Giovanni).
Poi venivano benedetti gli animali domestici (prevalentemente cani, ma nelle edizioni più recenti non sono mancati caprette e felini). 
"Dulcis in fundo" arrivavano i tarallucci. In qualche edizione sono state benedette le roccette (dolce preparato esclusivamente per questa festa).



A questo punto c'era la celebrazione della messa, seguita da una breve processione con la statua del Santo (senza spari e fuochi d'artificio!!!)


Al termine dei riti religiosi Luciano Falò, accompagnato da un suonatore di ddu bott', intonava i tradizionali canti legati alla figura di Sant'Antonio Abate...


...mentre i presenti gustavano tarallucci innaffiati da vin brulé.

Carmine Di Matteo

venerdì 17 gennaio 2020

SANTA SCOLASTICA VI ASPETTA


Santa Scolastica "rinnovata" vi aspetta... per festeggiare Sant'Antonio Abate... un po' prima delle 19. 


Da vari anni a questa parte, la festa di Santa Scolastica (10 febbraio) è preceduta da quella di Sant'Antonio (17 gennaio).
Anticamente il Santo veniva festeggiato presso la chiesa di Gabbiano. In seguito all'inagibilità dell'edificio religioso la festa viene celebrata presso la chiesetta di Santa Scolastica.
La festa di Sant'Antonio Abate si esaurisce in un breve lasso di tempo.



Anche quest'anno non ci saranno fuochi d'artificio a chiudere la celebrazione religiosa, ma roccette di Sant'Antonio (vedi foto sotto) e vin brulé, preparati ed offerti dal favoloso Comitato organizzatore. 


domenica 13 gennaio 2019

SANT'ANTONIO 2019


La tradizionale festa del 17 gennaio, dedicata a Sant'Antonio abate protettore degli animali domestici, nel 2019 è stata fatta in una maniera piuttosto inconsueta: cioè senza la presenza del protagonista, ovvero di S. Antonio. La sua statua, infatti, è in restauro... 
Negli anni precedenti la festa è stata caratterizzata da una messa vespertina con processione, dalla benedizione degli animali domestici, dall'accensione di un grande falò e, visto il clima non sempre favorevole, dalla degustazione di vin bollente e delle roccette di Sant'Antonio, un dolce particolare preparato dalle donne del fantastico Comitato organizzatore.
Per l'edizione 2019 c'è stata solo la tradizionale Messa in onore del Santo delle 19.00.