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sabato 15 agosto 2026

2026: PROCESSIONE DI FERRAGOSTO

Ferragosto 2026.


Continua la tradizione (seppure molto attenuata) di fare una processione di penitenza il giorno 15 agosto di ogni anno in seguito a un voto perpetuo fatto nel 1855. La mattina di ferragosto dopo la messa delle 8.30 la processione procede per le principali vie del centro storico con una riproduzione life-size della statua lignea della Madonnina di Mejulano che si fa risalire al 1300.
Il rito sacro si celebra ancora, ma non sono molti i fedeli che percorrono il tragitto a piedi nudi.


In un salone annesso alla chiesa parrocchiale, seminascosta da imponenti librerie e murata ad una parete, fa capolino una lapide che racconta un po' di storia corropolese.
La lapide risale all'agosto 1955 e fu incisa per il centenario della pestilenza del 1855 che a Corropoli mietè 138 vittime tra cui il medico condotto Beniamino Manoja, morto il 20 agosto dello stesso anno colpito dal virulento morbo.
Trascriviamo il testo per una più agevole lettura.

Il 15 agosto 1855
il popolo di Corropoli
atterrito dalla pestilenza che vittime
numerose mieteva tra i suoi figli
con fiduciosa preghiera e pronunciando
VOTO PERPETUO DI UNA PROCESSIONE DI PENITENZA
da effettuare in detto giorno
si rivolgeva al cuore materno di
MARIA S.S. DI MAJULANO
ottenendo dalla di lei potente intercessione
sollecita liberazione da tanta calamità.
A ricordo
del prodigioso avvenimento e del solenne impegno
nella ricorrenza giubilare

Santuario di Maria del Sabato Santo 15 - 8 - 1955

Curiosità: nel 2019 l'antica statua lignea della Madonna di Mejulano, di recente restaurata, per la prima volta non è "uscita" dalla chiesa per timore di un eventuale deterioramento... al suo posto una riproduzione fotografica a grandezza naturale.
Soluzione rispettabilissima... ma nel giorno dedicato a lei dovrebbe essere esposta e visibile al pubblico... nel giorno dedicato a lei.


PROCESSIONE DI FERRAGOSTO

                       
📌 Fino al 2018, a Corropoli, il giorno di Ferragosto, dopo la celebrazione della messa delle 8:30 si è svolta una particolare processione (di cui vari corropolesi ignorano tutt'oggi l'esistenza) in onore della statua lignea della Madonna di Mejulano.
Dal 2019, in seguito al restauro dell'artistica statua e dietro le raccomandazioni dei restauratori, il sacro simulacro non viene più portato in processione. Al suo posto una riproduzione fotografica a grandezza naturale.
Con l'arrivo della pandemia la processione viene sospesa.
Nel 2023 si terrà regolarmente. Questo rito sacro si rivolge particolarmente alle donne.
 A loro spetta di diritto il trasporto della portantina dove c'è l'immagine della Madonnina col bambino.
Nei tempi passati le donne, in segno di devozione, facevano il percorso addirittura scalze. Oggi ce n'è solo qualcuna.
Nel
 filmato sottostante la processione del 2011.


venerdì 14 agosto 2026

LA MADONNA SENZA CORONA

📌 La statua Madonna di Mejulano, dopo il restauro finanziato dal FAI, è tornata nella sua Corropoli, nella chiesa parrocchiale dove - su raccomandazione dei suoi restauratori - deve restare ben protetta per conservare il più a lungo possibile la sua ritrovata bellezza.



Dal restauro è ritornata senza indossare i consueti ornamenti (foto parte destra) perché i restauratori hanno raccomandato di non riposizionare le corone sulla testa della Madonna e del Bambino. 
Le metalliche corone con le vibrazioni e i movimenti della statua finirebbero per rovinare la superficie ridipinta. Proprio per questo gli esperti hanno raccomandato di non portare in processione il gruppo ligneo risalente al XIV secolo.



... e così il 15 agosto 2019 la tradizionale processione corropolese si è svolta regolarmente, ma senza la trecentesca statua lignea della Madonna di Mejulano. Al suo posto una riproduzione fotografica.
Poi è arrivata la pandemia...


giovedì 13 agosto 2026

LA MADONNA MEJULANA


📌 Nel trittico fotografico l'evoluzione della Madonna di Mejulano attraverso i secoli.
Nella prima immagine in bianco e nero la foto più antica che abbiamo trovato nel volume "Le Valli del Vibrata e del Salinello".
La Madonnina è una statua lignea di stile bizantino che si fa risalire al Duecento.
Sembra che abbia appoggiato sul ginocchio sinistro Gesù Bambino.
Il gruppo ligneo era ospitato nel convento dei Celestini (oggi Badia) sul colle Mejulano.
Con la seconda immagine siamo nel periodo del barocco. Una sedia dorata (o sorta di trono), accoglie le due statue lignee e, molto probabilmente, in questo periodo, viene posta sul loro capo una corona. 
Dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi, la Madonna di Mejulano trova rifugio nella chiesa parrocchiale di Corropoli. A lei è dedicata la processione del 15 agosto dove 4 donne scalze la trasportano a forza di braccia. Quella dei piedi scalzi è una forma di devozione che sta scomparendo.
Passano gli anni e la statua si deteriora e imbruttisce. Nel 2018 interviene il FAI che fa restaurare l'insieme ligneo, che oggi appare splendente (terza foto).
Le corone metalliche non vengono riposizionate sul capo delle statue e al gruppo ligneo viene vietata la partecipazione alla processione del 15 agosto. 
Una foto "life size" sostituisce il gruppo ligneo. 

mercoledì 12 agosto 2026

IL SOGNO DI TIZIANA

📌 Si deve alla tesi di Tiziana Zippilli, pubblicata da un'associazione culturale corropolese, la riscoperta del valore artistico di una statua lignea del 1300.
 

Nell'anno accademico 2003/04 Tiziana Zippilli si laurea presso l'Università di Chieti, presentando una tesi sulla "Madonna di Mejulano", una statua lignea (che si fa risalire al 1300), gelosamente custodita nella chiesa parrocchiale di Corropoli.
Nel novembre del 2008 l'Associazione "Non solo Cultura" pubblica il lavoro universitario di Tiziana che si chiude con un capitolo dedicato ad un'ipotesi di restauro della piccola statua.
Dieci anni dopo arriva il restauro. Nel 2018 - infatti - la statua della Madonna di Mejulano cade sotto l'attenzione del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che trova i fondi per restaurare l'antica statua lignea, venerata nel giorno di Ferragosto con una particolare e caratteristica processione.
Nel 2019, dopo il restauro la processione è stata fatta non con la statua originale, ma con una riproduzione fotografica a grandezza naturale.
Poi è arrivata la pandemia che ha bloccato tutto... ma non il sogno di Tiziana.
Il suo libro è stato apprezzato e lo si può consultare nella Biblioteca Diocesana di Teramo ed anche nella Biblioteca Provinciale di Pescara.
La statua è stata restaurata ed è ben protetta all'interno della chiesa.


domenica 21 giugno 2026

LA MADONNA RESTAURATA


📌 Il 22 giugno 2019 la statua lignea della Madonna di Mejulano (che viene portata in processione la mattina del 15 agosto), è stata riconsegnata alla comunità corropolese. Era stata affidata alle cure del FAI per un suo restauro.
In quell'occasione è stato diffuso un dépliant che riproduciamo integralmente.


LA MADONNA DI MEJULANO

La Madonna di Mejulano è una scultura lignea policroma e dorata, il cui nome maiuma è riferito a feste romane dedicate alla dea Flora: secondo un rito antico in uso per la Pentecoste dai Benedettini, si facevano scendere sui presenti petali di rosa e si consegnavano doni votivi. La statua è stata realizzata per l'abbazia di Mejulano e nel 1807, dopo la soppressione del convento, fu trasferita nella Chiesa di S. Agnese.
L'opera si colloca nel XIV sec. ed è attribuibile ad un artista locale: raffigura una Madonna con Bambino, dai manti decorati con foglia d'oro zecchino; i soggetti sono stati inseriti alla fine del '700, in un ricco tronetto di stile rococò, con volute e cherubini, decorato con foglia d'argento meccato.
La statua ha la rigida frontalità e ieraticità romaniche, tuttavia l'eleganza formale sembra appartenere al gotico. Il Bambino, nella mano sinistra, ha un globo, attributo al Redemptor mundi, mentre con la mano destra benedice.
La Madonna e il Bambino hanno corone in rame argentato e sbalzato, aggiunte nel XIX sec.
L'opera ha da sempre un grande valore pastorale per la comunità corropolese, che la festeggia ogni 15 agosto.

Com'era la statua prima del restauro

LE INDAGINI DIAGNOSTICHE

Per conoscere meglio tecnica e materiali utilizzati dall'artista, prima di iniziare l'intervento di restauro sono state eseguite sull'opera diverse indagini diagnostiche quali:
- fotografia in luce ultravioletta
- spettrofotometria XRF (fluorescenzadi raggi X)
- spettroscopia infrarossa (FTIR)
- radiografia


L'INTERVENTO DI RESTAURO

Il restauro è stato di tipo conservativo, mirato quindi alla preservazione essenziale dell'opera e all'arresto del degrado in atto, con riproposizione estetica, senza intervenire con operazioni più invasive e profonde, in virtù dell'alto valore devozionale che il manufatto riveste per la comunità corropolese, e del fatto che esso non è musealizzato.
L'opera, nel corso dei secoli, è stata oggetto di numerose modifiche e rifacimenti, strutturali ed estetici, che, sebbene abbiano notevolmente alterato l'assetto originario del pezzo, sono, allo stesso tempo, emblematica testimonianza delle attenzioni e devozione che la statua ha da sempre avuto da parte dei fedeli di ogni epoca storica. Ragion per cui, in fase di restauro, si è deciso di conservare tali modifiche, segno del passaggio dell'opera nel tempo, evitando così di riportare il manufatto all'origine e riproporlo alla Parrocchia con sembianze decisamente diverse e con ampie porzioni mutile, anche in virtù del fatto che le parti originali superstiti, contano minimi lacerti di decorazione.
L'opera ha quindi subìto un intervento di pulitura meccanica, fisica e chimica, seguito da un accurato consolidamento degli strati pittorici decoesi e tendenti al distacco. Infine, è stato eseguito il restauro pittorico, consistente nella stuccatura delle lacune maggiori, e successiva reintegrazione cromatica, in tecnica mimetica e riconoscibile (puntinato). Le lacune minori sono state lasciate a vista, quando in armonia con l'insieme, sempre in virtù del "minimo intervento", filo conduttore che ha guidato dall'inizio questo progetto.
L'intervento è stato eseguito dallo Studio di Restauro di Valentina Muzii di Teramo e diretto da Antonella Leopardi e Gabriella D'Ippolito, funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo.
Eccedendo il prestigio indiscutibile dell'antichità, la Mejulana trova pienezza di senso nell'essere stata (e nell'essere ancora) immagine sacra, un'immagine cioè destinata ad interagire con l'esperienza religiosa di una comunità. Pertanto, interventi come quello compiuto per la conservazione del venerabile Simulacro e la sua riconsegna alla città di Corropoli, hanno buona probabilità di restare nella memoria collettiva perché il sentimento di pietà suscitato è condiviso ed è espanso nel tempo di generazioni che ancora si trovano solidali in un gesto religioso, che è ancora culturale ed identitario.
Da tanto emerge la portata reale di questo momento, voluto fortemente e sostenuto dalla Delegazione FAI Teramo, alla quale esprimo i più sinceri ringraziamenti.
Filippo Lanci
Direttore Ufficio Diocesano
per i Beni Culturali Ecclesiastici


La Delegazione FAI di Teramo è impegnata da tempo nella conservazione e nel recupero di opere d'arte del territorio, svolgendo una costante azione di sensibilizzazione presso potenziali sponsor privati e promuovendo raccolte fondi presso i cittadini. In particolare l'attenzione del FAI è andata a quelle opere che, in cattivo stato di conservazione, sono legate alla devozione e alla memoria delle comunità cui appartengono: la Madonna di Mejulano di Corropoli ne è l'ultimo e più importante esempio. Il restauro conservativo consentirà di salvaguardarne l'integrità e di restituirla alla sua funzione pastorale.
Il FAI ringrazia per il sostegno Giuseppe Olivieri di NOGs, Eurocarbo, i cittadini di Corropoli che hanno dato il loro contributo, il parroco don Ennio, e l'Amministrazione Comunale che in occasione delle GPF18 hanno condiviso l'iniziativa. Un grazie particolare va al Sac. Filippo Lanci, Direttore Ufficio Beni Culturali della Diocesi Teramo-Atri e alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo che ci hanno accompagnato con preziosi consigli e assistenza nel percorso di recupero; al Prof. Lucio Petrizzi, Facoltà di veterinaria UNITE, per le radiografie sull'opera.
Giovanna Marinelli
Capodelegazione FAI Teramo

CLICCANDO QUI il filmato del restauro.

venerdì 19 giugno 2026

DUE MIRACOLI

 

Sul numero 22 de "L'Araldo Abruzzese" del 21 giugno 2026, compare un lungo articolo (a cura di Stefania Pompeo) sulla storia della statua della Madonna del Sabato e dei suoi 2 miracoli.

I festeggiamenti in onore della Madonna del Sabato Santo, nell’occasione del 111° anniversario del primo miracolo (1915) compiuto dalla Madonna del Sabato Santo, a Corropoli, costituiscono un ciclo di fede, preghiera e profonda devozione, nel quale le componenti religiose affiancano quelle tipicamente popolari. La devozione mariana è culminata la sera del 20, quando tutti i gruppi di fedeli, che nel mese di maggio si sono riuniti, per recitare il rosario nelle varie zone del paese, si sono radunati presso la statua della Madonna, posta sul muraglione, all’ingresso di Corropoli. 
Le mura che cingono il centro storico sono state illuminate dalle fiammelle dei lumini ed una lunga serie di candele ha fiancheggiato la via, che porta in chiesa. Le preghiere sono state ultimate durante la processione, verso il Santuario della Madonna del Sabato Santo, dove è stata celebrata la messa della Vigilia della festa, animata dal Coro Parrocchiale.
La statua 
della Madonna sul muraglione è posta in una sorta di nicchia ed è totalmente bianca, ben diversa dall’antica statua lignea, medievale conservata all’interno del Santuario.
I corropolesi, ma anche gli abitanti della Val Vibrata, sin dai tempi più antichi, hanno sempre avuto una particolare venerazione per la Madonna Addolorata, detta del Sabato Santo. Il venerato simulacro è una statua eretta, di media grandezza, scolpita in legno massiccio. Le sue braccia sono aperte, il destro rialzato, il sinistro disteso lungo il fianco, con la mano e l’avambraccio leggermente distaccati.
La sua origine è molto antica, 
sembra sia del 1400. Sulla sua provenienza, la tradizione ci dice, che la statua proviene da un paese in provincia di Ascoli Piceno e sembra che gli uomini incaricati del trasporto fossero assai perplessi di accettare l’incarico, per il pericolo a cui si esponevano.
L’itinerario prevedeva l’attraversamento del fiume Tronto, cioè il confine tra lo Stato Pontificio e il nostro Regno di Napoli e lungo il Tronto, erano sempre presenti schiere di malviventi armati. Tuttavia, le persone incaricate del trasporto della statua pregarono
la Madonna di liberarli da eventuali pericoli. Al momento di attraversare il confine improvvisamente il cielo si abbuiò e la visibilità divenne scarsissima. Costoro attraversarono il fiume in tutta tranquillità, e giunti a Controguerra si rincuorarono per lo scampato pericolo. In poco tempo la statua fu portata nel monastero di Mejulano, inizialmente retto dai monaci Benedettini.
Il 12 
dicembre 1497, Andrea Matteo III Acquaviva, Duca di Atri e feudatario di Corropoli, decise di affidare il monastero ai Padri Celestini, ma per effetto delle leggi napoleoniche, nel 1807 il monastero fu soppresso e fu il popolo a salvare la statua della Madonna di Mejulano, portandola in processione nella chiesa di Sant’Agnese, al centro del paese.
Un’altra 
versione sostiene, che la statua sia stata donata da S. Emidio, Vescovo di Ascoli alla nuova chiesa di Santa Maria di Mejulano. Nel corso del tempo, diversi sono stati gli episodi avvenuti per intercessione di Maria SS. invocata nel Santuario di Mejulano.
Nel 1765 
e nel 1855, Corropoli fu salvata dalla peste e dal colera, dopo aver portato in paese la statua dell’Addolorata. Per voto nacquero due processioni, il 15 agosto e l’ultima domenica di settembre, detta del “Ringraziamento”.
Per la grande devozione popolare, il 25 settembre 1904 la statua fu incoronata solennemente dal Vescovo, Mons. Alessandro Zanecchia Ginetti, su proposta del parroco Don Gaetano Salutanzi.
Ma è il 21 maggio, che i Corropolesi si sono raccolti con profondo affetto attorno al cuore dell’amata Madonna, in quanto avvenne proprio il 21 maggio il primo prodigioso movimento degli occhi della Madonna.
Il 21 
maggio 1915, Domenica Vallese vide muovere
gli occhi alla statua della Madonna. La madre e Adalgisa D’Alessio confermarono il prodigio. La voce si sparse, la chiesa si riempì di gente, alcuni piangevano commossi, altri erano increduli. Accorsero le autorità: il Prevosto Gaetano Salutanzi, il Sindaco Gennaro Flajani, il medico condotto Giuseppe Cantarelli, l’Avv. Ottavio Rotini e il Rev. Don Costanzo Flajani.
Dopo il prodigio 
del 1915, la Chiesa predicò prudenza e vietò di gridare al miracolo. La voce si sparse in Val Vibrata e accorsero folle. Il Vescovo avviò un processo canonico nominando Mons. Giovanni Muzi, Vicario Generale, come giudice istruttore.
Mons. Muzi, appoggiato 
da Don Vincenzo Tanaj di Nereto, si recò personalmente a Corropoli e interrogò oltre 50 testimoni, scelti tra persone serie e autorevoli. Una commissione tecnica guidata dall’orologiaio di Nereto, Tito Rubini, esaminò la statua e certificò che non c’erano trucchi: gli occhi erano di legno fisso.
Con sentenza firmata a Teramo il 22 aprile 1916, Sabato Santo, il Vescovo Mons. Alessandro Zanecchia- Ginetti dichiarò che il movimento degli occhi era stato reale, prodigioso e non spiegabile naturalmente.
Il 21 
maggio 1916 la sentenza fu letta a Corropoli con grande festa. Il Simulacro prodigioso fu portato in processione per tutto il paese, seguito da tutta Corropoli e dai rappresentanti dei paesi vicini: da Tortoreto arrivò un pellegrinaggio di 400 persone, con il prevosto Don Giuseppe De Fabritiis.
Dopo 
la sentenza vescovile, che riconobbe come prodigioso il movimento degli occhi della Madonna, Corropoli divenne meta di grandi pellegrinaggi, abruzzesi e marchigiani.
Con 
un Decreto in data 13 aprile 1940 la stessa Sacra Penitenziaria Apostolica concedeva l’Indulgenza Plenaria, a chiunque avesse assistito alla Funzione della Incoronazione della Madonna o comunque avesse pregato dinanzi alla Statua della Madonna del Sabato Santo il 21 maggio, anniversario del miracolo.
La notizia di questi privilegi tanto singolari elevò la Chiesa Parrocchiale alla dignità di Santuario Mariano del Sabato Santo, era il 31 marzo 1940.
Il prodigioso movimento degli occhi della Madonna si verificò nuovamente e per più giorni, nel mese di settembre del 1942. 
Anche questa volta furono tante le testimonianze, tra queste ricordiamo il medico condotto, Gaetano D’Aristotile. Il movimento degli occhi della Madonna nel 1915 e nel 1942, durante le due guerre mondiali, continua ad essere le manifestazioni più impresse nella memoria popolare. La fede verso la Madonna del Sabato Santo, ancora oggi viva e sentita e il successivo Decreto, redatto dalla Segreteria di Stato di S. Santità favorì la richiesta di Don Adolfo Binni di decorare la statua con una preziosa corona. Spontaneamente i corropolesi offrirono oggetti d’oro, che furono fusi, benedetti e trasformati da Edmondo Chiodini in un’opera molto bella.
festeggiamenti in onore della Madonna del Sabato Santo, nel corso degli anni sono stati resi possibili, grazie ai Parroci che si sono succeduti, a P. Henri Joseph Ralaiharo, Parroco attuale di Corropoli, all’Associazione “21 Maggio”, al suo Presidente, Renato Di Fiore, al supporto della Regione Abruzzo, al Comune di Corropoli, all’unione e alla devozione di tutti.
”Voglia il Signore suscitare altre anime generose e Corropoli seguiterà ad avere il primatoin tutti i campi e starà a testimoniare per altri secoli l’entusiasmo, l’amore suo verso la Madonna del Sabato Santo”.

Stefania Pompeo



sabato 30 maggio 2026

LA MADONNA E' RIENTRATA...


La Madonna rientra nella sua nicchia e Corropoli si realizza sparando 5 botti che squassano il silenzio e la tranquillità del Centro Storico, raggiungendo con la loro potenza le varie contrade.
Chi vive nella propria nicchia non si rende conto di quello che succede intorno.
Per omaggiare la Madonna sarebbe stato sufficiente un amorevole e sentito applauso di fedeli devoti all'interno della chiesa.
Questi botti sanno di esibizionismo. Chi ama la Madonna va in chiesa, e chi non l'ama non deve imprecarla infastidito dagli improvvisi botti.
Veniamo ai recenti fatti di cronaca odierni:



Si imputa la fuga dei cavalli all'accensione dei fuochi d'artificio.
4 feriti, di cui 2 gravi. Cure veterinarie per 15 cavalli, un cavallo abbattuto in quanto ferito mortalmente. Incidenti automobilistici sulla Cristoforo Colombo... E tutto questo perché qualche sconsiderato ha acceso dei fuochi d'artificio!

Cliccate sulle immagini (titoli compresi) per vedere diversi filmati.

Un abitante di Corropoli (che preferisce restare anonimo) ci scrive: "La mia cagnetta urla e si dispera con i botti devo mettere il volume alto per tutto il tempo per coprire i botti. Il cavallo si imbizzarrisce e devo stargli vicino per evitare il peggio. Passo tutti i capodanno nella stalla da quando vivo qui. Ho detto tutto.
Un microcefalo impotente pensi che capisca il danno che fa ? Per non parlare della fauna selvatica e degli uccelli che muoiono per infarto."

venerdì 22 maggio 2026

UN CALO DI FEDE ?


Di fronte alla scarsa partecipazione del popolo (dovuta a motivi vari) alla Festa religiosa del 21 maggio corropolese, si deve parlare di un calo di fede?
Purtroppo, dal punto di vista di questo blog, la risposta è affermativa per la partecipazione, per la fede abbiamo qualche dubbio.
Nella mattina del 21 maggio 1940 (martedì), in piazza Pie' di Corte era possibile assistere a questa cerimonia. Sul palco, davanti al simulacro della Madonna del Sabato Santo, una folla di personalità, tra cui cardinali e vescovi, ufficiali fascisti e carabinieri in grande uniforme. 
Si celebrava il venticinquennale del miracoloso movimento delle pupille degli occhi della Madonna avvenuto nel 1915. Per questa ricorrenza sul capo della Madonna veniva posta una corona d'oro, tempestata di diamanti e di gemme.

Il 21 maggio 2015 (giovedì), in cui ricorreva il centenario, non è stata vista la stessa intensa partecipazione del popolo corropolese dell'anno 1940.
 



giovedì 21 maggio 2026

VIDEO DI UNA LUNGA FESTA


📌 Rivedendo la parte del filmato della processione del 21 maggio 2005... quante persone sono andate via!
Quante parenti, amici, conoscenti ci hanno dato l'addio definitivo (clicca sull'immagine per vederlo).
La festa del 21 maggio 2025 fu una grande festa, ricca di inziative varie e nuove.
Dopo la pandemia per la festa del 21 maggio cominciano tempi magri.
E' finita l'epoca dei grandi fasti ed iniziative.
Non più visita in moto ai santuari mariani del teramano, non più sfilata di auto sportive e neanche la gara di briscola, sotto i portici.
Nel 2005 i festeggiamenti vengono chiusi dal concerto di Edoardo Bennato e dall'accensione dei fuochi musicali d'artificio al campo sportivo.
P
er vedere il video CLICCA QUI o sull'immagine.


lunedì 18 maggio 2026

21 MAGGIO CORROPOLESE


Alla storia del 21 maggio corropolese s'interessa anche un controguerrese: Matteo Di Natale che, oltre a riproporci la storia della statua della Madonna del Sabato Santo, ci offre la foto di un "gadget" con l'immagine della Madonna distribuito prima del 1940.


Grazie, Matteo.

domenica 17 maggio 2026

CARTOLINA... STORICA


Si potrebbe supporre che questa cartolina possa risalire al 1934 (anno di affissione della lapide sulla facciata del palazzo comunale). Noi siamo propensi a datare la cartolina "1940" (anno di incoronazione della Madonna del Sabato Santo). 
Il 31 marzo 1940, la Chiesa di Sant'Agnese venne dichiarata Santuario Mariano; il che produsse un afflusso notevole di pellegrini provenienti non solo dalla vallata del Vibrata. Da qui l'esigenza di una cartolina, di un'immagine della Madonna dei miracoli.

sabato 16 maggio 2026

LA SCARPETTA RUBATA


Raccontiamo un episodio poco conosciuto che riguarda la statua della Madonna del Sabato Santo. L'accadimento è raccontato dal dott. Emilio Tonelli in un suo libro sulla Madonna, a cui era molto devoto. Era il 1963.
"... come ogni mattina mi recai in Chiesa per un saluto e un bacio al piede della Statua. Con terrore mi accorsi che sul petto non c'era più il cuore d'argento e dal piede sinistro era stata asportata la scarpetta d'argento. Di corsa avverto Don Ermanno.
Era avvenuto un furto sacrilego. Che dolore! Decisi. Feci asportare l'altra scarpetta ed inviai tutto ad Arezzo perché venisse rifatta una nuova scarpetta, così com'era l'altra. Girai per gli orefici e riuscii a scovare un cuore d'argento simile a quello rubato. Dopo pochi giorni tutto fu sistemato come prima. 
La "mia" scarpetta d'argento ora è lì sul piede della Madonna ed il "mio" cuore ogni giorno è sul cuore della Madonna. Com'è bello!"

lunedì 11 maggio 2026

21 MAGGIO 1918


Grazie a Giacinto Sterlacchini (Villa Rosa) siamo venuti in possesso della foto di un avviso sacro datato 15 maggio 1918 in cui viene annunciata la festa (religiosa) in onore della Madonna del Sabato Santo, la cui statua, il 21 maggio 1915, aveva mosso le pupille degli occhi.
Estraiamo, per una più comoda lettura, un passo dell'annuncio.

"La fausta data anniversaria del gran prodigio verrà quest'anno celebrata con la solita grandiosità. Al mattino si seguiranno numerose messe basse, e, circa le ore 11, vi sarà la messa solenne con scelta musica. Dopo il Vangelo dirà il panegirico di circostanza l'illustre Can. Prevosto D. Giuseppe De Fabritiis che con la sua eloquenza vibrante di fede farà rivivere il momento solenne, in cui Maria, muovendo gli occhi ci chiamò a nuove e grandi speranze per le nostre anime, per la nostra Patria, per la civiltà dei popoli.
La sera, circa le ore 6, muoverà la processione del miracoloso simulacro di MARIA SS. DEL SABATO SANTO, con l'intervento di tutte le confraternite, e, durante il percorso, lo stesso Can. D. Giuseppe De Fabritiis saluterà, con alato inno, la Vergine benedetta....
"

E' doveroso da parte nostra ringraziare la bravissima pittrice Umbertina Cappelletti di Tortoreto che ha realizzato lo stupendo quadro con la Madonna del Sabato Santo sullo sfondo di Corropoli.



domenica 10 maggio 2026

IL CULTO DELLA MADONNA


Il 21 maggio i corropolesi festeggiano la Madonna del Sabato Santo.
Un nostro lettore ci ha inviato la foto della Madonna corropolese, esposta all'interno del Santuario del Divino Amore a Castel di Leva (Roma), meta di pellegrinaggi notturni a piedi dei Romani che, per esternare la loro devozione mariana, percorrono i 14 chilometri che separano il Circo Massimo dal Santuario.
La foto è accompagnata dal seguente pensiero:

PREGATELA! PERCHE' VI ASCOLTA come, il 21 maggio 1915, muovendo le pupille, ascoltò la giovane Domenica Vallese che si era recata in chiesa per chiedere una grazia per una parente gravemente malata, ricoverata all'Ospedale Sant'Orsola di Bologna.
Quella parente, secondo il parere dei medici, guarì miracolosamente.



giovedì 7 maggio 2026

MADONNE DE LU SABBETE SANTE


E' il 26 giugno 1994. A Corropoli si tiene il 7° Ripolo d'oro, gara di poesia estemporanea in dialetto abruzzese.
Tra i componimenti presentati abbiamo scelto "Madonne de lu Sabbete Sante" di Lucio Marà che si aggiudica il Ripolo d'argento.
La poesia è scritta in dialetto giuliese.


La Madonne de lu Sabbete Sante
s'armuvesce l'ucchie 'n addra vodde

cchie le sa la ggende che curresse
coma 'llu Sabbete Sante ca s'arcorde
(storie quasce scancellate da lu prugresse)

Eppire madonna mì, mo coma allore
de guerre e malateie ce ne sta' tande

è ssa mane che cia 'nzagne angore
che l'addru monne è lu cchiù 'mpurtande

O madonne de lu Sabbete Sante, uje pire
dacce 'na mane ca Ti ti' core
Ti che ci'arcuie lacreme e delire
armuve ''ss'ucchie n'addra vodde angore

E vedaresce ggende maje veste 'n chijse
strescjà 'n genucchie nghe lacreme sencire
e prehire, pentemende, ca manghe 'n paradise
titte arvendesse sante, nu core de prehire.

                                                   Lucio Marà


martedì 5 maggio 2026

21 MAGGIO... d'una volta


E' il 21 maggio 1942. 
La Madonna viene portata in processione, alla fine della quale il parroco, don Adolfo Binni tiene un'omelia finale dal balcone del Municipio.
Nella foto la Madonna è al centro di Piazza Pie' di Corte circondata da un'incredibile folla.
E' l'anno del 2° miracoloso movimento delle pupille.
Nel corso degli anni la massa popolare, seppure lentamente, sembra distanziarsi lentamente dalla Chiesa e il fervore religioso non riprenderà vigore neanche nella ricorrenza del 1° centenario del 1° miracolo, nonostante la presenza di alti prelati e di numerose iniziative.

Nel 2015 i fedeli hanno mostrato la loro devozione alla Madonna del Sabato Santo più durante la "peregrinatio Mariae" che nella mattinata del 21 maggio.

domenica 19 aprile 2026

LA MADONNA DEL MURAGLIONE


💗 La Madonna del muraglione (come viene dal volgo indicata) è un'opera in marmo dello scultore Giuseppe Ricci di Carrara. E' alta un metro e 40 cm circa, incastonata in una nicchia a forma di tetto (realizzata da Romeo Alfonsi di San Benedetto del Tronto) e inserita nel muraglione che sembra sorreggere l'antico incasato del centro storico di Corropoli.
Vi fu collocata il 19 aprile 1949 a coronamento di un voto popolare fatto durante la 2^ guerra mondiale.
Dall'Araldo Abruzzese leggiamo: "Giunse a Corropoli nel pomeriggio di Domenica 17 aprile, Pasqua di Resurrezione. (...) Fu accolta da migliaia di fedeli, molti dei quali forestieri, davanti la Chiesa di San Benedetto di Gabbiano. (...) ebbe luogo un lungo corteo formata da un'immensa fila di biciclette, oltre duemila, da dieci autocarri, straboccanti di pellegrini..."
Fu benedetta dal Vescovo Gremigni nel piazzale antistante la chiesa di Santa Maria degli Angeli della Montagnola. Poi fu esposta per la venerazione dei fedeli nel Santuario fino al Martedì quando fu collocata nella nicchia del muraglione.

Potete vedere le condizioni della zona sacra nel 2025 semplicemente cliccando qui.

sabato 28 marzo 2026

UN RICORDO DI DON IVO


📌 Il 28 marzo 2022 don Ivo Di Ottavio, ex parroco di Corropoli, ci lasciava in seguito ad una caduta con rottura di femore.
L'intervento chirurgico era riuscito bene e Don Ivo era stato trasferito a Pescara per delle cure riabilitative. Nonostante l'isolamento dovuto al Covid, il suo morale restava alto. 
Un fulmine a ciel sereno. Le sue condizioni peggiorano rapidamente e lo conducono inaspettatamente alla morte.


In ricordo di don Ivo vi riproponiamo un bel filmato (di 18 minuti) in cui parla della devozione dei corropolesi nei riguardi della Madonna del Sabato Santo, devozione che si può far risalire alla fine del 1400 dopo l'arrivo dei monaci Celestini presso la Badia di Mejulano.
Don Ivo spiega il perché la Madonna corropolese abbia questo particolare nome ed aggiunge che potrebbe essere anche chiamata la Madonna della Pasqua o della Speranza o della Pace.
Un interessante video che potete visionare cliccando sull'immagine o QUI.
Dalle argomentazioni si può dedurre che il filmato è stato girato in uno dei primi anni della seconda decade di questo millennio (2010-2013).



domenica 26 ottobre 2025

COINCIDENZE O MIRACOLI ?


📌 Dal 26 al 30 ottobre 2018 una forte perturbazione atlantica (tempesta Vaia) scarica la sua violenza sul Triveneto, provocando lo schianto di milioni di alberi. La tempesta investe anche i boschi di Telve di Sopra, Comune gemellato con Corropoli. 
Ai pompieri che intervengono si presenta questo spettacolo.
Il capitello (edicola sacra) dedicato alla Madonna del Sabato Santo di Corropoli non ha subito alcun danno. Sembra che la violenza devastatrice si sia fermata lì. L'albero sradicato è caduto dalla parte opposta dell'ubicazione dell'altarino disperso nei boschi di Telve.
C'è chi grida al miracolo, chi alla casualità. Ognuno interpreta il fenomeno secondo la propria fede.




Il miracolo sembra ripetersi nel gennaio 2025 in California con i suoi incendi. Clicca sul titolo per leggere l'articolo.


Ringraziamo i nostri segnalatori : Concetto Di Francesco e Franco Di Filippo.