IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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mercoledì 4 febbraio 2026

UNA PERSONA UMILE


Ricordo pubblicato sulla bacheca di "Pasquino" il 12 febbraio 2000.

📌 Ci sono personaggi che irrompono nella vita di ognuno in modo rumoroso, ingombrante, quasi molesto e ci sono altri che arrivano in silenzio, di soppiatto: figure tenui che aleggiano sorridenti e divertite e che, quasi senza farsene accorgere, si prendono cura degli altri in misura umile e servizievole.
Certamente a quest'ultima schiera apparteneva IDUCCIA DI MONTE che, venerdì 4 ultimo scorso, ha lasciato questa vita.
Nel 1922, a soli 4 anni, entra come orfana nell'Istituto delle Suore Vincenziane di Corropoli e vi rimarrà ininterrottamente fino al 15/7/98, quando si trasferisce con tutte le suore a Valmontone (Roma) per chiusura della Casa di Corropoli. Nel 1964 si era "affiliata" alle Suore e viveva da suora, come aveva fatto fino ad allora.
Venerdì 4/2/2000, qualche ora dopo il suo trapasso a miglior vita, le Suore aprono una busta, loro affidata in precedenza dalla stessa Iduccia, con dentro un vero breve testamento spirituale da cui emerge il suo attaccamento alla comunità religiosa alla quale s'era votata, alla Chiesa di Corropoli e a tutti i corropolesi e, nonché la dichiarazione sconosciuta a tutti, perfino alle stesse Suore, che il 25/3/1964 aveva pronunciato i voti religiosi.
A questo brevissimo curriculum vitae, ogni corropolese, dai 6 ai 60 anni, può aggiungere qualcosa in più, perché Iduccia è stata presente nella vita di tutti quelli che hanno frequentato l'asilo delle suore. Era un personaggio che non voleva apparire; lavorava dietro le quinte. Aveva il compito di... tenere buoni i bambini e... ci riusciva.
Quante "storie", quante favole raccontate, inventate, recitate o lette ai bambini che, con occhi sgranati, ascoltavano in silenzio o chiedevano: "Ancora, ancora".
Oggi quella Casa è chiusa, anche se la Scuola Materna funziona ancora. E' sempre la stessa, grande, maestosa, solenne.
In ogni angolo (nel refettorio come nel giardino, in camerata come nei corridoi o per le scale) si sente l'incedere lento e cadenzato della voce di Iduccia che "tiene buoni i bambini".
GRAZIE IDUCCIA! Con il tuo esempio, come hanno evidenziato nell'orazione funebre don Ivo, Suor Angela e il sindaco dr. Paolo D'Aristotile, hai dato un senso alla nostra vita.


Michele Ciliberti


lunedì 4 novembre 2024

IL CIMITERO IN POESIA


A cavallo di due millenni, sotto i portici di piazza Pie' di Corte, c'era una bacheca a disposizione di quei cittadini che volevano evidenziare con educazione, civiltà e poesia, problemi che angustiavano la popolazione.
Pasquino ha avuto tra i suoi collaboratori anche Luigi Ciarpelli, poeta, che in vernacolo evidenzia il problema del cimitero che appare trascurato, disordinato, sciatto e scialbo.
Naturalmente il problema fu risolto.


LU CEMETERE

Sta vodde parleme de na cusa vere:
de come sta lu cemetere
e se vale na parole
ci sta li jerve
a puste de li ajole.
Li murte repose 'npace
ma stu puste ne je piace;
li vive che ce và
se cumince a lamentà
pecché nesciune pense
a daje na ressediate
come nu puste reservate.
Sole li ladre ce passe
pe li solde che po' fregasse
a li femmene devote
che va a purtà nu fiore
'nghe nu cò de battecore.
Lu jurne de tutte li Sante,
quande ce va tutte quante,
è belle accumedate.
Ma la cuse nen pare juste,
demece da fa tutte l'anne
a daje  na misse a puste,
pecché lu campesante
ce aspette tutte quante.

                        Corropoli, 16/10/1999

Questa poesia fu motivata dal triste spettacolo che offriva il cimitero alla fine del secolo scorso.

mercoledì 24 luglio 2024

LE BACHECHE DI PASQUINO


Nella seconda metà del 1999 a Corropoli nacque un'associazione spontanea di cittadini che si proponeva di segnalare alle autorità competenti eventuali disguidi o disservizi.
Su una rustica bacheca sandwich (a sinistra) venivano esposti problemi o quesiti da parte dei cittadini.
Uno di questi quesiti (rivolto al Sindaco) non piacque ad un amministratore che si sentì chiamato in causa e si sentì offeso nell'onore, per cui denunciò, per diffamazione a mezzo stampa, la firmataria (la presidente del Centro Anziani) e chi aveva scritto a suo nome il quesito, nonché l'impiegato comunale che aveva concesso il permesso di occupare con la bacheca il suolo pubblico.
Il processo si concluse con un nulla di fatto dal punto di vista penale, ma la bacheca fu sfrattata da sotto i portici.
Pasquino non morì subito e continuò a vivere sulla facciata di una casa privata con una bacheca rinnovata (vedi foto a destra).

venerdì 3 novembre 2023

LU MONUMENTE NCAZZATE


Domani 4 novembre 2023 il monumento ai Cauti di tutte le guerre avrà il suo momento di gloria e di riverenza. Come da tradizione vi verrà commemorata la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate... per gli altri giorni dell'anno il monumento può essere coperto, sporcato, ignorato...


Il 2 agosto 2001 (il giorno prima dell'inizio della sagra estiva durante la quale il Monumento ai Caduti veniva nascosto o coperto dagli stand, quando il monumento veniva affumicato per la cottura degli arrosticini, quando sul monumento venivano abbandonati bicchieri e piatti di plastica, cartacce unte...) un ignoto poeta aveva sentito il bisogno di scrivere un breve componimento in versi e di pubblicarlo sulla bacheca di Pasquino ubicata sotto i portici della piazza. 
La situazione oggi è di molto migliorata, ma non è stata definitivamente risolta.


LU MONUMENTE 'NCAZZATE

Come me so' redutte!
Pare nu monumente
Quasce mezze rutte!

Nghe la mà verse lu cile
I' me l'appije
Nghe sta gente vile,

Lasceteme 'n pace
E leveteme stra vrasce
Vuje che penzete
A li quatrine
E facete de stu paese 'na latrine.

                       Corropoli 02/08/01