IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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venerdì 11 settembre 2026

TEMPO DI POMODORI


L'estate sta finendo e ancora qualcuno deve "fare i pomodori", ovvero mondare i frutti e prepararli per essere messi in bottiglia (in succo o a pezzetti), prima di essere sottoposti a bollitura in un grosso "callarò".
E' venuto il tempo di preparare le scorte per l'inverno e verso la fine dell'estate bisognava fare "li b'ttije", un antico rito contadino che coinvolgeva non solo la famiglia, ma anche vicini e parenti.
Nella foto risaliamo ai primi anni '70. Mentre nel calderone le bottiglie sono sottoposte ad una ebollizione che supera la mezz'ora, una sorridente donzella (che avete senz'altro riconosciuto in Teresa Clementoni), mentre cura la vivacità del fuoco, ne approfitta per cuocere sull'abbondante brace dei peperoni. Come natura crea... cibi sani, pieni di sapore e gustosi.
Oggi abbiamo dimenticato questo rito... e l'abbiamo sostituito con la coda al supermercato dove troviamo tanti tipi di salsa, dalle preparazioni più strane e diverse, ma non troviamo la salsa della nonna, quella fatta con la foglia di basilico aggiunta durante il riempimento della bottiglia.

lunedì 7 settembre 2026

SULL'AIA


Questa bellissima e storica foto della spannocchiatura (lu scardezzà) ci arriva da Martinsicuro. (Grazie, Concetto Di Francesco).
Siamo alla fine degli anni '50 in contrada Ravigliano a Corropoli.
La casa è quella di Silvio Iustini.
Sull'aia uomini e donne, giovani e meno giovani sono a buon punto con l'asportazione del cartoccio che ricopre la pannocchia di granturco.
Tempi di duro e polveroso lavoro, ma tempi felici e sereni, tempi di collaborazione, tempi in cui potevi contare sull'aiuto di parenti e vicini.
La terza persona da sinistra è Maria Tarquini (Treqquatrì), una corropolese che ha sposato un controguerrese e che oggi vive a Martinsicuro.






sabato 5 settembre 2026

VITA DI CAMPAGNA


Oggi per tonificare i muscoli si va in palestra.
Una volta i muscoli venivano tonificati lavorando in campagna... e se c'era l'obiettivo di una macchina fotografica veniva spontaneo dimostrare la propria vitalità.

Oggi, la bicicletta la si solleva con un dito, ma la bicicletta sollevata nella foto non è in fibra di carbonio.
Marje d' Raffò (Mario D'Eugenio 1919-1999) innalza la bici al  Cielo in un caratteristico ambiente agreste degli anni '60.


domenica 30 agosto 2026

VINCI UN QUADRO


A sinistra il vincitore: Gabriele Velenosi.
A destra l'autrice, la pittrice Angelita Giustolisi.
La simpatica iniziativa, che faceva da contorno a la "Festa de lu Mach'nà" del 30 agosto 2026, organizzata dall'Associazione "Rosa di Maria Regina", è stata entusiasticamente portata a termine. Numerosi i sottoscrittori e felicissimi i vincitori.
Sì, perché i vincitori sono stati 2.
Il signor Velenosi si è aggiudicato il "Quadro della trebbiatura", mentre la signora Bruna ha vinto un'altra tela donata dalla pittrice Angelita Giustolisi.
Il quadro della trebbiatura è stato realizzato sotto gli occhi dei presenti nell'area della chiesetta di "Rosa di Maria Regina" in contrada Ravigliano, a 2 passi dall'agriturismo "Gli Olmi 2".
Si poteva partecipare all'estrazione semplicemente donando un euro.
A questo link troverete notizie più dettagliate de "La Festa de lu mach'nà".



venerdì 28 agosto 2026

RICORDANDO LEO


📌 Il 28 agosto 2019 scompare un altro pezzo della storia corropolese, o meglio del Bivio.
Tutti lo conoscevano come "Leo d' Frang'nì", ma all'anagrafe era Pietro Del Toro, classe 1933.
Le caratteristiche di quest'uomo sono state la sua mitezza e gentilezza. Sempre pronto alla collaborazione.
La sua famiglia contadina si era insediata a Corropoli su una collina sovrastante il Vibrata.
Con l'avvento dell'industria lui cambia casa ma non abbandona la campagna. Mentre sua moglie diventa dipendente di un noto marchio di abbigliamento "Pooh", lui continua a dedicarsi alla vita dei campi presso l'azienda Flajani.
Dopo una vita dedicata al lavoro e alla famiglia realizza un altro suo sogno: la casa dei suoi desideri.
Nella foto lo rivediamo davanti la scala della sua casa contadina corropolese, presumibilmente una domenica mattina di primavera sulla sua
 Gilera insieme al fratellino Gabriele. 


giovedì 27 agosto 2026

FESTA DE LU MACHENA' 2026


Domenica 30 agosto 2026, negli spazi intorno all'agriturismo "Gli olmi 2", si tiene la 4^ edizione della "Festa de lu mach'nà".
La rievocazione è organizzata dal gruppo di preghiera "Rosa di Maria Regina" che opera nella chiesetta-oratorio voluta da Rosa Di Matteo, proprio a ridosso della struttura agrituristica.
Un ricco programma caratterizza l'intera giornata che vuole anche rievocare la figura dell'enologo Giuseppe Lamona (scomparso il 16 maggio 2026) che aveva dato la spinta e fornito i mezzi per questa festa campestre.
Risale al 2023 la prima edizione di questa festa avvenuta nel giorno del 70° anniversario di Peppino che mise a "godimento" degli intervenuti
 anche una bottiglia Magnum di pregiato Prosecco per festeggiare il suo 70° compleanno.



La festa si articola su 2 poli: l'area della chiesetta di Rosa e l'area "Gli Olmi 2".


Programma dettagliato dell’evento:

Presso la citata Chiesetta–Oratorio sita in via Ravigliano 42, Corropoli, alle ore 10:00 ci sarà la proiezione del Docufilm: "Un viaggio visivo ed emozionante alla scoperta dei riti storici della mietitura e della trebbiatura".
​A seguire una chiacchierata con Vincezina Cicconi, per ripercorrere aneddoti e memorie sulla vita contadina di un tempo.
Alle 11:30 ​Santa Messa per condividere un momento di preghiera e di raccoglimento.

​A seguire ci si trasferirà presso l’adiacente Agriturismo “Gli Olmi 2” da Paola e Francesco (Via Benedetto Croce 1, Corropoli) per la benedizione delle Macchine della Trebbiatura con rievocazione della Trebbiatura con macchine d’epoca funzionanti, curata dall’Associazione “ProTer” (Promozione del Territorio) di Gianfranco Di Luca.
Ore 16,00 estrazione del Quadro della Trebbiatura in concomitanza con l’estemporanea di pittura dell’artista Angelita Giustolisi che in mattinata, all’interno dell’area della Chiesetta, dipingerà estemporaneamente un quadro dedicato alla trebbiatura.
Per partecipare al sorteggio è possibile acquistare il biglietto al prezzo simbolico di 1€ durante la festa presso il gazebo dell’artista.


martedì 25 agosto 2026

POLISERVICE, NO SERVICE



Siamo in via Ennio Flaiano. E' sera. Il sole sta lentamente calando dietro i Monti Gemelli illuminando un campo di girasoli in via di dissolvimento.
Un bel paesaggio naturale, guastato da un secchio di plastica nero, con un sacco celeste pieno di rifiuti.
Anche qui, a quanto pare, la Poliservice ritira quando gli pare.
Forse ritirerà domani! Mandando un furgoncino adatto al ritiro, o mischierà?
L'importante è che il cittadino faccia la differenziata e paghi la tassa dovuta.
Un angolo di Paradiso guastato da una dimenticanza.
Poco più oltre ci accorgiamo che il Paradiso è irrimediabilmente guastato dal progresso "green".
Per ampliare la distesa di neri pannelli fotovoltaici... 
in nome di un futuro green, hanno abbattuto ulivi, cipressi, folte ed alte siepi nel periodo della nidificazione .
Il futuro ecosostenibile lusinga solo quei corropolesi con il cervello in soffitta.
La speranza, oggi, non è più verde, ma black... come la morte, come i pannelli fotovoltaici!

domenica 26 luglio 2026

GRAZIE, GIRASOLI


Questa è una bella immagine di Corropoli... e dobbiamo ringraziare i girasoli che sono più alti dei papaveri perchè così i turisti non possono leggere cosa c'è scritto sui muri della ottocentesca villa di campagna della famiglia napoletana Troili.
In seguito, durante il periodo storico del brigantaggio dopo l'Unità d'Italia, la costruzione fu adibita a granaio (luogo di raccolta del grano), fu abitata da famiglie di contadini e poi lasciata in abbandono. 

Nessun recupero. Non ci risulta nemmeno un tentativo per non farla decadere, né da parte dei proprietari, né dalle personalità di cultura d'Abruzzo.
Ecco la scritta che qualche anonimo ha lasciato sui muri della costruzione che si trova nei pressi della rotonda di Santa Scolastica:


Fabio, il toranese che ha segnalato in Comune l'obbrobriosa scritta sull'edificio storico ubicato nei pressi della rotonda di Santa Scolastica, ci riferisce che in Comune non ne sapevano niente.
Eppure questo post è stato pubblicato la prima volta il 7 settembre 2025.
Nessuno vede, nessuno parla, nessuno agisce.
Benvenuti a Corropoli.
La frase "Paese di ...." esprime un dissenso popolare o è un fantasioso vandalismo della gioventù vibratiana?


L'autore sarà lo stesso che negli anni passati si è espresso con altre scritte?


venerdì 24 luglio 2026

ASPETTANDO CHE CADA


Passano i giorni, passano le settimane, passano i mesi, passano le stagioni... ma il palo se ne sta sempre lì in mezzo alla campagna, pendente più della torre di Pisa.


Siamo in zona Centurati, c'è un vecchio palo di una Compagnia telefonica che si è pericolosamente inclinato.
Il problema viene segnalato. 
La Compagnia manda operai per un sopralluogo che sentenziano: "Il palo è da togliere".
Arrivano altri operai per un ulteriore sopralluogo: il palo è da togliere, ma con spese a carico dei segnalatori (che naturalmente rifiutano).
Terzo sopralluogo con la presenza di un Ispettore: il palo è da togliere... ma di operai all'opera non si sono visti.
Il cavo telefonico retto dal palo (in caso di crollo) potrebbe produrre danni alla casa a cui è ancorato.
Dal comportamento della Compagnia telefonica sembrerebbe che la sua principale attività sia quella di mandare personale che fa sopralluoghi.


💥

Corropoli ama Pisa.


Scorre l'anno 2022. In largo Duchi d'Acquaviva ci sono dei lavori in corso.
I lavori terminano e un lampione viene riconsegnato così. mentre era stato consegnato diritto.
Qualcuno segnala una eventuale pericolosità in Comune... ma ne esce tranquillizzato.
Come la torre di Pisa, non c'è pericolo che il lampione possa cadere.

Post del 15 febbraio 2023

All'inizio del 2025 scopriamo che il lampione è stato riverniciato, raddrizzato... ma non perfettamente.


sabato 18 luglio 2026

AL LAVORO



Presso gli spazi esterni dell'Agriturismo "Gli olmi 2" sono già iniziati i lavori per la preparazione dell'occorrente per la IV Festa de lu Machenà (della trebbiatura).
Sul campo abbiamo trovato Giuseppe Tarquini che ci ricorda che la data dell'appuntamento è stata fissata al 30 agosto 2026. Giuseppe ha già cominciato a lavorare.
La festa, organizzata dal Gruppo di Preghiera "Rosa di Maria Regina", richiede grandi sforzi, come si può desumere da questa vecchia foto:



Guardate quante persone lavorano all'unisono, ben consapevoli che dovevano portare a termine il compito specifico assegnato ad ognuno di loro.
Nella foto siamo sull'aia
della famiglia Cardelli (la Tr'llona) in zona San Donato. E' l'estate del 1938.
Fabrizio Ippoliti ci segnala che il trattore, che fa girare la cinghia, è un Orsi a testa calda.
Giuseppe Tarquini vi ricorda che la festa è il 30 agosto.





martedì 14 luglio 2026

IN CAMPAGNA


Di questa foto, che ha a che fare con Corropoli, sappiamo ben poco.
Dal modo di vestire delle persone dovremmo aggirarci negli anni '50. Siamo di fronte ad una classica casa contadina con la scalinata esterna che termina in un terrazzo in questo caso coperto. I proprietari trovano il tempo di coltivare dei fiori in piccole aiuole recintate a ridosso della casa e in vasi sul terrazzino.
Ricordi infantili mi riportano alla mente la casa d' Cr'tò, in zona Bivio, dopo la casa dei Frattarul'.
Cerchiamo conferme.


venerdì 3 luglio 2026

FOTO STORICA


Questa è una foto storica di una trebbiatura dei primi anni '50 (zona Avioclub).
Siamo sull'aia di Livje d' P'lènt' (Livio Falò, l'uomo col grande forcone di legno). 
L'identità del 1° uomo a sinistra è in discussione. Qualcuno afferma che si tratta di Fjurucc' d' Picciafuch' (Fiore Torzolini), altri smentiscono.
Dietro all'uomo col forcone c'è F'rnand' d' Cacciabbèv', ovvero Fernando Amadio, segue Jannucc' d' la Tr'llona (Mario Cardelli). Sconosciuti l'uomo sul trattore e l'uomo col cappello sullo sfondo.
L'uomo elegante vicino al trattore è Gnor' Nannì (il proprietario dei terreni dove è stato coltivato il grano da trebbiare). L'ultimo uomo a sinistra è N'cola d' P'cciaré (Nicola Schiavi).
I contadini di una volta partecipavano al grande evento della trebbiatura, non per soldi, ma per lu d'scagn' (lo scambio di manodopera). Ci si aiutava reciprocamente.
In primo piano un bidone della nafta lasciato dagli americani nella seconda guerra mondiale.



Fabrizio Ippoliti ci suggerisce che il trattore è un Bubba.
Rita Pantoni afferma che è sbagliata l'identità del primo uomo a sinistra.



giovedì 2 luglio 2026

RICORDANDO TONINO

📌 Corropoli, il 2 luglio 2022, perde un personaggio estroso quanto generoso.
All'ospedale di Atri muore Antonio Boni (detto Tonì d' M'dd'jo).


Tra le sue generose estrosità ricordiamo che a cavallo degli anni '80 e '90 presso la sua abitazione veniva rievocata la trebbiatura sull'aia con una ricostruzione molto accurata.
La trebbiatura in fondo, anche se faticosa, era una festa che chiudeva il lungo ciclo del grano iniziato in autunno con la semina e che faceva sentire più uniti i vicini grazie allo "scambio di giornate di lavoro".
L'unione veniva suggellata da un lauto pranzo, dove il piatto più atteso e gustoso erano
 li maccarù ngh' lu sugh' d' pap'ra.   
Anche nella festa organizzata da Tonì questo gustoso piatto non mancava. C'era sua madre Iolanda che pensava a tutto... e, obiettivamente, la giornata rievocativa della trebbiatura in casa Boni si chiudeva con qualche rimpianto.

Clicca sull'immagine sottostante per vedere il video.




martedì 30 giugno 2026

TREBBIATURA: LE MANSIONI


Questa foto degli anni '50 illustra il duro lavoro della trebbiatura.
Ad ogni lavoratore la sua mansione.
Non inquadrati nella foto ci sono persone che da una serra passano i covoni a quelli addetti ad inserirli  nella bocca della trebbia (sulla destra), Poi c'è qualcuno che sorveglia l'operazione e corre a rimediare ad eventuali intoppi. L'uomo vicino al mucchio si preoccupa di far arrivare, tramite l'alzapaglia, la paglia sulla sommità del grande mucchio dove varie persone la sistemano secondo regole tramandate da padre in figlio. Nella parte posteriore della trebbiatrice (che non vediamo) ci sono contadini che riempiono i sacchi di grano, e ci sono altri uomini che danno da fare per creare una serra di pula o "cama". Il tutto in un ambiente molto polveroso.
La trebbia viene mossa da una cinta fatta scorrere grazie all'ausilio di un trattore.
Un lettore ci suggerisce che la marca della trebbia è una IMAS Suzzara.
La foto è stata scattata sull'aia della famiglia contadina dei Tav'lett' (Graziaplena).

MACERIE IN CAMPAGNA

Percorrendo Via Santa Scolastica, sulla sinistra troviamo i capannoni industriali e sulla destra la verde campagna. In mezzo al verde delle macchie bianche. Sono cumuli di materiali di risulta di vecchie case contadine che, prima o poi, sarebbero cadute da sole.
Ma perché vengono abbattute una dietro l'altra?

La macchia bianca sulla sommità della collinetta è quanto resta dopo l'abbattimento di un'altra casa. Il lavoro è stato effettuato nonostante le bollenti temperature di questi giorni.
Vicino al cumulo dei rifiuti si vede un mezzo meccanico dotato di una benna.
Si dice  che qui verrà posizionato un impianto fotovoltaico... quanti ettari di terreno fertile e coltivato verranno distrutti tra l'indifferenza dei politici e dei cittadini?
Anche la foto sotto è stata scattata il 29 giugno 2026.


Ci pare di vedere un'altra casa prossima all'abbattimento.
I politici locali non hanno il coraggio di aggiornare i cittadini sul misfatto che molto presto verrà compiuto e di informarli sullo sfregio alla natura e al paesaggio? 
Non vedremo più scene come queste, immortalate da Google.


Non più mezzi  meccanici per la raccolta degli ortaggi, ma mezzi meccanici per abbattere case e montare pannelli neri.
Magari non avremo da mangiare, ma il telefonino funzionerà e potremo saziarci con le chacchiere di un amico o una parente dalla parte opposta del mondo.


domenica 28 giugno 2026

ANTICHE MIETITURE


Scena di vita campestre della famiglia Pelliccioni.
Si miete, e allora tutti in campagna: il capofamiglia (Alcide Pelliccioni - l'uomo in piedi), la moglie e i figli.
Per i lavori importanti, come in questo caso, si faceva ricorso a degli operai.
Dopo la morte di Alcide avvenuta nel 1962, la direzione dei lavori agricoli di questa famiglia passa nelle mani di Zefferino che rimane legato alla coltivazione dei campi fin quando se la sente. 
Suo figlio Alcide (che porta lo stesso nome del nonno), di fronte alle trasformazioni indotte dal progresso, abbandonerà l'antica casa dov'era cresciuto per trasferirsi poco distante, sulla 259 dove, insieme al figlio Simone, oggi gestisce un negozio di articoli tecnici per l'agricoltura (concimi, antiparassitari, mangimi, articoli per il giardinaggio, ecc.).


giovedì 25 giugno 2026

VEDO NERO


foto2022

Vedete questo bel "mare verde" in contrada Ravigliano a due passi dalla chiesetta campestre di Santa Scolastica?
Da quello che si sente in giro, molto presto diventerà "nero" per il colore dei pannelli solari che lo ricopriranno completamente.
Nel giugno 2026 il caseggiato che vedete nella foto è stato abbattuto.
C'è qualche amministratore che può dirci che dell'impianto fotovoltaico, di cui si parla tanto in luoghi pubblici, non è vero niente?
Una nostra lettrice, Rosanna Di Pietro, invece ci dice che quella casa, negli anni 30/40 fu affidata dalla famiglia Cerulli ai suoi nonni provenienti da Bellante affinché, coinvolgendo tutti i famigliari, lavorassero la terra intorno.
La casata dei suoi nonni era quella dei Cannell'.
Lei è stata la prima bambina che è nata in quella casa. Poi i suoi genitori decisero di emigrare in Venezuela, mentre gli zii restarono in zona, ma abbandonarono la casa perché i Cerulli (proprietari) diedero in affitto i terreni per la coltivazione di ortaggi.
La sua famiglia, fin quando ha abitato quella casa, è stata la responsabile dell'integrità della chiesetta di Santa Scolastica.



La visione di una collina a Bellante. Presto anche a Corropoli.



domenica 21 giugno 2026

ANDIAMO A MIETERE IL GRANO


📌 Arriva l'estate.
"Andiamo a mietere il grano" sembra dire con aria soddisfatta e serena Elda.
Oggi quel mondo, duro e faticoso, è quasi estinto. Mezzi meccanici si sono sostituiti all'uomo. Gli alberi sono stati sradicati per favorire il passaggio di mostri di ferro.
Nella foto, però, questo nuovo mondo non è ancora arrivato. La mietitura è ancora fatta a mano. Le spighe tagliate raggruppate in covoni (li vedete sullo sfondo e uno sottobraccio alla signora).
I covoni disposti a croce e sovrapposti andavano a formare le cavallette che per alcuni giorni restavano sul campo per permettere una migliore asciugatura dei chicchi di grano.
Dopodiché con un carro o con un trattore venivano portati sull'aia dove venivano trebbiati.
Il paesaggio della foto è quello delle colline tortoretane, ma la signora è corropolese. E' Elda Cardelli (d' la Tr'llona), classe 1928, che, in seguito al matrimonio con Enrico Lamona, lascia Corropoli e diventa cittadina di Tortoreto.
 

mercoledì 10 giugno 2026

BELLA RICONOSCENZA


All'innesto di via "F.P. Michetti" con la via "N. Rosati" a Corropoli si notano 2 alberi dello stesso tipo. Sono 2 gelsi.
Su uno (quello di sinistra) è intervenuto l'uomo e da "homo sapiens" l'ha potato drasticamente... ed oggi è così.
Quello di destra è stato curato poco... ed oggi è così.
Sotto quale albero il podista o viandante si fermerà per riprendere fiato o per rilassarsi?
Su quale albero gli uccellini si poseranno al calar della sera?
I rami di quale albero i ragazzini cercheranno di abbassare per coglierne i frutti?
Interrogativi banali, ma necessari perché pensiamo che "l'homo sapiens" non ci arrivi.
Il gelso, dopo anni di torture e capitozzature, alla fine cede... eppure a tanti aveva offerto ombra, riparo, ristoro, cibo, denaro... si perché le foglie di quest'albero erano il cibo preferito dei bachi da seta... e una volta i bachi venivano allevati dalle famiglie contadine per guadagnare qualcosa di extra in modo da mettere qualcosa in più sulla tavola.
Bella riconoscenza! 

venerdì 8 maggio 2026

STRANE STORIE


Che bel paesaggio. Una bellissima prateria. Sullo sfondo biancheggia un capannone del Cavallino Nero.
Ci troviamo in via Ennio Flaiano, zona lago di Cerulli.
L'anno scorso, di questi tempi, quella vasta prateria era un grandissimo vigneto.
Verso la fine di giugno 2025 iniziò la distruzione sistematica della vigna in fruttificazione. 
Dovevano costruire un grande impianto fotovoltaico.




Quel vigneto corropolese, in nome del progresso, fu sradicato. 


Il 22 settembre 2025 siamo passati di nuovo presso il lago di Cerulli (zona del vigneto abbattuto) e abbiamo trovato questo paesaggio:


buche non riempite, viti non innestate che stanno rivegetando e proliferazione di piante di acacia.
Tramite questo blog avevamo chiesto agli amministratori se fossero informati di ciò che stava accadendo sul territorio corropolese (sradicamento del vigneto).
Nessuna risposta!
Avevamo ricordato la Legge Regionale del 25 marzo 2025 n.8 all'art. 3 che inserisce tra le superfici non idonee per gli impianti fotovoltaici: "aree agricole con colture permanenti quali: vigneti ad esclusione di quelli destinati all'autoconsumo, frutteti, tartufaie e oliveti, questi ultimi con densita' superiore a 70 piante per ettaro e una superficie superiore a cinquemila metri quadrati".
Qui i lavori, a quanto pare, si sono fermati... ma nella zona di Gabbiano procedono tranquillamente...