IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

sabato 25 aprile 2026

25 aprile - POST DA VEDERE



A guardarli sono belli, eleganti, sciolti, disinibiti, spiritosi, forse pure diplomati... provate a vedere il video (cliccando sull'immagine) e scrivete nei commenti le vostre sensazioni.
Naturalmente non tutti i ragazzi sono così!

A TUTTI, TRANNE UNA


foto Cityrumors

Nel Consiglio Comunale corropolese del 23 aprile 2026 c'è stato il rimpasto delle deleghe o il nuovo assetto amministrativo.

ASSESSORI

Laura Piccioni: pari opportunità, commercio e attività produttive, politiche giovanili, efficientamento energetico, tutela e benessere animale.
Alessia Lupi: istruzione, turismo, cultura, politiche sociali.
Massimo Micozzi (vicesindaco): manutenzione e aree verdi, viabilità, sport, sicurezza.
Domenico Di Monte: ambiente, affari legali, diffusione attività comunali, democrazia partecipata, servizi cimiteriali, rapporti con i cittadini.


CONSIGLIERI

Giancarlo Di Ubaldo (capogruppo): digitalizzazione, servizio civile.
Claudio Del Toro: agricoltura, rapporti associazioni sportive,
Attilio Ricci: urbanistica, lavori pubblici in collaborazione con il sindaco.

E' la prima volta che nella mia vita repubblicana capita di vedere una cosa del genere.
Tutta la compagine di maggioranza (compresi i consiglieri) ricevono una delega, tranne Roberta Grilli, 564 voti retrocessa all'ultimo posto, ovvero senza delega alcuna.
Tra gli elettori della Grilli c'è chi ci vede una punizione, chi un isolamento, chi un mobbing, chi una discriminazione.
La Grilli deve averla combinata proprio grossa per essere sottoposta a questo trattamento, ma nel lungo documento del Sindaco non troviamo nessun accenno a qualche sua mancanza.

COSI' IL SINDACO VALLESE SCRIVE

Mi dispiace non poter essere oggi tra voi. Avevo in programma da tempo di affrontare in prima persona questo passaggio e lo avrei voluto fare guardandovi in faccia, come è giusto.
Una piccola necessità clinica, di cui ho avuto conferma solo pochi giorni fa, ha richiesto il ricovero da ieri, con dimissione prevista domani. Ho scelto comunque di non rinviare ulteriormente l’appuntamento con il Consiglio: sarebbe stato il modo peggiore di rispettarlo.
Affido perciò a queste righe le ragioni della rimodulazione della Giunta Comunale disposta con mio decreto.
Voglio essere chiaro fin dall’inizio su un punto che è stato oggetto di molte, troppe, interpretazioni nelle scorse settimane. Poche settimane fa, in occasione del referendum costituzionale, siamo stati chiamati tutti alle urne per una delle più alte forme di sovranità popolare che la nostra Carta prevede. Al di là delle posizioni che ciascuno di noi ha scelto, quella consultazione ci ha ricordato qualcosa di essenziale: nella nostra democrazia il cittadino è sovrano, e chi è stato eletto a rappresentarlo esercita il mandato in prima persona. Non è una verità nuova. È il principio che i Padri Costituenti, nel disegnare l’architettura della nostra Repubblica, hanno voluto al cuore di ogni istituzione elettiva, dal Parlamento fino al Consiglio Comunale: la democrazia non è soltanto il diritto del cittadino di scegliere chi lo governa, è anche il dovere di chi governa di rispondere delle proprie scelte, senza sottrarsi all’onere personale della decisione, perché la responsabilità politica è personale o non è.
In questa cornice si colloca la revoca del mandato assessorile: una prerogativa esclusiva del Sindaco, che risponde del buon andamento dell’azione amministrativa davanti a questo Consiglio e, soprattutto, davanti ai cittadini. È una responsabilità che non si delega e che non si condivide: si esercita.


Scegliere la propria squadra di governo, valutarne la tenuta nel tempo e ridisegnarla quando serve rientra nella piena autonomia politica del Sindaco, che degli esiti risponde in prima persona. È esattamente ciò che ho fatto.
Sul merito della scelta devo a questo Consiglio e alla città una spiegazione politica, che rendo volentieri. Il mandato che i cittadini ci hanno affidato è entrato da tempo nel cuore della sua attuazione: i grandi dossier richiedono oggi scelte impegnative, tempistiche stringenti, un coordinamento più serrato tra le deleghe e un ritmo di lavoro che il programma presentato agli elettori esige.

Ho ritenuto, in coscienza, che questo passaggio richiedesse un riassetto complessivo delle deleghe e una squadra pienamente allineata sulla direzione di marcia e capace di imprimere quel nuovo impulso operativo che Corropoli si aspetta da noi. Non si è trattato di un giudizio sulle singole persone, ma di una valutazione di sistema sulla configurazione più efficace per portare a compimento gli impegni assunti.
So che è trascorso un tempo più lungo di quanto avrei voluto prima di parlarne in questa sede. Illustrare una scelta di governo, però, ha senso quando la nuova configurazione della Giunta è pienamente operativa e le nuove deleghe cominciano a camminare sulle loro gambe, non sull’onda della cronaca. A questa scelta di metodo si sono aggiunte, lo dico senza farne un alibi, circostanze personali che hanno richiesto di dosare diversamente le priorità della mia agenda.

Ognuno è poi libero di scegliere quale strada percorrere per portare in Consiglio il confronto politico. Io credo, semplicemente, che il confronto politico si nutra di contenuti, non di scorciatoie procedurali.
Tengo a dirlo con nettezza: la rimodulazione della Giunta non mette in discussione il lavoro svolto fin qui, né interrompe alcun percorso amministrativo. La continuità è garantita, i progetti proseguono, gli impegni con la città restano tutti sul tavolo.
Lo dico con il rispetto che devo a ciascun consigliere, ma anche con la franchezza che la comunità si aspetta da chi la amministra. Su questa vicenda si è costruita, nelle scorse settimane, una narrazione che ha cercato di spostare l’attenzione dalle cose che contano, ossia il programma, i progetti in cantiere, gli impegni assunti con gli elettori, a una rappresentazione di retroscena e di procedure. È una strategia comprensibile sul piano della dialettica politica, ma è una strategia che non rende un buon servizio ai corropolesi. Il nostro mandato non si misura sul rumore attorno alla composizione di una giunta: si misura sulla bontà delle scelte strategiche e politiche, sulla serietà con cui si lavora, sulla direzione che si imprime all’azione amministrativa. È su questo terreno che io chiedo di essere giudicato, ed è su questo terreno che la maggioranza continuerà a presentare il proprio lavoro. Ogni altro confronto, per quanto legittimo, non può oscurare la volontà chiara che i cittadini hanno espresso nelle urne e che questa amministrazione sta portando avanti.

Vorrei anche, prima di concludere, sgombrare il campo da un equivoco politico che ha trovato spazio in queste settimane. La rimodulazione della Giunta che ho disposto non nasce da una logica di partito, né risponde a equilibri interni a una forza politica. Nasce da una valutazione di governo, di esclusiva competenza del Sindaco, assunta nell’interesse del Comune e del suo programma amministrativo. Lo dimostra un dato di fatto che i corropolesi conoscono bene: la revoca ha riguardato un’esponente della stessa area politica che sostiene questa maggioranza, non una figura di un’altra lista. Chi amministra un Comune non è il segretario di un partito: è il Sindaco di tutti i cittadini che gli hanno affidato un mandato. Il Sindaco risponde alla comunità nel suo insieme e non a correnti, non ad apparati, non a vincoli di schieramento. Quando una scelta di governo lo richiede, egli deve poterla compiere anche nei confronti di persone con cui condivide un percorso politico, proprio per mantenere quella posizione di imparzialità istituzionale che la sua funzione esige. È questa la differenza tra un Sindaco e un capo partito.

Ed è a questa differenza che, come Sindaco di Corropoli, sono e resterò fedele. C’è poi una presa d’atto che non posso tacere, perché il metro con cui si pretende di giudicare la modesta rimodulazione di questa Giunta è emerso in questi giorni con particolare evidenza. Proprio nel capoluogo della nostra provincia il Sindaco, espressione di una coalizione di centrosinistra, ha azzerato per intero la propria Giunta comunale e per sua stessa ammissione sulla spinta di un riassetto politico-amministrativo sollecitato dai partiti della maggioranza. E la sproporzione con quanto accade a Corropoli è sotto gli occhi di tutti. La minoranza di centrosinistra di Corropoli ha insistito per mesi per la convocazione straordinaria di quest’Aula, fino a inviare una formale diffida nelle stesse ore in cui si consumava l’azzeramento di cui ho appena detto.
Un’intera Giunta cancellata nel loro stesso campo politico non ha prodotto né un comunicato, né una denuncia, né una richiesta di chiarimento. La revoca di un singolo assessore nel nostro ha prodotto, invece, una mobilitazione continuativa culminata nella seduta odierna. I fatti parlano da soli, e dicono che questa convocazione nasce più dall’esigenza di un teatrino politico che dal merito amministrativo: perché il consiglio comunale non è un palcoscenico da scomodare quando conviene, ma la sede in cui si decide il futuro di Corropoli.
Da questa stessa vicenda emerge una seconda constatazione, che dico altrettanto asciuttamente. A Corropoli la revoca di un singolo assessore è stata disposta nel pieno rispetto della squadra che gli elettori hanno mandato in Municipio, che resta operante e al lavoro. Nel capoluogo della nostra provincia, invece, l’intera squadra di governo uscita dalle urne è stata cancellata per obbedire a richieste di parte. Il vulnus democratico, se di vulnus si vuole parlare, sta là dove la volontà degli elettori viene riscritta nella sua interezza, non dove un Sindaco rimodula una singola componente della propria squadra per governare meglio. Lascio ai corropolesi, che conoscono il valore del proprio voto, ogni ulteriore valutazione.

A tutti i componenti della Giunta, a coloro che hanno ricevuto nuove deleghe come a coloro che continuano a portare avanti quelle già loro assegnate, rivolgo l’augurio di buon lavoro, affinché da questo riassetto possa venire quel rinnovato impulso che ne ha ispirato la scelta. A chi ha fatto parte dell’Esecutivo in questi mesi va il riconoscimento politico che si deve a chi ha servito la comunità.
Questa amministrazione continuerà a rispondere con il lavoro, non con il rumore: perché è così che si onora il mandato ricevuto dai corropolesi.

Se avete letto questa lunga comunicazione... anche qui la Grilli non esiste proprio.
E giunti al fin della lettura, come Ponzio Pilato, ci vien da esclamare: "Io non trovo nessuna colpa in questa donna!"  

Chi volesse leggere la comunicazione della Grilli deve CLICCARE QUI e noterà che è scritta col cuore, mentre quella del Sindaco con la penna.



UN EROE CORROPOLESE


📌 Il 25 aprile è festa nazionale. Si commemora la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista.
In piazza Pie' di Corte a Corropoli nessuna manifestazione per ricordare che oggi è festa nazionale. Eppure Corropoli ha dato i natali a un giovane che è morto per liberare l'Italia dal fascismo, è morto per un ideale (che si può anche non condividere), ma è pur sempre un giovane coerente che ha dato la vita per realizzare ciò in cui credeva.
Stiamo parlando di Francesco (Franco) Speca nato a Corropoli il 30 novembre 1921. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Franco non si schierò dalla parte dei nazi-fascisti e si aggregò alle formazioni partigiane che operavano nella zona di Genova. 
Ferito, catturato, il 30 gennaio 1945 venne fucilato sulla montagna di Cogoleto (Genova).
A Corropoli gli hanno intitolato una via del Centro storico, ma a Cogoleto oltre a dedicargli un cippo sul luogo dove fu ucciso, gli hanno addirittura intitolato un molo.
A Cogoleto ricordano Francesco Speca tutti gli anni.




venerdì 24 aprile 2026

25 APRILE. GRAZIE PAPA'


Il 25 aprile si celebra la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
Oggi c'è un gruppo che vuole ergersi ad unico liberatore... ma non è così.
In primis io metterei gli Alleati (truppe anglo-americane). Senza il loro supporto le azioni di guerriglia, i sabotaggi , gli attentati dei partigiani forse non avrebbero avuto risvolti positivi.
Fra i liberatori bisogna inserire anche i reparti dell'Esercito Italiano che si unirono agli alleati nella lotta contro i tedeschi. A queste persone viene data la qualifica di "patriota".
Non bisogna poi dimenticare i civili: studenti, operai, contadini, artigiani, donne d'ogni ceto che combatterono contro il fascismo e il nazismo.
Mio padre è stato un PATRIOTA.


Il mio papà, Annibale Pompilii, nasce nel 1905 in una pinciaia ai piedi della collina (lato Tronto) su cui sorge Controguerra.
Davanti a sé ha una vita fatta di fatica e sudore: coltivare la scomoda campagna che saliva su verso il centro storico. 
Preferisce qualcosa di diverso: si arruola come carabiniere a piedi volontario nella legione di Roma per una ferma di 3 anni. In seguito passa a quella di Firenze e poi a quella di Cagliari.
Si trova nella legione di Verona quando nel 1938, a 33 anni decide di sposare la corropolese Scolastica Tonelli.
Nel 1940 fa parte della 2^ Armata Jugoslavia. Qui resta fino all'8 settembre 1943.
Dopo l'armistizio, dal 20 settembre 1943 al 20 giugno 1944 fa parte della Banda Zara.
Il 15 ottobre 1946 la Commissione Marchigiana gli assegnerà il titolo di Patriota.
Nel frattempo recuperato nei Reali Carabinieri degli Abruzzi presta servizio a Collecorvino, Pizzoferrato, Mafalda, Farindola.
Il 12 settembre 1950 si congeda col grado di Vicebrigadiere e va a vivere a Corropoli (Bivio) con la moglie Scolastica e i suoi 3 figli nella casa che aveva costruito sul terreno che aveva ricevuto dal suocero Francesco Tonelli.


Un grande bacio al mio papà e un caloroso e fraterno abbraccio a Matteo Di Natale che, con le sue appassionate ricerche, ha riportato in vita delle pagine di storia sconosciute o dimenticate.

QUARANTA + 4


25 aprile 2022, giorno di festa: tante macchine parcheggiate, poche persone in giro.


D'un tratto la piazza si anima. Vengono tutti, elegantemente vestiti, dalla chiesa dove è stato celebrato il 40° anniversario delle nozze di Elvira Marinucci e Guido Rosati, due colonne portanti di Corropoli: lei insegnante della scuola primaria e  animatrice della Caritas, lui promotore e realizzatore della sagra corropolese dei primi decenni, nonché politico "scomodo".
...e oggi, anno di grazia 2026 arriviamo a 44... tanti auguri!

COLPA DELLA GRILLI


La colpa è di Roberta Grilli che non ha permesso all'Amministrazione di "assicurarsi il raggiungimento degli obiettivi prefissati".
In Comune si voleva onorare il partigiano corropolese, ucciso dai nazisti, Francesco Speca.
Pur avendo pagato l'acconto per un busto in bronzo a luglio 2025, l'operazione non è riuscita.
Da un colloquio di 2 mesi fa con l'artista-autore emergeva che il busto era pronto e che lo si poteva vedere nel palazzo di Ripoli.
E domattina, 25 aprile 2026, il partigiano corropolese Francesco Speca verrà onorato a Mosciano Sant'Angelo e ad illustrare la sua figura ci sarà la prof Stefania Pompeo, anch'essa corropolese fino al matrimonio.



Torniamo alla prima immagine.

Il 25 aprile di ogni anno in Liguria, sulle montagne tra Cogoleto e Stella, un corropolese viene commemorato.
Almeno una volta l'anno uno o più sindaci mettono dei fiori sul luogo dove 
Francesco (Franco) Speca cadde da partigiano.
A quanto pare il Comune di Corropoli vuole onorare "finalmente" questo suo concittadino e nella determinazione 623 del 17 luglio 2025 (area tecnica) stabilisce:



Il busto verrà a costare 20.000 euro.

Per conoscere più particolari della storia di Francesco Speca CLICCARE QUI

GITA : SAN GABRIELE - L'AQUILA


Continua senza sosta l'impegno dei componenti dell'Associazione "Spirito Santo". 
Oltre a costruire e realizzare, questo gruppo deve spendere energie e risorse per riparare i danni prodotti da persone irresponsabili come quelli arrecati al recinto della Chiesa.

Nel 2025 questo gruppo propose 2 gite (una a Roma per il Giubileo e una ad Assisi). Quest'anno come prima proposta abbiamo il Santuario di San Gabriele e L'Aquila, proclamata Città della Cultura 2026.
Per maggiori informazioni leggere la locandina.


Ci si può prenotare presso il negozio di Mimma o da Peppe d' Casciò.
L'anno scorso alcuni non potettero partecipare per esaurimento posti. Non si riuscì a riempire un secondo pullman,
Chi prima arriva, di sicuro parte!

LE PINCIAIE DEI MARCO'

.
Questo gruppo di pinciaie oggi non esiste più. Queste case di terra costituivano la dimora di varie famiglie denominate Marcò (famiglie Tonelli) in zona Colle. L'ultima pinciaia sulla destra la possiamo considerare la più moderna perché dotata di un gabinetto "interno" (specie di gabbiotto in muratura attaccato alla parete. Vi si accedeva dall'interno della casa).
Negli altri casi i bisogni corporali venivano normalmente soddisfatti, con la pioggia o con il sole, in inverno come in estate, in una piccola cabina (pajara) esterna.
Di tutte le pinciaie della foto se n'è salvata una sola. Oggi, opportunamente restaurata da Francesco Tonelli, è tornata ad essere abitabile.

TRE FOTO IN UNA


La foto d'apertura è il particolare di una foto panoramica di piazza Pie' di Corte.
C'è un giovanotto che sta per accendersi una sigaretta.
Scorre l'anno 1955. Il giovanotto è Domenico Falò. Alle sue spalle si nota una delle 2 cannelle della fontana a cui una popolana è andata ad attingere acqua con un recipiente. L'acqua della fontana, a quei tempi, era 
potabile e le donne normalmente l'attingevano con la conca.


Domenico Falò è in piazza vicino ad una palma da poco piantata. Sullo sfondo la casa di Manducc' d' Z'cchitt' (Armando Ricci). 
Oggi quella palma non c'è più. E' stata sostituita con un'altra palma, ma anche questa è stata attaccata dal punteruolo rosso che le ha uccise.


Prendendo in esame la parte sinistra della foto notiamo l'insegna di una oreficeria. Una volta nel centro storico c'erano 2 oreficerie: una la vediamo nella foto, l'altra era ubicata sotto i portici.
Oggi, le due oreficerie sono scomparse. A Corropoli è possibile trovarne una al Bivio.

SPACCATURA CON PUNIZIONE

Era il 30 luglio 2019. Il Consiglio Comunale tarda ad iniziare. 
Nel 2019 avevamo ipotizzato una spaccatura all'interno dell'Amministrazione. Si è avverata!
Alla spaccatura si è aggiunta una punizione o, se vogliamo, una discriminazione.
I consiglieri di maggioranza hanno tutti anche più di una delega. La Grilli NON NE HA UNA.
E cosa dovranno pensare i 564 corropolesi che l'hanno votata?


Il 10 agosto 2019 pubblicavamo: 

Alcuni lettori ci hanno fatto notare che - stranamente - prima del Consiglio Comunale del 30 luglio 2019 due assessori (Grilli e Di Monte) erano presenti nella sala consiliare insieme agli altri consiglieri, mentre una parte della Giunta (sindaco, vicesindaco e assessore erano nella saletta di cui si intravede l'ingresso nella parte sinistra del rettangolo tricolore.
Ai cittadini, che hanno eletto il Di Monte e la Grilli, sembra normale che anche questi assessori (facenti parte
 della Giunta) dovessero stare vicino al Sindaco. Invece i loro eletti sono rimasti nella sala, non hanno detto una parola e si sono limitati ad alzare la mano in sintonia con gli altri consiglieri di maggioranza.




Oggi, 11 febbraio 2026 aggiungiamo: 

"La maggioranza è compatta!" - scriveva il Sindaco.
"Sicuro?" - rispondiamo.
All'inizio della Legislatura gli amministratori erano tutti di Forza Italia.
Nel 2020 Roberta Grilli entra in Fratelli d'Italia. Domenico Di Monte aderisce alla Lega.
Nel marzo 2021 anche l'ex sindaco corropolese, Umberto D'Annuntiis, entra in FdI, portando con sé quei politici formatisi alla sua scuola.
Nel settembre 2022 Fratelli d'Italia diventa il partito più votato a Corropoli, detronizzando il M5S.
Nel febbraio 2025 Roberta Grilli viene eletta Presidente del Circolo corropolese di Fratelli d'Italia.
Che cosa ha fatto concretamente Roberta Grilli per essere "detronizzata" dopo essere stata votata da 564 corropolesi, 27 voti in meno del vice sindaco Massimo Micozzi?
Ci si giustifica adducendo: "per da
re nuovo impulso all'azione politico-amministrativa e per assicurarsi il raggiungimento degli obiettivi prefissati".

giovedì 23 aprile 2026

NEMO PROFETA


Sulla pagina FB di "Sei di Corropoli se..." abbiamo trovato una locandina che annuncia la commemorazione di Francesco Speca, eroe partigiano corropolese.
Interviene all'incontro di studio la prof.ssa Stefania Pompeo, vissuta a Corropoli fino al matrimonio.
Finalmente si fa qualcosa per Francesco!
Ma guardando bene il manifesto ci si accorge che questa commemorazione non si svolgerà a Corropoli, ma a Mosciano Sant'Angelo.


Dalla documentazione trovata sul web bisogna sottolineare che Cogoleto, oltre al molo intestato a Francesco (Franco) Speca e al cippo elevato sul luogo dove venne ucciso dai tedeschi, gli ha dedicato anche una lapide:


La scuola poi mette il nome di Francesco (Franco) Speca accanto e prima di quello di Sandro Pertini, partigiano ed ex presidente della Repubblica.


Mah!

STORIA DI UN MINATORE


📌 Aristodemo Cornacchia nasce a Corropoli nel 1909, ultimo di 8 figli, ma le persone lo chiamano "Sesto".
Suo padre Giuseppe emigra in America, dove 5 dei suoi figli lo raggiungeranno.
Aristodemo non segue il genitore e per aiutare la madre, rimasta a Corropoli, si ingegna in cento attività.
La sua famiglia possiede un cavallo con carrozza... e allora Aristodemo accompagna la levatrice nelle case di campagna delle partorienti, raggiunge la montagna per vendere peperoni, cavoli, pomodori, "ventarole"... riportando indietro legna carbone, castagne e patate.
Scoppia la 2^ guerra mondiale, Aristodemo va in Africa e al ritorno l'aspetta il fronte russo, ma lui preferisce andare a fare il minatore prima in Germania e poi in Belgio.
La silicosi, la malattia dei minatori, scava nei suoi polmoni e, il 24 aprile 1985, gli darà l'ultima picconata.

IN COMUNE


Sala insolitamente piena per il Consiglio Comunale del 23 aprile 2026. Degli 8 punti all'o.d.g. ce n'è uno che interessa particolarmente, quello che riguarda la "retrocessione" dell'ex assessora Roberta Grilli.
Il Consiglio è presieduto dal vicesindaco che legge una comunicazione.
All'assessora esautorata viene concessa la possibilità di leggere una sua comunicazione (sotto riprodotta in corsivo).
Dopodiché viene letta una comunicazione tecnica del Primo Cittadino che, più che fornire delucidazioni sul caso, ribadisce che la sua scelta "rientra nella piena autonomia del Sindaco".
Per la "par condicio", qualora ci pervenisse il comunicato integrale del Primo Cittadino, il blog è pronto a divulgare affinché gli elettori possano farsi un'idea più obiettiva sul caso.
Ecco l'intervento di Roberta Grilli.

"Signor Sindaco — o chi ne fa le veci — colleghi Consiglieri,

Prendo la parola in questa Sede, cuore pulsante della democrazia corropolese, non per rispondere a un atto burocratico ma per un dovere di verità e per ristabilirne i fatti. Mi rivolgo a voi, e soprattutto a quel corpo elettorale che con 564 voti mi ha affidato un mandato che nessuna firma su un decreto potrà mai scalfire. I voti sono un patto d'onore con il popolo; i decreti di revoca sono, spesso, solo il riflesso di fragilità politiche.

Il 3 febbraio scorso è stata disposta la revoca delle mie deleghe e del mio 
incarico da assessore. Le motivazioni addotte nell'atto sindacale — si rifugiano dietro concetti come la necessità di un 'nuovo impulso' e/o un presunto 'indebolimento del rapporto fiduciario' — appaiono come motivazioni deboli, pretestuose ed evanescenti se contrapposte a sette anni di presenza costante, lealtà assoluta e condivisione quotidiana con il Primo Cittadino.
Anzi, i fatti dicono altro: per garantire il successo degli eventi e il bene della comunità, non ho mai risparmiato tempo e risorse, anteponendo sempre la riuscita dei progetti e il bene del bilancio.

Sorge spontaneo un interrogativo sulla natura di questo 'equilibrio'. Se l’obiettivo era davvero dare uno slancio nuovo all'azione amministrativa, allora questa Giunta avrebbe dovuto avere il coraggio di guardarsi dentro per intero. Se si cerca l'efficienza, bisogna colpire l'inerzia, non la dinamicità. Colpire chirurgicamente chi ha sempre operato alla luce del sole suggerisce che l'obiettivo non fosse il bene di Corropoli, ma la rimozione di una figura divenuta evidentemente ingombrante per la sua stessa indipendenza.

Eppure, oggi scopro che sette anni di impegno pesano meno di un semplice 'like' sui social. È imbarazzante, ma sembra che un’interazione virtuale
abbia urtato la sensibilità di qualche 'regista occulto'. Se la tenuta di una
Giunta dipende da un like e non dai risultati, siamo davanti a una gestione infantile del potere.
È evidente: la mia colpa, forse anche l’unica, è stata non piegarmi ai capricci di chi, dietro le quinte, ha tramato per mesi il mio siluramento.
Mi dispiace dirvelo, ma avete confuso la squadra con l’obbedienza cieca.

La modalità di questa scelta lasciano ai posteri una riflessione amara: Se
questo atto fosse il frutto di una volontà solitaria del Sindaco, ne dovremmo dedurre una preoccupante solitudine decisionale. Se invece, come il silenzio assordante di questa maggioranza suggerisce, si tratta di un'operazione condivisa.
Risponde al vero che il Sindaco sia stato messo ai margini e costretto a rimuovermi dietro pressioni esterne e malumori di chi, in questa maggioranza, si è lasciato abbindolare o ancor peggio si è meglio accomodato sulla propria poltrona.
Se il fatto sussiste, allora siamo di fronte a una strategia meticolosa, stu-
diata a tavolino per alterare gli equilibr:i usciti dalle urne.

In entrambi i casi, la politica ne esce sconfitta, lasciando il posto al calcolo.
Sia chiaro, Il mio impegno per Corropoli non subisce battute d'arresto. Rimango al mio posto, in questo Consiglio, libera dai vincoli di una Giunta che non ha saputo difendere la propria coerenza, ma legata indissolubilmente ai miei elettori.

Agli atti di questo Comune resti scritto che c’è chi sceglie la convenienza
del silenzio e chi, come me, sceglie il coraggio della coerenza.
Chiedo che questa dichiarazione venga integralmente acquisita agli atti e
verbalizzata."

Data: 23 Aprile 2026


UNA LUNGA STORIA


E' il 1983. Nasce il Centro socio-culturale  "L. Da Vinci" e con lui nasce la Corale Folk Corropoli. 
La gente, desiderosa di cantare, arriva anche dai paesi vicini. Sotto la direzione del maestro Dino Cocchini si forma un poderoso coro che riscuote da subito successo non solo in provincia, ma anche all'estero: memorabili le tappe di Dusseldorf e Monaco di Baviera (Germania) e quella di Vienna in Austria.
La foto che vedete in alto risale alla fine degli anni '80 quando, al maestro Cocchini, subentrerà il maestro Franco Costantini. Sullo sfondo riconosciamo Ezio Cichetti, Francesco Di Paolo, Umberto D'Annuntiis, Luigi Di Luca. La ragazza con gli occhiali è Lucilla Di Gennaro e si trova dietro Deborah D'Ascanio, al suo fianco Lorena Di Paolo. La bimba e la ragazza in prima fila sono le figlie del maestro Costantini. Ultima a destra Monica D'Annuntiis e alla fisarmonica Roberto Di Pietro.
Poi più di un decennio di buio e infine la rinascita.
Il maestro Franco Costantini torna a dirigere la "nuova" Corale Folk in occasione del VI premio di poesia "G. D'Annuntiis" del 2 dicembre 2018 e, la sera del 29 dicembre 2018, offre ai corropolesi un concerto natalizio al Cineatro di via San Giuseppe.


La storia della Corale Folk continua...

TRE DOTTI INTORNO AL CORE


📌 Il 23 aprile è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, istituita dall'UNESCO nel 1995 per promuovere la lettura.
La data è stata scelta per ricordare il giorno della morte di William Shakespeare avvenuta nel 1616.
L'Amministrazione corropolese promuove varie iniziative per far amare la lettura  ai giovani
Per gli adulti ci sono presentazioni che appaiono sempre più come operazioni commerciali.
Corropoli non ha una biblioteca pubblica, né - a quanto pare - fa niente affinchè si possa creare.
Ogni tanto mi tornano in sogno 3 dotti corropolesi: Pasquale Rasicci, Benedetto Ricci e Gaetano D'Aristotile, accomunati dalla loro grande passione per i libri e dalla triste sorte di questi ultimi.
Il primo a sinistra, Pasquale Rasicci mi racconta come, dopo la sua morte e dopo vari furti, i figli abbiano donato all'Amministrazione quello che rimaneva della sua biblioteca, saccheggiata dai ladri.
I libri, sistemati dentro cassettoni per le olive, sono stati portati a Ripoli e qui giacciono. Su di loro è caduto un silenzio tombale.
Il secondo, Benedetto Ricci, morto nel 1937, mi parla della sua biblioteca che, di generazione in generazione, è rimasta lì nel disabitato palazzo di piazza Pie' di Corte a prender polvere. 
"Quasi la stessa cosa è successa a me", sembra aggiungere il terzo... il dottor Gaetano D'Aristotile. "Un libro vive se lo si legge, lo si sfoglia, lo si consulta!"
Un sussulto. Questo non è un sogno! E' un incubo!