L'8 settembre ricorre la Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione, istituita nel 1966.
Noi vorremmo ricordare un corropolese che si è prodigato concretamente per raggiungere questo obiettivo.
La persona in questione nella foto la trovate a destra e porta la tonaca. E' don Giuseppe D'Aristotile, per tutti don Peppino, la cui opera meritoria è caduta nell'oblio ma la cui coerenza è rimasta unica.
Ha dedicato una parte della sua breve vita (1933-1971) agli umili e ai poveri.
Noi vorremmo ricordare un corropolese che si è prodigato concretamente per raggiungere questo obiettivo.
La persona in questione nella foto la trovate a destra e porta la tonaca. E' don Giuseppe D'Aristotile, per tutti don Peppino, la cui opera meritoria è caduta nell'oblio ma la cui coerenza è rimasta unica.
Ha dedicato una parte della sua breve vita (1933-1971) agli umili e ai poveri.
E' vissuto a contatto con gli zingari, quando gli zingari erano veramente derelitti e nomadi, quando vivevano in ripari di fortuna insieme ai cavalli che li trasportavano da un paese all'altro.
Don Peppino, negli anni '60, aveva cercato di elevare gli zingari socialmente spingendoli a frequentare a Giulianova una classe a loro riservata. (vedi foto)
Un prete unico, corropolese.
Lui non predicava, faceva.
Don Peppino, negli anni '60, aveva cercato di elevare gli zingari socialmente spingendoli a frequentare a Giulianova una classe a loro riservata. (vedi foto)
Un prete unico, corropolese.
Lui non predicava, faceva.












