IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

lunedì 6 aprile 2026

PROCESSIONE STORICA


Non conosciamo l'anno esatto di queste foto, ma possiamo dire che esse sono state scattate dopo il 1934, anno in cui fu costruito il parapetto  che si intravede sulla parte sinistra bassa della foto. 
Siamo, invece, sicuri che si tratta della processione del Martedì di Pasqua per la presenza della statua di San Giovanni.
Salta subito agli occhi la massiccia presenza di donne bianco vestite che aprono la processione ed arrivano ben oltre la statua della Madonna.
Dopo la statua del Redentore c'è la massa degli uomini.
Le foto sono state scattate lungo il primo tratto di via Roma. 
Nello spazio che vediamo privo di case sul lato destro verrà edificato l'attuale Ufficio Postale.

UN INVITO




Dobbiamo rendere merito a Marina Di Fabio se la Corale Folk corropolese è ancora viva e attiva.
Molto conosciuta e rinomata negli anni '80, la Corale Folk con lo scorrere del tempo s'è frantumata e dispersa.
Sembrava morta, ma la brace covava sotto la cenere ed è stato sufficiente il soffio vivificatore di Marina che è rinata non solo per il periodo natalizio.
Seppure in maniera ridotta l'abbiamo ritrovata alla festa di Sant'Antonio (17 gennaio 2026) e ora la corale torna sul palco l'11 aprile 2026 in occasione della Festa di San Giuseppe, in contrada Ravigliano, nella zona che porta il nome del Santo.


LE CASATE - Sabb'llucc'


E' il 5 agosto 1966. In casa di Paolo D'Antonio - Paul' d' Sabb'llucc' -  si festeggia il primo compleanno della piccola Daniela tra la radiosa gioia e l'evidente orgoglio dei genitori.
La casata di Paolo trae origine dal nome "ISABELLA", la nonna di Paolo che, giovanissima, era morta dando alla luce Carlo, il padre di Paolo.

CONCERTO EVANGELICO



L'ordine dei Padri Trinitari fu fondato in Francia.
Divenne ufficiale nel 1198 con l'approvazione del Papa Innocenzo III.
Il principale obiettivo di quest'ordine era quello di liberare i prigionieri cristiani dalle carceri mussulmane durante le crociate.
Oggi i padri trinitari si dedicano alla liberazione dalle nuove schiavitù (povertà, dipendenze, persecuzioni). Gestiscono parrocchie, missioni ed istituti educativi.
Il numero dei Padri Trinitari malgasci (del Madagascar) in Italia si aggira sulla trentina. Nella provincia di Teramo sono 8 (4 a Corropoli e 4 a Villa Mosca).
Il 12 aprile 2026, 
in occasione della Giornata Missionaria e del 100° anniversario della presenza dei Trinitari in questa grande isola africana, alle 16:30 presso la chiesa parrocchiale ci sarà un concerto di canti  malgasci, organizzato e presentato dai religiosi corropolesi che, nella fotografia in alto, sono padre Marcello, padre Giuseppe, padre Nicolas e padre Francesco.
Il concerto vuole ricordare che nel 1926 in Madagascar arrivarono 5 Padri Trinitari missionari col compito di dedicarsi ad opere educative, assistenziali e di evangelizzazione.


PASSEGGIANDO RICORDANDO


Negli anni '80 a Corropoli scoppia la moda delle gare (passeggiate) podistiche che si propongono di coinvolgere giovani e meno giovani, sportivi e sedentari, residenti e non. 
Questa foto conferma che l'obiettivo è stato pienamente raggiunto.
Ci troviamo in contrada San Giuseppe e tra i concorrenti riconosciamo Antonio Nepa, dipendente comunale, che ci ha lasciati il 6 aprile 2015.


💥
L'11 aprile 2021 la Pro Loco corropolese fa (ri)scoprire il gusto di camminare insieme per le campagne (pista ciclabile e dintorni).
Esperimento riuscito.



PER NON DIMENTICARE


📌 Questo blog (Corropoli come vivevamo) ha trattato in passato argomenti prettamente corropolesi.
Oggi tocca un argomento controguerrese perché - in seguito alla sentenza shock dell'8 novembre 2022 del Tribunale civile dell'Aquila - non può ignorare, ma deve ricordare che un giudice ha ritenuto incauto il comportamento delle vittime (decedute) durante il terremoto del 6 aprile 2009.

Le foto in alto sono quelle delle sorelle Giusy e Genny Antonini. 
Originarie di Sant'Egidio alla Vibrata, vivevano a Controguerra. 
Giusy aveva 24 anni e all'Aquila studiava Biotecnologie. Genny, di 22 anni, studiava Scienze Infermieristiche.
La sera del 5 aprile 2009 (domenica) avevano cenato con i genitori ed erano ripartite per L'Aquila. Qui, alla prima scossa, allarmate avevano chiamato il fratello Alessandro che abitava in un'altra casa. Si erano tranquillizzati a vicenda... ma la scossa delle 3,32 è stata fatale per le ragazze.

domenica 5 aprile 2026

IL TERREMOTO AQUILANO


📌 Molti corropolesi non lo conoscono o non lo ricordano, ma Claudio Fazzi si divideva tra Corropoli (dove risiedeva) e la redazione del Messaggero, prima di Teramo e poi de L'Aquila di cui era caposervizio. 
Ha vissuto il terremoto aquilano (aprile 2009). Solamente una settimana prima della sua dipartita (avvenuta il 10 settembre 2015) ha postato un video che ripercorre i 4 anni dopo il sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese, facendo l'analisi dei numeri della ricostruzione. Un vero giornalista.

RICORDANDO LORENZO


📌 Aveva 22 anni quando, quella tragica notte del 6 aprile 2009, Lorenzo Cinì perdeva la vita nel disastroso terremoto aquilano.
Era un giovane pallavolista della Montorio Volley, una squadra che militava in serie B2 ed era un tenace studente prossimo alla laurea.

Quella dannata notte, nella palazzina di Viale Duca degli Abruzzi non era solo, era con la fidanzata Arianna Pacini. E da sotto le macerie, insieme, sono partiti verso una meta ultraterrena, ignota ma si spera felice.
Son passati tanti anni... ma il ricordo non si può cancellare.

RICORDANDO MARCELLO


Il 6 aprile 2026, ore 9:30, chiesa parrocchiale, ultimo saluto a Marcello Micozzi.
Una nostalgica foto che ci riporta ai bei tempi, quando c'era poco e si era contenti. E quel poco ci rendeva felici e ci faceva sentire importanti.

Il pendio lo riconosciamo. L'anno dello scatto fotografico è uno dei primi favolosi anni '60. Il giradischi è molto diffuso... ancora non è arrivato il mangiadischi.
Siamo in riva al lago di Cerulli.
La foto volevamo intitolarla: "Io, mammeta e tu".
Sì, perché se non c'era la mamma ad accompagnare i fidanzati (Amina Diomedi e Marcello Micozzi) c'erano le amiche della coppia: Ermita Cretone e Silvana Diomedi (a sinistra) che dovevano assolvere al necessario compito. 
Guai a far uscire i fidanzati da soli.

IN ALTA MONTAGNA


Dopo un lungo viaggio in nave gli emigranti degli anni '50 dovevano adattarsi a nuovi modelli di vita e a nuove condizioni climatiche.
Qualcuno non riesce a resistere; la maggior parte si integra facilmente. Tra questi ricordiamo Nino Di Renzo che resta in Venezuela per un decennio (1952/1962) nella città di Merida (altitudine 1.600 m.)
Il desiderio di formarsi una famiglia e il richiamo delle radici lo spingono a ritornare in Italia. Nel 1994 la morte lo ghermirà all'improvviso all'età di 62 anni.


TRA STORIA E LEGGENDA


Nel libro di poesie "Lu monne" del dottor Emilio Tonelli abbiamo trovato questa memoria storica che trascriviamo, relativa alla storia della torre della Badia.
Nell'Ottocento, in seguito alla soppressione dei conventi, la Badia passò in mani private. Il neo proprietario voleva distruggere i segni del Cristianesimo tra cui la torre. 
"A costui, di notte, apparve in sogno un monaco dal saio scuro e dalla barba bianca che gli disse: "Se non smetti di demolire la torre, morirai".
Il signorotto rimase un po' perplesso dal sogno, ma, convinto ateo-massone, fece continuare il lavoro. Durante il giorno, raccontò il fatto ai suoi e rise molto del sogno fatto.
La notte seguente, sul far dell'alba, arrivò l'angelo della morte e lo prese con sé.
Il corpo inerte fu, dai suoi, sepolto sul luogo, proprio dietro la torre. I suoi fecero smettere il lavoro iniziato e così la torre rimase demolita a metà come la si può vedere ora.
A memoria d'uomo, dai vecchi operai, io che ricercavo, ebbi queste notizie, precisamente da Marocchi Giacomo - detto Giacomo di Cacchiò - che le aveva avute da suo nonno vivente all'epoca dei fatti."
Quanto raccontato dovrebbe corrispondere a verità. Abbiamo trovato una vecchia foto o disegno in cui la torre della Badia appare mozzata. I merli che la caratterizzano sono una aggiunta posteriore agli anni '20.
La foto del post è stata scattata nel 1984 in piena vandalizzazione della millenaria costruzione storica.

GALLERIA GREEN


Ci appelliamo ad Alessia Lupi che, a giusto titolo, ha esaltato la galleria verde creata dagli alberi in Viale dei Celestini.
Ci appelliamo all'Amministrazione affinché questa verde galleria venga salvaguardata e curata perché è bella e perché è un salvagente per i figuranti della Rievocazione Storica della Pentecoste Celestiniana.
Da decenni i figuranti, prima della sfilata, trovano ristoro e frescura all'ombra di questi alberi.


Clicca qui o sull'immagine dell'Assessore Regionale, Umberto D'Annuntiis, per vedere un filmato del 2005, di cui la prima parte è stata girata proprio all'ombra dei tigli di Viale dei Celestini.

sabato 4 aprile 2026

AUGURI DOPPI



Auguri doppi alla coppia della foto.
Auguri per la Santa Pasqua e auguri per il 51° anniversario di matrimonio a Dantino Vallese e Antonietta Di Lorenzo.
Questa foto è storica. Raramente sono stati fotografati insieme. Qui sono nella sala consiliare, perché Dantino è il Sindaco di Corropoli dal 2019.
Corropoli negli ultimi 50 anni ha avuto Sindaci le cui mogli si sono disinteressate, almeno apparentemente, alla politica. Antonietta invece è stata invisibile, ma sempre presente. Sempre pronta a precisare, puntualizzare, rettificare commenti erronei sulle pagine di Facebook.
Ma è nel campo del lavoro che Antonietta si è rivelata la colonna portante del suo uomo. Con lui ha gestito e fatto progredire lo studio commerciale e di consulenza finanziaria, fiscale e tributaria aperto ad Alba Adriatica.
Naturalmente Antonietta ha contribuito anche ad allargare la famiglia con Andrea e Stefano.
Di nuovo tanti, tanti auguri.

AVVINCENTE E COMMOVENTE


Grande successo ed apprezzamento per la rievocazione della Passione di Cristo che ha richiamato spettatori anche dai paesi vicini. 
Nonostante il freddo della serata (sabato, 4 aprile 2026), il pubblico è stato consistente.
La sacra rappresentazione, che doveva svolgersi il 3 aprile, è stata rinviata a causa del maltempo.
Un lungo applauso alla fine della rievocazione che si è rivelata commovente e avvincente.
Qualcuno batteva le mani con le lacrime agli occhi. Bravissimi tutti gli attori. Super l'interpretazione del corropolese Thomas Rosati nella parte di Gesù.




Ecco come si presenta lo scenario corropolese della "Passione 2026". I sassi ci richiamano Matera e il film di Mel Gibson "la Passione di Cristo". Per la cronaca diciamo che sempre a Matera da poco sono iniziate le riprese del sequel "La Resurrezione di Cristo".
A Corropoli, dopo 41 anni grazie "all'Associazione Amici di Corropoli" che si è assunta l'onere dell'iniziativa, viene riproposta in forma teatrale la Passione vivente.
L'azione scenica si svolge su piccoli palchi, disseminati qua e là, nel grande parcheggio alle porte del paese e praticamente in mezzo alla gente.
Lo scenario è più bello di quello del 1985. 


PASSIONE 1985


Nel 1985, durante la "settimana santa", Corropoli si presentava così.
I corropolesi erano tutti in fermento, tutti fibrillanti per la preparazione della sacra rappresentazione della crocefissione di Gesù Cristo del venerdì Santo.
E quella fu l'ultima volta.
Negli anni seguenti si tornò alla tradizionale processione notturna.
Nel 2020 e 21, causa pandemia, la processione del Venerdì Santo è stata sospesa. 
Nel 1985... l'ultimo respiro della rappresentazione della Passione di Gesù. Questo teatro popolare se n'è andato alla grande, con una rappresentazione memorabile. Osservate il mastodontico palco.
Ad organizzare il tutto è il Centro socio-culturale "Leonardo da Vinci".


La manifestazione, fin dalla 1^ edizione, riceve grandi consensi provenienti da tutta la vallata e, in seguito, verrà imitata anche in altri Comuni.


La particolarità di questa rappresentazione è che gli attori sono quasi tutti corropolesi e con nessuna esperienza teatrale.
Nella foto sottostante la comparsa Bruna Persiani nelle vesti di una popolana.


Il coinvolgimento delle persone, la fede, la spettacolarità e l'originalità della rievocazione fanno sì che si veda una piazza Pie' di Corte stracolma...


...fino all'inverosimile.


Per assistere alla rappresentazione ci si arrangia in tutti i modi.
Il monumento ai caduti offre un buon punto di vista.
Tra gli spettatori riconosciamo Anna Celii (la prima donna a sinistra in basso) con il figlio Enrico Rosati (dietro). Sul monumento ci sembra di riconoscere Ferdinando Fioretti (dietro al ragazzino con gli occhiali). A seguire Fiorindo Spinelli e Nino Di Renzo. L'uomo in primo piano è il padre di Giustino Danesi: padre e figlio presenti ogni settimana in largo Marconi per vendere la porchetta da loro cucinata.

CIAO, MARCELLO - lutto


Marcello Micozzi, una persona gentilissima, cortese, amabile, sempre pronto a farti un sorriso, padre di Massimo, vicesindaco di Corropoli, grande lavoratore, come tanti giovani anche lui ha affrontato l'emigrazione. Va in Svizzera. Si stabilisce a Schaffhausen (famosa per le sue cascate) dove lavorerà per 14 anni. In questo periodo si fidanzerà con Amina Diomedi che sposerà e con lei condividerà 7 anni all'estero.
Al ritorno l'attendeva una vita felice con la famiglia accresciuta dall'arrivo di 3 pargoli e un lavoro a Nereto in un'industria che realizzava materassi. 
Neppure una malattia invalidante è riuscita a cambiare il suo carattere aperto e sincero.
Grande Marcello.