Il 4 dello stesso mese c'era il primo giorno di vacanza per la festa di San Francesco, patrono d'Italia (da quest'anno la festa soppressa è stata reintegrata).
lunedì 14 settembre 2026
PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Il 4 dello stesso mese c'era il primo giorno di vacanza per la festa di San Francesco, patrono d'Italia (da quest'anno la festa soppressa è stata reintegrata).
RICORDANDO FRANCESCO
Amava oltremisura lo sport (ma non quello alla moda), amava il karate così tanto da diventarne un maestro.
Il tempo lenisce le ferite. Col passare degli anni forse i corropolesi si sono adattati alla mancanza dei suoi stentorei interventi... ma non l'hanno dimenticato.
Del resto come si fa a dimenticare l'inesauribile effervescenza di Francesco.
Questo blog l'ha filmata (CLICCA QUI) in occasione della inaugurazione della piazza Unità d'Italia al Bivio. Era il 25 giugno 2011.
Non avremmo mai potuto lontanamente immaginare che 80 giorni dopo, il 14 settembre 2011, Francesco di 59 anni avrebbe abbandonato per sempre la sua Corropoli.
domenica 13 settembre 2026
1° GIORNO DI SCUOLA ?
Però, cambiando contesto e fantasticando un po', potremmo strapparvi un sorriso dicendo: "Ecco cosa facevano i bambini di una volta per affrontare meglio l'anno scolastico".
Naturalmente questa ultima versione non è vera, perché la presenza di rose dentro dei vasetti di vetro fa cadere questa fantasiosa ipotesi.
60 ANNI SOTTO I PORTICI
Per non disturbare, meglio passare sulla strada che gira intorno alla piazza... ma ti senti chiamare... "Umberto, mi riconosci?"
Un attimo di indecisione, un lampo: "Ma sei Nillo, Nillo Carli? Come mai a Corropoli? Ti facevo in Svizzera!"
La memoria vola sui campi di grano mietuto, utilizzati come campi di calcio per i vari tornei estivi dei ragazzi del Bivio che negli anni '60 non disponeva di alcuna struttura sportiva.
"Ti ricordi Elena, mia sorella, oggi festeggia il 60° anniversario di matrimonio. Ha voluto festeggiarlo a Corropoli, lasciato all'età di 19 anni per matrimonio."
Si scatena uno tsunami di ricordi, perché oltre a Nillo e Elena, ci sono altri fratelli, altre domande, altri ricordi.
La famiglia Carli ha abitato a Corropoli fino alla morte dei genitori: il padre, Bruno Carli (1923-2004) un uomo imponente d'origine veneta; la madre, Rosalia (per tutti Rosina) D'Eugenio (1928-2005) dolcissima donna; i 5 figli - chi per matrimonio chi per lavoro - non sono restati a Corropoli.
La famiglia Carli veniva indicata con la casata dei D'Eugenio: lu Carrajat', il cui significato non scaturisce dalla traduzione del suono dialettale, ma da ben altra storia che potete leggere QUI.
Tanti auguri e complimenti alla coppia che ha raggiunto un traguardo invidiato.
TEMPO DI ANNIVERSARI

50 anni di "2 storie d'Amore che si intrecciano in un'unica storia, quella delle gemelle Lucia e Anna, quella dell'amicizia tra Luigi e Gigi: storia di amore, di amicizia, di rispetto, di famiglia..." (Monica Cioffi).
CORROPOLI STRANA
Per questa violazione la multa oscilla da 1.000 a 10.000 €.
(FOTO SOTTO). Chi avrà affisso i 4 manifesti fuorilegge a sinistra su un muro privato?

UN DISASTRO
Qualcuno chiamò quegli strani tubi che fuoriescono dal suolo i "Cannoni di Navarone", in ricordo dell'omonimo film dell'epoca.
Era un periodo in cui le fabbriche nascevano come funghi... ma lontane dal centro storico.
Qualcuno pensò di costruirne una vicino al paese; bisognava però spianare una parte di collina. Si pensò di impedire smottamenti di terra tramite una palificazione. Evidentemente l'opera ingegneristica non fu realizzata bene e lo smottamento fu parzialmente fermato.
Il capannone della fabbrica di cui stiamo parlando lo si vede ancor oggi, sulla sinistra venendo dal Bivio, prima di superare il ponte che ci conduce al Centro storico.
Inizialmente è stata una fabbrica di confezioni (Simonetta).
REPERTI CULTURALI

Quest'associazione nacque nel 1968 e si fece subito conoscere organizzando la 1^ Mostra-Mercato del Libro (a Corropoli non c'era una libreria); creando una biblioteca riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione (con tanto di ispezione); organizzando gite, passeggiate ecologiche, concorsi fotografici...
Nel 1973 organizzò un convegno per onorare la figura di Adolfo Borgognoni.
Ma la creatura più bella nacque nel 1983: la Mostra-Mercato dell'Artigianato, dell'Hobby e dei Piatti Tipici durante la quale, su proposta di Guido Rosati, si disputò del 1° Palio delle Botti (ancor oggi la più grande e coinvolgente manifestazione locale).
CURIOSITA' : l'autore di questo post è colui che nel 1974 compilò la tessera (riconoscibile dal particolare modo di scrivere: raddoppio delle linee verticali).
CHE PIAZZA E'?
Quella che vedete è l'attuale piazza Pie' di Corte.
C'è stato un periodo storico in cui questa piazza è stata intitolata a Concezio Rosa, il medico condotto di Corropoli (e Controguerra), scopritore del villaggio neolitico di Ripoli.
Nel Consiglio comunale del 13 settembre del 1900 fu proposto e approvato di intitolare la piazza a Concezio Rosa.
Dopo l'avvento del fascismo la piazza tornò al suo vecchio nome: Pie' di Corte.
All'inizio del 1900 il campanile non aveva nessun orologio. Presumbilmente prima della prima guerra mondiale il lato ovest fu arricchito di un orologio. Durante il fascismo è stato aggiunto l'altro (facciata nord).
Dove oggi c'è la villa comunale c'era uno spazio libero, privo di verde, praticamente un prolungamento della piazza.
sabato 12 settembre 2026
L'ALTALENA (di una volta)
Siamo nei primi anni '60, anni di non molte risorse ma di abbondante fantasia. Così Calverino Clementoni s'ingegna per far trastullare la sua Gabriella.
La piccola, divenuta grande, per lavoro e per matrimonio abbandonerà Corropoli... ma vi fa ritorno spesso perchè qui risiedono i suoi due fratelli: Teresa e Carlo, nonchè suo padre Calverino d' Ndr'nì.
50 ANNI INSIEME
La preferita, a quanto pare, è la piccola chiesetta oratorio di "Rosa di Maria Regina", curata dall'omonima associazione e ubicata in contrada Ravigliano.
Il 12 settembre 2026 è stata la volta di Lucia Zarroli e Carlo Cichetti di Villa Rosa.
Tanti auguri a questa coppia che ha scelto, come le precedenti coppie, la chiesetta di Rosa Di Matteo (1937-2017).


In questa chiesetta di Ravigliano il 19 agosto 2023, rifuggendo fasti e flash, una coppia ha voluto festeggiare i 50 anni di matrimonio in un'atmosfera familiare, lontano da occhi curiosi.
I protagonisti di questa storia sono due pensionati teramani, che oggi vivono ad Alba Adriatica, ma amano straordinariamente Corropoli da quando hanno cominciato a frequentare la chiesetta spersa nella campagna e l'Associazione "Rosa di Maria Regina" che quivi ha la sede.
Lei è Giovanna Di Giacinto, ex maestra elementare e lui Giorgio Angelucci, ex dirigente d'azienda.
E' la prima volta che nell'edificio sacro (voluto da Rosa Di Matteo) viene festeggiato un traguardo sempre più difficile da raggiungere: 50 anni di vita coniugale e cristiana.
Tanti auguri.
C'E' DA VERGOGNARSI
Quest'area è senza nome (è adiacente a piazza Martiri delle Foibe), è senza recinzione, in questa torrida estate non ha ricevuto né cure, né acqua. I 10 tigli piantati nel 2021 non sono sopravvissuti.
Amministratori, c'è da vergognarsi. Non accettiamo la motivazione che il Comune non ha operai a sufficienza. Noi li abbiamo visti montare e smontare il palco al centro di piazza Pie' di Corte, l'abbiamo visti rimontare e smontare il palco davanti al monumento della piazza per poi rimontarlo nell'angolo davanti la Banca.
Corropoli privilegia la quantità, non la qualità.
E come se ciò non bastasse con la deliberazione di Giunta n. 38 del 17 aprile 2026 (pubblicata all'albo pretorio il 20 maggio 2026) apprendiamo che è intenzione del Comune realizzare un parco inclusivo rivolto agli anziani, per promuovere "L'invecchiamento sano e attivo".
E SONO 45
Ivo era l'autista di un pullmino che trasportava le operaie da Silvi a Corropoli nella fabbrica di borse di Mario D'Annuntiis e Milvia Cornacchia.
Liliana era la giovane ragazza che sedeva proprio dietro l'autista. E daje uje e daje d'mà Liliana si ritrova felice sposa a Corropoli.
RICORDANDO ORIETTA
Il 12 settembre 2025 Olietta (o Orietta) Moretti, 58enne corropolese, decadeva forse in seguito ad un incidente domestico.
Veniva trasportata all'ospedale di Giulianova e poi a quello di Teramo dove esalava l'ultimo respiro.
La tumulazione non è avvenuta nei tempi naturali perché bisogna attendere l'esito dell'autopsia richiesta dai familiari.
Nel frattempo a questo blog (definito anche "blog del ricordo") è pervenuta una lunga lettera scritta dalla sorella Cosetta, lettera che riproduciamo integralmente.
Amata sorellina, stellina mia, così ti chiamavo, ma tu dicevi sempre che io ero la tua luce. La notte tra l’11 e il 12 settembre ti sei trasformata in luce pura, lasciando la terra alle 4:21.
Sei stata sempre la mia metà, la mia compagna di giochi e di dolore, la mia confidente, la mia gemella d’anima. Con mamma e papà, tra i loro litigi, abbiamo attraversato l’infanzia come due piccole luci che si cercano nel buio. Poi insieme abbiamo camminato attraverso l’adolescenza, mano nella mano, scoprendo i primi sogni, le prime passioni e i segreti più dolci del cuore. La gioventù ci ha viste esplorare il mondo, viaggiare, ridere e piangere insieme, fino ai 26 anni, custodi l’una dell’altra, anime gemelle in ogni avventura.
Io mi sono innamorata e sposata, mentre tu lentamente ti sei riavvicinata alle nostre amate terre, l’Abruzzo, fino a tornare a Corropoli, il nostro amato paesello, dove sapevi che ci saremmo sempre ritrovate e che mai, mai ci saremmo perse.
Ricordo i giorni in cui correvamo con nostro fratellino Antonello in carrozzina, il vento tra i capelli e la risata che ci scaldava il cuore, amando la velocità delle ruote e rischiando cadute, ma rialzandoci sempre con un sorriso.
Tu eri la mia stellina, io la tua luce. Ci promettemmo di non perderci mai e di cercarci sempre. So che quel patto vive ancora, al di là di ogni confine. Abbiamo condiviso avventure, viaggi, sogni, lacrime, gioie e risate senza fine. Dormivamo sotto il cielo con i sacchi a pelo, ci nutrivamo di libertà e di fiori intrecciati in coroncine. Dove non arrivava una, arrivava l’altra. Con te la vita aveva il sapore dell’infinito.
Orietta, con i tuoi occhi verdi profondi come un lago, i capelli biondi di seta e la pelle candida, eri un fiore fragile e insieme selvaggio. Misteriosa e solare, rispettosa e libera, sopravvissuta a tante prove, eppure sempre bellissima. Non hai avuto figli, ma il tuo amore si è riversato sugli animali, e Tawa, la tua cagnolina, ora veglia sul tuo ricordo. Nei suoi occhi grandi io ti rivedo: mi segue ovunque, come facevi tu, e mi ricorda che non sei mai davvero andata via.
Ti sento nelle risate, nelle corse a piedi nudi, nelle margherite raccolte, negli ulivi che ci facevano da rifugio. Ti sento quando rivedo quel giorno sdraiate a terra nell’erba, lo sguardo rivolto al cielo, io che per gioco sputavo in alto e tu, tra le risate, mi dicesti con dolce ironia: "Ma che fai, ti sputi in faccia!". In quell’istante, la nostra gioia era semplice e infinita, come l’erba che ci accoglieva e il cielo che ci abbracciava.
Questo è solo un altro viaggio, stellina mia, e so che ci ritroveremo ancora e ancora, fino all’infinito. Ti amo oltre il tempo, oltre il respiro, oltre la vita. Grazie per essere stata la mia sorella, la mia compagna, la mia luce. Con amore eterno per sempre, fammi luce e ti troverò.
Tua Cosetta.





















