IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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domenica 21 giugno 2026

LA MADONNA RESTAURATA


📌 Il 22 giugno 2019 la statua lignea della Madonna di Mejulano (che viene portata in processione la mattina del 15 agosto), è stata riconsegnata alla comunità corropolese. Era stata affidata alle cure del FAI per un suo restauro.
In quell'occasione è stato diffuso un dépliant che riproduciamo integralmente.


LA MADONNA DI MEJULANO

La Madonna di Mejulano è una scultura lignea policroma e dorata, il cui nome maiuma è riferito a feste romane dedicate alla dea Flora: secondo un rito antico in uso per la Pentecoste dai Benedettini, si facevano scendere sui presenti petali di rosa e si consegnavano doni votivi. La statua è stata realizzata per l'abbazia di Mejulano e nel 1807, dopo la soppressione del convento, fu trasferita nella Chiesa di S. Agnese.
L'opera si colloca nel XIV sec. ed è attribuibile ad un artista locale: raffigura una Madonna con Bambino, dai manti decorati con foglia d'oro zecchino; i soggetti sono stati inseriti alla fine del '700, in un ricco tronetto di stile rococò, con volute e cherubini, decorato con foglia d'argento meccato.
La statua ha la rigida frontalità e ieraticità romaniche, tuttavia l'eleganza formale sembra appartenere al gotico. Il Bambino, nella mano sinistra, ha un globo, attributo al Redemptor mundi, mentre con la mano destra benedice.
La Madonna e il Bambino hanno corone in rame argentato e sbalzato, aggiunte nel XIX sec.
L'opera ha da sempre un grande valore pastorale per la comunità corropolese, che la festeggia ogni 15 agosto.

Com'era la statua prima del restauro

LE INDAGINI DIAGNOSTICHE

Per conoscere meglio tecnica e materiali utilizzati dall'artista, prima di iniziare l'intervento di restauro sono state eseguite sull'opera diverse indagini diagnostiche quali:
- fotografia in luce ultravioletta
- spettrofotometria XRF (fluorescenzadi raggi X)
- spettroscopia infrarossa (FTIR)
- radiografia


L'INTERVENTO DI RESTAURO

Il restauro è stato di tipo conservativo, mirato quindi alla preservazione essenziale dell'opera e all'arresto del degrado in atto, con riproposizione estetica, senza intervenire con operazioni più invasive e profonde, in virtù dell'alto valore devozionale che il manufatto riveste per la comunità corropolese, e del fatto che esso non è musealizzato.
L'opera, nel corso dei secoli, è stata oggetto di numerose modifiche e rifacimenti, strutturali ed estetici, che, sebbene abbiano notevolmente alterato l'assetto originario del pezzo, sono, allo stesso tempo, emblematica testimonianza delle attenzioni e devozione che la statua ha da sempre avuto da parte dei fedeli di ogni epoca storica. Ragion per cui, in fase di restauro, si è deciso di conservare tali modifiche, segno del passaggio dell'opera nel tempo, evitando così di riportare il manufatto all'origine e riproporlo alla Parrocchia con sembianze decisamente diverse e con ampie porzioni mutile, anche in virtù del fatto che le parti originali superstiti, contano minimi lacerti di decorazione.
L'opera ha quindi subìto un intervento di pulitura meccanica, fisica e chimica, seguito da un accurato consolidamento degli strati pittorici decoesi e tendenti al distacco. Infine, è stato eseguito il restauro pittorico, consistente nella stuccatura delle lacune maggiori, e successiva reintegrazione cromatica, in tecnica mimetica e riconoscibile (puntinato). Le lacune minori sono state lasciate a vista, quando in armonia con l'insieme, sempre in virtù del "minimo intervento", filo conduttore che ha guidato dall'inizio questo progetto.
L'intervento è stato eseguito dallo Studio di Restauro di Valentina Muzii di Teramo e diretto da Antonella Leopardi e Gabriella D'Ippolito, funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo.
Eccedendo il prestigio indiscutibile dell'antichità, la Mejulana trova pienezza di senso nell'essere stata (e nell'essere ancora) immagine sacra, un'immagine cioè destinata ad interagire con l'esperienza religiosa di una comunità. Pertanto, interventi come quello compiuto per la conservazione del venerabile Simulacro e la sua riconsegna alla città di Corropoli, hanno buona probabilità di restare nella memoria collettiva perché il sentimento di pietà suscitato è condiviso ed è espanso nel tempo di generazioni che ancora si trovano solidali in un gesto religioso, che è ancora culturale ed identitario.
Da tanto emerge la portata reale di questo momento, voluto fortemente e sostenuto dalla Delegazione FAI Teramo, alla quale esprimo i più sinceri ringraziamenti.
Filippo Lanci
Direttore Ufficio Diocesano
per i Beni Culturali Ecclesiastici


La Delegazione FAI di Teramo è impegnata da tempo nella conservazione e nel recupero di opere d'arte del territorio, svolgendo una costante azione di sensibilizzazione presso potenziali sponsor privati e promuovendo raccolte fondi presso i cittadini. In particolare l'attenzione del FAI è andata a quelle opere che, in cattivo stato di conservazione, sono legate alla devozione e alla memoria delle comunità cui appartengono: la Madonna di Mejulano di Corropoli ne è l'ultimo e più importante esempio. Il restauro conservativo consentirà di salvaguardarne l'integrità e di restituirla alla sua funzione pastorale.
Il FAI ringrazia per il sostegno Giuseppe Olivieri di NOGs, Eurocarbo, i cittadini di Corropoli che hanno dato il loro contributo, il parroco don Ennio, e l'Amministrazione Comunale che in occasione delle GPF18 hanno condiviso l'iniziativa. Un grazie particolare va al Sac. Filippo Lanci, Direttore Ufficio Beni Culturali della Diocesi Teramo-Atri e alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo che ci hanno accompagnato con preziosi consigli e assistenza nel percorso di recupero; al Prof. Lucio Petrizzi, Facoltà di veterinaria UNITE, per le radiografie sull'opera.
Giovanna Marinelli
Capodelegazione FAI Teramo

CLICCANDO QUI il filmato del restauro.

martedì 26 maggio 2026

SCHIAFFO ALLA MEMORIA



📌 Se oggi il Bivio ha un monumento all'emigrante lo si deve innegabilmente a queste 4 persone, tutte e 4 emigrate in Venezuela. 
Da sinistra: Gabriele Rosati (1928-2017), Camillo Rosati (1929-2001), Carino Di Addezio (1919-1999) e Mario Rosati (1932-2012).
La statua dell'emigrante venne inaugurata il 26 maggio 1991 e sistemata su un terreno privato, in attesa della realizzazione della piazza al Bivio che la doveva ospitare.
La piazza venne realizzata nel 2011, ma la statua non fu mai spostata.



La sua delocalizzazione avverrà il 12 ottobre 2023, ma non sulla piazza Unità d'Italia, ma all'interno di un'aiuola spartitraffico.
In questa occasione gli amministratori di maggioranza hanno postato le foto dell'evento su Facebook. Solo uno di essi ha messo in vago risalto l'impegno dei promotori per il reperimento dei fondi necessari per la realizzazione del monumento.
Agli emigrati va riconosciuto anche il merito d'aver dato una notevole spinta propulsiva all'economia del Bivio 
con le loro rimesse economiche, sopportando il grandissimo sacrificio di stare lontani dalla famiglia d'origine. 
Il primo a sinistra, Gabriele Rosati, si è sposato in Italia e poi è tornato in Venezuela dove sono nati i suoi 2 figli.
Camillo e Mario Rosati (il secondo e il quarto) si sono sposati dopo il rientro definitivo in patria.
Il terzo, Carino D'Addezio ha lasciato i figli piccoli per andare in Venezuela, ma per la forte nostalgia la sua permanenza all'estero non è durata molto.
Ebbene il 12 ottobre 2023 per queste 4 persone solo un ricordo impalpabile!
Nessuna commemorazione, nessun riconoscimento.


Bisogna ringraziare l'Associazione "Il 22" di Giulianova e aspettare il 30 agosto 2025 per avere un'inaugurazione degna di tale nome.
Per i particolari della serata aprire QUESTO LINK
L'Associazione giuliese ha dato l'input.
Mi è giunta voce che non cureranno la Festa dell'Emigrante 2026.
C'è un'Associazione corropolese disposta a gestire una  serata di festa per rivalutare la figura degl'emigranti, ai quali Corropoli deve tanto?


lunedì 25 maggio 2026

PADRE PIO


📌 Oggi, 25 maggio, è l'anniversario di nascita di Padre Pio (1887). Colgo l'occasione per ricordare la devozione di Carmine Di Matteo per questo Santo.

Tempo fa, transitando per via Ruggieri noto, presso la statua di Padre Pio, una figura familiare. Accosto e scopro che Carmine con un sifone sta pulendo l'area che circonda la statua.
Dopo la morte di Crocetta Pistilli l'area da ordinato e profumato roseto cominciava a trasformarsi in qualcosa di selvaggio.
Del gruppo che aveva voluto la statua non c'era più nessuno che potesse occuparsene, così il devoto Carmine, coadiuvato dalla consorte Annita Tiziana Lamona, di tanto in tanto effettua una pulizia accurata.
C'è qualcosa di particolare nella vita di Carmine che lo lega a questo Santo.
L'abbiamo scoperto in un libro e raccontato in questo post.


martedì 19 maggio 2026

COMPLIMENTI


Il 21 novembre 2025, per la festa degli alberi presso la scuola dell'Infanzia del Bivio viene piantato un ulivo, ma in realtà è nu pascill', ovvero un virgulto d'ulivo oppure un fuscello.
La pianta ha bisogno di un tutore. Nel tempo ne aggiungono un altro. Peccato però che questi tutori (che dovrebbero sostenere lu pascill') non vengono legati alla pianta.
Il 19 maggio 2026 scopriamo che finalmente è stata capita la funzione del tutore. Complimenti.
Complimenti anche per uno dei faretti d'illuminazione della statua dell'emigrante. Infatti è stato rimesso a posto. Non è comprensibile se sia stato un atto di vandalismo o di sbadataggine.
Comunque posizionare un'illuminazione dal basso con faretti sporgenti dal pavimento è da .................





sabato 16 maggio 2026

LA SCARPETTA RUBATA


Raccontiamo un episodio poco conosciuto che riguarda la statua della Madonna del Sabato Santo. L'accadimento è raccontato dal dott. Emilio Tonelli in un suo libro sulla Madonna, a cui era molto devoto. Era il 1963.
"... come ogni mattina mi recai in Chiesa per un saluto e un bacio al piede della Statua. Con terrore mi accorsi che sul petto non c'era più il cuore d'argento e dal piede sinistro era stata asportata la scarpetta d'argento. Di corsa avverto Don Ermanno.
Era avvenuto un furto sacrilego. Che dolore! Decisi. Feci asportare l'altra scarpetta ed inviai tutto ad Arezzo perché venisse rifatta una nuova scarpetta, così com'era l'altra. Girai per gli orefici e riuscii a scovare un cuore d'argento simile a quello rubato. Dopo pochi giorni tutto fu sistemato come prima. 
La "mia" scarpetta d'argento ora è lì sul piede della Madonna ed il "mio" cuore ogni giorno è sul cuore della Madonna. Com'è bello!"

domenica 19 aprile 2026

LA MADONNA DEL MURAGLIONE


💗 La Madonna del muraglione (come viene dal volgo indicata) è un'opera in marmo dello scultore Giuseppe Ricci di Carrara. E' alta un metro e 40 cm circa, incastonata in una nicchia a forma di tetto (realizzata da Romeo Alfonsi di San Benedetto del Tronto) e inserita nel muraglione che sembra sorreggere l'antico incasato del centro storico di Corropoli.
Vi fu collocata il 19 aprile 1949 a coronamento di un voto popolare fatto durante la 2^ guerra mondiale.
Dall'Araldo Abruzzese leggiamo: "Giunse a Corropoli nel pomeriggio di Domenica 17 aprile, Pasqua di Resurrezione. (...) Fu accolta da migliaia di fedeli, molti dei quali forestieri, davanti la Chiesa di San Benedetto di Gabbiano. (...) ebbe luogo un lungo corteo formata da un'immensa fila di biciclette, oltre duemila, da dieci autocarri, straboccanti di pellegrini..."
Fu benedetta dal Vescovo Gremigni nel piazzale antistante la chiesa di Santa Maria degli Angeli della Montagnola. Poi fu esposta per la venerazione dei fedeli nel Santuario fino al Martedì quando fu collocata nella nicchia del muraglione.

Potete vedere le condizioni della zona sacra nel 2025 semplicemente cliccando qui.

martedì 7 aprile 2026

UN CARO RITORNO

foto di repertorio

Non so se avete notato, ma stamattina (7 aprile 2026) alla processione del Martedì di Pasqua tra le figure ecclesiastiche c'era anche quella di padre Wagner, un sacerdote che ha esercitato la sua funzione a Corropoli per vari anni, chiamato da don Ivo.
Oggi esercita la sua missione religiosa ad Arezzo.

Ogni Martedì di Pasqua a Corropoli si svolge una particolare e secolare tradizione: la processione che rievoca teatralmente la resurrezione di Cristo in cui la statua di San Giovanni avanza di corsa, ora per annunciare alla Madonna che il Cristo è risorto, ora per annunciare anche alla popolazione la lieta novella.
La statua portata da secoli in processione era di gesso e, di conseguenza, pesante.
I portantini decisero di autotassarsi per farne una copia in resina, commissionata ad una Ditta di Napoli. Sulla nuova statua fu anche apposta un'etichetta che riportava i nomi dei portantini che si erano autotassati.
Ora la statua copia, quella leggera, non si trova più. Nessuno sa che fine abbia fatto o dove essa sia stata riposta. MISTERO.


martedì 31 marzo 2026

I 2 CRISTI


E' il Martedì di Pasqua di uno degli anni '80.
La piazza è gremitissima. Gli uomini si accalcano intorno alla statua del Redentore, le donne intorno alla Madonna e i giovanotti scelgono la statua di San Giovanni che corre per le vie del paese.
La statua di Gesù ha un corpo atletico mediorientale, molto ben diversa da quella precedente (foto sotto).
Non sappiamo se il cambio del simulacro sacro sia stato voluto da don Ermanno o da don Ivo.
Se qualche lettore ricorda... aggiorniamo.



Siamo nel 1966 ed effettivamente la statua del Cristo risorto non avvince.
Intorno ad essa ci sono i portantini, tra cui riconosciamo Pepp' d' Ricc' ovvero Pierino Pantoli (quello a destra). C'è la massa dei fedeli, tra cui spicca la figura del dottor Gaetano D'Aristotile.

lunedì 30 marzo 2026

UN BENEFATTORE


Imboccando via Ruggeri (dal Centro Storico) sulla destra non si può far a meno di notare l'esistenza di una statua in bronzo di Padre Pio. 
Fu eretta per iniziativa di Livio De Berardinis col contributo dei cittadini ed inaugurata il 25 giugno 1989.
Come avviene per quasi tutte le statue essa era esposta alle intemperie. Questo non piacque a Fausto Di Monte (proprietario del Mangimificio Badia) 
che, a sue spese, provvide a proteggerla con un'elegante cappa.


venerdì 9 gennaio 2026

L'ULTIMO FALO'



Ormai sono rimasti in 2 (dei 4 che erano) grazie a delle associazioni che rievocano una tradizione, una volta popolare, oggi scomparsa.
Ci riferiamo ai falò accesi per rendere onore a dei Santi: l'Immacolata, la Madonna di Loreto, Santa Lucia e Sant'Antonio Abate.
L'ultimo della stagione verrà acceso il 17 gennaio per Sant'Antonio.


Il programma di questa devozione popolare, ormai standardizzato, quest'anno presenta una novità: la presenza della Corale Folk corropolese con i suoi canti popolari.
La festa inizia alle ore 18 con l'accensione della fochera (falò). Seguono la Messa con la processione, la benedizione degli animali e, tra un taralluccio e l'altro, l'ascolto del Coro.
Nel 2020 il corropolese Luciano Falò cantò "Sant'Antonio allu disertu", accompagnato al ddu bott' da un albense.


La festa di Sant'Antonio è la festa più breve (meno di 2 ore), ma è anche la festa più intensa, più coinvolgente e più socializzante.
Essa finisce puntualmente a tarallucci e vino (brulé).
Negli ultimi anni non ci sono stati fuochi d'artificio e nessuno ne ha sentito la mancanza.
Ancora complimenti al Comitato organizzatore.




venerdì 2 gennaio 2026

RELIGIOSITA' CORROPOLESE


In base alla frequenza dei fedeli presenti in chiesa non si direbbe, ma i corropolesi sono molto devoti ed esternano la loro religiosità in forme personali ed estrose.
Per Natale 2025 hanno deposto un angioletto ai piedi della statua dell'emigrante al Bivio.


Per novembre 2024 due lumini furono depositati ai piedi della statua.


A Natale 2021 un presepe povero comparve nel cavo di un albero, nei pressi del ponte prima del Muraglione dedicato alla Madonna del Sabato Santo.
Personaggi: Gesù Bambino, Giuseppe, Maria e l'asinello (mancava il bue).


Qualcuno voleva un Natale più povero o forse voleva sottolineare come la potatura di un grosso ramo (eseguita con noncuranza) possa compromettere la vita stessa dell'albero?
Quando un albero subisce un grosso taglio, la "ferita" dovrebbe essere ricoperta da un mastice che la ripara dal freddo e non permette a insetti e funghi di penetrare all'interno.

domenica 12 ottobre 2025

2 CANDELINE

foto di Claudio Cicconi

Il 12 ottobre 2023 finalmente la statua dell'emigrante partì verso la sua nuova residenza.


Abbandonò il disusato piazzale del rifornimento Api del Bivio e raggiunse una piazzola spartitraffico tra via Milli e via Giovanni XXIII.
La storia di questa statua affonda le radici negli anni '80, quando 4 emigranti tornati dal Venezuela (Carino Di Addezio, Camillo, Gabriele e Mario Rosati) decisero di ricordare la loro esperienza (e quella di tanti compaesani) in terra straniera con un monumento.
La statua, realizzata da Romano Buffagni, fu inaugurata nel 1991.
Il Bivio, però, non aveva una piazza, per cui provvisoriamente rimase sul piazzale dell'ex-distributore dov'era stata inaugurata.
Nel 2011 fu ultimata la piazza del Bivio... ma la statua non fu spostata nel luogo che i promotori avrebbero voluto.
Passarono altri 12 anni per trovarle una sistemazione.

 

La nuova residenza della statua è nella foto.
Si pensava che la piazzola sarebbe stata sistemata dignitosamente, che dei piccoli fari la illuminassero.
Evidentemente è sufficiente la luce dei lampioni circostanti.
La cura del posto appare carente. Una landa desolata: neanche un vaso di fiori ad ingentilire il posto e il ricordo degli emigranti. 
L'erba comincia a crescere lungo i bordi e t'remm' annanz'!

Il 30 agosto 2025 un'associazione non corropolese ha organizzato la cerimonia d'inaugurazione. Bella!
Per l'occasione sono stati piazzati i faretti che illuminano più un vaso di fiori che la statua.
Comunque ci sembra doveroso ricordare che gli emigranti sono stati il simbolo dell'italianità nel mondo nonché i propulsori dell'economia del Bivio.

lunedì 22 settembre 2025

IN RICORDO DI PADRE PIO


📌 Il 23 settembre 1968 Padre Pio, il frate francescano con le stigmate, moriva a San Giovanni Rotondo (Foggia). 
I corropolesi sono molto affezionati a questa figura da dedicargli una statua.
Il luogo dove si eleva ha bisogno di cure (erbacce, rifiuti, innaffiature, potature) e non sempre appare ben curato.

Il 28 febbraio 2021 avevamo scritto :

Ringraziamo l'ignoto che ha ridato luce e vita alla statua di Padre Pio, posta all'imbocco di via Ruggieri.
Non sappiamo se è iniziativa di un singolo o di un gruppo... ma apprezziamo il lavoro effettuato e ci piacerebbe conoscere i nomi di questi cittadini sensibili.
Il blog è pronto a divulgare doverosamente il loro nome... così come abbiamo fatto con Crocetta Pistilli (moglie di Emidio Tarquini) che ha curato, fin quando ha potuto, l'area circostante trasformata in un curatissimo giardino.
Nella foto sottostante la statua di Padre Pio prima dell'intervento "estetico".




Abbiamo dedotto che l'ignoto, che ha ridato luce alla statua di Padre Pio, ha raggiunto questo effetto non con la rimozione della patina scura, ma coprendola con una vernice spray particolare. Presumibilmente con questa bomboletta rinvenuta nei pressi della statua.


Siamo stati avvicinati da un devoto di Padre Pio che ci ha ricordato come in occasione della ricorrenza dell'inaugurazione della statua (il 25 giugno) veniva celebrata una Santa Messa all'aperto nei pressi del monumento; ma dopo la scomparsa di Livio De Berardinis (promotore di un gruppo per la realizzazione della statua) questa tradizione si è persa.

domenica 24 agosto 2025

SERATA DEL RICORDO


Nonostante che Corropoli abbia avuto un gran numero di emigranti e altrettanti ne abbia accolti al rientro (anche di Comuni diversi), si deve ad un'Associazione non corropolese se il ricordo dei loro sacrifici in terra straniera tornerà a galla seppure per una serata.
Al Bivio 
sul piazzale di una stazione di servizio nel 1991 fu posizionata la statua all'emigrante, realizzata da Romano Buffagni di Modena su bozzetto di Nando Perilli di Nereto, in attesa che venisse realizzata la piazza al Bivio in cui posizionarla.
Nessuno dei 4 emigranti promotori ha visto il suo sogno realizzato. Due hanno ricordato invece l'inaugurazione della piazza (2011).
Dovrà passare di una dozzina d'anni per trovare una sistemazione definitiva alla statua: dal sogno di una piazza ad una piazzola spartitraffico. Siamo nel 2023.
Mi sento veramente avvilito, come parente di emigranti, nel veder trattato così il ricordo di persone che, seppure lontane in terra straniera, non hanno invece dimenticato di mandare il loro contributo annuale per la festa del 21 maggio.
Un grandissimo plauso va invece all'Associazione "Il Ventidue" di Giulianova che ha saputo rimuovere le acque stagnanti e coinvolgere Autorità e sponsor per la realizzazione della serata.



La nuova sistemazione "illuminata".
Per sistemare dei punti luce sono stati necessari quasi 2 anni (agosto 2025).
Ci viene da chiederci: "Ma se non ci fosse stata questa commemorazione...."

giovedì 14 agosto 2025

LA MADONNA SENZA CORONA

📌 La statua Madonna di Mejulano, dopo il restauro finanziato dal FAI, è tornata nella sua Corropoli, nella chiesa parrocchiale dove - su raccomandazione dei suoi restauratori - deve restare ben protetta per conservare il più a lungo possibile la sua ritrovata bellezza.



Dal restauro è ritornata senza indossare i consueti ornamenti (foto parte destra) perché i restauratori hanno raccomandato di non riposizionare le corone sulla testa della Madonna e del Bambino. 
Le metalliche corone con le vibrazioni e i movimenti della statua finirebbero per rovinare la superficie ridipinta. Proprio per questo gli esperti hanno raccomandato di non portare in processione il gruppo ligneo risalente al XIV secolo.



... e così il 15 agosto 2019 la tradizionale processione corropolese si è svolta regolarmente, ma senza la trecentesca statua lignea della Madonna di Mejulano. Al suo posto una riproduzione fotografica.
Poi è arrivata la pandemia...


martedì 12 agosto 2025

LA MADONNA MEJULANA


📌 Nel trittico fotografico l'evoluzione della Madonna di Mejulano attraverso i secoli.
Nella prima immagine in bianco e nero la foto più antica che abbiamo trovato nel volume "Le Valli del Vibrata e del Salinello".
La Madonnina è una statua lignea di stile bizantino che si fa risalire al Duecento.
Sembra che abbia appoggiato sul ginocchio sinistro Gesù Bambino.
Il gruppo ligneo era ospitato nel convento dei Celestini (oggi Badia) sul colle Mejulano.
Con la seconda immagine siamo nel periodo del barocco. Una sedia dorata (o sorta di trono), accoglie le due statue lignee e, molto probabilmente, in questo periodo, viene posta sul loro capo una corona. 
Dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi, la Madonna di Mejulano trova rifugio nella chiesa parrocchiale di Corropoli. A lei è dedicata la processione del 15 agosto dove 4 donne scalze la trasportano a forza di braccia. Quella dei piedi scalzi è una forma di devozione che sta scomparendo.
Passano gli anni e la statua si deteriora e imbruttisce. Nel 2018 interviene il FAI che fa restaurare l'insieme ligneo, che oggi appare splendente (terza foto).
Le corone metalliche non vengono riposizionate sul capo delle statue e al gruppo ligneo viene vietata la partecipazione alla processione del 15 agosto. 
Una foto "life size" sostituisce il gruppo ligneo. 

IL SOGNO DI TIZIANA

📌 Si deve alla tesi di Tiziana Zipilli, pubblicata da un'associazione culturale corropolese, la riscoperta del valore artistico di una statua lignea del 1300.
 

Nell'anno accademico 2003/04 Tiziana Zippilli si laurea presso l'Università di Chieti, presentando una tesi sulla "Madonna di Mejulano", una statua lignea (che si fa risalire al 1300), gelosamente custodita nella chiesa parrocchiale di Corropoli.
Nel novembre del 2008 l'Associazione "Non solo Cultura" pubblica il lavoro universitario di Tiziana che si chiude con un capitolo dedicato ad un'ipotesi di restauro della piccola statua.
Dieci anni dopo arriva il restauro. Nel 2018 - infatti - la statua della Madonna di Mejulano cade sotto l'attenzione del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che trova i fondi per restaurare l'antica statua lignea, venerata nel giorno di Ferragosto con una particolare e caratteristica processione.
Nel 2019, dopo il restauro la processione è stata fatta non con la statua originale, ma con una riproduzione fotografica a grandezza naturale.
Poi è arrivata la pandemia che ha bloccato tutto... ma non il sogno di Tiziana.
Il suo libro è stato apprezzato e lo si può consultare nella Biblioteca Diocesana di Teramo ed anche nella Biblioteca Provinciale di Pescara.
La statua è stata restaurata ed è ben protetta all'interno della chiesa.


martedì 24 giugno 2025

INAUGURAZIONI


📌 Il 25 giugno di 36 anni fa veniva inaugurato il monumento a Padre Pio in via Ruggieri.
Dopo un intenso periodo di fede, fervore e preghiera il culto per questa statua è andato scemando. 
Questo blog più volte ha evidenziato delle carenze o delle noncuranze, a cui - oggi - possiamo aggiungere la targa della statua che non è certo nelle migliori condizioni.
Dobbiamo evidenziare però che per la ricorrenza del giugno 2025 il Comune ha provveduto a sfalciare e dei fedeli hanno dato una sistematina e innaffiato le rose.



L'area si presenta in maniera decorosa. 
La rinascita risale al 2024 quando alcuni corropolesi, devoti a Padre Pio, vollero esternare tramite questo blog il loro ringraziamento alla nuova Amministrazione Comunale (e in particolare all'amministratore a cui si erano rivolti) per aver fatto celermente potare la vegetazione che praticamente copriva il lampione che avrebbe dovuto illuminare la statua del Santo.
La statua di notte diventava invisibile, nonostante il lampione acceso.


lunedì 26 maggio 2025

UNA DOLOROSA STATUA


🔘 Lo sviluppo del Bivio si deve anche al lavoro degli emigranti e così, il 26 maggio 1991, sul piazzale della stazione di rifornimento Api, per ricordare i loro sacrifici viene inaugurato il monumento all’emigrante, opera dello scultore Romano Buffagni di Modena.


I promotori del monumento sono Camillo Rosati, Gabriele Rosati, Mario Rosati e Carino Di Addezio. Quest'ultimo pone la mano sulla spalla di Teresa Rapagna, una madre che ha visto morire in terra straniera per un incidente stradale la figlia, il genero e due nipoti.
I promotori dell'iniziativa avrebbero voluto che la statua venisse collocata sulla costruenda piazza della zona.
Così non è stato. La piazza fu inaugurata nel giugno 2011, ma la statua restò nel luogo della sua prima sistemazione fino a
ll'ottobre 2023, quando fu spostata per essere sistemata in una piazzola spartitraffico fra via Giovanni XXIII e via Milli.
Ora sta là, dimenticata da tutti... o quasi.
Anonimi cittadini in occasione di "tutti i morti" hanno deposto dei lumini ai piedi della statua.
Neanche un faretto, una lampada che la illumini. 

sabato 24 maggio 2025

STORIA DI UN MONUMENTO


📌 Il 25 maggio 1887 a Pietrelcina nasceva Francesco Forgione conosciuto col nome di Padre Pio e santificato nel 1999.
La vita e le opere di padre Pio avevano conquistato i cuori di molti corropolesi che, un decennio prima della sua beatificazione, vollero che questa umile persona fosse ricordata tramite un monumento.
Lasciando via dei Celestini per imboccare via Ruggeri, in uno spicchio di terreno a suo tempo infestato da rovi - per volontà ed opera di Livio De Berardinis (che avviò una colletta pubblica) il 25 giugno 1989 fu inaugurata la statua di Padre Pio di Pietrelcina, opera dei fratelli Finardi di Bolzano.
La realizzazione dell'opera fu sostenuta dal Gruppo di Preghiera di cui il De Berardinis era presidente.
L'angolo abbandonato diventò un rosaio, coltivato da alcuni volontari del gruppo.


La statua però, posta in un luogo aperto, era esposta alle intemperie. Ciò non piacque al corropolese Fausto Di Monte, proprietario del Mangimificio Badia, che a suo spese fece proteggere la statua con una cappa in metallo e plastica trasparente.
 
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Per molti anni l'area di questo monumento è stata curata da una Crocetta Pistilli (moglie di Emidio Tarquini) ed era un giardino fiorito e curato.
Padre Pio di Pietrelcina è stato beatificato nel 2002.