IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

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venerdì 10 aprile 2026

AMERICANI A CORROPOLI


E' il 10 novembre 2025. Su una panchina di piazza Pie' di Corte (da sinistra) c'è Giovanni Natali, poi una signora, a seguire Enzo e Alessandro Natali.
Gli ultimi 3 fanno parte di un gruppo di 10 americani in visita a Corropoli. Vogliono conoscere i loro parenti e visitare i luoghi dove i loro genitori vissero la prima parte della loro vita, prima di affrontare l'emigrazione in America.
E' incredibile come da due chiacchiere, diciamo leggere, si possa scoprire qualcosa di storico: la denominazione di una casata.
Enzo, che ha lavorato in banca, racconta come suo padre, muratore, lo coinvolgesse in lavori edili. Toccava a lui fare da manovale, ma Enzo non era così veloce come il padre desiderava.
Insomma Enzo lavorava seguendo i suoi ritmi mentre il padre gridava: "Cement! Cement!".
Da qui il pensiero corre al nome della casata dei Natali: Posapian' (colui che posa i mattoni con tranquillità).
Probabilmente tra gli antenati c'era un muratore che amava lavorare con tranquillità e questo suo modo di agire ha determinato forse il nome della casata dei Natali.


ANEDDOTO. Mentre tutto il gruppo era in piazza, dal portone del Municipio esce l'assessora Roberta Grilli che, incuriosita, si avvicina. Viene informata della situazione e lei, gentilmente, invita tutti al bar.
Gli americani non accettano, ma si sentono molto onorati e grati dell'invito che era una prova concreta di far parte di una grande famiglia.

mercoledì 21 gennaio 2026

UNA CASATA - Ricc'


Grazie a questo corropolese (Vito Pantoli) siamo in grado di dirvi perché un ramo dei Pantoli oggi viene denominato d' Ricc'.
Vito ha raccolto la testimonianza verbale di Ercole Pantoli.
A cavallo del 1800-1900 la casa oggi abitata da Diego Iachini (che si affaccia sulla 259) era abitata dalla famiglia Pantoli: 5 fratelli con le rispettive mogli e figli.
Intorno a quella casa un nugolo di bambini si muoveva in continuazione. I bimbi entravano, uscivano, si nascondevano e ai passanti veniva spontaneo paragonare il movimento a quello dei ricci. 
Da qui la casata dei Ricc'.


mercoledì 24 settembre 2025

UNA CASATA: V'cchiarill'


🔘 Splendida foto di un matrimonio di campagna in contrada Colle. Vengono sfruttate spettacolarmente le risorse naturali che il territorio offre.
E' il 24 settembre 1951.
Sull'aia della famiglia Tonelli (Marcò) si scatta la foto-ricordo del matrimonio di Giovanni Di Saverio (V'cchiarill') e Concettina Tonelli.
La famiglia Di Saverio, originaria di Campli, era indicata con l'appellativo di "la monaca".  Ai primi del 1900 si trasferisce a Corropoli per coltivare in modo più produttivo la terra. Il patriarca della famiglia era un uomo molto vecchio, buono, affabile e disponibile... e i corropolesi cominciarono ad indicare la famiglia con il nomignolo "d' v'cchiarill'".

Nella foto vediamo tutti i componenti della famiglia d' v'cchiarill' e d' marcò


lunedì 7 luglio 2025

CASATE : 3 QUATRI'


Questo "castello" sperso nella campagna di Ravigliano a Corropoli è la sede della Country House "3 quatrì" e si deve alla manualità e alla fantasia di Emidio Tarquini.
L'edificio prende il nome della casata del suo ideatore e costruttore: 3 quatrì.
Anticamente 3 quattrini non arrivavano a fare un soldo (ce ne volevano 4) e un quattrino era la centesima parte di un fiorino. 
Quindi il nome trasmette l'idea di qualcosa di poco valore.
Ma non è così. In questo "castello" si mangia bene (e abbondante) e si riposa meglio... e i prezzi sono nella norma di altri agriturismi della zona.


Il quattrino circolava fin dal medioevo in varie zone d'Italia, quando l'Italia era ancora smembrata in tanti piccoli Stati ed è stato coniato fino all'Unità d'Italia.
Come moneta del Regno d'Italia nel 1862 si pensò di adottare la "lira italiana", emessa nel 1860 a Firenze.

martedì 3 giugno 2025

CASATE CON LA "F"


Ennio Bontà ha iniziato un censimento delle casate corropolesi.
Una volta le persone non si conoscevano per il cognome ma per la casata.
Oggi questi particolari soprannomi stanno scomparendo e possiamo recuperarli col vostro aiuto.
Diteci la vostra casata o quella dei vicini, indicandoci il soprannome, la casata e la zona di Corropoli dove abitava la famiglia. Aggiorneremo l'elenco, prima che la memoria cancelli tutto. Se notate degli errori segnalateceli.
Proseguiamo con la F.



Ci suggeriscono F'rrò (Casavecchia - Accattapane).

mercoledì 5 marzo 2025

LE CASATE DEL BIVIO (Anni '30)


Grazie a Cristian Graziaplena abbiamo recuperato una cartina catastale del Bivio di Corropoli negli anni '30.
Le case erano veramente poche. Abbiamo cercato di risalire alle famiglie che l'hanno abitate. Probabilmente siamo incorsi in errori. Di qualcuna non ricordiamo nulla... per cui abbiamo bisogno dei vostri ricordi e delle vostre precisazioni.
La quasi totalità delle case è stata numerata. Al numero corrisponde la casata, a volte con il nome del capofamiglia, o il solo cognome anagrafico.
Attendiamo i vostri ricordi.


1 - 'mbrò
2 - Tonì d' Cont'  (Pompeo)
3 - Novell' d' Cont' ( Pompeo)
4 - Raffò (D'Eugenio)
5 - B'rr'ttì  (Di Giampaolo)
6 - Truf'  (Ciabattoni)
7 - P'lò  (Ippoliti)
8 - T'pì  (Ciabattoni)
9 - T'tucc' d' Ricc'  (Pantoli)
10 - Tiratomb'l'  (Piccioni)
11 - (Iachini)
12 - B'là  (Lucci)
13 - Lanar'  (Di Paolo)
14 - Renz'  (Di Sabatino)
15 - Farell'  (Rosati)
16 - Lu stradar'  (Parisani)
17 - P'lent'  (Falò)
19 - La bionda  (Zippilli)
20 - (Flajani)
21 - Cunc'ttucc' d' lu Taglian'  (Rosati)
22 - V'cciandò (Di Monte)

domenica 23 febbraio 2025

FRANGI' D' MAGNAMAGN'


Corropoli perde pezzi, perde parte della sua storia, perde espressioni o casate soffocate dalla globalizzazione.
Fra le tante casate di cui si sta perdendo la traccia vogliamo ricordare quella di magnamagn', di cui ignoriamo la derivazione, ma ricordiamo uno dei componenti della famiglia: Francesco Benizio.
Nella foto lo vediamo nel giorno del suo matrimonio celebrato il 5 giugno 1960.
Lo ricordiamo come gestore di un negozio di tessuti insieme alla moglie Vanda in via Roma, una volta brulicante di vita e ricca di negozi, oggi sempre più spopolata e privata di attività commerciali e artigianali.


sabato 1 febbraio 2025

UNA CASATA - Carrajat'


Da testimonianze verbali abbiamo appreso da dove deriva la denominazione della casata Carrajat'.
Il nome fa pensare immediatamente ad un cane rabbioso, ma questi animali non c'entrano per niente nella storia.
Si racconta che questo soprannome nasce tanto tempo fa, quando si mieteva a mano con la falce e quando dei gruppi di mietitori venivano chiamati per effettuare il lavoro.
Tra questi lavoratori ce n'era uno particolarmente poderoso (uno stakanovista diremmo oggi) che superava tutti gli altri nella mietitura.

Si dice che un compagno, per invitarlo ad andare più piano, gli abbia detto: "M' pir' nu cà rrajat'" (Mi sembri un cane rabbioso)... da qui il soprannome e la casata.
Nella foto Gjuann' d' Carrajat' (Giovanni D'Eugenio), operaio comunale (il primo a destra) mentre è al lavoro dietro la scuola elementare del Centro storico. Sullo sfondo la mussoliniana palestra (che oggi non c'è più).

domenica 26 gennaio 2025

UNA CASATA : Barruzz'


La persona della foto è uscita dalla antica famiglia dei Barruzz' e all'anagrafe registrata come Elena Piccioni, sposata con Pierino Di Matteo, nata nel 1926 e deceduta il 14 dicembre 2013.
Come succede per molte casate corropolesi, della famiglia Barruzz', insediatasi ai confini orientali della contrada Ravigliano, non riusciamo a capire da cosa possa derivare il nome di questa casata.

Un incontro casuale con Lina (o Pasqualina) d' Barruzz ha permesso di svelare il mistero.
Barruzz corrisponde al termine "asino", non nel senso di "capisce poco", ma in quello di "lavora molto".
Nel
 film "Pane, amore e fantasia" Gina Lollobrigida incita il suo asino con il termine di "barrò".
Notate la radice delle due parole: barrò e barruzz'.
Per cui barruzz potrebbe essere il diminutivo di barrò e quindi "asinello", o indicare le famiglie che possedevano un asino.



mercoledì 15 gennaio 2025

CASATA: lu Macch'r'nar'


Non avendo una foto del capostipite di questa casata pubblichiamo la foto del nipote omonimo: Franco Di Filippo.
Franco Di Filippo (nonno) produceva pasta fatta in casa con la chitarra abruzzese (lu macch'r'nar') in un piccolo laboratorio che dava sull'attuale largo Marconi e che negli anni '70 fu adibito a sala giochi, denominata "Il buco". 
Franco Di Filippo, "maestro pastaio", veniva chiamato dalla gente Francì, lu macch'r'nar'. 
I suoi prodotti erano così apprezzati che molti commercianti accorrevano dalle zone limitrofe per acquistarli all'ingrosso.
La pasta, appena prodotta, veniva messa ad essiccare nello spazio assolato esistente vicino al curvone di via San Giuseppe.
Nessuno dei suoi figli sceglierà l'attività paterna e il nome di questa casata si dissolverà con il tempo.

Franco Di Filippo (nipote) oggi non vive a Corropoli (anche se in questo Comune è facile incontrarlo). Vive a Pomezia. 
Dopo una vita di lavoro in una società farmaceutica multinazionale, oggi è giornalista e scrittore.
Il suo ultimo e ponderoso lavoro è...



venerdì 27 settembre 2024

UNA CASATA : NBAMO'


In questa casa di terra e in altre ubicate nei dintorni abitavano i componenti e i discendenti della casata dei Balducc' (Di Ubaldo), da cui prende il nome il fosso che scorre poco distante da questa casa "fosso Balduccio".
I Balducc' erano proprietari terrieri e tra questi ce n'era uno che aveva un pezzo di terra che arrivava al Vibrata, dove le donne a quei tempi si recavano per lavare i panni... e dopo il lavaggio erano solite appenderli sui rami di piante di vingh' (vimine) di proprietà di questo Di Ubaldo.
Questo tipo di asciugatura non era gradito al proprietario che interveniva urlando, imprecando e terrorizzando le donne che cominciarono a definirlo come "nu nbame" (un infame). Da lì il termine fu allargato a tutti i componenti della famiglia che venne indicata come "nbamò".


Un nostro lettore (che abitava nei pressi della pinciaia) ci informa che negli anni '60 questa casa fu abitata dalla famiglia di un certo Funzin' d' Sciuscià, cuoco sulle navi da crociera. Successivamente la famiglia si trasferì a Giulianova. 

giovedì 12 settembre 2024

RASICCI E LE CASATE - video


Pasquale Rasicci, nato a Controguerra, vissuto a Corropoli, con parentado residente a Nereto (lu fischjul'), è morto ad Alba Adriatica. E' considerato da tutti uno storico della Val Vibrata. Numerosi sono i suoi scritti relativi alla realtà dei Comuni che la compongono.
Pasquale Rasicci, in un'intervista del 2010 con due ragazzi dell'UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d'Italia), ci parla dei tempi passati e, in particolare, dell'uso della casata (piuttosto che del cognome) per indicare una famiglia.

martedì 3 settembre 2024

UNA CASATA: R'ncitt'


Siamo verso la fine degli anni '60.
Nella modesta casetta (una pinciaia) al lato del gruppo vivevano vari componenti della famiglia Di Domenico (ne ritroviamo diversi nella foto). Più che con il cognome essi erano identificati con la casata: 
R'ncitt'.
Questo particolare nomignolo (tramandato nei tempi) deriva dal fatto che un loro vecchio avo, a causa dell'età, camminava molto curvo, assumendo la forma di una roncola che in dialetto veniva indicata col termine di r'ncitt'.
I protagonisti in piedi della foto da sinistra sono: Aldino Di Domenico, Angela Torzolini ('ngiulina), Riziero senior (R'rì) Di Domenico con in braccio Riziero jr, Luigia Tonelli (G'ggetta), ?, Tullio Di Domenico. Accosciati: Valter e Venturino Di Domenico.
Sotto il cornicione della pinciaia si notano delle gabbie di uccellini e due sdraio (per il riposino pomeridiano) che non venivano neanche rientrate la notte.
Bei tempi.

giovedì 15 agosto 2024

CASATE : LU B'LLANDEES'


A Corropoli ci sono tre famiglie che come casata vengono identificate col termine di "Lu B'llantees' " in quanto provenienti da Bellante.
Una di queste si stabilisce al Colle e all'anagrafe risulta col cognome di Di Sabatino.
L'altra in zona Ravigliano-Centurati e il cognome dei suoi componenti è Di Luca.
La terza era quella di Giacomo Casalena (detto Giggì lu B'llandes') stabilitosi in zona case Piccioni.
Nella foto del 1950 Giacomo nel giorno del suo matrimonio con Maria Falò.
 



giovedì 4 luglio 2024

UN COGNOME... TANTE CASATE


Secondo un sito web il cognome Di Luca nel territorio corropolese è al 5° posto tra i cognomi più diffusi.
Ma pur avendo tutti lo stesso cognome, a Corropoli i Di Luca si distinguono i 4 casate diverse.
Nella foto i DI LUCA con casata B'llantes'. E' un nucleo familiare che proveniva da Bellante. Nella foto l'uomo a sinistra è papà Domenico. Seguono gli sposi (non conosciuti), poi 
mamma Ada Mattiucci e uno dei numerosi figli (tutti maschi)... ci sembra Pancrazio.
Tra le altre famiglie corropolesi (che conosciamo) con cognome Di Luca annoveriamo :
Bianchì (Ravigliano), 
Calandò (Ravigliano) e 
Cioc' (Colle).
Benvenute precisazioni e correzioni. Grazie.

giovedì 25 aprile 2024

L'EREDITA'


Lo sposo della foto è Giggiò d' Marcò, all'anagrafe Luigi Tonelli, ultimo zio materno.
Lui, mia madre Sculastra (Scolastica), tante zie e anche io siamo nati nel borgo Marcò, un gruppo di case inizialmente di terra, in seguito ampliate e sostenute con parti in muratura, costruite sulle pendici della collina che domina Corropoli.
I miei nonni, Francesco e Agnese, non avevano la televisione, ma si divertivano lo stesso... a procreare. E così tra gli zii che ho conosciuto, e non, cito: Maria (Marietta, che dopo il matrimonio emigra in America), Filomena (Mamena), Argentina (Gina), Anna (Nannina) e Camillo (Cammill').
Da tutti questi zii, compresa zia Mafalda Del Toro (la sposa), ho ricevuto tante parole semplici, ma sagge e concrete.

venerdì 5 aprile 2024

UNA CASATA: Scarduzz'


Scarduzz', una casata corropolese che immediatamente ci riporta alla mente il granturco, all'operazione che consiste nel togliere l'involucro che ricopre la pannocchia, per liberare il "pupo" su cui sono radicati i suoi semi. Questa operazione nel dialetto locale viene definita "lu scard'zzà".
La derivazione di "Scarduzz'" non è assolutamente legata al mondo del mais, ma è una storpiatura dialettale del cognome del progenitore della casata: Vincenzo Scartozzi, nato a Faraone il 4 aprile 1893. Nella foto è insieme al nipotino Renato Casalena.
L'anello che congiunge i protagonisti della foto è "Nin' d' Scarduzz'".

giovedì 29 febbraio 2024

T'NNUZZ' E VRUSCIO'



Nella foto 2 personaggi mitici del Bivio di Corropoli davanti al Bar Italia.
Due personaggi accomunati non certo dall'età (una generazione di differenza), ma dalla bonarietà, dalla simpatia, dall'essere amici di tutti e dal prendere la vita con allegria e spensieratezza.
La foto dimostra quanto appena affermato. Scherzo in corso: il cappello non è di chi l'indossa ma del compagno a lato.
La vita non è stata molto benevola con loro perché Antonio Cardelli (Nd'ndù d' Tinnuzz') lascia la terra a 61 anni nel 1985 e Gianfranco Ferrante (Gianfranch' d' Vrusciò) a 72 anni nel 2018.
Si pensa che il nomignolo di T'nnuzz' sia scaturito dal fatto che Nd'ndù aveva una pancia alquanto rotonda e pronunciata come un tonno... da qui T'nnuzz'.


Tempi felici quelli della foto. Tempi dell'amicizia, della tranquillità e della serenità.
Guardate l'ingresso del bar Italia. Non ha serrande. Il vetro è molto sottile; basta un leggero urto per mandarlo in frantumi. Le sedie sono di legno e per i gelati il cittadino non ha l'imbarazzo della scelta: o Eldorado o Algida.

lunedì 26 febbraio 2024

CASATA - Lu Sant'm'res'


Una volta a Corropoli ci si conosceva più per soprannome che per cognome. Uno dei più nominati (per motivi commerciali) al Bivio era Lu Sant'm'res' e traeva origine da Carlo Zippilli, nato nel 1883 a Sant'Omero (da cui il nome della casata).
Carlo era sarto e pure cenciaiolo, due attività che lo portavano a girare i dintorni. In questo suo girovagare conosce Elisena Forlini (figlia dei proprietari dell'omonima linea di pullman). E' il momento di mettere su casa con Elisena... e sceglie il bordo della statale 259 in territorio corropolese per la sua casa che viene costruita con l'idea di adibirla anche a negozio di stoffe e di prodotti alimentari. E così è.
Alla morte de lu Sant'm'res' (Corropoli, 1954) il negozio passa nelle mani della figlia Ada che, sposata con Iustini Roberto, continua l'attività fin quando le forze terrene la sosterranno.
Nella foto Carlo Zippilli è con il nipotino Ezio Iustini.


venerdì 23 febbraio 2024

CASATE : P'trill' o P'tr'llò ?


All'inizio la casata dei Di Matteo era P'tr'llò; traeva il nome da un certo Pietro (siamo nel 1800). Costui era un grande proprietario terriero e probabilmente P'tr'llò, accrescitivo di "Pietro", era dovuto ai numerosi possedimenti della famiglia.
Era il tempo della famiglia patriarcale; i beni e
rano gestiti dal più vecchio della famiglia.
Dopo il secondo dopoguerra del Novecento le grandi proprietà dei P'tr'llò si frantumano a causa della divisione ereditaria tra gli 8 figli (4 maschi e 4 femmine) e i Di Matteo di Ravigliano cominciano ad essere indicati con un diminutivo: da P'tr'llò nasce P'trill'.
L'uomo con il falcione è Pietro Di Matteo (chiamato Pierino 1925-2001) ultimo omonimo del capostipite dei P'tr'llò.
Nell'altra foto la famiglia di Francesco Di Matteo, anche lui discendente dal Pietro ottocentesco.