IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

domenica 31 maggio 2026

SI E' SPENTA UNA STELLA


Sembra un'anonima foto scattata ad una festa. Ma quest'immagine ha un valore particolare; il primo ragazzo a sinistra è Alfredo Impullitti, una personalità musicale a cui un crudele destino ha tolto la possibilità di inserirsi solidamente tra le stelle del panorama jazzistico mondiale.
Alfredo Impullitti (1968-2002) ha vissuto una parte della sua breve vita a Corropoli.


Dal 2012, in estate, in questo Comune si tiene un concerto jazz in sua memoria con la partecipazione di affermati e/o promettenti protagonisti del mondo jazzistico.
Negli ultimi anni le serate sono diventate 2.

Questa commemorazione viene brillantemente portata avanti da Gianmario Gasparroni, (il ragazzo al telefono) affezionatissimo amico di Alfredo. 
La ragazza è Fabiola Rosati.
La foto risale a metà degli anni '80.

IL PADRINO


Siano a cavallo degli anni '50/60. All'imbocco di un vicolo del Centro storico due persone posano: il più giovane è Franco Rotini, poco dopo la cresima-comunione, con tanto di scarpe, calzini e guanti bianchi.
Al suo fianco il padrino, Orlando Napoleone, il 1° presidente della Pro Loco corropolese, nonché il marito della "mammina" (ostetrica) del paese.
Prima degli anni '60 a Corropoli i figli nascevano ancora in casa. Poche persone potevano permettersi di far ricorso all'assistenza ospedaliera.


BEATO TRA LE DONNE


Soffermatevi sull'espressione soddisfatta del ragazzino, né poteva essere diversamente per via delle coccole che le "sue" donne gli avranno riservato nel giorno della prima comunione e cresima.
Abbiamo considerato questo ragazzino un figlio di Corropoli, ma ci siamo sbagliati perché è nato a Napoli in un giorno particolare: il 1° gennaio.
Ha trascorso la sua infanzia e giovinezza a Corropoli, poi è tornato nella sua città natìa, non dimenticando Corropoli. Durante le ferie estive lo si può incontrare in piazza Pie' di Corte.
A Corropoli ha costruito la sua dimora estiva e a Napoli ha il suo Studio legale.
Alfredo Flajani è un avvocato civilista con pluritrentennale esperienza in materia bancaria e assicurativa.
E' figlio di Giovanni Flajani, il primo sindaco del dopoguerra eletto dai corropolesi (donne e uomini).
I suoi genitori riposano nel cimitero di questo Comune.

La foto dovrebbe risalire ad uno dei primi anni'60. Ci sembra di riconoscere sua madre, Lorenza Dorsa, nella signora con l'abito a fiori dietro di lui, alla sua sinistra.

IN RICORDO DI SILVANO


Il 31 maggio 2022 se ne andava, sulla soglia degli 80 anni, il corropolese Silvano Clementoni,  uomo tranquillo, sereno, affabile.
Per una vita è stato un dipendente comunale con la mansione di autista di pulmino scolastico. Generazioni di bambini hanno viaggiato con lui.
Un anonimo ci ricorda che Silvano ha curato per diversi anni la manutenzione del cimitero di Corropoli, fino a quando i servizi cimiteriali furono affidati a La Gardenia (onoranze funebri) di Corropoli.
In seguito è subentrata la Ditta CEDI di Ciotti Emidio di Ascoli Piceno.
Come tanti giovani della sua generazione Silvano Clementoni era nato in una pinciaia (una casa di terra). La casata dei suoi genitori era quella dei M'rill'. Nei pressi di questa casa sgorgava una sorgente. La sua acqua (potabile) fu convogliata in un semplice fontanino che venne denominato come la fontana d' Mirill' che si trovava pressappoco dopo l'imbocco di quella che oggi è via Ruggeri.


sabato 30 maggio 2026

PERSONALITA' A CORROPOLI



📌 E' il 31 maggio 1973. Tutte queste persone si trovano sulla scalinata dell'ingresso principale dell'edificio scolastico del Centro storico. Hanno appena presenziato ad una manifestazione culturale in ricordo del corropolese Adolfo Borgognoni (1840-1893), poeta, scrittore e critico letterario.
In memoria di questo corropolese, amico di Giosuè Carducci, è stata anche scoperta una lapide onoraria nel corridoio della scuola.
Tra le persone della foto riconosciamo con sicurezza il dott. Gaetano D'Aristotile (in primo piano), all'estrema destra la maestra Maria Di Filippo. Inoltre Giuseppe Tonelli, Palmarino Di Pasquale, Adamo Zuccarini, Guido Rosati e il maestro Ricciotti di Nereto.
Ci segnalano anche la presenza di Ruggero Eugeni.

LA MADONNA E' RIENTRATA...


La Madonna rientra nella sua nicchia e Corropoli si realizza sparando 5 botti che squassano il silenzio e la tranquillità del Centro Storico, raggiungendo con la loro potenza le varie contrade.
Chi vive nella propria nicchia non si rende conto di quello che succede intorno.
Per omaggiare la Madonna sarebbe stato sufficiente un amorevole e sentito applauso di fedeli devoti all'interno della chiesa.
Questi botti sanno di esibizionismo. Chi ama la Madonna va in chiesa, e chi non l'ama non deve imprecarla infastidito dagli improvvisi botti.
Veniamo ai recenti fatti di cronaca odierni:



Si imputa la fuga dei cavalli all'accensione dei fuochi d'artificio.
4 feriti, di cui 2 gravi. Cure veterinarie per 15 cavalli, un cavallo abbattuto in quanto ferito mortalmente. Incidenti automobilistici sulla Cristoforo Colombo... E tutto questo perché qualche sconsiderato ha acceso dei fuochi d'artificio!

Cliccate sulle immagini (titoli compresi) per vedere diversi filmati.

Un abitante di Corropoli (che preferisce restare anonimo) ci scrive: "La mia cagnetta urla e si dispera con i botti devo mettere il volume alto per tutto il tempo per coprire i botti. Il cavallo si imbizzarrisce e devo stargli vicino per evitare il peggio. Passo tutti i capodanno nella stalla da quando vivo qui. Ho detto tutto.
Un microcefalo impotente pensi che capisca il danno che fa ? Per non parlare della fauna selvatica e degli uccelli che muoiono per infarto."

REPERTO STORICO


Tanti anni fa, Giannino Iustini, zappando il suo orticello rinviene tra le zolle un oggetto metallico: è una medaglia che su un lato reca lo stemma di Corropoli con la scritta "Società Operaia Corropoli"-
Sul retro, oltre al disegno di 2 mani che si stringono, c'è scritto "Mutuo Soccorso 1885"



Il che fa supporre che verso la fine dell'Ottocento anche a Corropoli esistesse una Società Operaia di Mutuo Soccorso che provvedeva a venire incontro ad esigenze economiche improvvise di famiglie locali per incidenti sul lavoro, disoccupazione, matrimonio, malattia, morte...

ECCO I VINCITORI

Sono nati come "Cultori della Barba", poi sono diventati "Cultori delle nonne" e infine "Cultori delle carte".
Sono partiti da Corropoli il 19 marzo 2026 dal Bar Essenza , il 30 aprile sono arrivati a Controguerra presso la Terrazza Eden e il 28 maggio a Colonnella presso il Bar Good Luck.
Un'Associazione da Esportazione.
Qui hanno incoronato come vincitori del 3° torneo di briscola amatoriale Maurizio Foschi e Riccardo Bizzarri. 


Nella tappa di Controguerra del 30 aprile hanno fatto salire sul podio dei vincitore la coppia formata da Lorenzo Cipolloni e Rebecca Scardozzi.


La tornée è cominciata dal Bar Essenza al Bivio di Corropoli il 19 marzo 2026.


In questa foto i vincitori del Torneo Amatoriale di Briscola corropolese: Marcello Ferretti e Nicola Cardelli (alle estremità). Al centro due dei 3 organizzatori. 32 le coppie sedute ai tavoli da gioco.
Apprezzata e ammirata la presenza di 2 donne.
I vincitori sono quelli col prosciutto in mano, ovvero Marcello Ferretti e Nicola Cardelli che si sono scontrati con Aurelio Rosati e Giuseppe De Ascaniis.
Al centro della foto in alto gli organizzatori: Corrado Di Pietro e Antonio Micozzi dell'Associazione Cultori della Barba. Allo scatto manca il terzo organizzatore: Franco Tomassoni, ma lo trovate nelle foto delle premiazioni successive.
Una serata trascorsa tra strategie, risate, battute e tanta cordialità, forse generata dal fatto che i perdenti in prima battuta potevano continuare a giocare nel girone di consolazione o "girone dei perdenti".
Una manifestazione che ha coinvolto ragazzi, signore e persone anziane come Gabriele Vitale, sulla soglia degli 88 anni.


ASPETTANDO GLI SPOSI


Il matrimonio è anche occasione d'incontro con parenti che non si vedono spesso.
E così aspettando che Alceo Carulli e Pia Tarquini (gli sposi) arrivino in piazza Pie' di Corte per le classiche foto con la fontana, qualche invitato coglie l'occasione per una foto ricordo. 
Da sinistra troviamo Vittorio Marsilii, Maria e Antonio Pinna, Ezia Carulli, Argentino e Amorino Carulli.

PREVISIONE DEI FUOCHI


"La statua della Madonna del Sabato Santo verrà risistemata nella sua nicchia la sera del 30 maggio 2026 dopo la messa vespertina delle 18,30.
Come da tradizione verranno sparati botti... sentite quello che mi è accaduto il 27 maggio 2018.
Ora sono nel Paradiso degli animali e qui nessuno spara... una vita celestiale."



"Mi chiamavano Nina. Nella mia vita terrena sono stata amata alla follia dai miei padroni, vivevo felice, tranquilla e serena.
Il 27 maggio 2018 sono sola nel giardino di casa. I miei padroni sono andati in chiesa per assistere al riposizionamento della statua della Madonna del Sabato Santo nella sua nicchia.
Ad un tratto, l'inferno. Inizia un fragoroso sparo. Potenti botti arrivano anche nella mia zona Frattari. Sono sola, ho paura, cerco una via di scampo, salto il recinto, arrivo alla SS 259 e vengo investita da un'auto.
Un giovane automobilista si ferma, mi raccoglie e mi consola in attesa del personale Asl che, una volta arrivato, constata che non ho - per fortuna - ferite gravi e vengo trasferita al canile di Castelbasso in attesa di adozione.
I miei padroni, dopo un giorno di disperate ricerche mettono un annuncio su Facebook. Casualmente qualcuno ricorda l'incidente del giorno prima e ai miei padroni viene consigliato di rivolgersi alla Asl.
Ho potuto così riabbracciarli e non conoscerne di nuovi.
Ringrazio il ragazzo che mi ha assistito, colui che ha messo l'annuncio su Facebook, il personale della Asl e del canile di Castelbasso...
Ma mi chiedo: "La Madonna del Sabato Santo è contenta dei fuochi d'artificio?"



DIPINGERE ALL'APERTO


Iscrizioni chiuse, ma si può partecipare all'evento per vedere i pittori all'opera presso la chiesetta di Santa Scolastica o presso la chiesetta-oratorio di Rosa di Maria Regina (ambedue in contrada Ravigliano).

Il 2 giugno 2026, con grande partecipazione, torna "DIPINGERE ALL'APERTO" - IV edizione : concorso di pittura proposto dalla Galleria A&A Pascal di Martinsicuro e dal Gruppo di preghiera "Rosa di Maria Regina".
Le chiese rurali di Ravigliano sono il tema del concorso.
Alcune sono pericolose (La chiesa della Mirella per la vetustà, San Giuseppe e La Cona perché poste sulla strada). Le postazioni sicure sono la Chiesetta di Santa Scolastica e quella di "Rosa di Maria Regina". Quest'ultima sarà il centro di accoglienza e raccordo di tutti i partecipanti.


Al termine della giornata tutti i lavori saranno esposti per una mostra ed un'asta di beneficenza.
Per maggiori delucidazioni vi consigliamo QUESTO LINK.


venerdì 29 maggio 2026

PARCO NASSIRYA



Alla presenza di Autorità politiche, militari, religiose e civili, il 30 maggio 2015 viene inaugurato il parco dei caduti di Nassirya.
Sulla pagina turistica del Comune corropolese leggiamo: "Situato in Largo Zuccarini, adiacente la Caserma dei Carabinieri il Parco Caduti di Nassirya ha una superficie totale di 1200 mq. E’ stato ristrutturato nel 2008.
E’ dotato della seguente attrezzatura ludica: gioco a 3 torri, altalena, giostrina, dondolo a bilico, tavolo da ping pong."
BUGIA.
L'articolo è corredato da 5 foto; nessuna di esse inquadra il tavolo da ping pong... perché il tavolo non c'è. E' stato spostato al Parco delle Rose nel 2009 ed è ancora lì.
Eccolo!


CIAO, ORAZIO - lutto



Un abitante di Corropoli se n'è andato in un modo insolito.
Il suo nome era Orazio Di Carlantonio. Era nato in Canada. Era ingegnere ed ha diretto tanti anni fa l'Ufficio Urbanistico presso il Comune di Martinsicuro.
Nei martinsicuresi ha lasciato una impressione positiva anche se la sua vita ad un certo punto ha assunto una direzione diversa, non comune. 
Si era ritirato dalla vita pubblica, amava vivere isolato, con pochi contatti con la gente, pur frequentando il bar.
La sua morte è avvenuta nella campagna poco distante dalla sua abitazione, dove è stato ritrovato.
Che la terra ti sia lieve.



CORROPOLI E' PRONTA.


Il 30 maggio nel mondo si celebra la Giornata Mondiale della sclerosi multipla (AISM), una malattia neurovegetativa che attacca il sistema nervoso centrale. Non è contagiosa né mortale, ma è una malattia che può attaccare l'apparato visivo, il sistema motorio e quello intestinale/urinario.
I sintomi variano da persona a persona, e si manifestano a volte in forma intermittente, a volte in forma progressiva. La malattia colpisce più le donne che gli uomini.
Il 30 maggio l'Aism invita a illuminare di rosso un monumento per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa malattia.
Corropoli l'ha fatto!

Se nel 2024 Palazzo Chigi fu illuminato così...


Corropoli, col campanile del Bivio, non ci fa brutta figura! Anzi!
Il rosso a Roma appiattisce le forme del palazzo, al Bivio invece esalta le linee del campanile.
Puntuale come un treno svizzero il campanile della Chiesa dello Spirito alla mezzanotte ha cambiato di colore.


TORNARE BAMBINO


Ieri, 28 maggio 2026, sono stato a trovare un amico che abita in campagna.
Qui, di colpo, sono ringiovanito. Come quando ero un bambino ho raccolto i frutti del gelso stracarico, ne ho mangiati direttamente, senza lavaggio o aggiunta di prodotti chimici per la loro sanificazione.
Dormito perfettamente. Niente diarrea.
Corropoli ha tante piante di gelso disseminate ai bordi delle strade. Buona parte di esse sono morte in seguito a ripetute capitozzature e stanno lì a deturpare l'ambiente, ma anche a ricordare ai dotati di senno che questa pianta ha riempito un'infinità incredibile di stomaci.
Le foglie di quest'albero nella prima metà del 1900 in Val Vibrata hanno alimentato i bachi da seta che crescendo creavano un bozzolo, molto ricercato sul mercato perchè con i suoi filamenti si realizzavano tessuti, belli, eleganti e preziosi.   
Il gelso, così, offriva a varie famiglie una possibilità di sfuggire ai morsi della fame.
Il gelso è stato un albero ricercato e apprezzato fino all'avvento dell'industrializzazione, poi è iniziata l'epoca delle banane, dei kiwi, degli ananas e della frutta esotica.
Il gelso è stato messo da parte. Il suo derivato (la seta) è stato imitato con delle fibre sintetiche... e gli uomini vissero felici e contenti, dimenticando e disprezzando l'albero che aveva dato ai loro nonni ed avi la possibilità di sopravvivere soprattutto nel periodo tra le 2 guerre mondiali.



Questi sono 2 gelsi (sopravvissuti) sui quali da piccoli, negli anni 1950 ci arrampicavamo per poter scegliere (li m'ricul') i frutti migliori e più belli: potevano scegliere tra frutti rossi, bianchi e neri.
Nella foto sopra siamo in via Tevere, ma ieri eravamo in una strada senza nome, fangosa e con poca breccia.
Quella aggiunta di tanto in tanto veniva sommersa dal fango alla prima forte pioggia.


A Corropoli - secondo le nostre constatazioni - la via che ha rispettato di più il gelso è via G. Falcone, la via che conduce all'antico casato 'Mbamò
Qui i gelsi non sono stati capitozzati draticamente tutti gli anni. A loro, così facendo, è stata concessa una vita più lunga.


Se poi arriviamo in via Bachelet troviamo un luminoso esempio dell'insipienza umana.
Qui, qualcuno con celeri capitozzature ha fatto morire i gelsi e poi ha tagliato i tronchi ad altezza di polpaccio.
Via Bachelet è la via che conduce all'ingresso della pista ciclabile (zona Bivio).
E' una strada stretta, poco transitata ma a volte due macchine s'incrociano.
Nella manovra una macchina potrebbe spostarsi sulla destra (credendola campagna) e sbattere contro i resti del tronco (che potrebbero essere nascosti dall'erba alta) e ritrovarsi l'automezzo danneggiato. Pericolo!

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Un lettore ci fa pervenire una foto emblematica.
Secondo voi, una pianta così maltrattata, potrà dare qualche frutto?
Dove sono gli ambientalisti, il WWF, la Lega per l'Ambiente, Greta Thumberg, gli attivisti di Ultima Generazione, ecc. ecc. 
Dietro queste salvifiche facciate... lo capite da soli cosa c'è?



Questa foto fa emergere l'ipocrisia in cui è immersa la nostra società.
L'Anas, adducendo la scusa di salvaguardare la salute del cittadino, ha abbattuto pini sani lungo la SS 259.
Se si va a sbattere con l'auto contro questo troncone se va bene se ne esce malconci.
Allora perché non viene rimosso?
Che fanno gli Enti preposti?
In dialetto corropolese il gelso viene chiamato mu:r' (con una "u" allungata = muro) quasi a sottolineare la durezza dell'impatto!