IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

venerdì 24 aprile 2026

BONUS BEBE'


Ci fanno notare che anche nel 2026 a Corropoli è arrivata la cicogna, ha portato nuove vite ma ha portato via con sé il Bonus Bebé.

Piccola storia:

2023 - per ogni bimbo c'erano 300 euro, con Isee inferiore a 20.000 €.

2024 - per ogni bimbo c'erano 300 euro, con Isee inferiore a 12.000 €.
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''' e 100 euro, con Isee inferiore a 20.000 €.

2025 - per ogni bimbo c'è una Carta Bebé di cui non viene specificato l'importo.



nel 2026 solo quello che vedete nella foto d'apertura.

giovedì 23 aprile 2026

NEMO PROFETA


Sulla pagina FB di "Sei di Corropoli se..." abbiamo trovato una locandina che annuncia la commemorazione di Francesco Speca, eroe partigiano corropolese.
Interviene all'incontro di studio la prof.ssa Stefania Pompeo, vissuta a Corropoli fino al matrimonio.
Finalmente si fa qualcosa per Francesco!
Ma guardando bene il manifesto ci si accorge che questa commemorazione non si svolgerà a Corropoli, ma a Mosciano Sant'Angelo.


Dalla documentazione trovata sul web bisogna sottolineare che Cogoleto, oltre al molo intestato a Francesco (Franco) Speca e al cippo elevato sul luogo dove venne ucciso dai tedeschi, gli ha dedicato anche una lapide:


La scuola poi mette il nome di Francesco (Franco) Speca accanto e prima di quello di Sandro Pertini, partigiano ed ex presidente della Repubblica.


Mah!

STORIA DI UN MINATORE


📌 Aristodemo Cornacchia nasce a Corropoli nel 1909, ultimo di 8 figli, ma le persone lo chiamano "Sesto".
Suo padre Giuseppe emigra in America, dove 5 dei suoi figli lo raggiungeranno.
Aristodemo non segue il genitore e per aiutare la madre, rimasta a Corropoli, si ingegna in cento attività.
La sua famiglia possiede un cavallo con carrozza... e allora Aristodemo accompagna la levatrice nelle case di campagna delle partorienti, raggiunge la montagna per vendere peperoni, cavoli, pomodori, "ventarole"... riportando indietro legna carbone, castagne e patate.
Scoppia la 2^ guerra mondiale, Aristodemo va in Africa e al ritorno l'aspetta il fronte russo, ma lui preferisce andare a fare il minatore prima in Germania e poi in Belgio.
La silicosi, la malattia dei minatori, scava nei suoi polmoni e, il 24 aprile 1985, gli darà l'ultima picconata.

IN COMUNE


Sala insolitamente piena per il Consiglio Comunale del 23 aprile 2026. Degli 8 punti all'o.d.g. ce n'è uno che interessa particolarmente, quello che riguarda la "retrocessione" dell'ex assessora Roberta Grilli.
Il Consiglio è presieduto dal vicesindaco che legge una comunicazione.
All'assessora esautorata viene concessa la possibilità di leggere una sua comunicazione (sotto riprodotta in corsivo).
Dopodiché viene letta una comunicazione tecnica del Primo Cittadino che, più che fornire delucidazioni sul caso, ribadisce che la sua scelta "rientra nella piena autonomia del Sindaco".
Per la "par condicio", qualora ci pervenisse il comunicato integrale del Primo Cittadino, il blog è pronto a divulgare affinché gli elettori possano farsi un'idea più obiettiva sul caso.
Ecco l'intervento di Roberta Grilli.

"Signor Sindaco — o chi ne fa le veci — colleghi Consiglieri,

Prendo la parola in questa Sede, cuore pulsante della democrazia corropolese, non per rispondere a un atto burocratico ma per un dovere di verità e per ristabilirne i fatti. Mi rivolgo a voi, e soprattutto a quel corpo elettorale che con 564 voti mi ha affidato un mandato che nessuna firma su un decreto potrà mai scalfire. I voti sono un patto d'onore con il popolo; i decreti di revoca sono, spesso, solo il riflesso di fragilità politiche.

Il 3 febbraio scorso è stata disposta la revoca delle mie deleghe e del mio 
incarico da assessore. Le motivazioni addotte nell'atto sindacale — si rifugiano dietro concetti come la necessità di un 'nuovo impulso' e/o un presunto 'indebolimento del rapporto fiduciario' — appaiono come motivazioni deboli, pretestuose ed evanescenti se contrapposte a sette anni di presenza costante, lealtà assoluta e condivisione quotidiana con il Primo Cittadino.
Anzi, i fatti dicono altro: per garantire il successo degli eventi e il bene della comunità, non ho mai risparmiato tempo e risorse, anteponendo sempre la riuscita dei progetti e il bene del bilancio.

Sorge spontaneo un interrogativo sulla natura di questo 'equilibrio'. Se l’obiettivo era davvero dare uno slancio nuovo all'azione amministrativa, allora questa Giunta avrebbe dovuto avere il coraggio di guardarsi dentro per intero. Se si cerca l'efficienza, bisogna colpire l'inerzia, non la dinamicità. Colpire chirurgicamente chi ha sempre operato alla luce del sole suggerisce che l'obiettivo non fosse il bene di Corropoli, ma la rimozione di una figura divenuta evidentemente ingombrante per la sua stessa indipendenza.

Eppure, oggi scopro che sette anni di impegno pesano meno di un semplice 'like' sui social. È imbarazzante, ma sembra che un’interazione virtuale
abbia urtato la sensibilità di qualche 'regista occulto'. Se la tenuta di una
Giunta dipende da un like e non dai risultati, siamo davanti a una gestione infantile del potere.
È evidente: la mia colpa, forse anche l’unica, è stata non piegarmi ai capricci di chi, dietro le quinte, ha tramato per mesi il mio siluramento.
Mi dispiace dirvelo, ma avete confuso la squadra con l’obbedienza cieca.

La modalità di questa scelta lasciano ai posteri una riflessione amara: Se
questo atto fosse il frutto di una volontà solitaria del Sindaco, ne dovremmo dedurre una preoccupante solitudine decisionale. Se invece, come il silenzio assordante di questa maggioranza suggerisce, si tratta di un'operazione condivisa.
Risponde al vero che il Sindaco sia stato messo ai margini e costretto a rimuovermi dietro pressioni esterne e malumori di chi, in questa maggioranza, si è lasciato abbindolare o ancor peggio si è meglio accomodato sulla propria poltrona.
Se il fatto sussiste, allora siamo di fronte a una strategia meticolosa, stu-
diata a tavolino per alterare gli equilibr:i usciti dalle urne.

In entrambi i casi, la politica ne esce sconfitta, lasciando il posto al calcolo.
Sia chiaro, Il mio impegno per Corropoli non subisce battute d'arresto. Rimango al mio posto, in questo Consiglio, libera dai vincoli di una Giunta che non ha saputo difendere la propria coerenza, ma legata indissolubilmente ai miei elettori.

Agli atti di questo Comune resti scritto che c’è chi sceglie la convenienza
del silenzio e chi, come me, sceglie il coraggio della coerenza.
Chiedo che questa dichiarazione venga integralmente acquisita agli atti e
verbalizzata."

Data: 23 Aprile 2026

UNA LUNGA STORIA


E' il 1983. Nasce il Centro socio-culturale  "L. Da Vinci" e con lui nasce la Corale Folk Corropoli. 
La gente, desiderosa di cantare, arriva anche dai paesi vicini. Sotto la direzione del maestro Dino Cocchini si forma un poderoso coro che riscuote da subito successo non solo in provincia, ma anche all'estero: memorabili le tappe di Dusseldorf e Monaco di Baviera (Germania) e quella di Vienna in Austria.
La foto che vedete in alto risale alla fine degli anni '80 quando, al maestro Cocchini, subentrerà il maestro Franco Costantini. Sullo sfondo riconosciamo Ezio Cichetti, Francesco Di Paolo, Umberto D'Annuntiis, Luigi Di Luca. La ragazza con gli occhiali è Lucilla Di Gennaro e si trova dietro Deborah D'Ascanio, al suo fianco Lorena Di Paolo. La bimba e la ragazza in prima fila sono le figlie del maestro Costantini. Ultima a destra Monica D'Annuntiis e alla fisarmonica Roberto Di Pietro.
Poi più di un decennio di buio e infine la rinascita.
Il maestro Franco Costantini torna a dirigere la "nuova" Corale Folk in occasione del VI premio di poesia "G. D'Annuntiis" del 2 dicembre 2018 e, la sera del 29 dicembre 2018, offre ai corropolesi un concerto natalizio al Cineatro di via San Giuseppe.


La storia della Corale Folk continua...

TRE DOTTI INTORNO AL CORE


📌 Il 23 aprile è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, istituita dall'UNESCO nel 1995 per promuovere la lettura.
La data è stata scelta per ricordare il giorno della morte di William Shakespeare avvenuta nel 1616.
L'Amministrazione corropolese promuove varie iniziative per far amare la lettura  ai giovani
Per gli adulti ci sono presentazioni che appaiono sempre più come operazioni commerciali.
Corropoli non ha una biblioteca pubblica, né - a quanto pare - fa niente affinchè si possa creare.
Ogni tanto mi tornano in sogno 3 dotti corropolesi: Pasquale Rasicci, Benedetto Ricci e Gaetano D'Aristotile, accomunati dalla loro grande passione per i libri e dalla triste sorte di questi ultimi.
Il primo a sinistra, Pasquale Rasicci mi racconta come, dopo la sua morte e dopo vari furti, i figli abbiano donato all'Amministrazione quello che rimaneva della sua biblioteca, saccheggiata dai ladri.
I libri, sistemati dentro cassettoni per le olive, sono stati portati a Ripoli e qui giacciono. Su di loro è caduto un silenzio tombale.
Il secondo, Benedetto Ricci, morto nel 1937, mi parla della sua biblioteca che, di generazione in generazione, è rimasta lì nel disabitato palazzo di piazza Pie' di Corte a prender polvere. 
"Quasi la stessa cosa è successa a me", sembra aggiungere il terzo... il dottor Gaetano D'Aristotile. "Un libro vive se lo si legge, lo si sfoglia, lo si consulta!"
Un sussulto. Questo non è un sogno! E' un incubo!


VIA DELLE PECORE MORTE

foto degli anni '60

E' il 23 aprile 1995. Gli abitanti del Bivio si svegliano e trovano una sorpresa.
Nottetempo qualcuno aveva messo il nome alle vie.
Le numerose vie del quartiere non avevano un nome specifico, ma il Bivio era spaccato in 2 salla SS 259: tutte le vie avevano il nome di "Contrada Vibrata" a sud e "Contrada Piane" a nord.

Le nuove intitolazioni traevano il nome dalla particolarità della via.
La strada che dal centro del Bivio porta al ponte su Vibrata venne chiamata "Via delle pecore morte" perché frequentata da greggi, e quando un animale moriva il pastore proprietario se ne infischiava, le autorità comunali e la ULSS si scaricavano la competenza mentre le carcasse imputridivano all'aria aperta.
Nella foto sottostante il rapido processo di urbanizzazione della via dalla fine degli anni '70 ad oggi.


RICORDANDO CAROLINA


Durante una pandemia può capitare che un vicino di casa ci lasci per sempre, e della sua dipartita ne veniamo informati ad esequie avvenute.
Questo è accaduto con Carolina Di Felice.
Carolina, nativa di Civitella del Tronto, arriva a Corropoli come moglie di Ennio Rosati.
Qui si ambienta subito e mette su una bella famiglia allietata da 2 pargoli: Riccardo e Cesare.
Donna riservata, ma piena di energie, affronta con risolutezza la morte del marito sopraggiunta nel 1997.
Carolina ci ha lasciati il 23 aprile 2020.

TANTI AUGURI


Ci rimproverano - giustamente - che questo blog parla molto spesso di deceduti.
Grazie alle caricature di Nando Perilli vogliamo, in occasione dell'anniversario di nascita, parlare anche di persone viventi.
Avete riconosciuto il personaggio?
E' Gabriele Cardelli che il 23 aprile di qualche anno fa venne alla luce a Nereto (l'ospedale di Sant'Omero ancora non esisteva).
Gabriele si afferma come cuoco e contribuisce a costruire la notorietà di Corropoli.
Gestisce con successo "il Cinquecento", un caratteristico ristorante del centro storico corropolese, dove è possibile riassaporare i piatti d'una volta.
La passione di Gabriele per la cucina tradizionale abruzzese forse nasce nell'estate 1983 quando nella sua casa vennero confezionati a mano i tradizionali arrosticini abruzzesi per la 1° sagra estiva locale.
La sua passione è nata quasi per gioco e per gioco si è fortificata partecipando alle attività dello stand dello zio Nino in varie edizioni della sagra.
Il gioco poi è diventato una professione.


Dal 1° gennaio 2022 il ristorante "Il Cinquecento" ha chiuso i battenti... ma per Gabriele non è stato un problema.
Oggi raccoglie i consensi e gli apprezzamenti lavorando presso l'Aurea Hotel" di Tortoreto.


mercoledì 22 aprile 2026

RICORDANDO CARINO


📌 Il 23 aprile 2019, all'età di 82 anni, Corropoli perde un figlio "adottivo" di cui essere orgoglioso e fiero.
Ci riferiamo a Carino Mignini, santomerese di Poggio Morello come la moglie Giuseppina Di Berardino.
Dopo un decennio d'emigrazione trascorso in Svizzera la coppia decide di tornare in Italia e di costruire la casetta dei sogni al Bivio di Corropoli, prima del grande boom edilizio.
In questo Comune, Carino si fa apprezzare per la sua riservatezza e per la sua disponibilità, per la sua affabilità, per le sue qualità di lavoratore e di padre di famiglia.



CHE STRANO CARRETTO


Nella foto uno stranissimo carretto. A cosa serviva?
Non riusciamo a rendercene conto. Abbiamo riconosciuto però il luogo in cui la foto è stata scattata. Siamo in largo Zuccarini, davanti ad uno dei palazzi popolari.
La donna in primo piano con un grosso cesto sotto il braccio è Maria Di Matteo, madre di Teresa e Giuseppina Pompeo.


FRATELLI DI DOMENICO



Siamo nei primi anni '20. Due dei fratelli Di Domenico posano per una foto ricordo in uno studio fotografico. Sono Rizziero (1910-1992) e Leo (1908-1997).
Due figure mitiche del variegato mondo popolare di Corropoli. Sono stati gli ultimi utilizzatori del dialetto stretto corropolese, quello dominato dalle "i" al posto delle "u".
Mentre tutti per dire "gli spaghetti col sugo" dicevano "li maccarù ngh' lu sugh'" i fratelli Di Domenico amavano dire "li maccarì ngh' lu sigh'". "Pure tu" diventava "Pir' ti"; "Accendi la luce"... "Appiccia la lic'"... e così via.
Nella vita sono stati prevalentemente muratori, ma si adattavano a fare lavori diversi.
Rizziero e Leo avevano un altro fratello minore: Venturino che invece ha preferito il lavoro di falegname fino agli ultimi giorni della sua vita.

INAUGURAZIONE 2014


📌 Il 22 aprile 2014, con grande partecipazione dei cittadini, venne inaugurato in località Montagnola un nuovo parco giochi. Il 9° della serie "prima li faccio e poi li trascuro".
Da diverse visite fatte nel tempo non abbiamo visto il parco rimpolpato con nuovi giochi... eppure lo spazio c'è e i frequentanti pure.
Il parco si presenta (alcune volte) pulito e decoroso.
Peccato che alcuni frequentanti non conoscono le regole del vivere civile.
Il parco è dotato di cestini ma qualcuno preferisce abbandonare le cartace e bottiglie di vetro per terra.

Come già detto, il parco ha molto spazio e per la Festa dell'Albero 2020 fu scelto come luogo ideale per la piantumazione di un grosso abete.


Il Comune di Corropoli scriveva:



Il 2 novembre 2023 ci accorgiamo che l'abete rosso non c'è più.
Che fine ha fatto?


Si è seccato?
E' stato rubato?
E' stato trapiantato altrove?
E' dal 2023 che attendiamo una risposta da qualche amministratore.

martedì 21 aprile 2026

NOZZE D'ORO


💑 E' il 22 aprile 1976. Due ragazzi corropolesi decidono di intrecciare il destino delle loro vite. Lui, Alberino Di Ubaldo abitava lungo la Statale 259 in zona G'vit'. Lei, Giuseppina Monsignore risiedeva in zona Centurati.
Il loro è stato un matrimonio diverso dal solito. Si sono sposati di giovedì solamente per avere presente tra gli invitati un cugino (Francesco Guercioni) che, lavorando in Svizzera, poteva partecipare solo in questo giorno (il sabato doveva essere di nuovo presente al lavoro in Svizzera).
A quei tempi, per la foto-ricordo del proprio matrimonio, ci si accontentava dello scenario circostante. La foto di Alberino e Giuseppina è stata scattata nella villa comunale corropolese vicino l'albero piantato nel 1919 dagli sfollati di Telve di Sopra.
Oggi, invece, gli sposi vanno alla ricerca di locations le più disparate per una sorprendente foto d'effetto.
Tanti, tanti auguri.

LA GIORNATA DELLA TERRA


📌 Oggi, 22 aprile 2026 si celebra la giornata mondiale della terra.
Guardate bene questa foto scattata al Bivio nei primi anni '50.
Vi si respira amore. Generazioni diverse convivono felicemente in mezzo agli animali.
Il bimbo è Giovanni Di Addezio (junior) con il nonno Giovanni (senior). 
La cacca che si vede ai piedi della mucca non veniva consegnata alla Poliservice, ma veniva accumulata nel letamaio dove fermentava e diventava concime naturale.
Non c'era la chimica nei campi, non c'era la plastica. Non c'era la festa della terra.


Oggi, dopo aver maltrattato il pianeta per 364 giorni, ipocritamente dedichiamo un giorno alla sua improbabile salvezza seguendo le direttive multinazionali di quelli che inquinano il pianeta e accusano noi di distruggere la terra se non acquistiamo l'auto elettrica o non abbiamo la casa "green".
Sono le stesse persone che oggi ci dicono che le mucche, con i loro processi digestivi, rilasciano nell'ambiente una grande quantità di metano che compromette la vivibilità del pianeta.
Dobbiamo credere che sono le mucche che hanno rovinato il mondo, non i concimi chimici, non i diserbanti, non i jet privati, non le guerre, non i carrarmati che producono distruzione, non le industrie che inquinano, non le grandi navi...

Due anni fa, il 22 aprile 2024 il Comune festeggiò la Giornata della Terra piantumando nel parco di via d'Annunzio 8 gelsi bianchi.
Scoprite quanti gelsi bianchi oggi possiamo ammirare in questo parco CLICCANDO QUI.