IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

venerdì 29 maggio 2026

PARCO NASSIRYA



Alla presenza di Autorità politiche, militari, religiose e civili, il 30 maggio 2015 viene inaugurato il parco dei caduti di Nassirya.
Sulla pagina turistica del Comune corropolese leggiamo: "Situato in Largo Zuccarini, adiacente la Caserma dei Carabinieri il Parco Caduti di Nassirya ha una superficie totale di 1200 mq. E’ stato ristrutturato nel 2008.
E’ dotato della seguente attrezzatura ludica: gioco a 3 torri, altalena, giostrina, dondolo a bilico, tavolo da ping pong."
BUGIA.
L'articolo è corredato da 5 foto; nessuna di esse inquadra il tavolo da ping pong... perché il tavolo non c'è. E' stato spostato al Parco delle Rose nel 2009 ed è ancora lì.
Eccolo!


CIAO, ORAZIO - lutto



Un abitante di Corropoli se n'è andato in un modo insolito.
Il suo nome era Orazio Di Carlantonio. Era nato in Canada. Era ingegnere ed ha diretto tanti anni fa l'Ufficio Urbanistico presso il Comune di Martinsicuro.
Nei martinsicuresi ha lasciato una impressione positiva anche se la sua vita ad un certo punto ha assunto una direzione diversa, non comune. 
Si era ritirato dalla vita pubblica, amava vivere isolato, con pochi contatti con la gente, pur frequentando il bar.
La sua morte è avvenuta nella campagna poco distante dalla sua abitazione, dove è stato ritrovato.
Che la terra ti sia lieve.



CORROPOLI E' PRONTA.


Il 30 maggio nel mondo si celebra la Giornata Mondiale della sclerosi multipla (AISM), una malattia neurovegetativa che attacca il sistema nervoso centrale. Non è contagiosa né mortale, ma è una malattia che può attaccare l'apparato visivo, il sistema motorio e quello intestinale/urinario.
I sintomi variano da persona a persona, e si manifestano a volte in forma intermittente, a volte in forma progressiva. La malattia colpisce più le donne che gli uomini.
Il 30 maggio l'Aism invita a illuminare di rosso un monumento per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa malattia.
Corropoli l'ha fatto!

Se nel 2024 Palazzo Chigi fu illuminato così...


Corropoli, col campanile del Bivio, non ci fa brutta figura! Anzi!
Il rosso a Roma appiattisce le forme del palazzo, al Bivio invece esalta le linee del campanile.
Puntuale come un treno svizzero il campanile della Chiesa dello Spirito alla mezzanotte ha cambiato di colore.


TORNARE BAMBINO


Ieri, 28 maggio 2026, sono stato a trovare un amico che abita in campagna.
Qui, di colpo, sono ringiovanito. Come quando ero un bambino ho raccolto i frutti del gelso stracarico, ne ho mangiati direttamente, senza lavaggio o aggiunta di prodotti chimici per la loro sanificazione.
Dormito perfettamente. Niente diarrea.
Corropoli ha tante piante di gelso disseminate ai bordi delle strade. Buona parte di esse sono morte in seguito a ripetute capitozzature e stanno lì a deturpare l'ambiente, ma anche a ricordare ai dotati di senno che questa pianta ha riempito un'infinità incredibile di stomaci.
Le foglie di quest'albero nella prima metà del 1900 in Val Vibrata hanno alimentato i bachi da seta che crescendo creavano un bozzolo, molto ricercato sul mercato perchè con i suoi filamenti si realizzavano tessuti, belli, eleganti e preziosi.   
Il gelso, così, offriva a varie famiglie una possibilità di sfuggire ai morsi della fame.
Il gelso è stato un albero ricercato e apprezzato fino all'avvento dell'industrializzazione, poi è iniziata l'epoca delle banane, dei kiwi, degli ananas e della frutta esotica.
Il gelso è stato messo da parte. Il suo derivato (la seta) è stato imitato con delle fibre sintetiche... e gli uomini vissero felici e contenti, dimenticando e disprezzando l'albero che aveva dato ai loro nonni ed avi la possibilità di sopravvivere soprattutto nel periodo tra le 2 guerre mondiali.



Questi sono 2 gelsi (sopravvissuti) sui quali da piccoli, negli anni 1950 ci arrampicavamo per poter scegliere (li m'ricul') i frutti migliori e più belli: potevano scegliere tra frutti rossi, bianchi e neri.
Nella foto sopra siamo in via Tevere, ma ieri eravamo in una strada senza nome, fangosa e con poca breccia.
Quella aggiunta di tanto in tanto veniva sommersa dal fango alla prima forte pioggia.


A Corropoli - secondo le nostre constatazioni - la via che ha rispettato di più il gelso è via G. Falcone, la via che conduce all'antico casato 'Mbamò
Qui i gelsi non sono stati capitozzati draticamente tutti gli anni. A loro, così facendo, è stata concessa una vita più lunga.


Se poi arriviamo in via Bachelet troviamo un luminoso esempio dell'insipienza umana.
Qui, qualcuno con celeri capitozzature ha fatto morire i gelsi e poi ha tagliato i tronchi ad altezza di polpaccio.
Via Bachelet è la via che conduce all'ingresso della pista ciclabile (zona Bivio).
E' una strada stretta, poco transitata ma a volte due macchine s'incrociano.
Nella manovra una macchina potrebbe spostarsi sulla destra (credendola campagna) e sbattere contro i resti del tronco (che potrebbero essere nascosti dall'erba alta) e ritrovarsi l'automezzo danneggiato. Pericolo!

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Un lettore ci fa pervenire una foto emblematica.
Secondo voi, una pianta così maltrattata, potrà dare qualche frutto?
Dove sono gli ambientalisti, il WWF, la Lega per l'Ambiente, Greta Thumberg, gli attivisti di Ultima Generazione, ecc. ecc. 
Dietro queste salvifiche facciate... lo capite da soli cosa c'è?



Questa foto fa emergere l'ipocrisia in cui è immersa la nostra società.
L'Anas, adducendo la scusa di salvaguardare la salute del cittadino, ha abbattuto pini sani lungo la SS 259.
Se si va a sbattere con l'auto contro questo troncone se va bene se ne esce malconci.
Allora perché non viene rimosso?
Che fanno gli Enti preposti?
In dialetto corropolese il gelso viene chiamato mu:r' (con una "u" allungata = muro) quasi a sottolineare la durezza dell'impatto!


INDOVINA COS'E' SUCCESSO ?



Questa è una foto della parte nuova e commerciale del Bivio: zona Wyn Bar.
Sembra che gli spazzini ci siano, ma che non vedano le condizioni in cui si trovano i marciapiedi che girano intorno al condominio.
C'è stato qualche condòmino volenteroso che ha pensato di mantenere pulita la zona.
Poi, come succede alle persone di buona volontà, ci si chiede: "Perché proprio a me? A chi tocca?"
Tocca agli spazzini?
Tocca al proprietario del parcheggio?
Tocca all'autista che ci parcheggia?
Tocca al condominio?
Tocca al passante (estratto a sorte) che ha utilizzato il marciapiede?
In attesa della decisione, l'erba cresce e il cavallo campa.

Segnalato il 20 maggio 2026, il problema è stato risolto il 29 dello stesso mese.
C'è voluto un po' di tempo... però si è arrivati alla soluzione. Si presume che ci sia stato l'intervento del Comune.

UNA CLASSE TUTTA FEMMINILE


Fine anni '50. Una classe tutta femminile della scuola del centro storico corropolese. La maestra è Maria Grazia Maddalena (moglie del segretario comunale di allora)

Nella classe ci sono 10 banchi, in 1^ fila partendo da sinistra a destra: Rita Distaso e Maria Bellagamba.
Banco 2: Matilde Di Emidio e Ornella Consorti.
Banco 3: Miriana Bruni e Anna Vincenza Moretti.
Banco 4: Lucia Pantoli e Leonilde Pompeo.
Banco 5: Rossella Carapucci e Maria Grazia Ricci.
Banco 6: ................. e Pia Moretti.
Banco 7: Lea............ e Pasqualina Cistola.

Banco 8: Giuseppina Cinì e ...... Di Felice 
Banco 9: Santina Ciavattini e Maria Pia Fanì
Banco 10: Ombretta Natali.
Varie alunne erano ospiti dell'istituto corropolese gestito dalle suore.


SUGGERIMENTO 2


Recentemente tra viale Vibrata e via Ungaretti, di fronte alla rotonda che porta al ponte sul Vibrata, è stata realizzata una piazzola di sosta per ciclisti (rettangolo rosso).


In questo spazio sono stati sistemati una panchina e un cestino per i rifiuti senza busta raccoglitrice.
A nostro avviso, insieme alla panchina e al cestino, era opportuno sistemare anche un albero ombroso in maniera tale che i ciclisti stanchi della pedalata, potessero trovare anche un po' di frescura.
La zona è molto assolata... in quanto volge a mezzogiorno.
I cittadini possono solo suggerire, chi decide sta in Comune.
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CORROPOLI E PERILLI


Vari studiosi hanno espresso il loro parere sulla derivazione del nome di Corropoli.
C'è chi ha pensato a corrùpium = confluenza di burroni, di calanchi e di ruscelli;
chi a collemrapulum = colline coltivate a ravanelli;
altri hanno pensato a Collis Ruppuli = colle di Ripoli (villaggio neolitico);
altri, scomodando il greco, a Kore polis = città della ragazza;
altri ancora a Cor polis = città a forma di cuore... e quest'ultima interpretazione sembra condivisa da Nando Perilli, vignettista, pittore, disegnatore e caricaturista neretese che, abbastanza frequentemente, ci delizia con i suoi disegni su Corropoli.



foto web

Da sottolineare che il disegno del Perilli è stato fatto quando i droni non c'erano e nel disegno è stata inserita anche la Badia.

RICORDANDO FABRIZIO


📌 Fabrizio Pantoli nasce nel 1966 in Venezuela, figlio di una coppia italiana di emigranti: Armando e Lilliana Di Giannuario.
Ritornato in Italia, Fabrizio incontra subito la sua donna, Anna.
Con lei e con l'arrivo di 2 figlie forma una solida famiglia, compattata dall'amore, dalla collaborazione e dal lavoro.
Fabrizio accetta con gioia e passione l'attività della moglie e del suocero (commercio di scarpe e borse): non trascura i mercati e mette su un ampio e fornito negozio.
La vita familiare è al top: il lavoro c'è, le figlie crescono e la serenità è di casa.
Nulla faceva presagire che Fabrizio avrebbe interrotto il suo percorso terreno all'età di 46 anni il 29 maggio 2013.  
Di lui, indelebile, rimane il ricordo della sua gentilezza, della sua calma, della sua disponibilità...

CINEMA SUPERPIENO


📌 Sono davvero rare le occasioni in cui si è visto il cinema Italia di Corropoli così affollato.
L'occasione della foto risale al 29 maggio 1976 in occasione dello Zibaldone: uno spettacolo creato dagli alunni della scuola elementare di Corropoli e di Alba Adriatica, durante il quale essi potevano recitare, declamare, cantare, ballare... insomma erano liberi di esprimersi e di animare la scena.
Il promotore di questa socializzazione scolastica è il Circolo Culturale "A.Borgognoni" che aveva varato la prima edizione della manifestazione nel 1974.
Le prime due bimbe in prima fila sono Marika Eugeni, Donatella Pirozzi, Stefania Camplese e Alessandra Pagano.
Riconosciamo invece gli uomini della fila seguente: Palmarino Di Pasquale (semicoperto), il prof Adamo Zuccarini, il direttore didattico Mario Ranalli di Nereto e il maestro Ettore Fabbiani.
Nella fila seguente tra i volti di questi ultimi s'inserisce quello del dottor Gaetano D'Aristotile. In piedi il maestro (futuro direttore didattico di Nereto) Gabriele Zarroli.
Tra i bimbi corropolesi riconosciamo Paolo Rasicci, Luca Di Domenico e Enrico Spinelli. Dietro Paolo Rasicci, parzialmente coperta si intravede la maestra Luigia Di Feliciantonio.


RITORNO A CASA


📌 Il 29 maggio 2009, inaspettatamente, varcata la soglia dei 60 anni, Anna Maria Quinzi ci lasciava. 
Molti ricorderanno questa signora corropolese per il suo sorriso e la sua gentilezza che ci accoglievano entrando nel forno Europa al Bivio.
Pur vivendo (in seguito al matrimonio) a Martinsicuro, veniva a Corropoli per lavorare nel forno gestito dai fratelli. 
Per l'estrema dimora ha scelto di ritornare al paese della sua infanzia.


giovedì 28 maggio 2026

LEI SA


Oggi si tende a buttare ciò che non serve, il futuro avanza velocemente e non c'è tempo per pensare al passato... e così rischiamo di non sapere da dove veniamo.
Questo non accade a Emanuela Di Silvestre che tra le vecchie cose ha ritrovato un attestato che racconta qualcosa della vita del suo bisnonno Francesco Di Silvestre.



La famiglia del bisnonno Francesco (classe 1901) viveva a Mosciano Sant'Angelo e coltivava la terra del signor Manrico Tattoni, ricco possidente che all'epoca era proprietario di una Cisitalia, un'auto che al tempo di oggi corrisponderebbe ad una Ferrari. Veniva fatta su ordinazione.
Nel dicembre 1956 la Camera di Commercio, Industria ed Agricoltura di Teramo rilascia al signor Francesco Di Silvestre un attestato di benemerenza con tanto di medaglia d'oro per Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico, per aver coltivato per 53 anni lo stesso podere.
Un bel record che, oltre che moscianese, possiamo definire anche corropolese, infatti i discendenti di Francesco, possessori dell'attestato, vivono a Corropoli: Emanuela in contrada Centurati e i suoi genitori al Bivio.

UN PERSONAGGIO STORICO


Bella ed emblematica foto di un personaggio storico di Corropoli.
L'uomo della foto è Angelo Di Monte (1884-1948), l'uomo che nel 1912 comprò la Badia e nel 1919 permise all'industria bacologica della Foppa Pedretti di impiantarvi un Istituto Bacologico, dove si studiava la vita del baco da seta soprattutto nella fase della riproduzione. Tutto questo al fine di selezionare le diverse specie in modo da poter ottenere un prodotto più facile da commercializzare. 
Dunque alla Badia non si allevavano bachi da seta se non per studiarli. Ad allevare i bachi erano le famiglie contadine dei dintorni; testimonianza di questa diffusa attività sono le varie piante di gelso (che ancora oggi si possono vedere in territorio corropolese) le cui foglie costituivano l'alimento primario per la sopravvivenza dei bachi.


FRATELLINI ?



Sembrano fratellini ma in realtà siamo di fronte ad uno zio e sua nipote.
Lui è Gallieni Franco, un accurato artigiano (pittore edile) che ha amato follemente il ciclismo tanto da diventare un atleta pluripremiato.
Lui non può fregiarsi del titolo di Corropolese, anche se la sua vita sociale la svolge prevalentemente in territorio corropolese.
Abita in territorio di Alba Adriatica, ma è molto vicino al Bivio.
La ragazzina è Simona Gallieni, figlia di Antonio. Anche se nata in Svizzera (figlia di emigranti temporanei), a tutti gli effetti è una corropolese o, meglio, una biviese.
E' cresciuta al Bivio (arrèt' a lu cunzorzije ch' ng' sta cchiù).
Seppure sposata con un neretese, abita a Corropoli, al Bivio.
I 2 "presunti fratellini" nella foto sono in gita al lago di Sbraccia di Valle Castellana. 

UN SALUTO DALLA SVIZZERA


Con gli anni '60 gli emigranti corropolesi cominciano a preferire la più vicina Europa alla lontana America.
Lo Stato europeo più gettonato è la Svizzera.
In questa foto riconosciamo i coniugi Franceschino Guercioni e Mariolita Di Remigio che lavoreranno a Zurigo dal 1963 al 1982.
Oggi abitano al Bivio.