IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

lunedì 22 giugno 2026

RICORDANDO SANDRA


📌 Il 22 giugno 2025 lasciava il mondo terreno Sandra Consorti, una bella signora corropolese che, in seguito a matrimonio, era diventata giuliese. Aveva 57 anni.
I corropolesi la ricordano per la sua aria sbarazzina, sempre allegra, sempre sorridente come già si poteva notare in tutta la sua evidenza in questa foto scolastica degli anni '70, quando ancora a scuola si usava il grembiule con tanto di fiocco e colletto.


Sandra Consorti è la ragazzina al centro.
La maestra è Maria Rasicci.
Grazie alla vostra collaborazione siamo riusciti a ricostruire quasi del tutto la classe. 
In piedi, fila coperta da sinistra: Miranda Falò, Luciana Varanesi, Roberto ..............., Marco Ricchioni, ?, Massimiliano Michetti, Enrico Spinelli, Sonia Lelii.
In piedi in primo piano: Cristiano Cornacchia, Gianluigi Ricchioni, Antonella Sciamanna, Sandra Consorti, Renata Di Berardino, Valerio Iustini.
Accosciati: Attilio D'Annuntiis, Gabriele Rosati, Mario Rosati e Cristian Cichetti. 


domenica 21 giugno 2026

LA MADONNA RESTAURATA


📌 Il 22 giugno 2019 la statua lignea della Madonna di Mejulano (che viene portata in processione la mattina del 15 agosto), è stata riconsegnata alla comunità corropolese. Era stata affidata alle cure del FAI per un suo restauro.
In quell'occasione è stato diffuso un dépliant che riproduciamo integralmente.


LA MADONNA DI MEJULANO

La Madonna di Mejulano è una scultura lignea policroma e dorata, il cui nome maiuma è riferito a feste romane dedicate alla dea Flora: secondo un rito antico in uso per la Pentecoste dai Benedettini, si facevano scendere sui presenti petali di rosa e si consegnavano doni votivi. La statua è stata realizzata per l'abbazia di Mejulano e nel 1807, dopo la soppressione del convento, fu trasferita nella Chiesa di S. Agnese.
L'opera si colloca nel XIV sec. ed è attribuibile ad un artista locale: raffigura una Madonna con Bambino, dai manti decorati con foglia d'oro zecchino; i soggetti sono stati inseriti alla fine del '700, in un ricco tronetto di stile rococò, con volute e cherubini, decorato con foglia d'argento meccato.
La statua ha la rigida frontalità e ieraticità romaniche, tuttavia l'eleganza formale sembra appartenere al gotico. Il Bambino, nella mano sinistra, ha un globo, attributo al Redemptor mundi, mentre con la mano destra benedice.
La Madonna e il Bambino hanno corone in rame argentato e sbalzato, aggiunte nel XIX sec.
L'opera ha da sempre un grande valore pastorale per la comunità corropolese, che la festeggia ogni 15 agosto.

Com'era la statua prima del restauro

LE INDAGINI DIAGNOSTICHE

Per conoscere meglio tecnica e materiali utilizzati dall'artista, prima di iniziare l'intervento di restauro sono state eseguite sull'opera diverse indagini diagnostiche quali:
- fotografia in luce ultravioletta
- spettrofotometria XRF (fluorescenzadi raggi X)
- spettroscopia infrarossa (FTIR)
- radiografia


L'INTERVENTO DI RESTAURO

Il restauro è stato di tipo conservativo, mirato quindi alla preservazione essenziale dell'opera e all'arresto del degrado in atto, con riproposizione estetica, senza intervenire con operazioni più invasive e profonde, in virtù dell'alto valore devozionale che il manufatto riveste per la comunità corropolese, e del fatto che esso non è musealizzato.
L'opera, nel corso dei secoli, è stata oggetto di numerose modifiche e rifacimenti, strutturali ed estetici, che, sebbene abbiano notevolmente alterato l'assetto originario del pezzo, sono, allo stesso tempo, emblematica testimonianza delle attenzioni e devozione che la statua ha da sempre avuto da parte dei fedeli di ogni epoca storica. Ragion per cui, in fase di restauro, si è deciso di conservare tali modifiche, segno del passaggio dell'opera nel tempo, evitando così di riportare il manufatto all'origine e riproporlo alla Parrocchia con sembianze decisamente diverse e con ampie porzioni mutile, anche in virtù del fatto che le parti originali superstiti, contano minimi lacerti di decorazione.
L'opera ha quindi subìto un intervento di pulitura meccanica, fisica e chimica, seguito da un accurato consolidamento degli strati pittorici decoesi e tendenti al distacco. Infine, è stato eseguito il restauro pittorico, consistente nella stuccatura delle lacune maggiori, e successiva reintegrazione cromatica, in tecnica mimetica e riconoscibile (puntinato). Le lacune minori sono state lasciate a vista, quando in armonia con l'insieme, sempre in virtù del "minimo intervento", filo conduttore che ha guidato dall'inizio questo progetto.
L'intervento è stato eseguito dallo Studio di Restauro di Valentina Muzii di Teramo e diretto da Antonella Leopardi e Gabriella D'Ippolito, funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo.
Eccedendo il prestigio indiscutibile dell'antichità, la Mejulana trova pienezza di senso nell'essere stata (e nell'essere ancora) immagine sacra, un'immagine cioè destinata ad interagire con l'esperienza religiosa di una comunità. Pertanto, interventi come quello compiuto per la conservazione del venerabile Simulacro e la sua riconsegna alla città di Corropoli, hanno buona probabilità di restare nella memoria collettiva perché il sentimento di pietà suscitato è condiviso ed è espanso nel tempo di generazioni che ancora si trovano solidali in un gesto religioso, che è ancora culturale ed identitario.
Da tanto emerge la portata reale di questo momento, voluto fortemente e sostenuto dalla Delegazione FAI Teramo, alla quale esprimo i più sinceri ringraziamenti.
Filippo Lanci
Direttore Ufficio Diocesano
per i Beni Culturali Ecclesiastici


La Delegazione FAI di Teramo è impegnata da tempo nella conservazione e nel recupero di opere d'arte del territorio, svolgendo una costante azione di sensibilizzazione presso potenziali sponsor privati e promuovendo raccolte fondi presso i cittadini. In particolare l'attenzione del FAI è andata a quelle opere che, in cattivo stato di conservazione, sono legate alla devozione e alla memoria delle comunità cui appartengono: la Madonna di Mejulano di Corropoli ne è l'ultimo e più importante esempio. Il restauro conservativo consentirà di salvaguardarne l'integrità e di restituirla alla sua funzione pastorale.
Il FAI ringrazia per il sostegno Giuseppe Olivieri di NOGs, Eurocarbo, i cittadini di Corropoli che hanno dato il loro contributo, il parroco don Ennio, e l'Amministrazione Comunale che in occasione delle GPF18 hanno condiviso l'iniziativa. Un grazie particolare va al Sac. Filippo Lanci, Direttore Ufficio Beni Culturali della Diocesi Teramo-Atri e alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo che ci hanno accompagnato con preziosi consigli e assistenza nel percorso di recupero; al Prof. Lucio Petrizzi, Facoltà di veterinaria UNITE, per le radiografie sull'opera.
Giovanna Marinelli
Capodelegazione FAI Teramo

CLICCANDO QUI il filmato del restauro.

RICORDANDO LEDA


📌 Ricordate questa bella donna?
E' la corropolese Leda Esposito che ci ha lasciati il 22 giugno 2015.
Figlia unica di Savé (lu murator') e di V'ruccia Minora (cuoca sopraffina), Leda (donna molto bella) aveva un carattere dolce, ma austero e riservato.
La sua austerità si dissolveva e diventava affetto a contatto con i genitori e con le cugine Iva e Nunziatina, figlie di Adelina, sorella di suo padre.
Leda scelse il suo lavoro nel mondo di Poste Italiane, girando vari uffici tra cui Bologna... e concluse la sua carriera come Direttrice dell'Ufficio Postale di Alba Adriatica.
Il suo sogno era quello di comprare una nuova casa dove allestire, al pianterreno, un ristorante. Il suo sogno si è avverato a metà e solo relativamente alla casa.
La bella Leda era molto corteggiata, ma non si è mai sposata.
In molti corropolesi è ancora vivo il ricordo della sua generosità, della sua bravura nel preparare le "virtù" del 1° maggio e della sua passione sia per i presepi (di quelli mastodontici) e sia per la musica (grandi collezioni di dischi).
Nella foto sotto una parte del mondo di Leda: lei, i suoi genitori, la cugina Nunziatina Migliorati con i 3 figli: Mariagrazia, Giovanna (con i capelli a caschetto) e in piccolo Angelo.

 

CERTO CHE E' LUI

Il 21 giugno 2026 a Gemona del Friuli c'è stato il grande Raduno del 3° Raggruppamento Alpini del Triveneto, un evento storico che ha visto la partecipazione di migliaia di penne nere.
Per l'occasione, alla giornata ha partecipato a sorpresa il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha reso omaggio alla città in concomitanza con il 50° anniversario del terremoto del Friuli.


📌 50 anni fa, dunque, un corropolese era a Gemona con la divisa da carabiniere.
Conoscendo il suo carattere giocoso e impulsivo, il suo spirito libero e non imbrigliato da convenzioni, letteralmente stentiamo a riconoscerlo in divisa.
Lui è Enzo Cacciatore in veste di carabiniere ausiliario; si trova a Gemona, un paese del Friuli coinvolto nel terremoto del 1976.
Non ce lo saremmo mai aspettato da Enzo, orgoglioso di mostrare il Diploma di Benemerenza con medaglia firmato da Giuseppe Zamberletti, Commissario straordinario del Governo per il Friuli. 



SEMPRE PIU' IN ALTO


Anni '70. Consolidamento del boom economico.
Questo diffuso benessere coinvolge la maggior parte delle persone. Ora ci si può permettere di uscire dal solito tran tran della vita di paese per vedere posti nuovi, grazie a gite organizzate.
Così 3 corropolesi si ritrovano sul tetto del Duomo di Milano. Sono da sinistra Natale Di Luca, Sesto D'Eugenio e Giuseppe Di Luca.
Per quest'ultimo la gita (di 8 giorni) avrà un risvolto inaspettato. E' in questa occasione, infatti, che Giuseppe conoscerà quella che diventerà sua moglie e madre delle sue 3 figlie: Gabriella Passatempo.

CHE BELLA COPPIA!


Questa coppia è made in Corropoli. Non sono certo sposati, ma legati da una grande sintonia ed empatia.
Nel 2018 debuttarono sul palco dell'ex cinema Italia come presentatori de "La Corrida". Lei una bambina apparentemente timida, ma già professionale.



Perfettamente calata nel suo ruolo, in seguito ad una gaffe del suo co-conduttore "osò" evidenziarla. Il pubblico apprezzò la sua spontaneità e applaudì con affetto e stupore.
Lei è Aurora Barulli che ha partecipato al film "L'arminuta" calandosi nei panni dell'amica della protagonista, poi in teatro ha brillantemente interpretato Rituccia, il ruolo principale di "Napoli milionaria" di Eduardo De Filippo.
Lui è Donato Iacovoni (ma tutti lo chiamano Dino). Lo ricordiamo come giocoso intervistatore dei turisti, ospiti e partecipanti al Festival delle Barbe.
Ad Aurora e Dino è stato ancora una volta affidato il compito di presentare la 2^ Sfilata di Miss Nonna.




ANDIAMO A MIETERE IL GRANO


📌 Arriva l'estate.
"Andiamo a mietere il grano" sembra dire con aria soddisfatta e serena Elda.
Oggi quel mondo, duro e faticoso, è quasi estinto. Mezzi meccanici si sono sostituiti all'uomo. Gli alberi sono stati sradicati per favorire il passaggio di mostri di ferro.
Nella foto, però, questo nuovo mondo non è ancora arrivato. La mietitura è ancora fatta a mano. Le spighe tagliate raggruppate in covoni (li vedete sullo sfondo e uno sottobraccio alla signora).
I covoni disposti a croce e sovrapposti andavano a formare le cavallette che per alcuni giorni restavano sul campo per permettere una migliore asciugatura dei chicchi di grano.
Dopodiché con un carro o con un trattore venivano portati sull'aia dove venivano trebbiati.
Il paesaggio della foto è quello delle colline tortoretane, ma la signora è corropolese. E' Elda Cardelli (d' la Tr'llona), classe 1928, che, in seguito al matrimonio con Enrico Lamona, lascia Corropoli e diventa cittadina di Tortoreto.
 

sabato 20 giugno 2026

IL MARE E' DI TUTTI


📌 Arriva l'estate.
Questa foto è datata fine anni '50 quando al mare si andava in piena libertà. Gli stabilimenti balneari erano pochi e le aree riservate agli hotel non c'erano.
Ci si andava vestiti o in costume, con ombrellone o senza. Gli animali potevano accedere senza proteste dei bagnanti sulla spiaggia. 
Il mare, come il sole, era di tutti.
Le tre signore della foto sono le sorelle Giosia: Olga, Vincenzina e Luigia (chiamata da tutti Giggetta). 
L'uomo è Alvise Contarini (marito di Olga) con il suo cane Moro.

E' NATO UN FIUME



E' nato un fiume. E' nato in via Pascoli e grazie, al pendio del terreno, è diventato un affluente del Vibrata.
Cliccando l'immagine sopra vedi l'acqua che sgorga. 
Ha 4 giorni di vita e già i parenti, amici e curiosi sono venuti a visitarlo. E' un flusso continuo di persone che vogliono vedere questo miracolo della natura. Qualcuno dice che anche Orietta Berti con la sua "Barca-va" stia per raggiungere il Bivio di Corropoli per assistere a questo miracolo.

Beh! Abbiamo scherzato, ma riepiloghiamo.
Verosimilmente nella notte del 17 giugno (mercoledì) si verifica la rottura della conduttura.
Il 18, su segnalazione di alcuni cittadini, intervengono gli ingegneri-operai del Ruzzo che, con  un po' di catrame incanalano l'acqua in un tombino.


Il 19 (venerdì), né di Venere né di Marte si dà principio all'arte.
Il 20 (sabato), di sabato non si lavora e neanche la domenica.
Ci vediamo, forse, lunedì.



Le condutture idriche a Corropoli sono da rifare.
Le rotture succedono in continuazione.
Il 10 maggio 2026 avevamo segnalato una rottura nel Centro storico, appena fuori le mura di via IV novembre.


Sembra incredibile, ma la riparazione è stata effettuata dal Ruzzo abbastanza celermente.
Si spera altrettanto anche nel caso del Bivio.




AGGIUSTARE IL TIRO


Il 14 giugno 2026 avevamo fatto notare che proporre 2 spettacoli in contemporanea ci sembrava insensato, quando ci sono serate "vuote".
Il colmo dell'insenzatezza veniva raggiunto quando veniva annunciato il concerto di Roppopò nel Cineteatro comunale.



A quanto pare adesso stanno aggiustando il tiro.
Nella locandina del concerto non si parla di Cineteatro ma di una fantomatica piazza Corropoli.
In questa sfida tra Corropoli Centro e Corropoli Bivio, presumibilmente uscirne con "le ossa rotte" potrebbe essere proprio il concerto di Roppoppò perché i
l saggio finale di Flex on Pointe (al Bivio) richiama non solo i genitori, i parenti e gli amici delle famiglie di bimbi che fanno il saggio, ma anche gli amanti della danza e della tenerezza, che solo i piccoli sanno spargere a piene mani.
Avevamo scritto: Il concerto di Roppopò (nel Centro storico) ha una notevole valenza artistica, la sua presenza a "La notte dei serpenti" pescarese è stata apprezzatissima, ma a Corropoli, in una serata estiva, confinarlo in un piccolo teatro al chiuso...
Ma a che cosa serve la rinnovata Piazza Pie' di Corte?
C'è qualcuno che può spiegarlo?

A CORROPOLI SI PUO'



Probabilmente il permesso di parcheggiare sulla nuova pavimentazione di piazza Pie' di Corte è stato chiesto ed è stato concesso... in ogni caso resta un cattivo esempio.
Ieri avevamo dimostrato che 2 moto avevano occupato il posto riservato ai portatori di handicap, tanto è vero che uno di questi aveva dovuto cercare un parcheggio "normale".
Domanda spontanea: se un portatore di handicap trova lo stallo, a lui riservato, occupato irregolarmente, può parcheggiare all'interno della piazza senza rischiare di essere multato?
Gradiremmo che questa domanda trovasse una risposta scritta e chiara... perché il cittadino in caso di necessità non venga discriminato.
Questo blog a suo tempo aveva pubblicato un post (poi cancellato), in seguito a richiesta e pentimento del trasgressore (ex alunno) di un'auto parcheggiata nei pressi della fontana.



La foto seguente invece è un fotomontaggio:

foto di Du Palle

EQUILIBRISTA ?



Il giovanotto che vedete a testa in giù nella foto è un corropolese.
La foto è reale e non ha niente a che vedere con l'Intelligenza Artificiale.
Si trova a centinaia di metri dal suolo e questa foto illustra la sua scelta di vita.
Si chiama Giorgio Mignini e ha vissuto la sua infanzia, adolescenza e giovinezza al Bivio di Corropoli.
E' stato un mio alunno. Uno di quelli curiosi, uno sempre pronto ad assorbire le parole degli insegnanti.
A volte me lo ritrovavo con le ginocchia sul pianale della sedia, con il gomito appoggiato sul banco e la mano sotto il mento. 
Anche se la posizione era scorretta non lo richiamavo. Non volevo turbare il suo ascolto.
Giorgio Mignini nel 2012 si diploma al Liceo Scientifico di Nereto. A dicembre dello stesso anno raggiunge Verona per frequentare il modulo base volontari (addestramento iniziale dell'esercito).
Nel 2013 è in Toscana (Pisa e Livorno) per conseguire il brevetto di paracadutista militare nella brigata "Folgore".
Poi viene trasferito a Bracciano al 185° reggimento artiglieria paracadutista, partecipando alla missione estera in Kosovo "KFOR" della Nato e alla missione nazionale "Strade sicure".
Nel 2019 partecipa al concorso per entrare nell'aviazione dell'esercito con l'incarico di Tecnico di Aeromobili. Un anno di corso S.E.R.E. (corso di sopravvivenza) a Viterbo e poi trasferimento a Venaria Reale (TO) al 34° "TORO".
Ancora... un corso di abilitazione elicottero AB 205 come tecnico operatore di bordo e poi, nel 2025, in missione estera in Bosnia "EUROFOR".
Nel 2026 partecipa al concorso Sottufficiale Sergenti, corso a Viterbo (scuola sottufficiali) e poi trasferimento a Bolzano al 4° "altair", prestigioso reparto di elicotteri dell'Aviazione dell'Esercito (AVES).

Un bel curriculum.
Su "Vita Corropolese 1999" alla pagina 62 troviamo un disegno di Giorgio eseguito quando era alla Scuola Materna.
Non so voi, ma a noi piace interpretare così il disegno: Giorgio fin dalla più tenera età già sapeva quello che voleva fare. Infatti, in alto al centro ha piazzato un omino con 5 arti. Il 5° arto potrebbe essere interpretato come la corda che lo lega al paracadute. Infatti l'omino sembra essere tra le nuvole.
In basso, a nostro avviso, è rappresentato il presente.




FRA TECNO E NATURA


Via Ennio Flaiano, una via che, grazie a ponti obsoleti, s'inoltra nella generosa campagna corropolese che, oggi più che mai, mostra aspetti antitetici della società e del mondo.
Nello scorcio della foto a sinistra c'è il mondo della tecnologia in inarrestabile sviluppo. Sul lato destro c'è il mondo della natura: degli uomini, degli animali e della vegetazione.
Gli alberi sulla destra a tratti scoprono la visione di un piccolo lago che raccoglie acque piovane che fanno vivere pesci e crescere alberi e piante che saziano la fame umana.
Quelli che apprezzano il lato sinistro vogliono solo denaro, sempre più denaro tanto che hanno pensato di recintare il loro bene per paura d'essere derubati.
Corropolesi, fate una passeggiata in via Flaiano per scoprire questi 2 mondi, fatela al più presto prima che la collina da verde che era diventi tutta nera.


RICORDANDO GIUSEPPE



📌 Era il 1959. Giuseppe Cantagalli lasciava la natìa Montorio al Vomano e raggiungeva Corropoli per ricoprire il ruolo di impiegato presso il locale Ufficio Postale.
La vita corropolese piaceva sia a lui che alla moglie Nilda.
La felicità arriva al top con l'arrivo del figlio Claudio.
Nessuna voglia di abbandonare Corropoli e quell'Ufficio Postale di cui, passo dopo passo, diventerà Direttore.
I corropolesi apprezzano molto il suo modo di fare. Giuseppe è una persona estremamente gentile, disponibile, calma, competente e, pertanto, amata da tutti.
Com'è naturale non ha mai dimenticato Montorio al Vomano e nel suo paese natio è tornato, dopo 2 terzi della sua vita passati a Corropoli.
Il 20 giugno 2018, all'età di 90 anni, ha lasciato il mondo terreno. 



BREVE STORIA DI UN GEMELLAGGIO


📌 Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale dei Profughi. Quale occasione migliore per pubblicare questa foto che non è stata scattata a Corropoli, ma a Telve di Sopra (Trento).
Tra le persone fotografate non ci sono corropolesi, ma tutte, direttamente e non, sono legate a Corropoli. Lo dimostra anche la bandiera a sinistra (con la scritta "Corropoli").
Durante la prima guerra mondiale i telvedesorati furono costretti ad abbandonare la loro terra. Trovarono ospitalità presso la Badia e presso famiglie di Corropoli.
Dopo 3 anni tornarono al loro paese di origine.
La foto fu scattata a Telve (1919) come ricordo e come dimostrazione di riconoscenza.
Oggi, un gemellaggio stretto fra le due comunità nel 1987 ha serrato di nuovo i rapporti tra corropolesi e telvedesorati.

I profughi trentini si integrarono nel tessuto sociale corropolese e i loro discendenti hanno continuato ad apprezzare l'opera di generosità di coloro che li avevano accolti.