IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

domenica 5 aprile 2026

IN ALTA MONTAGNA


Dopo un lungo viaggio in nave gli emigranti degli anni '50 dovevano adattarsi a nuovi modelli di vita e a nuove condizioni climatiche.
Qualcuno non riesce a resistere; la maggior parte si integra facilmente. Tra questi ricordiamo Nino Di Renzo che resta in Venezuela per un decennio (1952/1962) nella città di Merida (altitudine 1.600 m.)
Il desiderio di formarsi una famiglia e il richiamo delle radici lo spingono a ritornare in Italia. Nel 1994 la morte lo ghermirà all'improvviso all'età di 62 anni.


TRA STORIA E LEGGENDA


Nel libro di poesie "Lu monne" del dottor Emilio Tonelli abbiamo trovato questa memoria storica che trascriviamo, relativa alla storia della torre della Badia.
Nell'Ottocento, in seguito alla soppressione dei conventi, la Badia passò in mani private. Il neo proprietario voleva distruggere i segni del Cristianesimo tra cui la torre. 
"A costui, di notte, apparve in sogno un monaco dal saio scuro e dalla barba bianca che gli disse: "Se non smetti di demolire la torre, morirai".
Il signorotto rimase un po' perplesso dal sogno, ma, convinto ateo-massone, fece continuare il lavoro. Durante il giorno, raccontò il fatto ai suoi e rise molto del sogno fatto.
La notte seguente, sul far dell'alba, arrivò l'angelo della morte e lo prese con sé.
Il corpo inerte fu, dai suoi, sepolto sul luogo, proprio dietro la torre. I suoi fecero smettere il lavoro iniziato e così la torre rimase demolita a metà come la si può vedere ora.
A memoria d'uomo, dai vecchi operai, io che ricercavo, ebbi queste notizie, precisamente da Marocchi Giacomo - detto Giacomo di Cacchiò - che le aveva avute da suo nonno vivente all'epoca dei fatti."
Quanto raccontato dovrebbe corrispondere a verità. Abbiamo trovato una vecchia foto o disegno in cui la torre della Badia appare mozzata. I merli che la caratterizzano sono una aggiunta posteriore agli anni '20.
La foto del post è stata scattata nel 1984 in piena vandalizzazione della millenaria costruzione storica.

GALLERIA GREEN


Ci appelliamo ad Alessia Lupi che, a giusto titolo, ha esaltato la galleria verde creata dagli alberi in Viale dei Celestini.
Ci appelliamo all'Amministrazione affinché questa verde galleria venga salvaguardata e curata perché è bella e perché è un salvagente per i figuranti della Rievocazione Storica della Pentecoste Celestiniana.
Da decenni i figuranti, prima della sfilata, trovano ristoro e frescura all'ombra di questi alberi.


Clicca qui o sull'immagine dell'Assessore Regionale, Umberto D'Annuntiis, per vedere un filmato del 2005, di cui la prima parte è stata girata proprio all'ombra dei tigli di Viale dei Celestini.

sabato 4 aprile 2026

AUGURI DOPPI



Auguri doppi alla coppia della foto.
Auguri per la Santa Pasqua e auguri per il 51° anniversario di matrimonio a Dantino Vallese e Antonietta Di Lorenzo.
Questa foto è storica. Raramente sono stati fotografati insieme. Qui sono nella sala consiliare, perché Dantino è il Sindaco di Corropoli dal 2019.
Corropoli negli ultimi 50 anni ha avuto Sindaci le cui mogli si sono disinteressate, almeno apparentemente, alla politica. Antonietta invece è stata invisibile, ma sempre presente. Sempre pronta a precisare, puntualizzare, rettificare commenti erronei sulle pagine di Facebook.
Ma è nel campo del lavoro che Antonietta si è rivelata la colonna portante del suo uomo. Con lui ha gestito e fatto progredire lo studio commerciale e di consulenza finanziaria, fiscale e tributaria aperto ad Alba Adriatica.
Naturalmente Antonietta ha contribuito anche ad allargare la famiglia con Andrea e Stefano.
Di nuovo tanti, tanti auguri.

AVVINCENTE E COMMOVENTE


Grande successo ed apprezzamento per la rievocazione della Passione di Cristo che ha richiamato spettatori anche dai paesi vicini. 
Nonostante il freddo della serata (4 aprile 2026), il pubblico è stato consistente.
Un lungo applauso alla fine di una rappresentazione commovente e avvincente. Qualcuno batteva le mani con le lacrime agli occhi. Bravissimi tutti gli attori. Super l'interpretazione del corropolese Thomas Rosati nella parte di Gesù.



Ecco come si presenta lo scenario corropolese della "Passione 2026". I sassi ci richiamano Matera e il film di Mel Gibson "la Passione di Cristo". Per la cronaca diciamo che sempre a Matera da poco sono iniziate le riprese del sequel "La Resurrezione di Cristo".
A Corropoli, dopo 41 anni grazie "all'Associazione Amici di Corropoli" che si è assunta l'onere dell'iniziativa, viene riproposta in forma teatrale la Passione vivente.
L'azione scenica si svolge su piccoli palchi, disseminati qua e là, nel grande parcheggio alle porte del paese e praticamente in mezzo alla gente.
Lo scenario è più bello di quello del 1985. 


PASSIONE 1985


Nel 1985, durante la "settimana santa", Corropoli si presentava così.
I corropolesi erano tutti in fermento, tutti fibrillanti per la preparazione della sacra rappresentazione della crocefissione di Gesù Cristo del venerdì Santo.
E quella fu l'ultima volta.
Negli anni seguenti si tornò alla tradizionale processione notturna.
Nel 2020 e 21, causa pandemia, la processione del Venerdì Santo è stata sospesa. 
Nel 1985... l'ultimo respiro della rappresentazione della Passione di Gesù. Questo teatro popolare se n'è andato alla grande, con una rappresentazione memorabile. Osservate il mastodontico palco.
Ad organizzare il tutto è il Centro socio-culturale "Leonardo da Vinci".


La manifestazione, fin dalla 1^ edizione, riceve grandi consensi provenienti da tutta la vallata e, in seguito, verrà imitata anche in altri Comuni.


La particolarità di questa rappresentazione è che gli attori sono quasi tutti corropolesi e con nessuna esperienza teatrale.
Nella foto sottostante la comparsa Bruna Persiani nelle vesti di una popolana.


Il coinvolgimento delle persone, la fede, la spettacolarità e l'originalità della rievocazione fanno sì che si veda una piazza Pie' di Corte stracolma...


...fino all'inverosimile.


Per assistere alla rappresentazione ci si arrangia in tutti i modi.
Il monumento ai caduti offre un buon punto di vista.
Tra gli spettatori riconosciamo Anna Celii (la prima donna a sinistra in basso) con il figlio Enrico Rosati (dietro). Sul monumento ci sembra di riconoscere Ferdinando Fioretti (dietro al ragazzino con gli occhiali). A seguire Fiorindo Spinelli e Nino Di Renzo. L'uomo in primo piano è il padre di Giustino Danesi: padre e figlio presenti ogni settimana in largo Marconi per vendere la porchetta da loro cucinata.

CIAO, MARCELLO - lutto


Marcello Micozzi, una persona gentilissima, cortese, amabile, sempre pronto a farti un sorriso, padre di Massimo, vicesindaco di Corropoli, grande lavoratore, come tanti giovani anche lui ha affrontato l'emigrazione. Va in Svizzera. Si stabilisce a Schaffhausen (famosa per le sue cascate) dove lavorerà per 14 anni. In questo periodo si fidanzerà con Amina Diomedi che sposerà e con lei condividerà 7 anni all'estero.
Al ritorno l'attendeva una vita felice con la famiglia accresciuta dall'arrivo di 3 pargoli e un lavoro a Nereto in un'industria che realizzava materassi. 
Neppure una malattia invalidante è riuscita a cambiare il suo carattere aperto e sincero.
Grande Marcello.


UN SOGNO REALIZZATO


Corropoli corona un sogno sportivo. Finalmente ha un campo di calcio. E' il 1965.
Ad inaugurare questa struttura tanto attesa c'è il Sottosegretario di Stato Remo Gaspari che assiste all'incontro tra i ragazzi del Centro storico e del Bivio.
Coperto da Emidio Ciavattini (che stringe la mano a Gaspari) riconosciamo Francesco Nino Ricci. Tra Rivo Cardelli e Luigi Bartoloni ci sembra di riconoscere Antonio Parisani. Più in là Luigi Graziaplena che ha davanti a sé Alessandro Barcaroli (aspirante sacrista). L'uomo in nero in cravatta è Lido Speca, seguito da Michele Di Girolamo (sindaco) e da Gaetano D'Annuntiis.
Il ragazzo con gli occhiali sulla sinistra è Novello Cinì.

Oggi, quel campo non c'è più. Sulla sua area è stato realizzato il Polo scolastico "A. Zuccarini", mentre in sostituzione della struttura sportiva è stato realizzato un nuovo campo in erba sintetica.


ANCHE QUESTO E' CORROPOLI

foto di Grazia Romandini

Passeggiando per le campagne di Corropoli ad un tratto può capitare di avere un... miraggio.
In mezzo al verde della campagna e degli ulivi è possibile scorgere una chiesetta con tanto di campanile. E' una chiesetta privata voluta da Rosa Di Matteo, deceduta nel 2017.
La costruzione risale all'inizio di questo millennio. La chiesetta è stata donata alla parrocchia di Corropoli.
La signora Di Matteo, trasferitasi a Roma in seguito a matrimonio, dopo la morte del marito ritorna al paese natio. Pervasa da un forte sentimento religioso, sente il profondo desiderio di costruire una chiesetta con campanile da cui diffondere i
l suono delle campane e la recita del rosario per i dolci rilievi di Ravigliano.



BREAK SUL LAVORO


La strada è riconoscibilissima, anche se la costruzione in mattoni che si vede sulla sinistra è stata abbattuta.
Siamo di fronte al laboratorio dei meccanici Mario e Giuseppe Palaferri. Riparavano di tutto: dalle biciclette alle auto, dai motorini ai trattori.
A fare loro compagnia nella foto ci sono, a sinistra, Aldo Di Domenico (magrissimo) e, a destra, Paolo D'Aristotile (con gli occhiali) che sarà Sindaco di Corropoli per un decennio. (dal 1999 al 2009).


CHE BARBE !

Febbraio 2026 era da poco entrato quando, come un fulmine a ciel sereno, il Sindaco di Corropoli comunica all'assessora Roberta Grilli il suo esonero dalla carica perché l'Amministrazione ha bisogno di "nuovo impulso all'azione politico-amministrativa".
La Grilli raggiunge il banco dei consiglieri attendendo una motivazione meno fumosa e più concreta.
Dall'inizio di febbraio a quello di aprile una motivazione più ampia e specifica non viene prodotta. A questo punto si deve dedurre che "l'immobilismo" non è della Grilli, ma dell'Amministrazione.
Un corropolese ci ha fatto pervenire questa foto intitolata: "Che barba! Mi fate un baffo!"
Ironica e simpatica.
Questo blog preferisce più semplicemente: "Che barbe!" e aggiunge un riferimento letterario di Alexandre Dumas: "La regina Anna d'Austria, moglie di Luigi XIII, ha trovato nei moschettieri: Athos, Porthos, Aramis e D'Artagnan l'aiuto e il sostegno necessari per difendersi dagli intrighi del cardinale Richelieu e dalla spia Milady de Winter".

La foto è stata scattata durante la manifestazione dei Cultori della Barba 2025.

NOVITA' IN PIAZZA


In piazza Pie' di Corte sono apparsi dei cartelli che avvertono che la sosta davanti a palazzo Ricci e alla Banca è fruibile solo con l'esposizione del disco orario per un'ora al massimo. Il disco orario è necessario solo al mattino (ore 8-13). Dopo un'ora la macchina va rimossa, non è legale girare il disco per allungare la sosta.
Nel cartello ci sono disegnati due martelli incrociati. Vogliono indicare che il parcheggio limitato vale solo nei giorni feriali. Nei giorni festivi si può parcheggiare senza segnalare l'ora d'arrivo.
Il cartello avverte che le macchine vanno parcheggiate dentro degli stalli ben delineati. Non li abbiamo visti.


venerdì 3 aprile 2026

PROBLEMINO MAI RISOLTO

C'era una volta al Bivio un edificio con palestra che ospitava una scuola elementare.
Nei pressi sono stati realizzati un campo di calcetto e dei campi di padel... mentre l'edificio è stato abbandonato.
Non c'è manutenzione. 
La struttura è frequentata da bambine (danza e ginnastica), bambini e ragazzi (calcetto) e da ragazzi e adulti (padel).
Qualche bimbo non ha resistito alla tentazione di attraversare il laghetto.


Il post sottostante è stato pubblicato più volte: il 26 novembre 2022, il 2 gennaio 2023, il 3 giugno 2024 e il 17 settembre 2025.


Il 26 novembre 2022 avevamo scritto:

"Proprio dietro questa palestra stanno costruendo 2 campi di padel, per la cui realizzazione verranno spesi 100.000 euro circa.
L
'Amministrazione trova tale cifra, ma non trova qualche centinaio di euro per rimettere a posto le tegole spostate e le grondaie dentro le quali sta crescendo l'erba.
L'acqua piovana è entrata all'interno della palestra rovinando sia il pavimento sia il materiale custoditovi. 
Il tetto è stato rifatto ex novo... ma l'ultimo temporale ha prodotto questi guasti che, se sottovalutati, porteranno la palestra a fare la fine dell'edificio scolastico a lato.
Si ricorda che l'ex scuola elementare è destinata ad essere abbattuta perché non è stato preso alcun provvedimento serio quando dal tetto cominciava a filtrare l'acqua."

VIA CRUCIS 2017


In base a quanto scritto sulla pagina FB della Parrocchia e ai segnali di divieto di sosta nel Centro storico stasera c'è la processione del Venerdì Santo.


La Via Crucis del 2017 è stata una processione diversa.
Per via dell'inagibilità della chiesa principale a causa del terremoto, il sacro corteo parte dalla chiesa di San Giuseppe, scende la discesa della Caserma e, percorrendo via Roma, raggiunge Piazza Pie' di Corte. Poi percorrendo via Ricci e risalendo lungo Viale della Vittoria arriva nuovamente in piazza per rientrare nella chiesa da cui la processione era uscita.

Ad aprire il sacro corteo c'è la Confraternita di San Giuseppe, seguita dalla teca con il corpo del Signore portata a spalle da personaggi incappucciati vestiti di bianco e seguiti da 3 pie donne in nero. A loro volta seguite da 2 personaggi con un saio marrone che trasportano una grande e pesante croce.
Un numero straordinario di fedeli anima, con canti e preghiere, il corteo.
Per vedere il filmato premere su un'immagine.


CURIOSITA' ANAGRAFICHE


Se dovessimo attenerci all'anagrafe queste due persone in tenera posa non sarebbero padre e figlia, perché lui è Mariano De Sanctis e lei Rita De Santis.
Non è un caso unico a Corropoli. 
Avevamo anche segnalato il caso dei fratelli D'Addezio/Di Addezio e dei fratelli Pantoli/Pandoli.

CIAO, UBALDO - lutto


Un altro corropolese ci lascia.
E' Ubaldo Pizza, una persona gentile, sempre disposta a scambiare 2 chiacchiere con i suoi amici, amabile. Tutti lo chiamavano (ed era anche un suo desiderio) Balduccio
Originario di Controguerra, come tanti altri giovani del tempo, aveva affrontato l'emigrazione.
Era andato in Germania dove era rimasto diversi anni.
Aveva sposato Marisa Core e si era sistemato al Colle.
Essendo un gran lavoratore, dopo il rientro in Italia, ha fatto il muratore in una Ditta edile.
E quando, per limiti d'età, non ha più potuto esercitare questa attività ha riversato la sua voglia di fare e realizzare nella coltivazione di un orto.
Il 3 aprile 2026 è venuto a mancare una persona ammirevole.
Ci piace immaginarlo mentre incontra di nuovo la sua Marisa.
Ciao, Balduccio.