IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

mercoledì 8 aprile 2026

DOV'E' LA TERZA MAESTRA?


Come son cambiati i tempi. Una volta c'era un solo maestro/a a guidare una classe (o, anche, pluriclasse).
Oggi una classe ha almeno 3 maestre che ruotano anche su altre classi.
Partendo da sinistra nella fila in alto troviamo: Diana Dolente, Laura Felicioni, Marco Ripari, Fr
anca Tarquini, Jessica Di Biagio, Flavia Sileri, Rosenda Cacciatore, (nella fila centrale): Vanda Rossi Matteo D'Eugenio, Fabiola Tarquini, Francesco Galiffa, Alessia Carletta, Erica Tarquini, Franca Pantoli, Roberto Di Lorenzo, Luigina Foschi. (In basso): Andrea Petrini, Paride Scataglia, Chiara Spinosi, Alessio Tarquini, Giulia Di Ubaldo, Nadja Majdouli.

La maestra nascosta fra gli alunni è Franca Pantoli.

BELLE PAROLE SU RIPOLI


In un video televisivo del 5 gennaio 2018 si dice:

"1.200.000 euro per il  Museo della Val Vibrata. Sarà completato il Museo e Parco archeologico di Ripoli (...) L'ambizioso progetto si è qualificato 34° su 7.540 candidature (...) La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha riconosciuto la qualità e la credibilità della proposta progettuale capace di innescare un processo di innovazione culturale, sociale ed economica..."


Visto niente? Solo belle parole... o è stato realizzato qualcosa che non riusciamo a vedere?

Di seguito riassumiamo brevemente la storia di Ripoli, ma potete leggerla per intero consultando una pagina del Ministero della Cultura. CLICCA QUI.

La scoperta di Ripoli si deve all'intuizione di Concezio Rosa, medico condotto a Corropoli che, nel 1865 sentendo parlare dai contadini della zona di ritrovamenti di strani oggetti durante i lavori agricoli, decise di approfondire, iniziando gli scavi archeologici che proseguirono nel secolo successivo.
Fu durante la campagna di scavo del 1913 che fu ritrovato il famoso scheletro della donna con il cane, oggi conservato al Museo Civico Archeologico di Teramo.
Gli scavi si interruppero per mezzo secolo. Furono ripresi negli anni '60 dai prof. Mario Radmilli e Giuliano Cremonesi che trovarono tracce di 22 fondi di capanne e di un fossato che proteggeva il nucleo abitato. 
Dai reperti fu dedotto che l'economia di questo villaggio era basato sull'agricoltura e sull'allevamento. Ma numerosi reperti testimoniano che gli abitanti del preistorico villaggio sapevano produrre oggetti in argilla.
Gli scavi si interrompono nuovamente per riprendere nel secondo decennio dell'anno Duemila sotto la guida del dott. Andrea Pessina che, come abbiamo detto all'inizio, sposta la cultura neolitica di Ripoli verso il mesolitico sulla base del ritrovamento di un'intensa presenza di conchiglie tipo Helix.

Ricordiamo: c'è un finanziamento di 1.200.000 euro... viene sottoscritto un protocollo d'intesa tra di sindaco Dantino Vallese, il Presidente di Italico Onlus Maurilio Migliorati e la soprintendente alle Belle Arti Rosaria Mincarelli... ma di concreto?
Una cosa concreta che il cittadino più attento ha potuto constatare è la sparizione del cartello pubblicitario di Ripoli lungo la SS 259.


SAN GIUSEPPE 2026


11 aprile 2026 (sabato). Torna la festa di San Giuseppe in contrada Ravigliano.
Fermo restando i punti cardini della Festa (corsa ciclistica amatoriale, messa con processione e spettacolo musicale) ci presenta una novità: gara di bocce a coppie che sostituisce l'esibizione di Crossfit dell'anno scorso.
Da questo blog si rimarca che la giornata di festa non è chiusa da fuochi artificiali.
Inoltre, questa festa paesana cerca di valorizzare l'impegno e il talento dei vibratiani, concedendo il palco alla Corale Folk corropolese, dopo la processione.
A chiusura della festa ... lo spettacolo musicale dei 90 MANIA.


2025

22 marzo 2025 (sabato). Torna la festa di San Giuseppe e torna sostanzialmente molto rinnovata: un pomeriggio e una serata pieni... anche di novità.
Guardate il programma:



Leggendo il programma ciò che colpisce è la scomparsa dei fuochi d'artificio, sostituiti da uno spettacolo di effetti laser colorati, accompagnati da musica.
Un premio virtuale alla sensibilità ecologica. Il Comitato Festa di San Giuseppe è la prima associazione corropolese che rinuncia ai rumorosi fuochi. 
Il 22 marzo 2025 gli animali potranno essere svegliati dalle luci e dalla musica, ma non terrorizzati dai botti.
La festa di San Giuseppe è dedicata anche al ricordo di 3 persone della zona che si sono profondamente impegnate per la promozione della località. Per loro una gara ciclistica amatoriale.
Un'altra NOVITA' è l'esibizione di Crossfit, esercizi fisici, funzionali, variati, intensi e intervallati. Per tantissimi senz'altro una spettacolo nuovo.
La festa arriva così al momento religioso: la Messa con una breve processione e si riprende con lo spettacolo musicale dei Jolly Blu (cover degli 883), per riempirsi poi gli occhi e le orecchie di luci e musica registrata, ma non di rumori.
Si può passare il pomeriggio e la serata restando sul posto perché sono presenti alcuni stand gastronomici.

RICORDANDO PIETRO


L'8 aprile 2025 ci lasciava Pietro Di Ubaldo, un corropolese al 100%.
Innamorato del suo paese, amante delle tradizioni, fin quando le forze glielo hanno permesso amava ascoltare la Messa domenicale nella chiesa della Madonna del Sabato Santo e, all'uscita, intrattenersi con amici e conoscenti.
Di lui ti colpiva il suo parlare forbito, colto, fatto di citazioni dotte, che ti faceva supporre che era un amante della lettura.
Traferito a Nereto per lavoro, per 40 anni è stato il custode della Wampum.
Nel tempo libero amava dedicarsi alla sua abitazione, alla campagna e mettersi a disposizione degli altri. Per molti anni ha fatto parte del gruppo Caritas/Sant'Agnese corropolese.
Ciao, Pietro.


Da Claudia Martinetti, ex presidente dell'Associazione Sant'Agnese-Caritas di Corropoli, riceviamo e pubblichiamo:
Siamo qui per ricordare brevemente un impegno che il nostro caro Pietro ha svolto con passione e che pochi conoscono.
A Corropoli, negli anni dal 2007 al 2016, è stata attiva l'associazione di beneficenza Sant'Agnese, che svolgeva le funzioni di una Caritas parrocchiale per aiutare i bisognosi, sia locali che migranti.
Di questa associazione Pietro è stato una colonna portante, sottoponendosi sia a fatiche fisiche non lievi, sia a compiti di organizzazione, facendo parte del Consiglio Direttivo.
Abbiamo conosciuto un gigante buono, un uomo intelligente ed anche colto, onesto e servizievole, che amava accompagnare il suo impegno con citazioni dai suoi studi, a cui era molto legato, con riflessioni di buon senso, con battute di spirito.
Per questa sua presenza lo ringraziamo con affetto. 

martedì 7 aprile 2026

5 COMUNI SENZ'ACQUA

 

E dopo una settimana di tuoni e fulmini, temporali,  rovesci e tempeste... saremo 4 giorni di notte (dalle 21:30 alle 6:39 del 7.8.9.10 aprile) SENZ'ACQUA "per criticità create dal maltempo al potabilizzatore di Montorio al Vomano.
Gli sfortunati Comuni vibratiani di questa ondata sono Ancarano, Torano, Nereto, Corropoli e Controguerra.
Per maggiori informazioni potete cliccare qui.

CIAO, GINA - lutto



Questa neretese, d'origine corropolese, il 22 gennaio 2026 ha compiuto 104 anni.
104 anni portati splendidamente, pieni di storia, di sacrifici, di lavoro, ma anche di gioie e di soddisfazioni.
Lei è Gina Di Berardino, nata a Corropoli in quel di Ravigliano dalla famiglia dei F'sar'.
La campagna è lo sfondo prevalente dei suoi primi 40 anni di vita. 
Se al duro lavoro dei campi aggiungiamo gli stenti e le difficoltà del periodo bellico e post bellico... Gina sfata una credenza di oggi: "vivere comodamente allunga la vita".


Sposatasi nell'anno di guerra 1942 con Emidio Galiffa di Nereto, nel 1943 Gina vede il suo uomo fatto prigioniero dagli inglesi in Sicilia.
Su di lei ricadono tutte le responsabilità del gruppo famigliare in cui era appena entrata (il marito non c'è e gli altri componenti sono anziani), ma Gina se la cava egregiamente. 
Nel 1946 può riabbracciare il suo uomo e, poco dopo, anche il suo primogenito Francesco. Nel suo grande abbraccio materno arriva anche Tiziana.
I tempi cambiano e, nel 1960, la famiglia Galiffa abbandona la campagna e Gina trova più tempo per la famiglia... che, come la campagna ben "coltivata", le dà tanti buoni frutti: 5 nipoti, 7 pronipoti e la trisnipote.

2 anni fa con il Sindaco di Nereto

TANTI AUGURI


Tanti auguri al nostro parroco Henri Joseph Ralaiharo, rettore del Santuario Diocesano di Maria Santissima del Sabato Santo, che oggi 7 aprile 2026, giornata della tradizionale processione del Martedì di Pasqua, festeggia il suo 13° anno della sua ordinazione.
Il 31 ottobre 2024 Henri Joseph Ralaiharo (padre Giuseppe) diventa la nuova guida spirituale dei corropolesi.
Padre Giuseppe è un monaco trinitario, già parroco della Parrocchia della Madonna della Salute di Villa Mosca a Teramo (zona ospedale).
Prende il posto di padre Modesto, a cui è stata assegnata la parrocchia di Rocchetta al Volturno (provincia di Isernia), un paesino di montagna con poco più di 1.000 abitanti.

UN CARO RITORNO

foto di repertorio

Non so se avete notato, ma stamattina (7 aprile 2026) alla processione del Martedì di Pasqua tra le figure ecclesiastiche c'era anche quella di padre Wagner, un sacerdote che ha esercitato la sua funzione a Corropoli per vari anni, chiamato da don Ivo.
Oggi esercita la sua missione religiosa ad Arezzo.

Ogni Martedì di Pasqua a Corropoli si svolge una particolare e secolare tradizione: la processione che rievoca teatralmente la resurrezione di Cristo in cui la statua di San Giovanni avanza di corsa, ora per annunciare alla Madonna che il Cristo è risorto, ora per annunciare anche alla popolazione la lieta novella.
La statua portata da secoli in processione era di gesso e, di conseguenza, pesante.
I portantini decisero di autotassarsi per farne una copia in resina, commissionata ad una Ditta di Napoli. Sulla nuova statua fu anche apposta un'etichetta che riportava i nomi dei portantini che si erano autotassati.
Ora la statua copia, quella leggera, non si trova più. Nessuno sa che fine abbia fatto o dove essa sia stata riposta. MISTERO.


C'ERA UNA VOLTA...


Questa foto, scattata un Martedì di Pasqua degli anni '80, mostra il gruppetto di testa di una corsa ciclistica mentre scende la discesa che fiancheggia l'oratorio di san Rocco.
Questa foto è per ricordare che, tanti anni fa, organizzare una gara ciclistica per il Martedì di Pasqua era una radicata tradizione.
Per molti anni questa consuetudine è stata interrotta (forse per non entrare in competizione con la festa di Lu Casò - Casa Santa di Alba Adriatica).
Dal 2014, grazie alla "A.S.D. Corropoli Cycling Team", si è tornati agli antichi fulgori. Ma è stato un fuoco di paglia. Dopo la competizione del 2015... il nulla.
A ricordo il manifesto della gara del 7 aprile 2015 e, cliccando QUI, la photogallery della gara del 2014.
La pandemia dal 2020 non ha fatto neanche svolgere la tradizionale processione.


Video: S. GIOVANNI CORRE


Per vedere il filmato del Martedì di Pasqua clicca su un'immagine.

Il Martedì di Pasqua corropolese affonda le radici nel Medioevo. Inizialmente era una rappresentazione teatrale, poi - per motivi vari - fu trasformata in processione scenica e gli attori furono sostituiti con delle statue.
Nell'edizione 2005 si notava la presenza degli scouts. 
In quella 2010 scompaiono gli scouts e arrivano gruppi di bimbi con mantellina rossa che corrono dietro alla statua di San Giovanni. 
In seguito a questa processione si aggiungeranno i componenti della congrega di San Giuseppe con le loro mantelle rosse, le loro tuniche bianche e il classico bastone.


RICORDANDO VITTORIO

Il 7 aprile 2025 scompare Vittorio Castelli, una persona non corropolese ma legato a Corropoli.
Il figlio Massimo fino al 2000 è stato il titolare della parrucchieria maschile ubicata sotto le logge del palazzo comunale.
La figlia Samantha attualmente gestisce la cartolibreria, sempre sotto le logge, "Tutti in riga".
Vittorio Castelli da giovane è emigrato in Svizzera. Rientrato in Italia ha fatto l'autista di mezzi pesanti girando non solo in Italia, ma anche mezza Europa.
Persona super attiva e disponibile fino al 2022 ha fatto il giardiniere nel ristorante Villa Incanto di Colonnella.
Ha fatto il volontario come autista nella Croce Verde di Villa Rosa ed ha collaborato nella preparazione dei carri di Carnevale del suo Comune.
Oggi la Val Vibrata perde un uomo ammirevole sotto tutti i punti di vista.
Grazie, Vittorio.


RICORDANDO DINA


All'età di 86 anni ci lascia Dina Lucidi, una corropolese grande lavoratrice che è stata un solido punto di riferimento per tutta la famiglia, che ha educato i propri figli e nipoti su validi principi morali basati sull'amore della famiglia e del lavoro.
I suoi figli, Valentino e Giancarlo Camaioni, conosciutissimi ed apprezzati, costituiscono la prova concreta di questi principi.
Dina, dotata di un carattere forte e combattivo, non  si arrendeva mai di fronte ad un ostacolo. Se aveva qualcosa da dire, lo diceva in faccia. Come accade in un filmato girato coi ragazzi della scuola media sulle cave di Corropoli.
Dina, seppure non prevista nella sceneggiatura, diventa la protagonista di un simpatico rimprovero alle autorità che promettono, ma non fanno.
Il filmato dura più di 4 minuti, ma Dina interviene dopo il 3^ per cui, se non volete vedere tutto il filmato, spostate il cursore.


Buon viaggio, Dina. Raggiungi felicemente il compagno della tua vita, Lelio Camaioni, che ci ha lasciati nel 2011.


lunedì 6 aprile 2026

UN RICORDO DI ALESSANDRO


Era nato a Tortoreto nel 1938.
Diventato giovanotto, Alessandro Marchegiani dovette scegliere tra 3 possibilità: continuare a coltivare la terra, emigrare all'estero o arruolarsi.
Scelse quest'ultima ed entrò nell'Arma dei Carabinieri.
Il suo carattere aperto e giocoso, il suo profondo senso del dovere e il suo grande senso pratico lo rendevano una persona piacevole ed amabile, molto apprezzata dalla gerarchia militare.
A lui venivano affidati incarichi sempre più di responsabilità. Era contento della sua vita, ma gli mancava qualcosa o meglio qualcuno. L'incontro avvenne durante un pranzo di nozze e quel qualcuno si chiamava Fernanda di Villa Penna. 
Amore a prima vista e Fernanda lo seguì a Roma.
Seguirono anni di felicità intensa grazie all'arrivo di 2 pargoli.
I pargoli crebbero e la coppia dovette scegliere se restare a Roma o tornare in Abruzzo prima che i figli mettessero le radici nel mondo della Capitale.
Alessandro e Fernanda scelsero di rientrare in Abruzzo e acquistarono un appartamento al Bivio di Corropoli.
Qui i figli crebbero tranquilli e sereni, e Alessandro e Fernanda divennero nonni.
Ma nel pomeriggio del 7 aprile 2004, mentre Alessandro faceva un giro in bici con una nipotina, venne colto da un malore che non gli lasciò scampo.


ERRORE DI PASQUA


Ci segnalano un articolo in cui si parla delle "Madonne che scappano".


L'articolo potrebbe far intendere che anche a Corropoli c'è una Madonna che corre. Non è vero.
La statua della Madonna procede normalmente, è San Giovanni che corre prima per accertarsi che Cristo è risorto, poi per annunciare la sua Resurrezione al popolo.

Anche in passato abbiamo trovato degli articoli non proprio rispondenti alla realtà.


Su questo argomento abbiamo la testimonianza di 2 parroci corropolesi: don 
Ennio Di Giovanni e don Ivo Di Ottavio.
Vedi il filmato.


PROCESSIONE STORICA


Non conosciamo l'anno esatto di queste foto, ma possiamo dire che esse sono state scattate dopo il 1934, anno in cui fu costruito il parapetto  che si intravede sulla parte sinistra bassa della foto. 
Siamo, invece, sicuri che si tratta della processione del Martedì di Pasqua per la presenza della statua di San Giovanni.
Salta subito agli occhi la massiccia presenza di donne bianco vestite che aprono la processione ed arrivano ben oltre la statua della Madonna.
Dopo la statua del Redentore c'è la massa degli uomini.
Le foto sono state scattate lungo il primo tratto di via Roma. 
Nello spazio che vediamo privo di case sul lato destro verrà edificato l'attuale Ufficio Postale.