IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

domenica 18 ottobre 2026

IL DOPO VALLESE


E' adesso che succederà dopo la scomparsa del Sindaco Dantino Vallese?
Corropoli vedrà sciolto anticipatamente il Consiglio Comunale (sarebbe scaduto nel 2029) che continuerà ad operare indicativamente fino alla primavera del 2027.
Il vicesindaco Massimo Micozzi guiderà la Giunta e il Consiglio fino alle elezioni primaverili per assicurare la continuità amministrativa.
I motori preelettorali cominciano a scaldarsi e si presuppone che le liste saranno almeno 3.
Ci saranno sicuramente la lista che ha amministrato Corropoli dal 1999 e quella che dal 1999 ha fatto opposizione.
Il punto interrogativo lo mettiamo sui 2 candidati che sono stati "mal trattati" all'interno della maggioranza. Abbiamo visto che Roberta Grilli è stata retrocessa da assessora a consigliera e Attilio Ricci, che pur avendo voti sufficienti, per via delle quote rosa, non è diventato assessore.
Si prevede una campagna elettorale bollente e, forse, con sorprese varie.
La campagna elettorale è già iniziata... sottobanco.    

NON SONO GEMELLE


Anni '50, anni duri, anni di sacrifici.... ma questo non sembra preoccupare le due bambine, vestite - più o meno - allo stesso modo.
Le bimbe sono Alide e Ivana Lelli, abitano una pinciaia in contrada Colle.
Non hanno pretese e si accontentano di poco.
Trovano la felicità per il fatto di poter vezzeggiare e coccolare una bambola (in due).

UNA SIGNORA GITA


Siamo stati indecisi se chiamare il post "UNA SIGNORA GITA, oppure "UNA GITA SENZA APPELLO".
Il secondo titolo scaturiva dal fatto che tutti i 59 posti erano occupati, per cui era facile vedere se "c'eravamo tutti".
Un pullman di 59 posti riempito in pochi giorni.  Parecchie persone non hanno potuto partecipare.


Un grazie, grande come un Santuario, per l'organizzazione impeccabile all'Associazione "Spirito Santo", presieduta da Cristian Graziaplena e gestita con i suoi collaboratori.
Partenza in orario, nessun ritardo, nessun assente.
Durante il viaggio la distribuzione dei gadget sul tema della gita.



Prima sosta, prima sorpresa.
Dalla pancia del pulman escono un tavolino, tovaglioli e delle belle e gustose crostate.
Per il caffè o il cappuccino ci si può rivolgere ad un bar nei pressi.




Arrivo a Cascia. Bisogna salire sul paese alto. Meno male che ci sono delle ripide scale mobili ma bisogna fare attenzione. Dopodichè ognuno è libero di utilizzare come vuole il tempo a disposizione.
C'è chi va subito a visitare la teca della Santa...



... e  chi comincia con lo shopping.


Viene l'ora del pranzo a Roccaporena. C'è chi ama la pasta...


e chi il gelato.


Poi, per digerire, alcuni si arrampicano fino allo Scoglio di Santa Rita.


Qualcuna si accontenta del più vicino Orto del Miracolo della Santa.  


Una passeggiata per il corso di Norcia e dalla pancia del pullman esce di nuovo il tavolino del mattino, questa volta per ospitare pane, olio e salame.


Si riparte.





A Roccaporena, paese natale di Santa Rita, si può visitare l'Orto del Miracolo.
Qui 2 statue in bronzo raccontano della Santa che, gravemente malata, chiede a sua cugina di portarle una rosa e 2 fichi dal suo orticello di Roccaporena.
La cugina, seppure scettica (nel mese di dicembre non si trovano rose e tantomeno fichi), obbedisce, ma giunta sul posto trova quello che Rita desiderava.

CINQUANT'ANNI INSIEME


I protagonisti di questa foto non ci sono più da parecchio tempo. Lei, Angela Esposito dal 1989; lui, Francesco Di Matteo dal 1996.
Nella foto li vediamo in una giornata particolare: il 22 febbraio 1981, il giorno delle loro nozze d'oro. Festeggiano i cinquant'anni di vita insieme rallegrati da 4 figli: Grazia, Silvana, Maria, e Marcello.
50 anni di lavoro nei campi di Ravigliano ma anche in un frantoio, impianto oggi modernizzato e gestito dal nipote Rossano.


sabato 17 ottobre 2026

FABRIZIO E IL SUO CAMION (video)

Clicca sull'immagine per vedere il video.

All'arrivo del carro funebre con il corpo di Fabrizio Boni, autista di mezzi pesanti, il camion con cui aveva lavorato di recente comincia a clacsonare, emettendo un suono che richiama il guaito di un cane che ha perso il suo migliore amico, il padrone.
Commozione, tristezza e pianti hanno caratterizzato il pomeriggio 
delle numerosissime persone presenti alla cerimonia funebre, il 17 ottobre 2026 a Corropoli.
Non è la prima volta che questo succede.
E' successo nel 2024 nel giorno del funerale di Carlo. Vedi post.
per chi non conoscesse la storia di Fabrizio Boni può cliccare questo post.

COMUNICATA ALL'ESTERO


Siamo a cavallo degli anni '50/60. 
Una bella foto per ricordare questa ragazza, Madera Di Sabatino, che per vari anni ha vissuto a Corropoli.
Nella foto però si trova in Venezuela. E' il giorno della sua prima Comunione. I genitori risiedevano lì per motivi di lavoro e per costruire una casa in Italia. 
Tanto hanno fatto... la loro casa, oggi, è diventata la sede del ristorante "A casa di Luigi". 
Infatti, dopo la morte dei genitori, Madera si sposa e spicca il volo in direzione Sant'Egidio alla Vibrata.


CI FU QUALCOSA DI NUOVO


📌 E' il 17 ottobre 2004 e in chiesa c'è qualcosa di nuovo. Si celebra una cerimonia mai ricordata.
5 genitori hanno ultimato il percorso formativo indicato dall'Agesci ed oggi vengono nominati ufficialmente capi (responsabili) del gruppo Scout corropolese.
Nella foto, sotto lo sguardo benevolo di don Ivo Di Ottavio, vediamo Massimo Felicioni nel momento di fare la promessa; dietro di lui è pronto Giancarlo Rosati; non inquadrati ci sono anche Giuseppe Moretti, Loredana Ricci e Romina Marconi Sciarroni.
Nel primo anno di vita-scout corropolese i ragazzi saranno 21, divisi in 4 squadriglie.


LA SEDE NON E' BELLA, MA...


La sede del Centro "Leonardo da Vinci" non è proprio bella e tantomeno confortevole, ma al suo interno si preparano le attività più diverse.
Sul muro di fronte vediamo affisso un manifesto riferito alla 3^ Festa della Vendemmia, quindi siamo nel 1985, presumibilmente nel mese di settembre-ottobre. Sul lato destro della foto un mare di coppe e trofei: servono per le varie iniziative della Festa (il palio delle conche, il grappolo d'oro, miss vendemmia, corsa degli asini,...).
Le coppe poggiano su una pedana in legno che serve per le prove della Corale Folk.
Le persone che si vedono nella foto sono Lina De Sanctis e Lido Speca.


AL MIO PAPA'


Abbiamo trovato su Instagram una lunga riflessione poetica di un figlio (Samuel Boni) che si apre al padre (Fabrizio) in punto di morte... 

Oggi è morto mio padre. E con lui se n’è andata una parte di me che forse non avevo mai conosciuto davvero.

Per tutta la vita siamo stati due persone troppo simili per riuscire a capirsi, troppo orgogliose per venirsi incontro, troppo chiuse per dirci quelle parole che, in fondo, forse aspettavamo entrambi.

Non abbiamo avuto il rapporto che avrei voluto. Ci sono state le incomprensioni, la rabbia, le ferite, le distanze. Ci sono state tante volte in cui avrei voluto un padre diverso, tante cose che avrei voluto dirti e che invece mi sono rimaste dentro.

E adesso che non ci sei più, fa male sapere che alcune cose non potrò mai più dirtele.

Qualche tempo fa ho ritrovato una nostra foto. Io ero piccolo e tu eri lì, accanto a me. Ho ritrovato anche quella piccola tabella che mi avevi lasciato, quella che mi dicevi sempre di guardare. Non sapevo che un giorno quei piccoli pezzi del passato sarebbero diventati così importanti.

Poi è arrivato quel giorno in ospedale.

Ti ho stretto tra le braccia. Tu hai pianto, io ho pianto. C’era anche mia sorella. Per un momento non c’erano più le discussioni, il nostro carattere, gli anni in cui non siamo riusciti a capirci.

C’eravamo noi.

Un padre. Un figlio. Una figlia.

Una famiglia che, nonostante tutto, in quell’istante era lì, stretta insieme, davanti a qualcosa che nessuno di noi avrebbe voluto affrontare.

Ti ho abbracciato forte, papà. Forse come avrei dovuto fare tante altre volte. E se avessi saputo che quel momento sarebbe diventato un ricordo da custodire per tutta la vita, probabilmente non ti avrei lasciato andare così presto.

Oggi ripenso a quell’abbraccio e mi si spezza qualcosa dentro.

Perché adesso capisco che non stavo soltanto abbracciando mio padre. Stavo abbracciando tutti gli anni che ci sono mancati, tutte le parole che non ci siamo detti, tutti i momenti in cui avremmo potuto avvicinarci e non lo abbiamo fatto.

Stavo abbracciando anche il bambino che ero, quello che forse, nonostante tutto, aveva ancora bisogno di suo padre.

E la verità è che non ero pronto a perderti. Non lo sono nemmeno adesso.

Non so come si fa a piangere una persona con cui hai ancora tante cose irrisolte. Non so come si fa a dire addio a qualcuno a cui hai voluto bene anche nei momenti in cui non riuscivi nemmeno a stargli vicino.

So soltanto che oggi avrei voluto avere più tempo.

Più tempo per parlarti.

Più tempo per capirti.

Più tempo per abbracciarti senza sentire quel blocco che ci ha accompagnati per una vita.

Avrei voluto un altro giorno. Un’altra possibilità. Anche soltanto cinque minuti in più per tenerti la mano e dirti quello che non sono mai stato capace di dirti guardandoti negli occhi.

Ma la vita non ci chiede se siamo pronti. E a volte ci lascia con un amore che capiamo fino in fondo proprio quando non sappiamo più dove portarlo.

Papà, non voglio fingere che tra noi sia stato tutto bello. Non lo è stato. Ci sono ferite che non spariscono solo perché una persona muore.

Ma non voglio nemmeno lasciare che siano soltanto quelle a raccontare la nostra storia.

Perché oggi, quando penso a te, penso anche a quella foto. Alla tua mano nella mia. A quell’abbraccio. Alle nostre lacrime.

E penso che, nonostante tutto quello che non siamo riusciti a essere l’uno per l’altro, per un momento siamo riusciti semplicemente a essere padre e figlio.

Mi hai lasciato tante domande senza risposta, papà. Ma non porterò con me soltanto il dolore di ciò che è mancato. Porterò anche quel tuo abbraccio.

Quello in cui non servivano più le parole. Quello in cui, per un istante, non eravamo più due persone incapaci di capirsi.

Eravamo soltanto noi.

E se potessi tornare indietro, non ti chiederei di essere stato un padre perfetto. Vorrei soltanto avere ancora un momento con te. Stringerti forte, appoggiare la testa sulla tua spalla e non dover essere forte, non dover fingere, non dover dire niente.

Soltanto tuo figlio.

Oggi non posso più abbracciarti, papà. Posso soltanto chiudere gli occhi e tornare a quel momento, quando eri ancora qui e le mie braccia potevano raggiungerti.

E forse è questo che fa più male: sapere che darei qualsiasi cosa per rivivere un istante che, mentre lo vivevo, non sapevo sarebbe diventato uno dei miei ricordi più preziosi.

Ti voglio bene, papà.

Avrei voluto dirtelo più spesso. Avrei voluto che tra noi fosse tutto più semplice.

Non so se, da qualche parte, potrai mai sapere quanto mi manchi. So che da oggi dovrò imparare a vivere con tutto quello che non ci siamo detti.

Ma una cosa te la prometto: quell’abbraccio non lo perderò.

E ogni volta che guarderò quella foto, ogni volta che rivedrò quella piccola tabella che mi dicevi di guardare sempre, ci sarai anche tu.

Perché prima di tutte le ferite, prima della rabbia, prima di tutto quello che non siamo riusciti a sistemare, tu sei stato mio padre e io sarò per sempre tuo figlio.

Riposa in pace, papà.

Una parte di me avrebbe ancora tante cose da dirti.

E un’altra parte, quella che oggi piange come un bambino, vorrebbe soltanto che tu fossi ancora qui.

Tuo figlio. Per sempre.


venerdì 16 ottobre 2026

CHI TARDI ARRIVA...


📌 Non è sempre vero che "Chi tarda arriva male alloggia".
La foto è stata scattata il 17 ottobre 1987 in zona Santa Scolastica, per
 il compleanno di Luca Di Pietro, il "boss" del gruppo.
Per la festa dei suoi 13 anni ha invitato i compagni di classe... ma non tutti sono arrivati.
Il compleanno era a base di Coca Cola e di gingerini da bere con la cannuccia. Non mancavano dolcetti vari e la classica torta.
Un compleanno semplice, ma abbastanza ricco da festeggiare insieme agli amici.
In primo piano da sx: Toni Tarquini, Andrea Alfonsi, Luca Di Pietro e Stesy Diomede.
Sullo sfondo sempre da sx: Marco Ticchiarelli, Guglielmo Di Diodoro e Raniero Core.
In ogni festa che sempre qualcuno che arriva in ritardo. Alla festa di  Luca è Massimiliano Pantoli che arriva in ritardo, ma contrariamente al proverbio ha l'onore di una foto (senza il gruppo) con il festeggiato. 



Tanti auguri, Luca.

Oggi Luca vive e lavora a Bangkok nel mondo della ristorazione.
Perfettamente integrato nella nuova Patria, ha messo al mondo una DiPietrina a cui è orgoglioso di far conoscere la cultura italiana (clicca sull'immagine).



RICORDANDO CORRADINO


Dal grappolo della vita corropolese ogni tanto si stacca un acino.
Questa volta a lasciarci è Corradino Celani, residente in zona Pianagallo.
Come tanti corropolesi anche lui è stato un emigrante.
Ha lavorato in Svizzera per una decina d'anni.
Nel 1974 è rientrato in Italia realizzandosi pienamente sia dal punto di vista familiare (una moglie adorata, 2 splendidi figli e, a seguire, 2 amatissimi nipoti) sia dal punto di vista lavorativo (era stato assunto dall'Eurocarbo).
Lui, appassionato di meccanica, aveva trovato nella ditta corropolese il luogo di lavoro ideale. Resterà alle sue dipendenze per una trentina d'anni e potrà coltivare il suo hobby: costruire e realizzare attrezzi vari utili alle sue necessità.


TRUFFA DEL TELEFONINO ROTTO




Attenzione! Truffa del telefonino rotto.
Il messaggio, l'hanno mandato pure a me che non ho figli... per cui ci si accorge subito dalla truffa.
Ma chi ha un figlio/a, prima di formare il numero suggerito, farebbe meglio a formare il numero vecchio. Il figlio/a risponderà.
Non farsi prendere dall'ansia.
Se continuano a mandare questi messaggi, vuol dire che qualcuno abbocca.
Buona fortuna. Abbiamo cancellato le ultime cifre del telefono per evitare che qualcuno, incuriosito, lo formasse.
Non intendiamo fare pubblicità agli imbroglioni. 

LAVORI IN CORSO


Il 14 ottobre 2026 a Corropoli vengono innalzate 2 maxi colonne. 
Una è la colonna portante della stazione radio base dell'Iliad che è stata drizzata sul Colle di Corropoli, posizione strategica che permetterà di spandere le sue onde elettromagnetiche su tutta la bassa vallata del Vibrata.
L'altra è la colonna-serbatoio per gas metano liquido innalzata presso la stazione IP di Fabrizio Rosati che si sta ampliando. I lavori procedono alacremente.
La costruzione adibita, attualmente, ad ufficio e bar verrà abbattuta.
Il 29 luglio 2026 avevamo fotografato il grosso serbatoio che giaceva, disteso, dietro il bar.



Altri serbatoi più piccoli verranno invece sotterrati per creare punti di rifornimento di gas e metano, presso la stazione di servizio IP, ubicata lungo la SS 259 (zona supermarket Jumbo).


La stazione di servizio oggi è gestita da Fabrizio Rosati, figlio di Adornino (1941-2003) che la realizzò e l'inaugurò il 19 luglio 1999.
Dopo vari anni di emigrazione in Canada, Adornino tornò in Italia e utilizzò le risorse messe da parte per l'apertura di una stazione di servizio (visto che i 2 distributori al Centro del Bivio erano destinati alla chiusura).


Adornino arricchì la stazione di un moderno e grande autolavaggio. Ma quest'ultima attività non decollò.
Nonostante tutto, Adornino ha creato anche una invidiabile possibilità di lavoro per i suoi 2 figli: Fabrizio alle pompe e Lorena al bar.

CORROPOLESI ALL'ESTERO

Riproponiamo questa foto perché, imprevedibilmente, è tornata d'attualità.
Grazie alla pagina FB "Corropoli. Storia, attualità e dintorni" abbiamo rintracciato una discendente della coppia dopo più di 100 anni dall'arrivo di questi corropolesi negli USA.


"Corropoli come vivevamo" ha trovato un nuovo e attivo collaboratore. Si chiama Alessandro Lillie. Non risiede a Corropoli, ma nel Nord Italia. I suoi avi provenivano però dalla Val Vibrata. E' un appassionato di genealogia.
Grazie a lui, della coppia corropolese della foto, sbarcata in Pennsylvania, sappiamo varie cose.
Lui è Pio Felicioni (1891-1960), figlio di Nicola (1856) e di Maria Marziale (1859).
La ragazza è Lucia Palazzese (1893-1959).
Dalla coppia nascono Nicola (1916-1976), Maria (1920-1981), Luisa (1924-2004), Pasquale (1926-1983) e Marfalda (1931-1989).




Le radici non si dimenticano, ma si ricercano

CIAO, FABRIZIO - lutto



Il  16 ottobre 2026 ci lascia Fabrizio Boni, un grande lavoratore. Tutto suo padre Livio.
Come suo padre non sapeva stare con le mani in mano.
Cresciuto tra camion, trivelle e escavatori, da giovanissimo si appassiona alla guida di grossi camion. Il suo lavoro è faticosissimo e disagiato, ma viene affrontato con amore e passione.
Il male lo coglie d'improvviso all'inizio di ottobre e lo porta via precocemente all'età di 60 anni.
Fabrizio, uomo superattivo, sbrigate le faccende di casa, riempiva il suo tempo libero con lo sport.
Fin da piccolo aveva amato il calcio. Aveva ricoperto il ruolo di portiere nell'USAC Corropoli per vari campionati.
Poi aveva cambiato sport... e la bicicletta era diventata la sua nuova passione.



Nel frattempo intorno a sé aveva creato una fitta rete di amicizie. In fondo Fabrizio era un compagnone. Era amico di tutti.
La sua disponibilità era apprezzata e ricambiata da quanti entravano in contatto con lui.
Ciao, Fabrizio.