IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

domenica 13 settembre 2026

CHE PIAZZA E'?


Qualcuno potrebbe provare un sussulto leggendo la didascalia della cartolina.
Quella che vedete è l'attuale piazza Pie' di Corte.
C'è stato un periodo storico in cui questa piazza è stata intitolata a Concezio Rosa, il medico condotto di Corropoli (e Controguerra), scopritore del villaggio neolitico di Ripoli. 

Nel Consiglio comunale del 13 settembre del 1900 fu proposto e approvato di intitolare la piazza a Concezio Rosa.
Dopo l'avvento del fascismo la piazza tornò al suo vecchio nome: Pie' di Corte.
All'inizio del 1900 il campanile non aveva nessun orologio. Presumbilmente prima della prima guerra mondiale il lato ovest fu messo il primo orologio. Durante. Durante il fascismo è stato aggiunto l'altro (facciata nord).
Dove oggi c'è la villa comunale c'era uno spazio libero, privo di verde, praticamente un prolungamento della piazza.

sabato 12 settembre 2026

L'ALTALENA (di una volta)




Una corda, un cuscino e un ramo di ulivo ... ed ecco creata la felicità per la propria pargoletta.
Siamo nei primi anni '60, anni di non molte risorse ma di abbondante fantasia. Così Calverino Clementoni s'ingegna per far trastullare la sua Gabriella.
La piccola, divenuta grande, per lavoro e per matrimonio abbandonerà Corropoli... ma vi fa ritorno spesso perchè qui risiedono i suoi due fratelli: Teresa e Carlo, nonchè suo padre Calverino d' Ndr'nì.


50 ANNI INSIEME


Ormai è assodato, ci sono coppie che per riconsacrare la loro cinquantennale unione matrimoniale preferiscono le piccole, tranquille e intime chiese di campagna.
La preferita, a quanto pare, è la piccola chiesetta oratorio di "Rosa di Maria Regina", curata dall'omonima associazione e ubicata in contrada Ravigliano.
Il 12 settembre 2026 è stata la volta di Lucia Zarroli e Carlo Cichetti di Villa Rosa.
Tanti auguri a questa coppia che ha scelto, come le precedenti coppie, la chiesetta di Rosa Di Matteo (1937-2017).
Ha officiato il sacro rito Padre Giuseppe.


Il 6 ottobre 2024 è stata la volta di...


...Carmela Branciaroli (zia dei fratelli Branciaroli, i maghi degli arrosticini) e Nino Petrini.
Sono arrivati da Alba Adriatica per festeggiare il mezzo secolo di vita insieme nella chiesetta campestre di Ravigliano, curata dall'Associazione "Rosa di Maria Regina". E il piccolo luogo sacro, in questa mattinata di sole, mostrava tutta la sua recondita bellezza.


Con il consenso di Padre Modesto ha officiato la funzione religiosa Don Silvio Giampieri...


mentre, all'organo, il Maestro Dino Cocchini ingentiliva la sacra Celebrazione.


Poi sposi, parenti ed amici hanno pranzato presso il vicino agriturismo "Gli Olmi 2".


Comunque prima di Carmela e Nino a festeggiare i 50 anni di matrimonio in questa chiesetta ci sono stati Giovanna e Giorgio.


"C'è una chiesetta piccola così..."  (cantava - più o meno - Lucio Dalla) dove tutti vivono felici e si sentono fratelli.
In questa chiesetta di Ravigliano il 19 agosto 2023, rifuggendo fasti e flash, una coppia ha voluto festeggiare i 50 anni di matrimonio in un'atmosfera familiare, lontano da occhi curiosi.
I protagonisti di questa storia sono due pensionati teramani, che oggi vivono ad Alba Adriatica, ma amano straordinariamente Corropoli da quando hanno cominciato a frequentare la chiesetta spersa nella campagna e l'Associazione "Rosa di Maria Regina" che quivi ha la sede.
Lei è Giovanna Di  Giacinto, ex maestra elementare e lui Giorgio Angelucci, ex dirigente d'azienda.
E' la prima volta che nell'edificio sacro (voluto da Rosa Di Matteo) viene festeggiato un traguardo sempre più difficile da raggiungere: 50 anni di vita coniugale e cristiana.
Tanti auguri.

C'E' DA VERGOGNARSI


Quella della foto è un'area verde, ovvero l'area verde più trascurata del Comune.
Quest'area è senza nome (è adiacente a piazza Martiri delle Foibe), è senza recinzione, in questa torrida estate non ha ricevuto né cure, né acqua. I 10 tigli piantati nel 2021 non sono sopravvissuti.
Amministratori, c'è da vergognarsi. Non accettiamo la motivazione che il Comune non ha operai a sufficienza. Noi li abbiamo visti montare e smontare il palco al centro di piazza Pie' di Corte, l'abbiamo visti rimontare e smontare il palco davanti al monumento della piazza per poi rimontarlo nell'angolo davanti la Banca.


Sembra che Daniele Grilli abbia presentito l'ingloriosa fine dei 10 tigli nei pressi della piazza Martiri delle Foibe. In un commento nel 2021 aveva scritto:


Corropoli, tra parchi, parchetti ed aree verdi, ne ha una miriade.
Corropoli privilegia la quantità, non la qualità. 

E come se ciò non bastasse con la deliberazione di Giunta n. 38 del 17 aprile 2026 (pubblicata all'albo pretorio  il 20 maggio 2026) apprendiamo che è intenzione del Comune realizzare un parco inclusivo rivolto agli anziani, per promuovere "L'invecchiamento sano e attivo".
Siamo al paradosso!


Nel frattempo è arrivata la pioggia, la temperatura è calata... ma serviranno a far rivegetare i tigli?

E SONO 45


Il 12 settembre 1981 il corropolese Ivo Piccioni coronava il suo sogno d'amore con Liliana Pallini di Silvi. Sogno scaturito dagli stupendi occhi verdi di Ivo e dalla bellezza e dalla spontaneità di Liliana.
Ivo era l'autista di un pullmino che trasportava le operaie da  Silvi a Corropoli nella fabbrica di borse di Mario D'Annuntiis e Milvia Cornacchia.
Liliana era la giovane ragazza che sedeva proprio dietro l'autista. E daje uje e daje d'mà Liliana si ritrova felice sposa a Corropoli. 
Felicità che cresce con l'arrivo di 2 bravissime figlie e recentemente di 2 nipotine.


TANTI AUGURI

RICORDANDO ORIETTA

Il 12 settembre 2025 Olietta (o Orietta) Moretti, 58enne corropolese, decadeva forse in seguito ad un incidente domestico.
Veniva trasportata all'ospedale di Giulianova e poi a quello di Teramo dove esalava l'ultimo respiro.
La tumulazione non è avvenuta nei tempi naturali perché bisogna attendere l'esito dell'autopsia richiesta dai familiari.
Nel frattempo a questo blog (definito anche "blog del ricordo") è pervenuta una lunga lettera scritta dalla sorella Cosetta, lettera che riproduciamo integralmente.


Amata sorellina, stellina mia, così ti chiamavo, ma tu dicevi sempre che io ero la tua luce. La notte tra l’11 e il 12 settembre ti sei trasformata in luce pura, lasciando la terra alle 4:21.
Sei stata sempre la mia metà, la mia compagna di giochi e di dolore, la mia confidente, la mia gemella d’anima. Con mamma e papà, tra i loro litigi, abbiamo attraversato l’infanzia come due piccole luci che si cercano nel buio. Poi insieme abbiamo camminato attraverso l’adolescenza, mano nella mano, scoprendo i primi sogni, le prime passioni e i segreti più dolci del cuore. La gioventù ci ha viste esplorare il mondo, viaggiare, ridere e piangere insieme, fino ai 26 anni, custodi l’una dell’altra, anime gemelle in ogni avventura.

Io mi sono innamorata e sposata, mentre tu lentamente ti sei riavvicinata alle nostre amate terre, l’Abruzzo, fino a tornare a Corropoli, il nostro amato paesello, dove sapevi che ci saremmo sempre ritrovate e che mai, mai ci saremmo perse.
Ricordo i giorni in cui correvamo con nostro fratellino Antonello in carrozzina, il vento tra i capelli e la risata che ci scaldava il cuore, amando la velocità delle ruote e rischiando cadute, ma rialzandoci sempre con un sorriso.

Tu eri la mia stellina, io la tua luce. Ci promettemmo di non perderci mai e di cercarci sempre. So che quel patto vive ancora, al di là di ogni confine. Abbiamo condiviso avventure, viaggi, sogni, lacrime, gioie e risate senza fine. Dormivamo sotto il cielo con i sacchi a pelo, ci nutrivamo di libertà e di fiori intrecciati in coroncine. Dove non arrivava una, arrivava l’altra. Con te la vita aveva il sapore dell’infinito.

Orietta, con i tuoi occhi verdi profondi come un lago, i capelli biondi di seta e la pelle candida, eri un fiore fragile e insieme selvaggio. Misteriosa e solare, rispettosa e libera, sopravvissuta a tante prove, eppure sempre bellissima. Non hai avuto figli, ma il tuo amore si è riversato sugli animali, e Tawa, la tua cagnolina, ora veglia sul tuo ricordo. Nei suoi occhi grandi io ti rivedo: mi segue ovunque, come facevi tu, e mi ricorda che non sei mai davvero andata via.

Ti sento nelle risate, nelle corse a piedi nudi, nelle margherite raccolte, negli ulivi che ci facevano da rifugio. Ti sento quando rivedo quel giorno sdraiate a terra nell’erba, lo sguardo rivolto al cielo, io che per gioco sputavo in alto e tu, tra le risate, mi dicesti con dolce ironia: "Ma che fai, ti sputi in faccia!". In quell’istante, la nostra gioia era semplice e infinita, come l’erba che ci accoglieva e il cielo che ci abbracciava. 

Questo è solo un altro viaggio, stellina mia, e so che ci ritroveremo ancora e ancora, fino all’infinito. Ti amo oltre il tempo, oltre il respiro, oltre la vita. Grazie per essere stata la mia sorella, la mia compagna, la mia luce. Con amore eterno per sempre, fammi luce e ti troverò.

Tua Cosetta.



venerdì 11 settembre 2026

L'ALLEGRA LISANDRINA


📌 Pochi corropolesi ricorderanno il viso e l'aspetto fisico di questa donna, Alessandrina Di Giminiani, morta nel 1988 all'età di 98 anni.
Sono molti di più i corropolesi che ricordano il suo carattere deciso e risoluto e le sue battute pronte e perspicaci.
Infatti si racconta ancor oggi, a quasi 40 anni dalla sua morte, che Lisandrina  il 12 settembre 1980 (giorno del suo 90° compleanno) era ricoverata in ospedale.
Il personale medico e paramedico, di fronte all'età avanzata della paziente, alla sua lucidità, al suo modo di porgersi gentile ma fermo, decide di organizzare in suo onore una festa in corsia.
Durante l'allegra riunione qualcuno augurò: "N'addra fèsta la t'enèm'e fa' quann' fì 100 ann'!"
"Scì - rispose Lisandrina - s' c' stèt' angor'!"

PER LEI NON C'E'

Per questa via, via Dante Alighieri, i soldi non ci sono per darle una dignitosa sistemazione.
Novembre s'avvicina.
I dossi artificiali di via Alighieri (la via che dalla statale 259 passa davanti al cimitero) si autosmantellano autonomamente, perché la via ha tante di quelle buche che bisogna necessariamente andare piano e i dossi sono diventati inutili.
A Corropoli si vedono strade in buone condizioni riasfaltate e quelle difficilmente transitabili abbandonate a se stesse.

TEMPO DI POMODORI


L'estate sta finendo e ancora qualcuno deve "fare i pomodori", ovvero mondare i frutti e prepararli per essere messi in bottiglia (in succo o a pezzetti), prima di essere sottoposti a bollitura in un grosso "callarò".
E' venuto il tempo di preparare le scorte per l'inverno e verso la fine dell'estate bisognava fare "li b'ttije", un antico rito contadino che coinvolgeva non solo la famiglia, ma anche vicini e parenti.
Nella foto risaliamo ai primi anni '70. Mentre nel calderone le bottiglie sono sottoposte ad una ebollizione che supera la mezz'ora, una sorridente donzella (che avete senz'altro riconosciuto in Teresa Clementoni), mentre cura la vivacità del fuoco, ne approfitta per cuocere sull'abbondante brace dei peperoni. Come natura crea... cibi sani, pieni di sapore e gustosi.
Oggi abbiamo dimenticato questo rito... e l'abbiamo sostituito con la coda al supermercato dove troviamo tanti tipi di salsa, dalle preparazioni più strane e diverse, ma non troviamo la salsa della nonna, quella fatta con la foglia di basilico aggiunta durante il riempimento della bottiglia.

IL CREATORE DI CESTI


Nel 2010 due ragazzi inviati dall'UNPLI (Associazione Nazionale Pro Loco) intervistarono dei corropolesi riguardo alle loro abilità e capacità di creare oggetti. Anche il Centro Anziani del Bivio collaborò a questa iniziativa mettendo a disposizione dei ragazzi le competenze di alcuni suoi soci.
Uno di questi è Italo Zippilli che ci mostra le varie fasi per la creazione di un cesto. 

Italo, nato a Controguerra nel 1939, ci ha lasciati il 17 maggio 2013 e ci ha lasciato una testimonianza concreta di un'abilità manuale che si va perdendo.
 

giovedì 10 settembre 2026

UNA FOTO STORICA


📌 Possiamo definire storica questa foto non tanto per l'attimo immortalato: si sta per celebrare il matrimonio di Ermidia Rosati (accompagnata dal fratello Mario) con Novello Pompeo.
Il corteo degli invitati viene "circondato" da frotte di bambini che non attendono altro che il lancio dei confetti da parte di qualche parente della sposa.
La foto diventa storica quando guardiamo sullo sfondo. Il giorno è l'11 settembre 1958 (data del matrimonio). E' in quell'anno che ai due piani del palazzo comunale (sullo sfondo) viene aggiunto il terzo. E proprio in questo giorno si sta coprendo con i coppi il rinnovato tetto.
Davanti alla sposa c'è Valentina Rosati che stringe la manina al figlio Giuseppe Lamona con pantaloncini e giacchina bianchi. Vittorio Lamona, il padre del bimbo, è appoggiato al muro di destra; è quello a cui si intravede la camicia.
La prima bimba a destra è Franca Esposito. Dietro di lei (con i capelli legati) c'è Ezia Carulli vicino alla madre Silvia D'Eugenio.
Sul lato sinistro della foto il bimbo in primo piano è Francesco Anastasi. Alla sua destra si vede Novello Bontà. Il ragazzo alto dietro Francesco è Dino Di Diodoro, detto "spagnul'" o anche "Il diavolo". La ragazza alla sua destra è Teresa Marsili.
La donna vicino al muro sulla destra della foto, con il volto pienamente illuminato è Zelinda Eugeni che, insieme alla sorella Cesira, gestiva un bar proprio nei locali dove oggi c'è il salone dei fratelli parrucchieri Eros e Paride.


LE CASATE : "B"


Ennio Bontà ha iniziato un elenco delle casate corropolesi, elenco che può essere ampliato grazie alle vostre segnalazioni.
Una volta le persone non si conoscevano per il cognome ma per la casata.
Oggi questi particolari soprannomi stanno scomparendo e possiamo recuperarli col vostro aiuto,
Diteci la vostra casata o quella dei vicini. Aggiorneremo l'elenco, prima che la memoria cancelli tutto. Se notate degli errori segnalateceli.
Il nostro obiettivo è la CASATA, il COGNOME corrispondente. GRAZIE.
Gli apostrofi che vedete nella casata corrisponde ad una "E" muta. Si sente solo il suono della consonante. 
Se c'è una "e" questa è sonora... a meno che non sia preceduta da un'altra vocale.



IL GRANDE PALIO


Le immagini non sono proprio nitide, ma il filmato è storico.
Racconta la vittoria - al cardiopalma - della squadra della scuola elementare di Corropoli contro quella di Farindola.
Tra i ragazzi partecipanti ci sono Roberto Cimini, Luca Di Pietro, Enzo Di Nicola, Silvio Di Saverio, Raffaele Di Nicola, Deborah D'Ascanio, Catia Di Sabatino e Leonardo Pantoli.


DONNE E MOTORI


Nella foto siamo pressapoco a cavallo di due decenni: gli anni '50 e '60. L'auto comincia ad essere un bene non più riservato alle classi più agiate.
Si comincia a personalizzare le auto, e un "optional" molto diffuso è quello degli pneumatici cerchiati di bianco.
La macchina della foto, una Fiat 1100, non ha la portiera controvento.
La ragazza alla guida è Iolanda "Maria" Di Giovanni, una corropolese purosangue.


UN MATRIMONIO DA FAVOLA


Un matrimonio da favola è quello celebrato a Corropoli il 24 agosto 1986 tra Bruna Cinì e Gabriele Cianché. Bellissimi gli sposi, bellissime le bimbe, bellissimo lo scenario. Quando la semplicità e la natura soverchiano tutto.
Le bimbe sono Samuela Bontà, Giada Ricci e Lucilla Limpido. Lo scenario è quello di Villa Corallo a Sant'Omero. 
Auguri agli sposi per il 40ennale di vita in comune, dal quale è spuntato un fiore di nome Anastasia che ha saldato ancora di più l'unione.
Bruna Cinì - la conosciamo tutti - fin da piccola ha dimostrato una grande passione per la danza, 
aprendo a Corropoli, in via Manoja la prima scuola di questa artistica disciplina.
Da allieva è diventata insegnante e ha trasmesso questa gioiosa passione alla figlia. Ora ambedue gestiscono alcune scuole di danza sia nelle Marche che in Abruzzo.
Da due anni sono tornate a deliziare i corropolesi con il saggio di danza della loro scuola "Flex on pointe" in piazza Unità d'Italia.
Inarrestabili, stanno per varare a Corropoli un corso di Karate per bambini e ragazzi, con la collaborazione dell'Associazione "Karate Pavoni". 




Anche Gabriele è un inarrestabile. Oggi collabora con le attività della famiglia ottimizzandone le performances. Ma da ragazzo ha coordinato le attività di un borsettificio, per poi gestire a Tortoreto un laboratorio di riparazione di apparecchi elettronici. Ha sviluppato in seguito una forte passione per le macchine fotografiche digitali, per apparecchi ricetrasmittenti e per gli antichi orologi da polso di cui possiede molti esemplari.
AUGURI.