Questa è una foto storica di una trebbiatura dei primi anni '50 (zona Avioclub). Siamo sull'aia di Livje d' P'lènt' (Livio Falò, l'uomo col grande forcone di legno). L'identità del 1° uomo a sinistra è in discussione. Qualcuno afferma che si tratta di Fjurucc' d' Picciafuch' (Fiore Torzolini), altri smentiscono. Dietro all'uomo col forcone c'è F'rnand' d' Cacciabbèv', ovvero Fernando Amadio, segue Jannucc' d' la Tr'llona (Mario Cardelli). Sconosciuti l'uomo sul trattore e l'uomo col cappello sullo sfondo. L'uomo elegante vicino al trattore è Gnor' Nannì (il proprietario dei terreni dove è stato coltivato il grano da trebbiare). L'ultimo uomo a sinistra è N'cola d' P'cciaré (Nicola Schiavi). I contadini di una volta partecipavano al grande evento della trebbiatura, non per soldi, ma per lud'scagn' (lo scambio di manodopera). Ci si aiutava reciprocamente. In primo piano un bidone della nafta lasciato dagli americani nella seconda guerra mondiale.
Fabrizio Ippoliti ci suggerisce che il trattore è un Bubba. Rita Pantoni afferma che è sbagliata l'identità del primo uomo a sinistra.
📌 Rivo Felicioni, ultimo di 4 figli maschi, nasce nella campagna di Ravigliano nel novembre 1936.
Ama la terra e il lavoro dei campi.
Sposa Silvana Di Matteo e diventerà 3 volte padre: di Stefania, Maurizio e Laura.
Arriva il boom economico e, seguendo le orme di un parente, acquista mezzi meccanici con i quali può lavorare di più e meglio.
La sua vita è al top... ma, come spesso capita, la cattiva sorte è dietro l'angolo.
Quella che doveva essere una semplice operazione chirurgica diventa una tragedia. Da sotto i ferri Rivo esce profondamente menomato: ha perso l'uso delle gambe.
Nonostante questo grosso problema, Rivo non si arrende: guida l'auto e continua a svolgere piccoli lavori. Il 3 luglio 2022 però la sua vita terrena si interrompe, ma Rivo resta un esempio grandioso di uomo attaccato al lavoro e alla famiglia, di un uomo non fiaccato dalle avversità.
Ci associamo e condividiamo il pensiero dei figli: "Sei stato per tutti noi esempio di resilienza, coraggio e profonda dignità personale. La tua saggezza ci ha guidato nelle scelte di tutti i giorni. Chi vive nel cuore di chi resta non muore."
Corropoli esporta. Controguerra raccoglie e sabato, 4 luglio 2026, i vibratiani diranno se ne è valsa la pena.
Da più di 40 anni a Corropoli si assiste con successo al Palio delle Botti, perché non creare qualcosa di simile in un altro Comune?
Questa idea è frullata nella testa di Antonio Micozzi e di Corrado Di Pietro, quei barbosi barbuti della sfilata delle barbe che ben poco hanno lasciato trapelare su questa nuova competizione... per cui per curiosità o interesse dovremmo lasciarci coinvolgere a Controguerra. Ho scritto coinvolgere, non travolgere.
Non sarà una botte vuota a rotolare, ma una ben più pesante rotoballa.
Dalla gara sono esclusi...
i politici che di balle ne fanno rotolare tante e...
i raccomandati che di spinte hanno una grande esperienza.
Il luogo della gara sarà via della Circonvallazione. La data il 4 luglio 2026.
Gli italiani ancora una volta stanno seguendo il Campionato Mondiale di calcio senza essere troppo coinvolti. Ci credevamo grandi, ma ci siamo rivelati delle schiappe.
Ben diversa era la situazione nel 1982, nella notte magica dell'11 luglio.
Allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid l'Italia, battendo la Germania Ovest per 3 a 1, vince il Campionato mondiale di Calcio. L'Italia impazzisce e le corropolesi pure. Nella foto un carico di belle signore pronte a partire per la sfilata di Alba Adriatica: da sinistra Iolanda Maria Di Giovanni, Norma Di Ubaldo, Rita Diomedi, Paola Giminiani e Adriana Laurenzi, che si accingono ad andare alla sfilata di Alba Adriatica.
L'Italia è diventata repubblicana a seguito del referendum del 2-3 giugno 1946. Non tutti sanno però che aspirazioni repubblicane erano affiorate a Corropoli fin dalla fine del 1700. E' quanto, a seguito di studi storici, ci dice Mario Migliorati in un suo scritto pubblicato nel 1985 dall'Associazione "Radici Vibratiane". Riproduciamo parte della Premessa. "Siamo alla fine del 1700. Il fascino dei princìpi libertari della Rivoluzione Francese si è diffuso dappertutto... anche a Corropoli. Patrioti corropolesi (o "rei di Stato" per il Re di Napoli) guardano con ansia alla Francia di Napoleone, alla Francia liberatrice, alla Francia della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino. Essi sperano, con l'aiuto dei francesi, di liberarsi dalla tirannia borbonica di Ferdinando IV e di conquistare gli "immortali princìpi".... Libertà, Fraternità, Uguaglianza".
I soldati italiani hanno offerto alla Patria il loro sacrificio, sia staccandosi dalla famiglia, sia affrontando pericoli e rischi in terra straniera (in periodo di guerra). E' il caso diMiddje d' Franc'nì, Emidio Del Toro, in una foto scattata in Africa dov'era stato inviato per motivi colonialistici. Catturato dagli inglesi riusci a ritornare in Italia, nella sua Corropoli dove è deceduto il 21 ottobre 2002.
Il 27 giugno 2026 avevamo segnalato che qualcuno aveva acceso un grosso falò in campagna, nonostante il divieto assoluto di accendere fuochi anche nei propri fondi agricoli. Oggi riceviamo una foto che dimostra l'accaduto. E' andata bene. Risulta danneggiato un ulivo e, per fortuna, l'erba secca nei pressi non s'è incendiata.
foto AI
Il 27 giugno avevamo scritto: Non si è spenta l'eco di un incendio scoppiato alcuni giorni fa in zona San Giuseppe di Ravigliano e già ci sono pervenute segnalazioni di accensione di fuochi sempre nella stessa contrada. Sembra che qualcuno, forse inesperto, (un vero contadino non l'avrebbe mai fatto), in contrada Ravigliano abbia bruciato potature tra i campi di grano. I raviglianesi sono allarmati.
In pieno giorno, nel cuore della stagione della mietitura, qualcuno ha pensato bene di accendere un falò per smaltire le potature di ulivo. L'azione sconsiderata ha fatto scattare l'allarme tra i residenti e gli agricoltori della zona, temendo che qualche scintilla potesse investire i campi di grano circostanti, pronti per la raccolta e altamente infiammabili. Bruciare sterpaglie è un'azione non solo pericolosa, ma severamente vietata dalla legge in questo periodo dell'anno.
Chi lo fa rischia sanzioni pecuniarie e penali
In questi giorni i nostri agricoltori stanno raccogliendo il frutto di un anno di duro lavoro. Al grano secco basta una piccola scintilla per creare un inferno di fuoco capace di distruggere raccolti, macchinari e mettere a rischio le abitazioni della contrada.
Le potature di ulivo vanno cippate, trinciate nel terreno o conferite nei centri di raccolta autorizzati, mai bruciate all'aperto d'estate. La cittadinanza deve essere vigile e segnalare tempestivamente qualsiasi colonna di fumo sospetta ai Vigili del Fuoco (115) o al Numero Unico di Emergenza (112). La sicurezza dipende dal buonsenso di tutti.
📌 Corropoli, il 2 luglio 2022, perde un personaggio estroso quanto generoso. All'ospedale di Atri muore Antonio Boni (detto Tonì d' M'dd'jo).
Tra le sue generose estrosità ricordiamo che a cavallo degli anni '80 e '90 presso la sua abitazione veniva rievocata la trebbiatura sull'aia con una ricostruzione molto accurata.
La trebbiatura in fondo, anche se faticosa, era una festa che chiudeva il lungo ciclo del grano iniziato in autunno con la semina e che faceva sentire più uniti i vicini grazie allo "scambio di giornate di lavoro". L'unione veniva suggellata da un lauto pranzo, dove il piatto più atteso e gustoso erano li maccarù ngh' lu sugh' d' pap'ra.
Anche nella festa organizzata da Tonì questo gustoso piatto non mancava. C'era sua madre Iolanda che pensava a tutto... e, obiettivamente, la giornata rievocativa della trebbiatura in casa Boni si chiudeva con qualche rimpianto.
Clicca sull'immagine sottostante per vedere il video.
Alcuni cittadini ci segnalano che la disinfestazione del territorio, secondo le informazioni emanate dal Comune e dalla ditta Zuccarini, non sarebbe avvenuta il 18 giugno 2026, ma il 19 giugno.
C'è stato un errore o cattiva interpretazione. Per evitare incertezze in futuro, si potrebbe diversificare l'ora (evitare il termine "mezzanotte") e utilizzare un più semplice: "Dall'ora 00,05 del giorno..." Ecco il calendario proposto dalla Ditta Zuccarini.
Ad intervenire subito per chiarire il dubbio è stata la Ditta Zuccarini che precisa che il giorno comunicato relativo alla disinfestazione è il 19 giugno (tra giovedì e venerdì), non come comunicato dal Comune:
A scanso di equivoci la prossima disinfestazione avverrà nelle ore che precedono l'alba del 2 luglio. Si prega di osservare le regole suggerite.
Corropoli, Comune distratto. L'11 giugno 2026 avverte i cittadini che la campagna di derattizzazione e disinfestazione larvale era partita il 25 maggio. Che tempismo!
NOVITA' : TUTTE LE 5 SERATE TEATRALI AL BIVIO. La stagione teatrale corropolese inizia con gli attori de "Il Carrozzone". La Compagnia di Morro d'Oro nasce nel 1998 ed è molto conosciuta particolarmente nel teramano per le sue commedie brillanti in dialetto. A Corropoli non perde una stagione. Quest'anno ci propone "Zà Eurape c'ha lasciate".
Il 3 luglio 2026 nella Chiesetta Oratorio di Ravigliano (Via Ravigliano 42, Corropoli) si terrà la presentazione del libro “Belle fijole. Il repertorio orale delle cantrici d’Abruzzo”. Il libro non è semplicemente un saggio, ma un vero e proprio atto d’amore verso l’Abruzzo. E' il frutto di una preziosa ricerca dell'etnomusicologo Carlo Di Silvestre che ha raccolto i canti di donne abruzzesi, tramite cui sono state salvate e tramandate storie, fatiche, preghiere e gioie alle generazioni che si sono susseguite. Alla presentazione la cantrice Graziella Guardiani eseguirà alcuni di questi canti. Per maggiori informazioni cliccare QUI.
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Foto di Carmine Di Matteo
In un cineteatro strapieno Luca Frangioni ha presentato il suo libro sulla "Presentosa" e Roppoppò (ovvero Franco Palumbo) ha proposto una canzone inedita scritta per l'occasione "La Presentosa" con proiezione del relativo videoclip che potete vedere cliccando qui sotto:
Il 27 giugno 2026, presso l'ex cinema corropolese è stato presentato il libro di Luca Frangioni "La presentosa: il gioiello dell'amore e della tradizione orafa d'Abruzzo".
La Presentosa è un ciondolo in oro o argento a forma di stella raggiata con lavorazione in filigrana. Il suo nome deriva da "presente" (dono), poiché veniva regalato dal promesso sposo o dalla suocera alla futura sposa come pegno d'amore e promessa di matrimonio.
Era il 2008 e al Bivio di Corropoli apriva un'attività commerciale "inaspettata": un'oreficeria. A gestirla 2 figure amabili: Ladina e Luca, madre e figlio di ToranoNuovo. La loro gentilezza in breve conquistò tutti. Non solo gentilezza, ma anche professionalità. Quella stessa professionalità che Luca ha utilizzato nel suo lavoro di ricerca sulla "presentosa", ricostruendone le origini, documentandone la nascita e raccontandone la diffusione nei principali centri d'arte orafa abruzzese.
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Giovedì, 4 giugno 2026, alle ore 20,30 presso il cineteatro comunale di via San Giuseppe viene presentato il libro, scritto a 6 mani "A piedi da Ascoli al Ceppo. Diario di un territorio"
L'opera, edita da Edizioni Efesto, è scritta a sei mani dagli autori Domenico Cornacchia, Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni.
Il libro (di 444 pagine) è un racconto-guida che alle descrizioni dettagliate di un percorso escursionistico (da Ascoli Piceno al Ceppo di Rocca Santa Maria) aggiunge storie, aneddoti e testimonianze.
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Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 18 presso il cineteatro di Corropoli ci sarà la presentazione del libro "Pane meraviglioso" del corropolese Gabriele Rosati.
Recensione della Casa editrice Duende:
Le sessantasei poesie che compongono 'Pane meraviglioso' scandiscono le tappe di un viaggio interiore che nasce dalla percezione di una mancanza, di un'incolmabile distanza da tutto e da tutti, e dunque anche da sé stessi. La crisi investe chi non vuole soltanto vivere, ma comprendere, e si ritrova a brancolare in un vuoto dal quale rifugge per non morire. Il dolore dell'anima penetra nelle fibre del corpo, accende l'ansia delle notti che non sanno dormire, quando tutto tace e i pensieri vagano tra ricordi, riflessioni e il desiderio di udire "quella voce" che, come scrive Büchner, "si cerca sempre e le altre sono tutte diverse". Soffrire per rinascere, per affrancarsi dalla matrice familiare e aprirsi a una prospettiva nuova. È un'erranza, una perdizione, un viaggio incerto e disperato lungo la via dell'anima alla ricerca della conoscenza di sé, di un senso che dia sostanza alla vita. Il dolore, la malattia, la rabbia, l'amore, l'anelito alla consapevolezza sono i temi che si inseguono lungo questo percorso condotto senza filtri né cedimenti, e che culmina con la nascita di un figlio. La visione cupa, il timbro talora crudo e tagliente, cedono a un dettato tenero e intenso, segno di una luce nuova: tutto è come prima e al tempo stesso diverso, perché il mondo conosciuto si riscopre entro le coordinate della paternità. Un padre disposto ad accogliere il proprio figlio, a proteggerlo e ad ascoltarlo, ad assecondarne la voglia di gioco, cogliendo ogni occasione per mostrargli come afferrare la verità del desiderio, come vivere con slancio e vitalità su questa terra.
Chiudono la raccolta alcune liriche in cui prevale il dialogo con le presenze interiorizzate degli affetti di una vita, la riflessione sullo strappo del tempo, sull'umanità e le sue asprezze nei confronti del mondo. A più di quindici anni dall'ultima delle precedenti raccolte, 'Pane meraviglioso' rappresenta il libro della maturità di Gabriele Rosati: uno dei suoi più belli, senz'altro il più commovente.
Siamo negli anni '70. I tempi cambiano. I vecchi costumi copri-ombelico in lana non si vedono più... sostituiti da un castigato pantaloncino (vedi foto di Mario Rosati). Per i giovani di oggi anche questo tipo di costume è preistoria. Sono i tempi in cui si resta indifferenti se alcune donne abbandonano il bikini per prendere il sole integrale sulla parte superiore del corpo.
Però nel 2024 a Milano...
però a Milano oggi non ci si scandalizza se qualche risorsa fa i propri bisogni corporali dove ritiene opportuno in pieno centro urbano.
Negli anni '70 non esistevano i social, ma i giovani avevano trovato un sistema che li metteva in contatto, li faceva comunicare e, qualche volta, incontrare. Ma come comunicavano questi antesignani di Facebook? Comunicavano via Radio, erano infatti radioamatori. i cosiddetti CB (Citizen Band), quelli dai nomignoli e dagli pseudomini strani.
Ma, contrariamente ai social di oggi (dove a volte si finisce per litigare), negli anni '70 spesso gli incontri finivano con una festa con tanto di torta che - come nella foto - la ragazza sta tagliando. L'incontro tra questi CB è avvenuto a Penne. Nel gruppo ci sono 4 corropolesi: riconoscete Ennio Bontà dalla barba, alla sua sinistra c'è Giannino Clementoni e alla sua destra Mario Di Saverio (quello senza occhiali).
Il 4° corropolese è Lido Giosia che, in giacca scura, sembra seduto al tavolo.
Questo blog è nato per ricordare o non far dimenticare il passato.
Ha ragione il coraggioso ANONIMO che suggerisce di smetterla di pubblicare post sulla triste storia di Monia Di Domenico. Ha ragione, ma il nostro blog non può far dimenticare un'atroce storia conclusasi nel sangue e nell'ingiustizia (quest'ultima secondo il parere della quasi totalità degli esseri umani).
Del resto da questo schemino datato 12 gennaio 2023 notiamo che ci sono state già 368 persone che hanno aperto il link, persone che forse non conoscono la storia di Monia o che non vogliono dimenticare. Lo ammettiamo, questo blog discrimina gli anonimi da quelli che hanno il coraggio di firmarsi.
Come si fa a rispondere ad una persona che non ha identità, non ha indirizzo?... ma che pretende una risposta!
📌 Luglio è il mese del Palio delle Botti... e in questo mese la rotonda di Santa Scolastica veniva adornata con le botti delle varie contrada che preannuncivano l'imminente disputa. Tutto questo è avvenuto fino al 2018. Nel 2019, però, intervennero tecnici dell'ANAS che, adducendo motivazioni varie, fecero togliere le botti, che furono ospitate in un'area nella disponibilità dell'Associazionea Civiltà Contadina in zona Scataglia, lungo la SS 259.
Agli "ispettori" dell'Anas vorremmo far notare che in Italia ci sono molte rotonde che presentano decorazioni legate al tema del vino, ben più ingombranti. Queste però sono tollerate e caratterizzano la zona. Ecco alcuni esempi:
Grazie ad una nostra ricerca e a quella di Gianluca Marchesaniecco cosa si può trovare all'interno di una rotatoria.
Un grappolo, struttura d'acciaio alta 5 metri, 800 kg. ↑
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Questa è una rotonda di pubblicità commerciale. ↑
Questa è una rotonda dove il verde viene curato a macchie. ↑
Questa rotonda non ha le botti, ma il torchio sotto un pergolato. Intorno ci coltivano pure le viti. ↑
Sullo stesso stile è quest'altra rotonda. Una bella vigna con un alambicco visto da qualche architetto moderno.
A quanto pare l'Anas abruzzese è diversa. Peccato che chi ha ricevuto la motivazione non abbia specificato i motivi della rimozione. I pubblici ufficiali cambiano come le Leggi. Non sarebbe il caso di riproporre la domanda?