IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

domenica 16 agosto 2026

DECORO... STORICO



Dobbiamo prendere atto che il decoro a Corropoli è sempre più raro.
Nella bacheca di fronte all'Ufficio Postale qualcuno ha staccato i manifesti mortuari "vecchi" e li ha lasciati lì, contro il muro, ad arricchire la pavimentazione del marciapiede.
Sarebbe il caso che le Autorità preposte comunali convocassero i responsabili delle onoranze funebri per invitarli ad abbandonare certi comportamenti indecorosi che danneggia tutta la categoria.

Altri cittadini ci fanno notare che le aiuole della Villa Comunale sono disseminate di grossi coriandoli di colore bianco utilizzati per qualche recente festa.

💥


Precedentemente una cittadina del Centro Storico ci aveva documentato sulle condizioni (veramente sconce) di via Manoja.
Le sconcezze, nonostante le segnalazioni presentate in Comune, rimanevano là.
La persona in questione, stanca ed esasperata, allora si è rivolta a questo blog per sollecitare un qualche intervento.
Quello della foto non era il solo disservizio.

Se il Centro Storico si lamenta per l'igiene e il decoro, il Bivio non è da meno.


Ci troviamo di fronte non ad un degrado del Centro Storico, ma di tutto il territorio.
Le 3 foto dell'immagine sopra sono state inviate da un cittadino la sera del 6 agosto 2026.
Luogo dello scatto il marciapiede che gira intorno a piazza Unità d'Italia, in via Giovanni XXIII.
 

PICCOLA STORIA... FOLK


In un articolo di Serafino Di Monte del 12 agosto 2004 si legge: "Sembra non esserci pace per la Pro Loco di Corropoli: dopo le dimissioni a catena del vertice registrate nei giorni scorsi si è verificata adesso una nuova sostituzione alla testa dell'organizzazione. La presidente Tiziana Zippilli si è dovuta infatti dimettere il giorno successivo alla nomina per motivi di salute.
Ha assunto nel frattempo la carica pro tempore Ennio Bontà allo scopo di consentire un sereno svolgimento delle manifestazioni già in calendario, come la prestigiosa Rassegna Folk Internazionale ormai alle porte."

Ennio Bontà è la persona nel quadratino rosso in alto a sinistra nella foto del gruppo boliviano "Tinkunaku", il gruppo etnico (dalle sonorità incredibili) più presente nelle varie edizioni della Rassegna, iniziata nel 1982 sotto la direzione artistica di Giovanni Di Addezio.
Con il cambio di amministrazione nel 1999 la Rassegna Folk cominciò a "soffrire". Per qualche anno fu organizzata come al solito: i gruppi etnici venivano ospitati a Corropoli in strutture pubbliche in attesa dell'esibizione serale.
Poi la Rassegna fu sospesa. Arrivarono numerose proteste e così l'Amministrazione in carica propose per alcuni anni una sola serata come tappa di una Serata folkloristica itinerante promossa dal gruppo "Li pistacoppi" di Macerata.
Oggi il folk è più che mai lontano da Corropoli.
I corropolesi sognano, ma non si rassegnano.
Corropoli aveva fatto una specie di gemellaggio folclorico con Apiro (MC) ricco di collaborazione.
Apiro continua...



ERA UNA CHIESA


Oggi è San Rocco.
A Corropoli, c'è l'oratorio di San Rocco ("La Cona") e c'è anche questo edificio, che fu dedicato a san Rocco, e che oggi
 risulta chiuso da serrande e ci si passa davanti prima di varcare l'arco che immette nel centro storico di Corropoli.
Rispetto alla cinta muraria (in cui è innestato) è stato costruito molto tempo dopo. Fu edificato a metà del XIX secolo per essere adibito a chiesa. A testimonianza di questa tesi rimane la nicchia angolare esterna che ospitava la statua di San Rocco, protettore dal terribile flagello del colera.
Fu durante questo tipo di epidemia (
che mieté numerose vittime, tra cui Beniamino Manoja, il medico del paese) che si pensò di costruire un luogo sacro fuori le mura per evitare che il contagio si propagasse all'interno del centro abitato.
I contadini, infatti, dalle campagne accorrevano numerosi nella chiesa del paese per invocare la grazia di essere preservati dalla pestilenza.

Il piccolo edificio sacro nel corso dei decenni ha perso la sua funzione originaria. Nella seconda metà del 1900 è stato adibito a negozio di tessuti (gestito dai fratelli Novello e Serafino Michetti prima e da Umberto Capasso poi).
In tempi recenti viene utilizzato come garage.


Testimonianza verbale di Michele Cornacchia.

RICORDANDO ANNA MARIA



Il 16 agosto 2025 ci ha lasciati all'età di 85 anni Anna Maria Pignotti.
Nata a Lucca, era arrivata a Corropoli circa mezzo secolo fa come consorte di Filippo Paci, un carabiniere che ha prestato servizio fino al congedo nella caserma corropolese.
Gentile, premurosa, affabile, si era ambientata con naturalezza nel tessuto sociale corropolese, aprendo un negozio di fiori e abbellendo la chiesa per le varie cerimonie religiose.
Molti ricordano la sua disponibilità e cordialità con i clienti quando lavorava presso il Centro commerciale Paradise.
Ciao, Anna Maria



sabato 15 agosto 2026

2026: PROCESSIONE DI FERRAGOSTO

Ferragosto 2026.


Continua la tradizione (seppure molto attenuata) di fare una processione di penitenza il giorno 15 agosto di ogni anno in seguito a un voto perpetuo fatto nel 1855. La mattina di ferragosto dopo la messa delle 8.30 la processione procede per le principali vie del centro storico con una riproduzione life-size della statua lignea della Madonnina di Mejulano che si fa risalire al 1300.
Il rito sacro si celebra ancora, ma non sono molti i fedeli che percorrono il tragitto a piedi nudi.


In un salone annesso alla chiesa parrocchiale, seminascosta da imponenti librerie e murata ad una parete, fa capolino una lapide che racconta un po' di storia corropolese.
La lapide risale all'agosto 1955 e fu incisa per il centenario della pestilenza del 1855 che a Corropoli mietè 138 vittime tra cui il medico condotto Beniamino Manoja, morto il 20 agosto dello stesso anno colpito dal virulento morbo.
Trascriviamo il testo per una più agevole lettura.

Il 15 agosto 1855
il popolo di Corropoli
atterrito dalla pestilenza che vittime
numerose mieteva tra i suoi figli
con fiduciosa preghiera e pronunciando
VOTO PERPETUO DI UNA PROCESSIONE DI PENITENZA
da effettuare in detto giorno
si rivolgeva al cuore materno di
MARIA S.S. DI MAJULANO
ottenendo dalla di lei potente intercessione
sollecita liberazione da tanta calamità.
A ricordo
del prodigioso avvenimento e del solenne impegno
nella ricorrenza giubilare

Santuario di Maria del Sabato Santo 15 - 8 - 1955

Curiosità: nel 2019 l'antica statua lignea della Madonna di Mejulano, di recente restaurata, per la prima volta non è "uscita" dalla chiesa per timore di un eventuale deterioramento... al suo posto una riproduzione fotografica a grandezza naturale.
Soluzione rispettabilissima... ma nel giorno dedicato a lei dovrebbe essere esposta e visibile al pubblico... nel giorno dedicato a lei.


LA POESIA DELLA TORRE


Era il febbraio 2018 e la torre campanaria di Corropoli, in seguito ai terremoti 2016-2017, venne circondata da un'impalcatura che serviva anche a sorreggere un telo bianco che nascondeva il procedimento dei lavori.


Alla fine di novembre 2023 il campanile tornò a far vedere la sua silhouette.
Il campanile corropolese ha ispirato pittori, poeti, musicisti e fotografi (foto: Pierpaolo Cialini).
Riproponiamo la poesia con cui Lucio Marà di Giulianova vinse il 6° Ripolo d'oro, svoltosi durante la sagra estiva, il 10 agosto 1992.
La poesia è in dialetto giuliese... ma è ugualmente comprensibile.


LA TORRE DE CURRUPIE

Sole d'Ahoste cucende, afe!
ddu culpe m'bacce a'nu bronze anteche

me fa'zza la cocce; ahuarde -
E m'ancande a 'sta vedite.

Miire scaggenate, cambane ussedate...
Lu rellogge nghe li nummere rumane!
Sta torre ca lu tembe ha cunzumate
me pare pruprje lu munumente a li trapassate.

Però mannagge, cchji la huarde cchji me fa 'mpressione
cchje sa quande vodde a sunate sti cambane,
a ffeste, a mmorte o a pasque de resurrezione,
mendre li sicule passeve; a mane a mane.

Certe ca lu tempe a na passate; tande!
e sta torre sembre ecche, a fasse ddu resate.
A haurdà la ggende de 'sta piazze
senza pace che vva, che vvè, sembre affaccennate.


Mo a ja remaste li segne...
e stu rellogge che sone.
Mentre de li crestejà d'allore,
manghe nu recurde.
                                                       
                                                    Lucio Marà

IL PEZZO MANCANTE


Avete notato lo spigolo mancante nel tetto di questo antico palazzo che si può ammirare transitando per Viale della Vittoria a Corropoli?
Lo spigolo manca da tanto tempo... dagli anni '40.
La nostra memoria storica, Michele Cornacchia, ci racconta che - a quei tempi - per la festa del 21 maggio non c'era un solo grandioso fuoco d'artificio... ma ce n'erano 2.
In questo giorno a Corropoli si svolgeva il "derby" dello sparo. A contendersi l'applauso dei fedeli partecipavano due Ditte locali di fuochi d'artificio: quella degli Anastasi e quella degli Zuccarini. Gli spari accompagnavano la processione sia quando scendeva da via Roma sia quando risaliva in Viale della Vittoria.
Una bomba però non esplose in cielo, ma - nella ricaduta - andò a colpire l'angolo del palazzo della foto, angolo che non è stato mai riparato.

VOGLIA DI TENEREZZA


Una tenerissima foto degli anni '70.
Tenerezza per il bimbo che tiene tra le braccia un tenero cagnolino.
Il bimbo è Corrado Tarquini, figlio di Francesco (Bob) il più grande legnaiolo del territorio corropolese di fine secolo.


PROCESSIONE DI FERRAGOSTO

                       
📌 Fino al 2018, a Corropoli, il giorno di Ferragosto, dopo la celebrazione della messa delle 8:30 si è svolta una particolare processione (di cui vari corropolesi ignorano tutt'oggi l'esistenza) in onore della statua lignea della Madonna di Mejulano.
Dal 2019, in seguito al restauro dell'artistica statua e dietro le raccomandazioni dei restauratori, il sacro simulacro non viene più portato in processione. Al suo posto una riproduzione fotografica a grandezza naturale.
Con l'arrivo della pandemia la processione viene sospesa.
Nel 2023 si terrà regolarmente. Questo rito sacro si rivolge particolarmente alle donne.
 A loro spetta di diritto il trasporto della portantina dove c'è l'immagine della Madonnina col bambino.
Nei tempi passati le donne, in segno di devozione, facevano il percorso addirittura scalze. Oggi ce n'è solo qualcuna.
Nel
 filmato sottostante la processione del 2011.


venerdì 14 agosto 2026

LA MADONNA SENZA CORONA

📌 La statua Madonna di Mejulano, dopo il restauro finanziato dal FAI, è tornata nella sua Corropoli, nella chiesa parrocchiale dove - su raccomandazione dei suoi restauratori - deve restare ben protetta per conservare il più a lungo possibile la sua ritrovata bellezza.



Dal restauro è ritornata senza indossare i consueti ornamenti (foto parte destra) perché i restauratori hanno raccomandato di non riposizionare le corone sulla testa della Madonna e del Bambino. 
Le metalliche corone con le vibrazioni e i movimenti della statua finirebbero per rovinare la superficie ridipinta. Proprio per questo gli esperti hanno raccomandato di non portare in processione il gruppo ligneo risalente al XIV secolo.



... e così il 15 agosto 2019 la tradizionale processione corropolese si è svolta regolarmente, ma senza la trecentesca statua lignea della Madonna di Mejulano. Al suo posto una riproduzione fotografica.
Poi è arrivata la pandemia...


CIAO, PALMA - lutto


Il 14 agosto 2026 ci lascia Palma Esposito, una donna sorprendente ed eccezionale.
Pur essendo moglie del sindaco Primo Viscioni (due legislature) non ha partecipato alla vita politica del marito. Estremamennte riservata, ma amica di tutti, gentile all'ennesima potenza non ha mai alzato voce a quegli automobilisti che, dovendo recarsi negli ambulatori medici di fronte, parcheggiavano chiudendo la via d'accesso alla sua casa.
Donna ammirevole ed ammirata, molto devota e vicino alla chiesa.
L'abbiamo ritrovata in questa vecchia foto del 1965. Palma è la dama in nero con fiore bianco che avanza a lato della Madonna (lato destro).


E' un'istantanea della processione del 21 maggio della Madonna del Sabato Santo svoltasi nel 1965. Un'edizione straordinaria, non solo perchè vedeva la presenza di don Adolfo Binni, ex parroco di Corropoli e vescovo di Nola, ma perchè la statua abbandonava il suo vecchio e baroccheggiante trono per uno più moderno.
Padrini di questa nuova struttura sono Guglielmo Pompeo (vestito di nero, organizzatore della festa di San Donato e del 21 maggio insieme a Michele Scaramazza e Marino Esposito) e Palma Esposito, (la donna in nero sulla destra, figlia di Marino).

Davanti alla statua della Madonna avanza don Ermanno D'Adiutorio, circondato da un trio di chierichetti: Domenico D'Eugenio, ? e Romano Iustini.


Ciao, Palmina (come preferivano chiamarti i corropolesi).

RICORDANDO GIANCARLO


📌 Nato e cresciuto sulle colline ferraresi, Giancarlo Bersanetti, conosciuto da tutti come Romano, si era trasferito nel nostro paese negli anni '60 per amore, dopo aver conosciuto la sua futura moglie corropolese in Svizzera.
Lo ricordiamo oggi perché il 14 agosto 2005 perdeva la vita in un grave incidente stradale. Aveva 66 anni.
Romano, sempre con il sorriso, era l'amico di tutti!
Ci piace ricordarlo con il suo indimenticabile accento emiliano e la battuta sempre pronta!
Riposa nella pace del nostro cimitero, insieme alle ceneri dei suoi genitori.


Giancarlo è tra i rari corropolesi che hanno preferito la sepoltura sotto terra.


giovedì 13 agosto 2026

RICORDANDOLI


📌 Il 14 agosto 2018 se n'è andata un'altra figlia di Corropoli.
Anche se ultimamente viveva ad Alba Adriatica da sua figlia Maria Grazia, Emilia Cintii (d' lu Marches') è tornata nella sua Corropoli per l'eterno riposo.
Emilia è stata una donna forte, che ha lavorato in Italia e all'estero insieme a suo marito Gabriele D'Ascentiis (1933-2015).
Nella foto li vediamo in giro per Berna (Svizzera) dove hanno lavorato dal 1960 al 1977.
Negli anni '50 Gabriele aveva portato al Bivio un grande soffio di modernità. Insieme a Giuseppe Bellagamba, alle dipendenze del panificio Baldini, dirigeva e mandava avanti  un avveniristico mulino a cilindri quasi al centro del Bivio.


IL PALIO E' ANCHE QUESTO


Il Palio delle Botti corropolese è sudore, ansia, spettacolo, coesione e tante altre belle parole che potete scoprire e aggiungere.E' uno spettacolo che si rinnova ogni anno e che ci fa sgranare gli occhi.
Nel palio c'è il lavoro di tanti volenterosi che lo portano avanti da 44 anni, fin dalla prima edizione.

Dobbiamo soprattutto a questi stakanovisti se oggi possiamo rivivere la magia del Palio 2026 in 30 minuti. Basta cliccare su un'immagine o QUI

BAMBINI D'ALTRI TEMPI


A prima vista potrebbe sembrare un vestito di carnevale, ma è un vestito per un evento religioso di fine anni '30 o inizio anni '40.
La bimba è Giuseppina Scaramazza fotografata sulla scalinata che, da viale della Vittoria, conduce alla casa parrocchiale. 
Fra non molto salirà sul camion a fare da cornice alla statua della Madonna che verrà portata in processione.
Se a 1931 (anno di nascita di Giuseppina) aggiungete l'età che mostra nella foto possiamo datare approssimativamente lo scatto.