IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

martedì 7 aprile 2026

RICORDANDO VITTORIO

Il 7 aprile 2025 scompare Vittorio Castelli, una persona non corropolese ma legato a Corropoli.
Il figlio Massimo fino al 2000 è stato il titolare della parrucchieria maschile ubicata sotto le logge del palazzo comunale.
La figlia Samantha attualmente gestisce la cartolibreria, sempre sotto le logge, "Tutti in riga".
Vittorio Castelli da giovane è emigrato in Svizzera. Rientrato in Italia ha fatto l'autista di mezzi pesanti girando non solo in Italia, ma anche mezza Europa.
Persona super attiva e disponibile fino al 2022 ha fatto il giardiniere nel ristorante Villa Incanto di Colonnella.
Ha fatto il volontario come autista nella Croce Verde di Villa Rosa ed ha collaborato nella preparazione dei carri di Carnevale del suo Comune.
Oggi la Val Vibrata perde un uomo ammirevole sotto tutti i punti di vista.
Grazie, Vittorio.


RICORDANDO DINA


All'età di 86 anni ci lascia Dina Lucidi, una corropolese grande lavoratrice che è stata un solido punto di riferimento per tutta la famiglia, che ha educato i propri figli e nipoti su validi principi morali basati sull'amore della famiglia e del lavoro.
I suoi figli, Valentino e Giancarlo Camaioni, conosciutissimi ed apprezzati, costituiscono la prova concreta di questi principi.
Dina, dotata di un carattere forte e combattivo, non  si arrendeva mai di fronte ad un ostacolo. Se aveva qualcosa da dire, lo diceva in faccia. Come accade in un filmato girato coi ragazzi della scuola media sulle cave di Corropoli.
Dina, seppure non prevista nella sceneggiatura, diventa la protagonista di un simpatico rimprovero alle autorità che promettono, ma non fanno.
Il filmato dura più di 4 minuti, ma Dina interviene dopo il 3^ per cui, se non volete vedere tutto il filmato, spostate il cursore.


Buon viaggio, Dina. Raggiungi felicemente il compagno della tua vita, Lelio Camaioni, che ci ha lasciati nel 2011.


lunedì 6 aprile 2026

UN RICORDO DI ALESSANDRO


Era nato a Tortoreto nel 1938.
Diventato giovanotto, Alessandro Marchegiani dovette scegliere tra 3 possibilità: continuare a coltivare la terra, emigrare all'estero o arruolarsi.
Scelse quest'ultima ed entrò nell'Arma dei Carabinieri.
Il suo carattere aperto e giocoso, il suo profondo senso del dovere e il suo grande senso pratico lo rendevano una persona piacevole ed amabile, molto apprezzata dalla gerarchia militare.
A lui venivano affidati incarichi sempre più di responsabilità. Era contento della sua vita, ma gli mancava qualcosa o meglio qualcuno. L'incontro avvenne durante un pranzo di nozze e quel qualcuno si chiamava Fernanda di Villa Penna. 
Amore a prima vista e Fernanda lo seguì a Roma.
Seguirono anni di felicità intensa grazie all'arrivo di 2 pargoli.
I pargoli crebbero e la coppia dovette scegliere se restare a Roma o tornare in Abruzzo prima che i figli mettessero le radici nel mondo della Capitale.
Alessandro e Fernanda scelsero di rientrare in Abruzzo e acquistarono un appartamento al Bivio di Corropoli.
Qui i figli crebbero tranquilli e sereni, e Alessandro e Fernanda divennero nonni.
Ma nel pomeriggio del 7 aprile 2004, mentre Alessandro faceva un giro in bici con una nipotina, venne colto da un malore che non gli lasciò scampo.


ERRORE DI PASQUA


Ci segnalano un articolo in cui si parla delle "Madonne che scappano".


L'articolo potrebbe far intendere che anche a Corropoli c'è una Madonna che corre. Non è vero.
La statua della Madonna procede normalmente, è San Giovanni che corre prima per accertarsi che Cristo è risorto, poi per annunciare la sua Resurrezione al popolo.

Anche in passato abbiamo trovato degli articoli non proprio rispondenti alla realtà.


Su questo argomento abbiamo la testimonianza di 2 parroci corropolesi: don 
Ennio Di Giovanni e don Ivo Di Ottavio.
Vedi il filmato.


PROCESSIONE STORICA


Non conosciamo l'anno esatto di queste foto, ma possiamo dire che esse sono state scattate dopo il 1934, anno in cui fu costruito il parapetto  che si intravede sulla parte sinistra bassa della foto. 
Siamo, invece, sicuri che si tratta della processione del Martedì di Pasqua per la presenza della statua di San Giovanni.
Salta subito agli occhi la massiccia presenza di donne bianco vestite che aprono la processione ed arrivano ben oltre la statua della Madonna.
Dopo la statua del Redentore c'è la massa degli uomini.
Le foto sono state scattate lungo il primo tratto di via Roma. 
Nello spazio che vediamo privo di case sul lato destro verrà edificato l'attuale Ufficio Postale.

UN INVITO




Dobbiamo rendere merito a Marina Di Fabio se la Corale Folk corropolese è ancora viva e attiva.
Molto conosciuta e rinomata negli anni '80, la Corale Folk con lo scorrere del tempo s'è frantumata e dispersa.
Sembrava morta, ma la brace covava sotto la cenere ed è stato sufficiente il soffio vivificatore di Marina che è rinata non solo per il periodo natalizio.
Seppure in maniera ridotta l'abbiamo ritrovata alla festa di Sant'Antonio (17 gennaio 2026) e ora la corale torna sul palco l'11 aprile 2026 in occasione della Festa di San Giuseppe, in contrada Ravigliano, nella zona che porta il nome del Santo.


LE CASATE - Sabb'llucc'


E' il 5 agosto 1966. In casa di Paolo D'Antonio - Paul' d' Sabb'llucc' -  si festeggia il primo compleanno della piccola Daniela tra la radiosa gioia e l'evidente orgoglio dei genitori.
La casata di Paolo trae origine dal nome "ISABELLA", la nonna di Paolo che, giovanissima, era morta dando alla luce Carlo, il padre di Paolo.

CONCERTO EVANGELICO



L'ordine dei Padri Trinitari fu fondato in Francia.
Divenne ufficiale nel 1198 con l'approvazione del Papa Innocenzo III.
Il principale obiettivo di quest'ordine era quello di liberare i prigionieri cristiani dalle carceri mussulmane durante le crociate.
Oggi i padri trinitari si dedicano alla liberazione dalle nuove schiavitù (povertà, dipendenze, persecuzioni). Gestiscono parrocchie, missioni ed istituti educativi.
Il numero dei Padri Trinitari malgasci (del Madagascar) in Italia si aggira sulla trentina. Nella provincia di Teramo sono 8 (4 a Corropoli e 4 a Villa Mosca).
Il 12 aprile 2026, 
in occasione della Giornata Missionaria e del 100° anniversario della presenza dei Trinitari in questa grande isola africana, alle 16:30 presso la chiesa parrocchiale ci sarà un concerto di canti  malgasci, organizzato e presentato dai religiosi corropolesi che, nella fotografia in alto, sono padre Marcello, padre Giuseppe, padre Nicolas e padre Francesco.
Il concerto vuole ricordare che nel 1926 in Madagascar arrivarono 5 Padri Trinitari missionari col compito di dedicarsi ad opere educative, assistenziali e di evangelizzazione.


PASSEGGIANDO RICORDANDO


Negli anni '80 a Corropoli scoppia la moda delle gare (passeggiate) podistiche che si propongono di coinvolgere giovani e meno giovani, sportivi e sedentari, residenti e non. 
Questa foto conferma che l'obiettivo è stato pienamente raggiunto.
Ci troviamo in contrada San Giuseppe e tra i concorrenti riconosciamo Antonio Nepa, dipendente comunale, che ci ha lasciati il 6 aprile 2015.


💥
L'11 aprile 2021 la Pro Loco corropolese fa (ri)scoprire il gusto di camminare insieme per le campagne (pista ciclabile e dintorni).
Esperimento riuscito.



PER NON DIMENTICARE


📌 Questo blog (Corropoli come vivevamo) ha trattato in passato argomenti prettamente corropolesi.
Oggi tocca un argomento controguerrese perché - in seguito alla sentenza shock dell'8 novembre 2022 del Tribunale civile dell'Aquila - non può ignorare, ma deve ricordare che un giudice ha ritenuto incauto il comportamento delle vittime (decedute) durante il terremoto del 6 aprile 2009.

Le foto in alto sono quelle delle sorelle Giusy e Genny Antonini. 
Originarie di Sant'Egidio alla Vibrata, vivevano a Controguerra. 
Giusy aveva 24 anni e all'Aquila studiava Biotecnologie. Genny, di 22 anni, studiava Scienze Infermieristiche.
La sera del 5 aprile 2009 (domenica) avevano cenato con i genitori ed erano ripartite per L'Aquila. Qui, alla prima scossa, allarmate avevano chiamato il fratello Alessandro che abitava in un'altra casa. Si erano tranquillizzati a vicenda... ma la scossa delle 3,32 è stata fatale per le ragazze.

domenica 5 aprile 2026

IL TERREMOTO AQUILANO


📌 Molti corropolesi non lo conoscono o non lo ricordano, ma Claudio Fazzi si divideva tra Corropoli (dove risiedeva) e la redazione del Messaggero, prima di Teramo e poi de L'Aquila di cui era caposervizio. 
Ha vissuto il terremoto aquilano (aprile 2009). Solamente una settimana prima della sua dipartita (avvenuta il 10 settembre 2015) ha postato un video che ripercorre i 4 anni dopo il sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese, facendo l'analisi dei numeri della ricostruzione. Un vero giornalista.

RICORDANDO LORENZO


📌 Aveva 22 anni quando, quella tragica notte del 6 aprile 2009, Lorenzo Cinì perdeva la vita nel disastroso terremoto aquilano.
Era un giovane pallavolista della Montorio Volley, una squadra che militava in serie B2 ed era un tenace studente prossimo alla laurea.

Quella dannata notte, nella palazzina di Viale Duca degli Abruzzi non era solo, era con la fidanzata Arianna Pacini. E da sotto le macerie, insieme, sono partiti verso una meta ultraterrena, ignota ma si spera felice.
Son passati tanti anni... ma il ricordo non si può cancellare.

RICORDANDO MARCELLO


Il 6 aprile 2026, ore 9:30, chiesa parrocchiale, ultimo saluto a Marcello Micozzi.
Una nostalgica foto che ci riporta ai bei tempi, quando c'era poco e si era contenti. E quel poco ci rendeva felici e ci faceva sentire importanti.

Il pendio lo riconosciamo. L'anno dello scatto fotografico è uno dei primi favolosi anni '60. Il giradischi è molto diffuso... ancora non è arrivato il mangiadischi.
Siamo in riva al lago di Cerulli.
La foto volevamo intitolarla: "Io, mammeta e tu".
Sì, perché se non c'era la mamma ad accompagnare i fidanzati (Amina Diomedi e Marcello Micozzi) c'erano le amiche della coppia: Ermita Cretone e Silvana Diomedi (a sinistra) che dovevano assolvere al necessario compito. 
Guai a far uscire i fidanzati da soli.

IN ALTA MONTAGNA


Dopo un lungo viaggio in nave gli emigranti degli anni '50 dovevano adattarsi a nuovi modelli di vita e a nuove condizioni climatiche.
Qualcuno non riesce a resistere; la maggior parte si integra facilmente. Tra questi ricordiamo Nino Di Renzo che resta in Venezuela per un decennio (1952/1962) nella città di Merida (altitudine 1.600 m.)
Il desiderio di formarsi una famiglia e il richiamo delle radici lo spingono a ritornare in Italia. Nel 1994 la morte lo ghermirà all'improvviso all'età di 62 anni.


TRA STORIA E LEGGENDA


Nel libro di poesie "Lu monne" del dottor Emilio Tonelli abbiamo trovato questa memoria storica che trascriviamo, relativa alla storia della torre della Badia.
Nell'Ottocento, in seguito alla soppressione dei conventi, la Badia passò in mani private. Il neo proprietario voleva distruggere i segni del Cristianesimo tra cui la torre. 
"A costui, di notte, apparve in sogno un monaco dal saio scuro e dalla barba bianca che gli disse: "Se non smetti di demolire la torre, morirai".
Il signorotto rimase un po' perplesso dal sogno, ma, convinto ateo-massone, fece continuare il lavoro. Durante il giorno, raccontò il fatto ai suoi e rise molto del sogno fatto.
La notte seguente, sul far dell'alba, arrivò l'angelo della morte e lo prese con sé.
Il corpo inerte fu, dai suoi, sepolto sul luogo, proprio dietro la torre. I suoi fecero smettere il lavoro iniziato e così la torre rimase demolita a metà come la si può vedere ora.
A memoria d'uomo, dai vecchi operai, io che ricercavo, ebbi queste notizie, precisamente da Marocchi Giacomo - detto Giacomo di Cacchiò - che le aveva avute da suo nonno vivente all'epoca dei fatti."
Quanto raccontato dovrebbe corrispondere a verità. Abbiamo trovato una vecchia foto o disegno in cui la torre della Badia appare mozzata. I merli che la caratterizzano sono una aggiunta posteriore agli anni '20.
La foto del post è stata scattata nel 1984 in piena vandalizzazione della millenaria costruzione storica.