IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

sabato 22 agosto 2026

DUE EMIGRANTI


Dietro questa foto c'è una bella storia d'emigrazione corropolese.
Alfonso Graziaplena (l'uomo in canottiera) come tanti giovani del tempo è costretto ad emigrare. Sceglie la Svizzera. Diventa un apprezzato muratore ed ha presto bisogno d'aiuto... e così "chiama" Mario Graziaplena.
Tra i due l'intesa è perfetta. Dopo vari anni di lavoro decidono di far ritorno in Italia e di unire i rispettivi gruzzoletti faticosamente messi da parte per far nascere un'impresa edile che si distingua per l'accuratezza e solidità dei manufatti realizzati.
Il 2 marzo 2019 però il filo che legava i due amici viene irrimediabilmente spezzato.
All'età di 86 anni Alfonso Graziaplena lascia il mondo terreno e quel Bivio di Corropoli che, col suo lavoro, aveva reso grande e bello.

STORIA VERA


Tra i cittadini che hanno abitato Corropoli vogliamo ricordare un personaggio semplice, istintivo, spontaneo, genuino: Sculastra d' Pallì (Scolastica Pallini).
Classe 1933, nel suo piccolo ha partecipato alla vita sociale del Bivio di Corropoli. Anzi la sua presenza aggiungeva un pizzico di imprevedibilità.
Al Bivio da poco era stato inaugurato il Parco delle Rose e per l'occasione fu rivisitato "Il Musichiere", (trasmissione Tv di Mario Riva degli anni '50) in cui i concorrenti dovevano individuare il titolo di una canzone...
Scolastica si iscrive al gioco. Parte la canzone "Linda" dei Pooh... ma lei risponde in modo sbagliato. Testardamente però lei insiste sull'esattezza della sua risposta.
Il presentatore (Umberto Pompilii), spazientito, aggiunge: "Dovevi rispondere Linda, la canzone dei Pooh!"
E lei, dandogli un poderoso spintone: "I Pooh? Ci ho lavorato 14 anni!", alludendo alla omonima fabbrica di un noto marchio di jeans di rilevanza mondiale che aveva la sua sede al Bivio di Corropoli e dove lei effettivamente aveva lavorato.


E' NATO. ERA ORA.



Di fronte ad antenne che spuntano come funghi sul territorio corropolese, di fronte a distese di pannelli fotovoltaici che stanno scempiando il paesaggio locale, di fronte a promesse mai mantenute e a bugie dette con una disinvoltura disarmante... sull'esempio di altri comitati civici di altre cittadine vibratiane, alcuni corropolesi hanno costituito un "Comitato per la tutela della salute pubblica e dell'ambiente di Corropoli, con due obiettivi primari (per il momento) NO AD ANTENNE 5G e NO AD IMPIANTI DI PANNELLI FOTOVOLTAICI.
Il 22 agosto 2026, alle ore 21, presso il Cineteatro comunale di Corropoli ci sarà un'assemblea pubblica su questi temi.
Questo blog, che da anni è vicino a queste tematiche ambientali, invita i cittadini a partecipare.
Non riveliamo i nomi dei componenti del Comitato perché potete scoprirli o conoscerli sabato 22 agosto al Cineteatro Comunale di Corropoli, ore 21.

M.Z.


STORIA D'AMORE


📌 Ma com'è nata questa storia d'amore che il 22 agosto festeggia il 56° anniversario di matrimonio?
Gli anni '60 stavano per finire. L'industrializzazione cominciava a far sentire i suoi effetti sull'economia. Ogni paese, per dimenticare la miseria del passato e gli anni grami del dopoguerra, ci teneva ad organizzare feste popolari o a crearne di nuove.
E così Marje d' P'lent' (Mario Falò) e Marcell' d' Chiappì (Marcello D'Ambrosio) partono alla volta di Sant'Egidio per passare una serata festaiola.
Ma alla festa c'era anche Gabriella Quinzi... e Cupido, che quella sera, aveva a disposizione solo una freccia... fece un centro perfetto.
Tanti auguri.

venerdì 21 agosto 2026

BADIA : CAMPI DI INTERNAMENTO


📌 Il 22 agosto 2019, al cineteatro corropolese venne presentato il libro "L'ozio coatto" di Giuseppe Lorentini, in cui l'autore raccontava che, durante la 2^ guerra mondiale 1940-1943, in Abruzzo erano attivi diversi campi di internamento, tra cui quello di Corropoli. 
Tutto il materiale recuperato, relativo a questa terribile esperienza, era stato raccolto in una mostra storico-documentaria sistemata nel Castello Ducale di Casoli (Chieti).
Anche Corropoli aveva avuto il suo campo di internamento 
(ubicato nella Badia), da non confondere con i campi di concentramento o di sterminio nazisti.
I campi di concentramento fascisti erano luoghi circoscritti all'interno dei quali gli internati (di solito persone straniere, ritenute pericolose) 
non avevano possibilità di uscire. Vengono chiamati anche campi di internamento.


Ecco come la mostra di Casoli (Chieti) ne racconta la storia.


Da testimonianze raccolte è doveroso dire che il campo della Badia non fu un vero campo di concentramento, ma un campo di internamento libero.
Leggete questa storia: i figli dei testimoni diretti sono viventi.

PIAZZA SUPERSPIATA


Ormai è assodato. Gli obiettivi dei cellulari dei cittadini vedono più delle telecamere dell'Amministrazione.
Anche alla macchina del sottoscritto è stata data visibilità.
 

Piuttosto che cercare un parcheggio regolare (in piazza c'è?), ha preferito fare più o meno come gli altri.


Certo è che nei casi segnalati gli automobilisti hanno ancora tanto da imparare da guidatori di limousine... 



...e da giovani amatori di selfie.


La foto seguente invece è un fotomontaggio. 
Qualcuno non vede l'ora che in piazza Pie' di Corte arrivi Batman.

foto di Du Palle

UN ALTRO SUCCESSO


Un gruppo di case sparse per la campagna, un tavolino, un proiettore e un DVD. E il piazzale dell'associazione "Il vecchio focolare" a Terrabianca di Tortoreto era stracolmo. Tutte le sedie del Circolo occupate. Chi è rimasto in piedi e chi si è appoggiato alla rete della recinzione.
Il film "Buen Camino" di Checco Zalone, a fine proiezione ha fatto scaturire un grosso applauso spontaneo.



Qualcosa di simile (seppure in misura leggermente inferiore) si era registrato il 24 giugno 2025 con il film "Un mondo a parte".

Che cosa ha offerto Corropoli con le sue numerose associazioni nella settimana post Ferragosto?
NULLA.

Nel 2020 durante la disputa degli Europei di calcio, un piccolo maxischermo, sistemato in piazza Pie' di Corte dal bar "Soul Café", aveva richiamato tante persone soprattutto la sera della finale in cui l'Italia batté ai rigori l'Inghilterra per 3-2.


... cosa che non si era verificata, l'anno precedente, con lo schermo gigante per la proiezione di alcuni film di Alberto Sordi.

RICORDANDO MARIO


Il soldato della foto è corropolese... ma subito dopo il servizio militare diventa albense. Alla fine torna ad essere corropolese.
Stiamo parlando di Mario Stellini. 


Cresciuto nel casolare ubicato vicino al Vibrata identificato col nome di St'llì, dopo gli studi alla Ragioneria di Nereto e il servizio militare, trova subito lavoro ad Alba Adriatica in una azienda di pelletteria.
Siamo negli anni del boom economico e ad Alba le "fabbriche di borse" nascono come funghi.
Qui Mario si innamora della figlia del proprietario dell'azienda dove lavora e, di conseguenza, darà l'addio a Corropoli. Ma non è un addio drastico e definitivo perché Mario è spesso presente a Corropoli per rivedere i suoi genitori e per provvedere alle loro necessità.
Dopo mezzo secolo circa trascorso ad Alba, Mario, all'età di 79 anni, il 21 agosto 2018 torna definitivamente a Corropoli. Oggi, infatti, riposa nel cimitero locale accanto ai suoi.


TRAGEDIE CORROPOLESI


📌 Il 21 agosto 1946 la placida vita corropolese viene squassata da una tragedia.
Forse per il troppo caldo, nella casamatta dove gli Zuccarini, abili artigiani dei fuochi d'artificio, lavorano avviene uno scoppio. Vari feriti e 2 morti (Carlo Zuccarini e suo zio Cesare).
Il lavoro riprende, ma il 3 aprile 1948... un altro scoppio e questa volta a perdere la vita è il capofamiglia Giuseppe.
Questa seconda tragedia scarica su Pasqua De Sanctis, moglie di Giuseppe, tutte le reponsabilità e i sacrifici per affrontare 
la vita, già di per se stessa difficile per via del dopoguerra.
Pasqua affronta la vita con coraggio e da intrepida madre di famiglia.

Questo suo coraggio viene riconosciuto e "ricompensato" il 16 giugno 1978, giorno della sua morte.



La stampa ricorda la morte di questa donna dalle modeste origini.
Nata nel 1911, Pasqua sposa Giuseppe Zuccarini, artificiere (nel senso di preparatore dei botti per occasioni solenni).
Dall'unione nascono 5 figli (Lina, Cesira, Carlo, Italo e Maria Teresa) tutti coinvolti nell'attività di famiglia che andava a gonfie vele. Apprezzamenti per l'artistico lavoro piovono da tutte le parti.
Poi... i 2 scoppi, le 2 tragedie.

RICORDANDO CROCETTA


📌 Molti non ricorderanno il nome di questa vecchina che ci ha lasciati il 21 agosto 2008, ma ricorderanno la sua figura che gironzolava intono alla statua di Padre Pio per tenere in maniera inappuntabile la statua, gli arredi e l'area intorno.
La sua era un'opera di devozione. Il modo più proficuo di passare il tempo libero era quello di innaffiare le rose e i fiori e, tra una preghiera e l'altra, tenere pulita da erbacce e foglie secche la pavimentazione.
Dell'opera preziosa di questa nonnina ce ne siamo accorti nel 2017. 
CLICCARE QUI per vedere le condizioni di abbandono e di degrado dell'area.
Il nome di questa devota vecchina era Croce Pistilli, ma tutti la chiamavano Crocetta. Era la moglie di Emidio (M'ddul') Tarquini, detto anche Middije lu  spazzì.
Un modello di donna "casa, chiesa e famiglia".
E' stata la mamma di ben 4 figli: Marisa, Adriano, Silvana e Mario.



UN UOMO BUONO


📌 Il 21 agosto 2015 un'inesorabile malattia in due mesi piegò Tonì d' lu Rusc', al secolo Tonino Ricci, un uomo che sembrava una roccia, un uomo che aveva dato tanto al Bivio.
Lo ricordiamo giovanottino fare l'apprendista falegname presso il laboratorio artigianale di Livio Rosati. 

In questa foto lo rivediamo più maturo sul mezzo di trasporto del momento: la mitica Vespa. Tonino è il giovanotto di destra.
Tonino è stato un uomo dalle mani d'oro. Non ha mai abbandonato il lavoro artigianale del falegname e lo ha conciliato con quello commerciale de "La casa del colore", ovvero la casa di colui che sapeva consigliarti, che sapeva riparare i tuoi danni, che ti suggeriva la via più breve per arrivare all'obiettivo.
Tonino, un uomo oltre che buono, sempre disponibile e generoso.

giovedì 20 agosto 2026

QUANTE BELLE SIGNORE


Quante belle signore corropolesi e tutte accomunate dal fatto che hanno trascorso l'infanzia, adolescenza e giovinezza nel centro storico di Corropoli.
Tre di loro per motivi di lavoro o di matrimonio lasceranno il paesello natìo. 
Questo però non tronca i rapporti, forse li rafforza... e così volentieri le signore si ritrovano insieme per dei giri turistici. Qui sono al lago di Bolsena.
Da sinistra troviamo Franca Esposito, Ivana Carulli, Miriana Bruni, Ezia Carulli e Marilena Bruni.

ALLA BADIA


Non sono infermiere, ma persone preposte all'assistenza e cura dei bambini ospitati nella Badia da metà degli anni '50 fino alla fine degli anni '70.
Ormai queste 3 donne, per le loro qualità e peculiarità, restano nella memoria di tanti bimbi ospiti della Badia.
In questo post parliamo di Giuseppina Di Carmine (la prima a sinistra).
Giuseppina è praticamente corropolese.
Da piccola 
viene accolta come orfana nel brefotrofio locale, dove cresce e dove riceve quei valori che la caratterizzeranno: onestà, serietà, morigeratezza.
Con l'istituzione del Preventorio alla Badia viene assunta come assistente dei bimbi. Dopo la chiusura dell'istituzione passa a lavorare con la ASL a Nereto.
Qui incontra il suo amore: Simone Rubini (di Nereto) con cui si sposa.
Dopo una vita trascorsa al servizio dei bisognosi, ha lottato come una strenua guerriera contro il Parkinson che l'ha accompagnata fin quasi alla soglia degli 89 anni.
Nella foto, scattata in un angolo della Badia, la vediamo con due colleghe: Concetta Marrone e Scolastica D'Eugenio.

LI FRASCARILL'


Tra le varie iniziative che ci sono state all'interno della "Sagra dei piatti tipici" dobbiamo citare "Le mani in pasta", divertente laboratorio dedicato ai più piccoli per scoprire l'arte della pasta fatta a mano.
Quest'anno sono stati realizzati li frascarill'.
Nella fresca cornice della Villa Comunale i bambini, opportunamente guidati da delle cuoche della Pro Loco, hanno sparso la farina sulla spianatoia, con un rametto di rosmarino o di ulivo l'hanno bagnata con l'acqua come fa il prete quando benedice, poi con le mani hanno cominciato ad accarezzarla per formare piccoli grumi difformi.
Poi gli gnocchetti sono stati setacciati, cucinati e conditi con un sugo semplice. Buon appetito.
Questa era la ricetta semplice ed essenziale di una volta (quando c'era poco, molto poco).
Con il miglioramento delle condizioni economiche questo piatto povero è diventato ricco, come questo filmato ci dimostra:



Esiste una varietà infinita di ricette di frascarill'.
In comune hanno il loro modo di creazione, che i ragazzi de "Le mani in pasta" hanno potuto vedere da vicino.

ATTENZIONE ALLE CHIUSURE


Domani, 19 agosto 2026, l'Ufficio Postale corropolese resterà chiuso.
E' il secondo dei 3 giorni di chiusura estiva programmata: il 19, il 21 e il 24.
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