IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

domenica 17 maggio 2026

STORTA VA, DIRITTA VE'


Attenzione! Un grosso ramo è caduto sul ponticello della pista ciclabile corropolese prima di arrivare al mattatoio.
Il problema è stato segnalato. Il Comune fa sapere che interverrà il più presto possibile.
Se volete fare una passeggiata domenicale potete optare per la pista ciclabile vibratiana.
Anche qualcosa ci dice che le cose non vanno per il verso giusto.

La strada è diritta, ma il cartello è storto.
Non c'è problema, Chi sa leggere, legge anche con il cartello in quella posizione.
La pista ciclabile Corropoli-Alba è la più tranquilla della Val Vibrata. Non s'incontra un'anima viva, né ciclista, né pedone. Che bello!


Peccato per la staccionata.
Per fortuna qualcuno è intervenuto e ha messo un solido nastro bianco e rosso...

CARTOLINA... STORICA


Si potrebbe supporre che questa cartolina possa risalire al 1934 (anno di affissione della lapide sulla facciata del palazzo comunale). Noi siamo propensi a datare la cartolina "1940" (anno di incoronazione della Madonna del Sabato Santo). 
Il 31 marzo 1940, la Chiesa di Sant'Agnese venne dichiarata Santuario Mariano; il che produsse un afflusso notevole di pellegrini provenienti non solo dalla vallata del Vibrata. Da qui l'esigenza di una cartolina, di un'immagine della Madonna dei miracoli.

TORNEO CONCLUSO



Presso il bocciodromo comunale si è concluso il torneo di bocce in ricordo di Vittoriano Pompilii.
Una bella e tranquilla serata organizzata e gestita dal dinamico Presidente Giuseppe Cichetti.
Bravissime tutte le coppie, sia quelle miste sia quella con il bocciofilo con più primavere: ovvero Quinto Foschi, di anni 92 che è arrivato sulla soglia della finale insieme a Emidio Mancinelli.
Siamo franchi: la coppia che ha vinto, Franco Cardelli e Franco Rupilli, francamente hanno meritato il titolo.



A competere con i vincitori sono stati Enzo Rosati e Mauro Cori.


E dopo la premiazione un lauto spuntino per tutti: giocatori e spettatori.
Era presente anche il vicesindaco Massimo Micozzi con i genitori di Vittoriano.
 

sabato 16 maggio 2026

IL FANTASMA DI PASQUALE


Siamo alla fine degli anni '70 e in via San Giuseppe, davanti la lavanderia di Valterina Pantoni, un gruppo di bambini di tenera età sosta davanti al negozio.
Sono alunni di 1^ o 2^ elementare che, guidati dal loro maestro, Pasquale Rasicci, vanno alla scoperta del paese in cui risiedono.
Anche Pasquale è presente nella foto; con un po' d'attenzione lo scoprirete nel riflesso della vetrina con un lungo cappotto e con un berretto mentre si accinge a scattare la foto.
Pasquale ha caratterizzato il suo insegnamento col coinvolgimento pratico dei ragazzi. Le loro conoscenze dovevano scaturire dall'esperienza. Ed ecco, in classe, far stampare in serie i disegni da loro realizzati su lastre di linoleum, oppure far allevare (sempre in classe) bachi da seta.
Per le gite le mete scelte per la sua classe non erano le città d'arte o i parchi di divertimento... ma i siti archeologici: a partire da Ripoli, Campovalano, Alba Fucens....
Un maestro diverso.

CUSTODE DELLA TERRA

Concetto Di Francesco, presidente dell'Associazione "Rosa di Maria Regina", ha dedicato un bell'articolo (da cui estrapoliamo dei passi e integriamo con dei filmati) a Giuseppe Lamona, grande collaboratore della citata Associazione.

La scomparsa di Giuseppe “Peppino” Lamona rappresenta per l’Associazione “Rosa di Maria Regina” APS-ETS una perdita immensa, un vuoto che tocca le corde più profonde della nostra storia. Peppino non è stato solo un collaboratore prezioso, ma il cuore pulsante e la mente lucida dietro le edizioni della “Festa de Lu Machenà”, la grande rievocazione capace di ridare vita e dignità all’epopea rurale della Val Vibrata.

Già nel settembre del 2024, Peppino era stato il grande regista culturale dello storico incontro “Arvé lu magnà d’ lu Machenà” tenutosi nella Chiesetta di Ravigliano.



Peppino era riuscito a trasformare la cucina della trebbiatura in un racconto mitico, celebrando il legame ancestrale tra l’uomo, la fatica e la terra di una contrada da sempre baciata dall’abbondanza, come ricorda il leggendario detto “Rav’jà tant uije e tant rà” (A Ravigliano tanto olio e tanto grano).

Nel 2025, la sua sete di futuro e la sua venerazione per le radici avevano trovato il culmine nella presentazione del libro di Vincenzina Cicconi, “Lu Bbellë Parlà”. Peppino aveva colto immediatamente l’importanza cruciale di quel momento: il dialetto non era solo lingua, ma l’eco immortale dei nostri antenati, un patrimonio da difendere. Con i suoi interventi illuminanti e la sua energia travolgente, aveva trasformato la benedizione delle antiche macchine agricole in un momento di pura commozione e orgoglio identitario.
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​Per l’Associazione “Rosa di Maria Regina”, Peppino rimarrà per sempre una figura mitica, un uomo ricco di bontà che con il suo sorriso e la sua immensa cultura ha saputo far brillare l’anima contadina vibratiana. Oggi il nostro dolore è immenso, ma la sua instancabile passione rimarrà la nostra guida. Ogni volta che la terra di Ravigliano profumerà di grano, e ogni volta che i motori dei vecchi macchinari torneranno a ruggire, la voce, lo spirito e il mito di Peppino Lamona continueranno a vivere accanto a noi.

il bambino è Giuseppe Lamona

Tutti gli iscritti dell’associazione assorti in preghiera si uniscono al dolore della moglie Ivana, nipote della Benefattrice Rosa, e alla Sua famiglia.

CIAO, PEPPINO - lutto

Apprendiamo che il 16 maggio 2026 ha intrapreso l'ultimo suo viaggio Giuseppe (Peppino) Lamona, una persona superlativa e generosa, amabile e amica di tutti.


Era nato il 25 agosto 1953 in un ambiente agreste tortoretano da madre corropolese.

La campagna lo marchierà indelebilmente, ma la sua aspirazione non sarà quella di diventare un agricoltore moderno, ma quella di valorizzare i prodotti della terra. Fra i tanti sceglierà il vino.
N
el 1973, appena diplomato enologo, trova subito lavoro presso la Cantina e Distilleria Marozzi di Martinsicuro per passare poi alla Frontenac Spa dove per 38 anni ricopre la carica di Direttore tecnico commerciale, nonché quella di enologo di cantina con produzione di Acqueviti di vino.


Nel 1993 viene integrato nel Magazzino Invecchiamento Distillati di Corropoli.
Dal 2011 al 2014 è fondatore ed amministratore Cantina Aqa di Corropoli come socio del gruppo Zaccagnini.
Dal 2015 al 2018  è Direttore della Cantina sociale di Ortona.
Dal 2019 è Consulente tecnico commerciale per l'Italia e per l'Estero, nonché selezionatore di vini per 6 Stati esteri e Consulente per Marche e Abruzzo per il Monopolio Canadese del Quebec...
La sua vita è un inebriante e continuo viaggio per il mondo a illustrare le qualità dei vini italiani.
Il suo motto: "Va' dove ti porta... il vino".
Ciao, Peppino.



CHE FREGATURA !


Un nostro lettore ci dice: "Avendo saputo che al Bivio era stata aperta una colonnina per ricaricare le auto elettriche, mi son recato con la mia.
Ma non ho potuto fare niente.
Il connettore della colonnina è molto diverso da quello sulla mia auto che è ibrida.



E poi il prezzo indicato sulla colonnina (0,79 al Kwh) non è proprio conveniente, se confrontato con il prezzo della corrente di casa che, a seconda delle compagnie, oscilla tra lo 0,25 e lo 0,35 € al Kwh."

LA SCARPETTA RUBATA


Raccontiamo un episodio poco conosciuto che riguarda la statua della Madonna del Sabato Santo. L'accadimento è raccontato dal dott. Emilio Tonelli in un suo libro sulla Madonna, a cui era molto devoto. Era il 1963.
"... come ogni mattina mi recai in Chiesa per un saluto e un bacio al piede della Statua. Con terrore mi accorsi che sul petto non c'era più il cuore d'argento e dal piede sinistro era stata asportata la scarpetta d'argento. Di corsa avverto Don Ermanno.
Era avvenuto un furto sacrilego. Che dolore! Decisi. Feci asportare l'altra scarpetta ed inviai tutto ad Arezzo perché venisse rifatta una nuova scarpetta, così com'era l'altra. Girai per gli orefici e riuscii a scovare un cuore d'argento simile a quello rubato. Dopo pochi giorni tutto fu sistemato come prima. 
La "mia" scarpetta d'argento ora è lì sul piede della Madonna ed il "mio" cuore ogni giorno è sul cuore della Madonna. Com'è bello!"

venerdì 15 maggio 2026

MEJULANO o MAJULANO ?


Per rispetto del passato i due termini dovrebbero essere scritti con la "j" semivocalica.
Consultando i testi di Niccola Palma, lo storico più acclarato della provincia di Teramo, il Colle della Badia viene indicato col nome di MEJULANO.
Altri, facendo derivare il nome da Maius (maggio), tendono a chiamarlo Majulano.
Nel linguaggio comune si possono sentire i due termini, ma prevale "Mejulà".
Per curiosità diciamo che in alcuni documenti del 1200 il Colle veniva chiamato "Mugilanum"; più tardi si incontreranno termini quali "in domanio Mogilani" oppure "Universitatis Castri Curopuli et... S. Mariae ad Muylanum".


UN COGNOME... ESTINTO


La signora della foto è Maria Carmela Balboni, nata il 31 ottobre 1906 a Corropoli da Umberto Balboni (1878, cocchiere) in via Largo del Municipio, 97.
Si pensa che abbia trascorso la prima parte della sua vita a Corropoli e, con il matrimonio, sia emigrata a Civitanova Marche... infatti in una scheda consolare della Repubblica degli Stati Uniti del Brasile del 1963 si firma 
Maria Carmela Balboni Gattafoni, residente in questa cittadina marchigiana.
In Brasile lei entra non come emigrante, ma come turista con un permesso di soggiorno di 90 giorni.
Chissà? Sarà andata come turista o per rivedere qualche parente che risiedeva in quella nazione?
Nel cimitero di Corropoli esiste una cappella della famiglia Balboni.

Alessandro Lillie

I COGNOMI PIU' DIFFUSI


I cognomi che riportiamo sono stati estrapolati da questo sito internet in ordine di diffusione.



RICCI
TARQUINI
CARDELLI
ROSATI
PANTOLI
DI LUCA
CICHETTI

DI SABATINO
VALLESE

DI UBALDO


ATTORI CORROPOLESI


A quanto sembra si deve a Gaetano D'Aristotile la costituzione della prima compagnia teatrale corropolese. Il dott. D'Aristotile, per favorire l'incontro e la socializzazione di giovani corropolesi, li riunisce a casa sua; da questi incontri, sotto la sua regia, nasce la "Filodrammatica dei Ranocchi Verdi", una compagnia teatrale che riesce a portare le sue rappresentazioni ben oltre Corropoli, arrivando fino a Campli. Una compagnia piuttosto anomala in quanto manca l'elemento femminile.
In questa foto ricordo, partendo da sinistra tra le persone in piedi riconosciamo Marcello (Corrado) Ricci, ?, Guglielmo Di Dionisio, Sandro Binni detto "Sandrin' d' lu predd'" in quanto nipote del parroco Adolfo Binni, Sestino ........, Francesco Speca, Gaetano D'Aristotile, Carlo Foschi, Armando Ricci, Giuseppe Bellagamba e Orazio Foschi; (accosciati) Lino Speca, ?, Italo Ricci, Paolo D'Aristotile, Donato De Annuntiis (dietro a) Antonio Stupponi e Alfonso Ricci, Primo Viscioni (dietro a) Luigi (Lino) Tarquini. Gli ultimi due del gruppo sono Pasquale Cinì e Fausto Carapucci.

21 MAGGIO - PROGRAMMA


La Festa del 21 maggio 2026 comincia il 15 maggio con un torneo di bocce (da svolgere in 2 giorni) in memoria di Vittoriano Pompilii


La sera del 20 maggio (mercoledì) c'è la VEGLIA DI PREGHIERA


La sera del 21 maggio (giovedì) è il giorno della festa canonica.


La sera del 22 maggio (venerdì) il concerto dei Regina.


A chiusura della festa (23 maggio - sabato) doppio intrattenimento:
Nel pomeriggio...


A sera, il concerto di Maurizio VANDELLI (ingresso gratuito) seguito dall'estrazione della lotteria e dai fuochi d'artificio musicali... .


UNA BELLA FAMIGLIA

foto del 2018

📌 Oggi, 15 maggio, è la Giornata Internazionale della Famiglia, istituita dalle Nazioni Unite per riflettere sul ruolo importantissimo della famiglia nella società e nelle vite individuali. 
Per celebrare questa ricorrenza abbiamo scelto la foto di una bella famiglia corropolese.
Il capofamiglia Emidio Tarquini, detto anche coccia mattaha trasformato in realtà le sue fantasie.
Ha preso una vecchia casa di campagna, ha cominciato a costruirci intorno e piano piano la modesta casa contadina si è trasformata in un castello,
 adibito a ristorante.


L'opera d'arte di Emidio però non è l'edificio, ma la sua famiglia.
I suoi 3 figli (Morgan, Fabiola e Ilaria) non girano il mondo in cerca di lavoro, ma lavorano nel castello per la sua gestione e per l'accoglienza degli ospiti che amano degustare i piatti della cucina tradizionale abruzzese preparati sotto la direzione della moglie Pina Di Gennaro.
Nella sua schiettezza (anche lessicale) il patriarca Emidio ha saputo costruire una grande famiglia, ha saputo darle un solido futuro e anche un insolito castello. Emidio ha anche saputo trasmettere la passione per un lavoro svolto con gioia ed entusiasmo. 


RICORDANDO VITTORIANO


📌 Il 15 maggio 2016 Vittoriano Pompilii, sul limitar dei 16 anni, venne strappato all'affetto dei genitori e dei corropolesi tutti. 
Nella foto è con uno dei suoi amici (Kevin Nicodemi), sorridente e ottimista, nonostante la malattia che incombeva su di lui.
Dei tornei di bocce ricordano la gioiosa figura di questo ragazzo che, col suo tragico destino, ha fatto riscoprire unita la comunità corropolese.
Nei filmati sottostanti l'enorme partecipazione di persone accorse al suo funerale.


L'arrivo in piazza

Dopo i funerali