IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

sabato 17 ottobre 2026

FABRIZIO E IL SUO CAMION (video)


Clicca sull'immagine per vedere il video.

All'arrivo del carro funebre con il corpo di Fabrizio Boni, autista di mezzi pesanti, il camion con cui aveva lavorato di recente comincia a clacsonare, emettendo un suono che richiama il guaito di un cane che ha perso il suo migliore amico, il padrone.
Commozione, tristezza e pianti hanno caratterizzato il pomeriggio del 17 ottobre 2027 a Corropoli delle numerosissime persone presenti alla cerimonia funebre.
Non è la prima volta che questo succede.
E' successo nel 2024 nel giorno del funerale di Carlo. Vedi post.

COMUNICATA ALL'ESTERO


Siamo a cavallo degli anni '50/60. 
Una bella foto per ricordare questa ragazza, Madera Di Sabatino, che per vari anni ha vissuto a Corropoli.
Nella foto però si trova in Venezuela. E' il giorno della sua prima Comunione. I genitori risiedevano lì per motivi di lavoro e per costruire una casa in Italia. 
Tanto hanno fatto... la loro casa, oggi, è diventata la sede del ristorante "A casa di Luigi". 
Infatti, dopo la morte dei genitori, Madera si sposa e spicca il volo in direzione Sant'Egidio alla Vibrata.


CI FU QUALCOSA DI NUOVO


📌 E' il 17 ottobre 2004 e in chiesa c'è qualcosa di nuovo. Si celebra una cerimonia mai ricordata.
5 genitori hanno ultimato il percorso formativo indicato dall'Agesci ed oggi vengono nominati ufficialmente capi (responsabili) del gruppo Scout corropolese.
Nella foto, sotto lo sguardo benevolo di don Ivo Di Ottavio, vediamo Massimo Felicioni nel momento di fare la promessa; dietro di lui è pronto Giancarlo Rosati; non inquadrati ci sono anche Giuseppe Moretti, Loredana Ricci e Romina Marconi Sciarroni.
Nel primo anno di vita-scout corropolese i ragazzi saranno 21, divisi in 4 squadriglie.


LA SEDE NON E' BELLA, MA...


La sede del Centro "Leonardo da Vinci" non è proprio bella e tantomeno confortevole, ma al suo interno si preparano le attività più diverse.
Sul muro di fronte vediamo affisso un manifesto riferito alla 3^ Festa della Vendemmia, quindi siamo nel 1985, presumibilmente nel mese di settembre-ottobre. Sul lato destro della foto un mare di coppe e trofei: servono per le varie iniziative della Festa (il palio delle conche, il grappolo d'oro, miss vendemmia, corsa degli asini,...).
Le coppe poggiano su una pedana in legno che serve per le prove della Corale Folk.
Le persone che si vedono nella foto sono Lina De Sanctis e Lido Speca.


AL MIO PAPA'


Abbiamo trovato su Instagram una lunga riflessione poetica di un figlio (Samuel Boni) che si apre al padre (Fabrizio) in punto di morte... 

Oggi è morto mio padre. E con lui se n’è andata una parte di me che forse non avevo mai conosciuto davvero.

Per tutta la vita siamo stati due persone troppo simili per riuscire a capirsi, troppo orgogliose per venirsi incontro, troppo chiuse per dirci quelle parole che, in fondo, forse aspettavamo entrambi.

Non abbiamo avuto il rapporto che avrei voluto. Ci sono state le incomprensioni, la rabbia, le ferite, le distanze. Ci sono state tante volte in cui avrei voluto un padre diverso, tante cose che avrei voluto dirti e che invece mi sono rimaste dentro.

E adesso che non ci sei più, fa male sapere che alcune cose non potrò mai più dirtele.

Qualche tempo fa ho ritrovato una nostra foto. Io ero piccolo e tu eri lì, accanto a me. Ho ritrovato anche quella piccola tabella che mi avevi lasciato, quella che mi dicevi sempre di guardare. Non sapevo che un giorno quei piccoli pezzi del passato sarebbero diventati così importanti.

Poi è arrivato quel giorno in ospedale.

Ti ho stretto tra le braccia. Tu hai pianto, io ho pianto. C’era anche mia sorella. Per un momento non c’erano più le discussioni, il nostro carattere, gli anni in cui non siamo riusciti a capirci.

C’eravamo noi.

Un padre. Un figlio. Una figlia.

Una famiglia che, nonostante tutto, in quell’istante era lì, stretta insieme, davanti a qualcosa che nessuno di noi avrebbe voluto affrontare.

Ti ho abbracciato forte, papà. Forse come avrei dovuto fare tante altre volte. E se avessi saputo che quel momento sarebbe diventato un ricordo da custodire per tutta la vita, probabilmente non ti avrei lasciato andare così presto.

Oggi ripenso a quell’abbraccio e mi si spezza qualcosa dentro.

Perché adesso capisco che non stavo soltanto abbracciando mio padre. Stavo abbracciando tutti gli anni che ci sono mancati, tutte le parole che non ci siamo detti, tutti i momenti in cui avremmo potuto avvicinarci e non lo abbiamo fatto.

Stavo abbracciando anche il bambino che ero, quello che forse, nonostante tutto, aveva ancora bisogno di suo padre.

E la verità è che non ero pronto a perderti. Non lo sono nemmeno adesso.

Non so come si fa a piangere una persona con cui hai ancora tante cose irrisolte. Non so come si fa a dire addio a qualcuno a cui hai voluto bene anche nei momenti in cui non riuscivi nemmeno a stargli vicino.

So soltanto che oggi avrei voluto avere più tempo.

Più tempo per parlarti.

Più tempo per capirti.

Più tempo per abbracciarti senza sentire quel blocco che ci ha accompagnati per una vita.

Avrei voluto un altro giorno. Un’altra possibilità. Anche soltanto cinque minuti in più per tenerti la mano e dirti quello che non sono mai stato capace di dirti guardandoti negli occhi.

Ma la vita non ci chiede se siamo pronti. E a volte ci lascia con un amore che capiamo fino in fondo proprio quando non sappiamo più dove portarlo.

Papà, non voglio fingere che tra noi sia stato tutto bello. Non lo è stato. Ci sono ferite che non spariscono solo perché una persona muore.

Ma non voglio nemmeno lasciare che siano soltanto quelle a raccontare la nostra storia.

Perché oggi, quando penso a te, penso anche a quella foto. Alla tua mano nella mia. A quell’abbraccio. Alle nostre lacrime.

E penso che, nonostante tutto quello che non siamo riusciti a essere l’uno per l’altro, per un momento siamo riusciti semplicemente a essere padre e figlio.

Mi hai lasciato tante domande senza risposta, papà. Ma non porterò con me soltanto il dolore di ciò che è mancato. Porterò anche quel tuo abbraccio.

Quello in cui non servivano più le parole. Quello in cui, per un istante, non eravamo più due persone incapaci di capirsi.

Eravamo soltanto noi.

E se potessi tornare indietro, non ti chiederei di essere stato un padre perfetto. Vorrei soltanto avere ancora un momento con te. Stringerti forte, appoggiare la testa sulla tua spalla e non dover essere forte, non dover fingere, non dover dire niente.

Soltanto tuo figlio.

Oggi non posso più abbracciarti, papà. Posso soltanto chiudere gli occhi e tornare a quel momento, quando eri ancora qui e le mie braccia potevano raggiungerti.

E forse è questo che fa più male: sapere che darei qualsiasi cosa per rivivere un istante che, mentre lo vivevo, non sapevo sarebbe diventato uno dei miei ricordi più preziosi.

Ti voglio bene, papà.

Avrei voluto dirtelo più spesso. Avrei voluto che tra noi fosse tutto più semplice.

Non so se, da qualche parte, potrai mai sapere quanto mi manchi. So che da oggi dovrò imparare a vivere con tutto quello che non ci siamo detti.

Ma una cosa te la prometto: quell’abbraccio non lo perderò.

E ogni volta che guarderò quella foto, ogni volta che rivedrò quella piccola tabella che mi dicevi di guardare sempre, ci sarai anche tu.

Perché prima di tutte le ferite, prima della rabbia, prima di tutto quello che non siamo riusciti a sistemare, tu sei stato mio padre e io sarò per sempre tuo figlio.

Riposa in pace, papà.

Una parte di me avrebbe ancora tante cose da dirti.

E un’altra parte, quella che oggi piange come un bambino, vorrebbe soltanto che tu fossi ancora qui.

Tuo figlio. Per sempre.


venerdì 16 ottobre 2026

CHI TARDI ARRIVA...


📌 Non è sempre vero che "Chi tarda arriva male alloggia".
La foto è stata scattata il 17 ottobre 1987 in zona Santa Scolastica, per
 il compleanno di Luca Di Pietro, il "boss" del gruppo.
Per la festa dei suoi 13 anni ha invitato i compagni di classe... ma non tutti sono arrivati.
Il compleanno era a base di Coca Cola e di gingerini da bere con la cannuccia. Non mancavano dolcetti vari e la classica torta.
Un compleanno semplice, ma abbastanza ricco da festeggiare insieme agli amici.
In primo piano da sx: Toni Tarquini, Andrea Alfonsi, Luca Di Pietro e Stesy Diomede.
Sullo sfondo sempre da sx: Marco Ticchiarelli, Guglielmo Di Diodoro e Raniero Core.
In ogni festa che sempre qualcuno che arriva in ritardo. Alla festa di  Luca è Massimiliano Pantoli che arriva in ritardo, ma contrariamente al proverbio ha l'onore di una foto (senza il gruppo) con il festeggiato. 



Tanti auguri, Luca.

Oggi Luca vive e lavora a Bangkok nel mondo della ristorazione.
Perfettamente integrato nella nuova Patria, ha messo al mondo una DiPietrina a cui è orgoglioso di far conoscere la cultura italiana (clicca sull'immagine).



RICORDANDO CORRADINO


Dal grappolo della vita corropolese ogni tanto si stacca un acino.
Questa volta a lasciarci è Corradino Celani, residente in zona Pianagallo.
Come tanti corropolesi anche lui è stato un emigrante.
Ha lavorato in Svizzera per una decina d'anni.
Nel 1974 è rientrato in Italia realizzandosi pienamente sia dal punto di vista familiare (una moglie adorata, 2 splendidi figli e, a seguire, 2 amatissimi nipoti) sia dal punto di vista lavorativo (era stato assunto dall'Eurocarbo).
Lui, appassionato di meccanica, aveva trovato nella ditta corropolese il luogo di lavoro ideale. Resterà alle sue dipendenze per una trentina d'anni e potrà coltivare il suo hobby: costruire e realizzare attrezzi vari utili alle sue necessità.


TRUFFA DEL TELEFONINO ROTTO




Attenzione! Truffa del telefonino rotto.
Il messaggio, l'hanno mandato pure a me che non ho figli... per cui ci si accorge subito dalla truffa.
Ma chi ha un figlio/a, prima di formare il numero suggerito, farebbe meglio a formare il numero vecchio. Il figlio/a risponderà.
Non farsi prendere dall'ansia.
Se continuano a mandare questi messaggi, vuol dire che qualcuno abbocca.
Buona fortuna. Abbiamo cancellato le ultime cifre del telefono per evitare che qualcuno, incuriosito, lo formasse.
Non intendiamo fare pubblicità agli imbroglioni. 

LAVORI IN CORSO


Il 14 ottobre 2026 a Corropoli vengono innalzate 2 maxi colonne. 
Una è la colonna portante della stazione radio base dell'Iliad che è stata drizzata sul Colle di Corropoli, posizione strategica che permetterà di spandere le sue onde elettromagnetiche su tutta la bassa vallata del Vibrata.
L'altra è la colonna-serbatoio per gas metano liquido innalzata presso la stazione IP di Fabrizio Rosati che si sta ampliando. I lavori procedono alacremente.
La costruzione adibita, attualmente, ad ufficio e bar verrà abbattuta.
Il 29 luglio 2026 avevamo fotografato il grosso serbatoio che giaceva, disteso, dietro il bar.



Altri serbatoi più piccoli verranno invece sotterrati per creare punti di rifornimento di gas e metano, presso la stazione di servizio IP, ubicata lungo la SS 259 (zona supermarket Jumbo).


La stazione di servizio oggi è gestita da Fabrizio Rosati, figlio di Adornino (1941-2003) che la realizzò e l'inaugurò il 19 luglio 1999.
Dopo vari anni di emigrazione in Canada, Adornino tornò in Italia e utilizzò le risorse messe da parte per l'apertura di una stazione di servizio (visto che i 2 distributori al Centro del Bivio erano destinati alla chiusura).


Adornino arricchì la stazione di un moderno e grande autolavaggio. Ma quest'ultima attività non decollò.
Nonostante tutto, Adornino ha creato anche una invidiabile possibilità di lavoro per i suoi 2 figli: Fabrizio alle pompe e Lorena al bar.

CORROPOLESI ALL'ESTERO

Riproponiamo questa foto perché, imprevedibilmente, è tornata d'attualità.
Grazie alla pagina FB "Corropoli. Storia, attualità e dintorni" abbiamo rintracciato una discendente della coppia dopo più di 100 anni dall'arrivo di questi corropolesi negli USA.


"Corropoli come vivevamo" ha trovato un nuovo e attivo collaboratore. Si chiama Alessandro Lillie. Non risiede a Corropoli, ma nel Nord Italia. I suoi avi provenivano però dalla Val Vibrata. E' un appassionato di genealogia.
Grazie a lui, della coppia corropolese della foto, sbarcata in Pennsylvania, sappiamo varie cose.
Lui è Pio Felicioni (1891-1960), figlio di Nicola (1856) e di Maria Marziale (1859).
La ragazza è Lucia Palazzese (1893-1959).
Dalla coppia nascono Nicola (1916-1976), Maria (1920-1981), Luisa (1924-2004), Pasquale (1926-1983) e Marfalda (1931-1989).




Le radici non si dimenticano, ma si ricercano

CIAO, FABRIZIO - lutto



Il  16 ottobre 2026 ci lascia Fabrizio Boni, un grande lavoratore. Tutto suo padre Livio.
Come suo padre non sapeva stare con le mani in mano.
Cresciuto tra camion, trivelle e escavatori, da giovanissimo si appassiona alla guida di grossi camion. Il suo lavoro è faticosissimo e disagiato, ma viene affrontato con amore e passione.
Il male lo coglie d'improvviso all'inizio di ottobre e lo porta via precocemente all'età di 60 anni.
Fabrizio, uomo superattivo, sbrigate le faccende di casa, riempiva il suo tempo libero con lo sport.
Fin da piccolo aveva amato il calcio. Aveva ricoperto il ruolo di portiere nell'USAC Corropoli per vari campionati.
Poi aveva cambiato sport... e la bicicletta era diventata la sua nuova passione.



Nel frattempo intorno a sé aveva creato una fitta rete di amicizie. In fondo Fabrizio era un compagnone. Era amico di tutti.
La sua disponibilità era apprezzata e ricambiata da quanti entravano in contatto con lui.
Ciao, Fabrizio.


UN RICORDO DI PASQUALE


📌 Il 16 ottobre 2019 è morto Pasquale Rasicci, insegnante ma anche ricercatore accanito e appassionato studioso di storia locale.
Si deve a questa sua passione il gemellaggio con Telve di Sopra, la valorizzazione del corropolese Italo Foschi (1° presidente della Roma Calcio)... ma ci piace ricordarlo anche per la sua passione per la fotografia. 
Se oggi circolano innumerevoli foto di classi scolastiche lo si deve a lui che, puntualmente, ogni anno scattava foto a tutte le scolaresche delle elementari del Centro Storico.
Come insegnante ha proposto una scuola nuova "rivolta al passato". Ha cercato di far appassionare i suoi alunni all'archeologia illustrando le bellezze della civiltà della ceramica di Ripoli e portandoli in gite scolastiche che avevano come meta siti di antiche civiltà.
Lo ricorderemo per i suoi numerosi libri.
Corropoli con la sua morte è diventata più povera.
Pasquale Rasicci era nato a Controguerra il 20 dicembre 1926, ma la sua immagine appare legata a Nereto dove aveva trascorso la sua giovinezza. A Corropoli passa la maggior parte della sua vita in compagnia di Liliana Di Filippo e dei suoi due figli. 



giovedì 15 ottobre 2026

RICORDANDO ROSA E ORLANDO


📌 Il 16 ottobre 2021 ci ha lasciati Rosa Carletta, una donna spontanea, gentile, dolce...
L'avevo conosciuta al Centro Anziani del Bivio insieme a suo marito Orlando Cialini... una coppia affiatatissima... sempre insieme.
Lei per seguire lui aveva lasciato la campagna in quel di Ravigliano e s'era adattata a vivere in un appartamento del centro storico. 
Amavano stare insieme e stare insieme agli altri. Durante le serate estive erano i primi a prendere posto sotto i portici di piazza Pie' di Corte per godersi le manifestazioni.
Nel giorno dedicato alle donne, l'8 marzo 2019, Orlando l'ha lasciata non certo per sua volontà. E il 16 ottobre 2021 Rosa lo ha raggiunto per continuare a stare insieme per l'eternità.
Ciao, Rosa.

BUONO COME IL SUO PANE


📌 Il 16 ottobre è la giornata mondiale sia dell'Alimentazione che del Pane.
Quando una volta si diceva "pane" il pensiero volava a Peppe o a Nicola o a Fernando o a Iduccia o ai fratelli Quinzi.
Oggi a Corropoli è rimasto un nome solo: Luca.
Luca è un lavoratore instancabile che ci offre i suoi prodotti nel Centro storico corropolese.
Una volta aveva anche un punto vendita al Bivio, presso il Supermercato Tigre.
I suoi prodotti vanno dal pane aquilano ai dolci, ai panini imbotti, alle pizze... nei formati più diversi e gustosi.



Nel forno di Luca la meccanizzazione è ridotta al minimo e quel che ne esce fuori profuma di buono e rallegra la vista, come questa maxi pagnotta dal peso di 12 kilogrammi.


Luca Carrozzi è un fornaio aquilano che ha trovato a Corropoli il suo ambiente ideale.
Dopo il sisma del 2009 ha lasciato Paganica e si è fermato nel nostro Comune.
Da "Er principe" è diventato il "Re della Frittella".



A sostenere Luca in questo lavoro c'è la moglie Daniela, sempre pronta a consigliarvi quando avete l'imbarazzo della scelta.

LE DONNE RURALI

Il 15 ottobre è la giornata mondiale delle Donne Rurali


📌 Di questa foto sappiamo ben poco, ma ci hanno detto che è una foto corropolese.
C'è qualcuno che si riconosce o riconosce qualcuno?
Questo blog l'ha scelta per la giornata mondiale delle Donne Rurali, che dal 2007 si celebra ogni 15 ottobre per riconoscere il loro ruolo chiave nel mondo contadino.
Sulle donne rurali hanno gravato l'educazione dei figli, la cura della casa, l'assistenza dei familiari anziani e, abbastanza spesso, l'aiuto fornito ai mariti nei lavori dei campi. 
Forte era il suo senso della famiglia. In quei lontani tempi nessuno aveva pensato ad una festa dedicata a lei. Nei giorni di festa la donna rurale era in cucina a preparare il pranzo per i parenti invitati.
Con l'industrializzazione il suo ruolo cambia. Le dedicano una festa... l'8 marzo, le regalano la mimosa e, se proprio lo vuole, può andare a vedere uno strip maschile.
Qualche decennio fa, era lei che prendeva le decisioni per sé e i suoi cari.
Oggi sono altri che - tramite la pubblicità - indicano loro quello che devono fare, come devono vestire, cosa devono mangiare...
Contente loro, contenti tutti.