IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

sabato 25 aprile 2026

EVENTO CULTURALE


Era il 2009. Due associazioni corropolesi: "Non solo Cultura" e "Nuovi Orizzonti" si incontrano e decidono di collaborare per la presentazione di due tesi di laurea su temi prettamente corropolesi.


La prima (di Stefania Pompeo) affronta il tema degli "Insediamenti precelestini nella Diocesi di Teramo: Santa Maria di Mejulano di Corropoli e Sant'Onofrio di Campli".
La seconda tesi (di Tiziana Zippilli) ci offre un'analisi storica ed estetica de "la Madonna di Mejulano a Corropoli", ovvero di una  piccola statua lignea che si fa risalire alla prima metà del Trecento, oggi conservata nella chiesa di sant'Agnese. 
Nell'ex cinema di Corropoli, adibito a sala-conferenze, le due tesi di laurea vengono illustrate.


Due piccole mostre, relative ai temi trattati e allestite all'ingresso della sala, accolgono gli intervenuti
Sono state realizzate e curate da Tiziana Zippilli e Stefania Pompeo. Si tratta di foto della Madonna di Mejulano e di antiche pergamene provenienti da diversi archivi e biblioteche teramani, ma anche dall'Archivio Segreto Vaticano e dall'archivio dell'Abbazia di Montecassino.





La serata, che si rivela da subito molto interessante, vede la presenza di diverse personalità locali; c'è lo storico corropolese Pasquale Rasicci, c'è don Ivo Di Ottavio, il parroco di Corropoli, Umberto Pompilii in rappresentanza dell'Associazione "Non solo Cultura" e Guido Rosati per "Nuovi Orizzonti". 


Si registra anche la presenza di Paolo D'Aristotile, sindaco di Corropoli.
Le due laureate, di cui una sposata e madre di due bambini, presentano in maniera dettagliata il proprio lavoro di ricerca.


Ospite d'onore della serata è Lucia Palazzi, ricercatrice di storia medioevale.
La Dott.ssa fa un excursus sui documenti inediti, relativi ai Monaci Celestini dell'Abbadia di Mejulano, raccogliendo l'attenzione e lo stupore degli intervenuti.


La serata si chiude con l'intervento di Franco Regi, autore di diversi libri di storia, di tradizioni, di poesie e di leggende locali.


Quella del 26 aprile 2009 è stata una bella serata all'insegna della cultura, della sensibilità per la materia trattata e del coinvolgimento degli argomenti presentati.

BUCHE TAPPATE


Macchie di asfalto nero evidenziano che le buche, presenti in zona supermarket Tigre al Bivio, sono state colmate.
Scongiurato il pericolo d'inciampo o la rottura di parti meccaniche dell'auto.
Vedere le buche allargarsi sempre più ogni giorno ha dato ai biviesi di vivere in un territorio abbandonato.
La foto è stata scattata il 17 aprile 2026.
Il 20 marzo 2026 era così (foto sotto).


Le buche sono più di una, il problema è vecchio e da anni viene affrontato in maniera non risolutiva.


Questo blog ha cercato di affrontare il problema in maniera leggera tramite un quiz (risolto da Gianni Nepa).



La soluzione è stata trovata subito. E quindi si deduce che i cittadini notano, ma non segnalano.

FAMIGLIE DI UNA VOLTA


Siamo alla fine degli anni '50.
Per avere una bella fotografia (di famiglia) si deve far ricorso ad Asmerino Di Gaetano a Nereto.
E così deve fare Severino Massetti (1922-2013) con la moglie Olga Foschi (1921-2009) e la figlia Donata.
Questa bella famiglia ha abitato la contrada Ravigliano, zona Centurati.
Severino ha partecipato alla seconda guerra mondiale in Africa, a Tobruch, porto libico di rilevante importanza perché permetteva alle truppe italo-tedesche di avanzare verso El Alamein. 
Severino fu fatto prigioniero e in questa condizione restò per più di un anno soffrendo la fame, fin quando fu liberato dagli americani. Egli poté così ritornare in Italia ma aveva contratto una forte infiammazione alla pleura.
Sbarcato a Livorno, fu ricoverato nell'ospedale di questa città per essere trasferito più tardi a quello di Teramo.
Era partito per la guerra a 19 anni e tornò a casa che ne aveva 28.
Come sopravvissuto corropolese della 2^ guerra mondiale, ogni 4 novembre, partecipava alla commemorazione dei caduti in guerra reggendo la bandiera italiana.
Severino è stato l'ultimo combattente corropolese della 2^ guerra mondiale. Ci ha 
lasciati, il 19 giugno 2013. 
Nella foto sottostante è il militare racchiuso nel cerchietto nella parte destra della foto.


GITA : SAN GABRIELE - L'AQUILA


Continua senza sosta l'impegno dei componenti dell'Associazione "Spirito Santo". 
Oltre a costruire e realizzare, questo gruppo deve spendere energie e risorse per riparare i danni prodotti da persone irresponsabili come quelli arrecati al recinto della Chiesa.

Nel 2025 questo gruppo propose 2 gite (una a Roma per il Giubileo e una ad Assisi). Quest'anno come prima proposta abbiamo il Santuario di San Gabriele e L'Aquila, proclamata Città della Cultura 2026.
Per maggiori informazioni leggere la locandina.


Ci si può prenotare presso il negozio di Mimma o da Peppe d' Casciò.
L'anno scorso alcuni non potettero partecipare per esaurimento posti. Non si riuscì a riempire un secondo pullman,
Chi prima arriva, di sicuro parte!

25 aprile - POST DA VEDERE



A guardarli sono belli, eleganti, sciolti, disinibiti, spiritosi, forse pure diplomati... provate a vedere il video (cliccando sull'immagine) e scrivete nei commenti le vostre sensazioni.
Naturalmente non tutti i ragazzi sono così!

A TUTTI, TRANNE UNA


foto Cityrumors

Nel Consiglio Comunale corropolese del 23 aprile 2026 c'è stato il rimpasto delle deleghe o il nuovo assetto amministrativo.

ASSESSORI

Laura Piccioni: pari opportunità, commercio e attività produttive, politiche giovanili, efficientamento energetico, tutela e benessere animale.
Alessia Lupi: istruzione, turismo, cultura, politiche sociali.
Massimo Micozzi (vicesindaco): manutenzione e aree verdi, viabilità, sport, sicurezza.
Domenico Di Monte: ambiente, affari legali, diffusione attività comunali, democrazia partecipata, servizi cimiteriali, rapporti con i cittadini.


CONSIGLIERI

Giancarlo Di Ubaldo (capogruppo): digitalizzazione, servizio civile.
Claudio Del Toro: agricoltura, rapporti associazioni sportive,
Attilio Ricci: urbanistica, lavori pubblici in collaborazione con il sindaco.

E' la prima volta che nella mia vita repubblicana capita di vedere una cosa del genere.
Tutta la compagine di maggioranza (compresi i consiglieri) ricevono una delega, tranne Roberta Grilli, 564 voti retrocessa all'ultimo posto, ovvero senza delega alcuna.
Tra gli elettori della Grilli c'è chi ci vede una punizione, chi un isolamento, chi un mobbing, chi una discriminazione.
La Grilli deve averla combinata proprio grossa per essere sottoposta a questo trattamento, ma nel lungo documento del Sindaco non troviamo nessun accenno a qualche sua mancanza.

COSI' IL SINDACO VALLESE SCRIVE

Mi dispiace non poter essere oggi tra voi. Avevo in programma da tempo di affrontare in prima persona questo passaggio e lo avrei voluto fare guardandovi in faccia, come è giusto.
Una piccola necessità clinica, di cui ho avuto conferma solo pochi giorni fa, ha richiesto il ricovero da ieri, con dimissione prevista domani. Ho scelto comunque di non rinviare ulteriormente l’appuntamento con il Consiglio: sarebbe stato il modo peggiore di rispettarlo.
Affido perciò a queste righe le ragioni della rimodulazione della Giunta Comunale disposta con mio decreto.
Voglio essere chiaro fin dall’inizio su un punto che è stato oggetto di molte, troppe, interpretazioni nelle scorse settimane. Poche settimane fa, in occasione del referendum costituzionale, siamo stati chiamati tutti alle urne per una delle più alte forme di sovranità popolare che la nostra Carta prevede. Al di là delle posizioni che ciascuno di noi ha scelto, quella consultazione ci ha ricordato qualcosa di essenziale: nella nostra democrazia il cittadino è sovrano, e chi è stato eletto a rappresentarlo esercita il mandato in prima persona. Non è una verità nuova. È il principio che i Padri Costituenti, nel disegnare l’architettura della nostra Repubblica, hanno voluto al cuore di ogni istituzione elettiva, dal Parlamento fino al Consiglio Comunale: la democrazia non è soltanto il diritto del cittadino di scegliere chi lo governa, è anche il dovere di chi governa di rispondere delle proprie scelte, senza sottrarsi all’onere personale della decisione, perché la responsabilità politica è personale o non è.
In questa cornice si colloca la revoca del mandato assessorile: una prerogativa esclusiva del Sindaco, che risponde del buon andamento dell’azione amministrativa davanti a questo Consiglio e, soprattutto, davanti ai cittadini. È una responsabilità che non si delega e che non si condivide: si esercita.


Scegliere la propria squadra di governo, valutarne la tenuta nel tempo e ridisegnarla quando serve rientra nella piena autonomia politica del Sindaco, che degli esiti risponde in prima persona. È esattamente ciò che ho fatto.
Sul merito della scelta devo a questo Consiglio e alla città una spiegazione politica, che rendo volentieri. Il mandato che i cittadini ci hanno affidato è entrato da tempo nel cuore della sua attuazione: i grandi dossier richiedono oggi scelte impegnative, tempistiche stringenti, un coordinamento più serrato tra le deleghe e un ritmo di lavoro che il programma presentato agli elettori esige.

Ho ritenuto, in coscienza, che questo passaggio richiedesse un riassetto complessivo delle deleghe e una squadra pienamente allineata sulla direzione di marcia e capace di imprimere quel nuovo impulso operativo che Corropoli si aspetta da noi. Non si è trattato di un giudizio sulle singole persone, ma di una valutazione di sistema sulla configurazione più efficace per portare a compimento gli impegni assunti.
So che è trascorso un tempo più lungo di quanto avrei voluto prima di parlarne in questa sede. Illustrare una scelta di governo, però, ha senso quando la nuova configurazione della Giunta è pienamente operativa e le nuove deleghe cominciano a camminare sulle loro gambe, non sull’onda della cronaca. A questa scelta di metodo si sono aggiunte, lo dico senza farne un alibi, circostanze personali che hanno richiesto di dosare diversamente le priorità della mia agenda.

Ognuno è poi libero di scegliere quale strada percorrere per portare in Consiglio il confronto politico. Io credo, semplicemente, che il confronto politico si nutra di contenuti, non di scorciatoie procedurali.
Tengo a dirlo con nettezza: la rimodulazione della Giunta non mette in discussione il lavoro svolto fin qui, né interrompe alcun percorso amministrativo. La continuità è garantita, i progetti proseguono, gli impegni con la città restano tutti sul tavolo.
Lo dico con il rispetto che devo a ciascun consigliere, ma anche con la franchezza che la comunità si aspetta da chi la amministra. Su questa vicenda si è costruita, nelle scorse settimane, una narrazione che ha cercato di spostare l’attenzione dalle cose che contano, ossia il programma, i progetti in cantiere, gli impegni assunti con gli elettori, a una rappresentazione di retroscena e di procedure. È una strategia comprensibile sul piano della dialettica politica, ma è una strategia che non rende un buon servizio ai corropolesi. Il nostro mandato non si misura sul rumore attorno alla composizione di una giunta: si misura sulla bontà delle scelte strategiche e politiche, sulla serietà con cui si lavora, sulla direzione che si imprime all’azione amministrativa. È su questo terreno che io chiedo di essere giudicato, ed è su questo terreno che la maggioranza continuerà a presentare il proprio lavoro. Ogni altro confronto, per quanto legittimo, non può oscurare la volontà chiara che i cittadini hanno espresso nelle urne e che questa amministrazione sta portando avanti.

Vorrei anche, prima di concludere, sgombrare il campo da un equivoco politico che ha trovato spazio in queste settimane. La rimodulazione della Giunta che ho disposto non nasce da una logica di partito, né risponde a equilibri interni a una forza politica. Nasce da una valutazione di governo, di esclusiva competenza del Sindaco, assunta nell’interesse del Comune e del suo programma amministrativo. Lo dimostra un dato di fatto che i corropolesi conoscono bene: la revoca ha riguardato un’esponente della stessa area politica che sostiene questa maggioranza, non una figura di un’altra lista. Chi amministra un Comune non è il segretario di un partito: è il Sindaco di tutti i cittadini che gli hanno affidato un mandato. Il Sindaco risponde alla comunità nel suo insieme e non a correnti, non ad apparati, non a vincoli di schieramento. Quando una scelta di governo lo richiede, egli deve poterla compiere anche nei confronti di persone con cui condivide un percorso politico, proprio per mantenere quella posizione di imparzialità istituzionale che la sua funzione esige. È questa la differenza tra un Sindaco e un capo partito.

Ed è a questa differenza che, come Sindaco di Corropoli, sono e resterò fedele. C’è poi una presa d’atto che non posso tacere, perché il metro con cui si pretende di giudicare la modesta rimodulazione di questa Giunta è emerso in questi giorni con particolare evidenza. Proprio nel capoluogo della nostra provincia il Sindaco, espressione di una coalizione di centrosinistra, ha azzerato per intero la propria Giunta comunale e per sua stessa ammissione sulla spinta di un riassetto politico-amministrativo sollecitato dai partiti della maggioranza. E la sproporzione con quanto accade a Corropoli è sotto gli occhi di tutti. La minoranza di centrosinistra di Corropoli ha insistito per mesi per la convocazione straordinaria di quest’Aula, fino a inviare una formale diffida nelle stesse ore in cui si consumava l’azzeramento di cui ho appena detto.
Un’intera Giunta cancellata nel loro stesso campo politico non ha prodotto né un comunicato, né una denuncia, né una richiesta di chiarimento. La revoca di un singolo assessore nel nostro ha prodotto, invece, una mobilitazione continuativa culminata nella seduta odierna. I fatti parlano da soli, e dicono che questa convocazione nasce più dall’esigenza di un teatrino politico che dal merito amministrativo: perché il consiglio comunale non è un palcoscenico da scomodare quando conviene, ma la sede in cui si decide il futuro di Corropoli.
Da questa stessa vicenda emerge una seconda constatazione, che dico altrettanto asciuttamente. A Corropoli la revoca di un singolo assessore è stata disposta nel pieno rispetto della squadra che gli elettori hanno mandato in Municipio, che resta operante e al lavoro. Nel capoluogo della nostra provincia, invece, l’intera squadra di governo uscita dalle urne è stata cancellata per obbedire a richieste di parte. Il vulnus democratico, se di vulnus si vuole parlare, sta là dove la volontà degli elettori viene riscritta nella sua interezza, non dove un Sindaco rimodula una singola componente della propria squadra per governare meglio. Lascio ai corropolesi, che conoscono il valore del proprio voto, ogni ulteriore valutazione.

A tutti i componenti della Giunta, a coloro che hanno ricevuto nuove deleghe come a coloro che continuano a portare avanti quelle già loro assegnate, rivolgo l’augurio di buon lavoro, affinché da questo riassetto possa venire quel rinnovato impulso che ne ha ispirato la scelta. A chi ha fatto parte dell’Esecutivo in questi mesi va il riconoscimento politico che si deve a chi ha servito la comunità.
Questa amministrazione continuerà a rispondere con il lavoro, non con il rumore: perché è così che si onora il mandato ricevuto dai corropolesi.

Se avete letto questa lunga comunicazione... anche qui la Grilli non esiste proprio.
E giunti al fin della lettura, come Ponzio Pilato, ci vien da esclamare: "Io non trovo nessuna colpa in questa donna!"  

Chi volesse leggere la comunicazione della Grilli deve CLICCARE QUI e noterà che è scritta col cuore, mentre quella del Sindaco con la penna.



UN EROE CORROPOLESE


📌 Il 25 aprile è festa nazionale. Si commemora la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista.
In piazza Pie' di Corte a Corropoli nessuna manifestazione per ricordare che oggi è festa nazionale. Eppure Corropoli ha dato i natali a un giovane che è morto per liberare l'Italia dal fascismo, è morto per un ideale (che si può anche non condividere), ma è pur sempre un giovane coerente che ha dato la vita per realizzare ciò in cui credeva.
Stiamo parlando di Francesco (Franco) Speca nato a Corropoli il 30 novembre 1921. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Franco non si schierò dalla parte dei nazi-fascisti e si aggregò alle formazioni partigiane che operavano nella zona di Genova. 
Ferito, catturato, il 30 gennaio 1945 venne fucilato sulla montagna di Cogoleto (Genova).
A Corropoli gli hanno intitolato una via del Centro storico, ma a Cogoleto oltre a dedicargli un cippo sul luogo dove fu ucciso, gli hanno addirittura intitolato un molo.
A Cogoleto ricordano Francesco Speca tutti gli anni.




venerdì 24 aprile 2026

25 APRILE. GRAZIE PAPA'


Il 25 aprile si celebra la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
Oggi c'è un gruppo che vuole ergersi ad unico liberatore... ma non è così.
In primis io metterei gli Alleati (truppe anglo-americane). Senza il loro supporto le azioni di guerriglia, i sabotaggi , gli attentati dei partigiani forse non avrebbero avuto risvolti positivi.
Fra i liberatori bisogna inserire anche i reparti dell'Esercito Italiano che si unirono agli alleati nella lotta contro i tedeschi. A queste persone viene data la qualifica di "patriota".
Non bisogna poi dimenticare i civili: studenti, operai, contadini, artigiani, donne d'ogni ceto che combatterono contro il fascismo e il nazismo.
Mio padre è stato un PATRIOTA.


Il mio papà, Annibale Pompilii, nasce nel 1905 in una pinciaia ai piedi della collina (lato Tronto) su cui sorge Controguerra.
Davanti a sé ha una vita fatta di fatica e sudore: coltivare la scomoda campagna che saliva su verso il centro storico. 
Preferisce qualcosa di diverso: si arruola come carabiniere a piedi volontario nella legione di Roma per una ferma di 3 anni. In seguito passa a quella di Firenze e poi a quella di Cagliari.
Si trova nella legione di Verona quando nel 1938, a 33 anni decide di sposare la corropolese Scolastica Tonelli.
Nel 1940 fa parte della 2^ Armata Jugoslavia. Qui resta fino all'8 settembre 1943.
Dopo l'armistizio, dal 20 settembre 1943 al 20 giugno 1944 fa parte della Banda Zara.
Il 15 ottobre 1946 la Commissione Marchigiana gli assegnerà il titolo di Patriota.
Nel frattempo recuperato nei Reali Carabinieri degli Abruzzi presta servizio a Collecorvino, Pizzoferrato, Mafalda, Farindola.
Il 12 settembre 1950 si congeda col grado di Vicebrigadiere e va a vivere a Corropoli (Bivio) con la moglie Scolastica e i suoi 3 figli nella casa che aveva costruito sul terreno che aveva ricevuto dal suocero Francesco Tonelli.


Un grande bacio al mio papà e un caloroso e fraterno abbraccio a Matteo Di Natale che, con le sue appassionate ricerche, ha riportato in vita delle pagine di storia sconosciute o dimenticate.

QUARANTA + 4


25 aprile 2022, giorno di festa: tante macchine parcheggiate, poche persone in giro.


D'un tratto la piazza si anima. Vengono tutti, elegantemente vestiti, dalla chiesa dove è stato celebrato il 40° anniversario delle nozze di Elvira Marinucci e Guido Rosati, due colonne portanti di Corropoli: lei insegnante della scuola primaria e  animatrice della Caritas, lui promotore e realizzatore della sagra corropolese dei primi decenni, nonché politico "scomodo".
...e oggi, anno di grazia 2026 arriviamo a 44... tanti auguri!

COLPA DELLA GRILLI


La colpa è di Roberta Grilli che non ha permesso all'Amministrazione di "assicurarsi il raggiungimento degli obiettivi prefissati".
In Comune si voleva onorare il partigiano corropolese, ucciso dai nazisti, Francesco Speca.
Pur avendo pagato l'acconto per un busto in bronzo a luglio 2025, l'operazione non è riuscita.
Da un colloquio di 2 mesi fa con l'artista-autore emergeva che il busto era pronto e che lo si poteva vedere nel palazzo di Ripoli.
E domattina, 25 aprile 2026, il partigiano corropolese Francesco Speca verrà onorato a Mosciano Sant'Angelo e ad illustrare la sua figura ci sarà la prof Stefania Pompeo, anch'essa corropolese fino al matrimonio.



Torniamo alla prima immagine.

Il 25 aprile di ogni anno in Liguria, sulle montagne tra Cogoleto e Stella, un corropolese viene commemorato.
Almeno una volta l'anno uno o più sindaci mettono dei fiori sul luogo dove 
Francesco (Franco) Speca cadde da partigiano.
A quanto pare il Comune di Corropoli vuole onorare "finalmente" questo suo concittadino e nella determinazione 623 del 17 luglio 2025 (area tecnica) stabilisce:



Il busto verrà a costare 20.000 euro.

Per conoscere più particolari della storia di Francesco Speca CLICCARE QUI

LE PINCIAIE DEI MARCO'

.
Questo gruppo di pinciaie oggi non esiste più. Queste case di terra costituivano la dimora di varie famiglie denominate Marcò (famiglie Tonelli) in zona Colle. L'ultima pinciaia sulla destra la possiamo considerare la più moderna perché dotata di un gabinetto "interno" (specie di gabbiotto in muratura attaccato alla parete. Vi si accedeva dall'interno della casa).
Negli altri casi i bisogni corporali venivano normalmente soddisfatti, con la pioggia o con il sole, in inverno come in estate, in una piccola cabina (pajara) esterna.
Di tutte le pinciaie della foto se n'è salvata una sola. Oggi, opportunamente restaurata da Francesco Tonelli, è tornata ad essere abitabile.

TRE FOTO IN UNA


La foto d'apertura è il particolare di una foto panoramica di piazza Pie' di Corte.
C'è un giovanotto che sta per accendersi una sigaretta.
Scorre l'anno 1955. Il giovanotto è Domenico Falò. Alle sue spalle si nota una delle 2 cannelle della fontana a cui una popolana è andata ad attingere acqua con un recipiente. L'acqua della fontana, a quei tempi, era 
potabile e le donne normalmente l'attingevano con la conca.


Domenico Falò è in piazza vicino ad una palma da poco piantata. Sullo sfondo la casa di Manducc' d' Z'cchitt' (Armando Ricci). 
Oggi quella palma non c'è più. E' stata sostituita con un'altra palma, ma anche questa è stata attaccata dal punteruolo rosso che le ha uccise.


Prendendo in esame la parte sinistra della foto notiamo l'insegna di una oreficeria. Una volta nel centro storico c'erano 2 oreficerie: una la vediamo nella foto, l'altra era ubicata sotto i portici.
Oggi, le due oreficerie sono scomparse. A Corropoli è possibile trovarne una al Bivio.

SPACCATURA CON PUNIZIONE

Era il 30 luglio 2019. Il Consiglio Comunale tarda ad iniziare. 
Nel 2019 avevamo ipotizzato una spaccatura all'interno dell'Amministrazione. Si è avverata!
Alla spaccatura si è aggiunta una punizione o, se vogliamo, una discriminazione.
I consiglieri di maggioranza hanno tutti anche più di una delega. La Grilli NON NE HA UNA.
E cosa dovranno pensare i 564 corropolesi che l'hanno votata?


Il 10 agosto 2019 pubblicavamo: 

Alcuni lettori ci hanno fatto notare che - stranamente - prima del Consiglio Comunale del 30 luglio 2019 due assessori (Grilli e Di Monte) erano presenti nella sala consiliare insieme agli altri consiglieri, mentre una parte della Giunta (sindaco, vicesindaco e assessore erano nella saletta di cui si intravede l'ingresso nella parte sinistra del rettangolo tricolore.
Ai cittadini, che hanno eletto il Di Monte e la Grilli, sembra normale che anche questi assessori (facenti parte
 della Giunta) dovessero stare vicino al Sindaco. Invece i loro eletti sono rimasti nella sala, non hanno detto una parola e si sono limitati ad alzare la mano in sintonia con gli altri consiglieri di maggioranza.




Oggi, 11 febbraio 2026 aggiungiamo: 

"La maggioranza è compatta!" - scriveva il Sindaco.
"Sicuro?" - rispondiamo.
All'inizio della Legislatura gli amministratori erano tutti di Forza Italia.
Nel 2020 Roberta Grilli entra in Fratelli d'Italia. Domenico Di Monte aderisce alla Lega.
Nel marzo 2021 anche l'ex sindaco corropolese, Umberto D'Annuntiis, entra in FdI, portando con sé quei politici formatisi alla sua scuola.
Nel settembre 2022 Fratelli d'Italia diventa il partito più votato a Corropoli, detronizzando il M5S.
Nel febbraio 2025 Roberta Grilli viene eletta Presidente del Circolo corropolese di Fratelli d'Italia.
Che cosa ha fatto concretamente Roberta Grilli per essere "detronizzata" dopo essere stata votata da 564 corropolesi, 27 voti in meno del vice sindaco Massimo Micozzi?
Ci si giustifica adducendo: "per da
re nuovo impulso all'azione politico-amministrativa e per assicurarsi il raggiungimento degli obiettivi prefissati".

giovedì 23 aprile 2026

NEMO PROFETA


Sulla pagina FB di "Sei di Corropoli se..." abbiamo trovato una locandina che annuncia la commemorazione di Francesco Speca, eroe partigiano corropolese.
Interviene all'incontro di studio la prof.ssa Stefania Pompeo, vissuta a Corropoli fino al matrimonio.
Finalmente si fa qualcosa per Francesco!
Ma guardando bene il manifesto ci si accorge che questa commemorazione non si svolgerà a Corropoli, ma a Mosciano Sant'Angelo.


Dalla documentazione trovata sul web bisogna sottolineare che Cogoleto, oltre al molo intestato a Francesco (Franco) Speca e al cippo elevato sul luogo dove venne ucciso dai tedeschi, gli ha dedicato anche una lapide:


La scuola poi mette il nome di Francesco (Franco) Speca accanto e prima di quello di Sandro Pertini, partigiano ed ex presidente della Repubblica.


Mah!

STORIA DI UN MINATORE


📌 Aristodemo Cornacchia nasce a Corropoli nel 1909, ultimo di 8 figli, ma le persone lo chiamano "Sesto".
Suo padre Giuseppe emigra in America, dove 5 dei suoi figli lo raggiungeranno.
Aristodemo non segue il genitore e per aiutare la madre, rimasta a Corropoli, si ingegna in cento attività.
La sua famiglia possiede un cavallo con carrozza... e allora Aristodemo accompagna la levatrice nelle case di campagna delle partorienti, raggiunge la montagna per vendere peperoni, cavoli, pomodori, "ventarole"... riportando indietro legna carbone, castagne e patate.
Scoppia la 2^ guerra mondiale, Aristodemo va in Africa e al ritorno l'aspetta il fronte russo, ma lui preferisce andare a fare il minatore prima in Germania e poi in Belgio.
La silicosi, la malattia dei minatori, scava nei suoi polmoni e, il 24 aprile 1985, gli darà l'ultima picconata.