IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

martedì 20 ottobre 2026

NON PIU' ALLA CHETICHELLA


Come l'anno scorso nell'ultima domenica di ottobre la statua di San Donato, ospitata nella Chiesa dello Spirito Santo, rientra, accompagnata dai fedeli in processione, nella sua chiesetta originaria. 
Vi raccontiamo quello che è avvenuto il 25 gennaio 2025 durante il ritorno.


Una gomma del carrettino che trasportava la statua si sgonfia.


Una pompa sblocca l'incresciosa situazione...


...e San Donato rientra solo accompagnato da membri del Comitato festa.


Il Bivio, grazie all'Associazione "Spirito Santo", sembra aver ritrovato un'energia e una voglia di fare che non si vedevano da molto tempo.
Si spera solo che non vengano meno.
Il territorio del Bivio ha bisogno di cure e attenzione. Esso appare trascurato.

FURTI AL CIMITERO

 

Speravamo di non pubblicare più questa foto scattata qualche anno fa nel cimitero di Corropoli.
Novembre si avvicina e i ladri sono già all'opera.
Riportiamo la testimonianza di una corropolese.


A questo punto sorge spontanea una domanda:
MA LE TELECAMERE CHE VEDIAMO AL CIMITERO, FUNZIONANO ?


Invitiamo i nostri lettori (che hanno subito un furto) a descrivere il fatto. Più siamo e più possiamo fare pressione sulle autorità preposte.

TANTI AUGURI


Mio Dio! Quant'è cresciuto e quanto tempo è passato tanto velocemente!
Io lo ricordo così, piccolo e tenero partecipare, insieme alla sorellina Maria Sara, alla piantumazione delle rose nell'omonimo parco il 3 maggio 2009 al Bivio di Corropoli



Ora quel timido bimbo calca con sicurezza i palchi cultural-musicali dove evidenzia le sue capacità artistiche con la chitarra.
Anche se abita a Nereto, nelle sue vene scorre sangue corropolese al 100%, come in quelle dei suoi genitori e delle nonne.
Il suo nome è Francesco Ranalli, figlio dell'avv. Ranalli Gianrico e della prof Pompeo Stefania.
Francesco comincia a suonare la chitarra da autodidatta. Lo strumento gli piace e chiede di andare a lezione. Il maestro di musica gli consiglia di iscriversi al Conservatorio.
Francesco tanto ha fatto ed oggi si appresta a frequentare il 3° anno con tutti gli esami superati.
Nel frattempo ama insegnare ai ragazzi e trasmettere loro la sua passione per la musica e per la chitarra. Ecco un esempio.
Come avete potuto constatare Francesco è un chitarrista pop-rock, ma è anche un chitarrista acustico.
Dal 2022 Francesco ha partecipato a vari eventi culturali come musicista professionista; ha collaborato didatticamente al percorso di Chitarra Pop-Rock presso il Polo Scolastico "A. Zuccarini" di Corropoli; ha conseguito vari diplomi di merito con ottimi risultati.
Tanti auguri per il tuo futuro.


UNA BELLA STORIA


📌 La storia che ci accingiamo a raccontarvi risale a tanti anni fa... e ha dell'incredibile.
Il signore della foto una mattina, davanti ad un bar del Bivio, perde la fede. Se ne rammarica fortemente, ma deve rassegnarsi... non riesce a ritrovarla.

Arriviamo ai nostri giorni. Ricevo un messaggio da parte di Elena di Monte che mi dice che ha una cosa da riconsegnare a una certa Dalila, sposatasi il 20 ottobre 1991. Per caso la conosco?
Non conoscendo questa persona... inserisco quest'annuncio su Facebook.


Qualcuno risponde:


... e così, dopo 3 ore, piomba a casa mia Roberto Baldini in cerca della sua fede matrimoniale persa una decina d'anni prima al Bivio di Corropoli nel Bar Wynn (gestito a quei tempi da Novello Torzolini).
La fede era finita dentro una grata, rendendosi invisibile.
I nuovi gestori del bar, nel fare le pulizie, la ritrovano. Pensando che a perderla fosse stata la loro madre, gliela riconsegnano e la madre distrattamente la mette tra gli ori di famiglia.
Alcuni anni dopo, in un pomeriggio di pioggia, rovistando tra i gioielli ed esaminando la fede, la donna s'accorge che l'anello non era suo, perché la data del matrimonio e il nome incisi all'interno, non corrispondevano.
Di chi era l'anello? 
Da qui la formulazione dell'annuncio, la gioia di aver fatto sentimentalmente felice una persona e la constatazione che ci sono ancora persone oneste.

TANTI AUGURI PER L'ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO.

UNA MESSA SPECIALE


Evento speciale in chiesa. E' presente anche il Vescovo di Teramo Abele Conigli.
Non è Sant'Agnese, né il Martedì di Pasqua, e neanche il 21 maggio o il Corpus Domini.
E' il 20 ottobre 1979. Don Ivo celebra la sua prima Messa a Corropoli in qualità di parroco.
Ad accompagnarlo nei primi passi della sua missione spirituale, oltre al vescovo di Teramo, c'è un prete vibratiano: don Dario Lucantoni.
Chiudono il quadro 3 chierichetti: Massimiliano Michetti, Enrico Spinelli e Gianluca Capasso.

lunedì 19 ottobre 2026

RICORDANDO GAETANO


📌 Il 20 ottobre 1996 la serena vita della Val Vibrata veniva sconvolta dalla notizia che il politico corropolese Gaetano D'Annuntiis, colpito da malore, era deceduto mentre si stava esibendo con la Corale (da lui voluta) all'interno della Chiesa di Ancarano.
Tra osanna e denigrazioni (come accade ad ogni politico) Gaetano ha lasciato una profonda traccia. 
Al di là delle parole restano i fatti: costruzione di strade, acquedotti e elettrodotti rurali; istituzione di asili periferici; insediamenti delle prime fabbriche sia vicino al centro storico corropolese (Alcor), sia nella zona industriale di Santa Scolastica...
Si è battuto per ottenere il casello autostradale vibratiano ed è riuscito a superare le pastoie burocratiche per il recupero della Badia, abbandonata a se stessa (anni '80).
Ma la cosa più bella che ha lasciato ai corropolesi è suo figlio Umberto, che è stato sindaco di Corropoli per 10 anni. Sotto la sua amministrazione il paese si è sviluppato molto (soprattutto in zona Bivio). Questo ha fatto aumentare il numero degli abitanti di Corropoli che oggi supera i 5.000 (come nei primi anni '50).
Oggi, il figlio Umberto è Assessore Regionale.

GIOCARE A BRISCOLA


Eh, no! Il torneo di briscola amatoriale e mensile, organizzato dai "Cultori della Barba", non poteva saltare. Così, il 30 ottobre si disputa al bar Italia, ovvero al bar centrale del Bivio, denominato originariamente come Lu bbarr d'Arculin' (Ercolino) che negli anni '60 emigrò in Venezuela e il bar divenne Lu bbarr d' Francì de Cr'tò  (Francesco Cretone).
Nella foto sottostante altre info:







24 settembre 2026.
Nella foto, insieme agli organizzatori della gara di briscola settembrina (senza prosciutto), ci sono i vincitori prosciuttodotati: Andrea Prosperi e Domenico Fracassa di Corropoli.
Serata allegra, inclusiva, socializzante chiusa da una piccante spaghettata collettiva presso il Roxy Bar.





Si chiude in allegria il torneo di briscola che anticipa la Festa di San Donato.
Sono corropolesi i vincitori: Luigi Palazzese e Mario Cardelli.
Contrariamente agli anni precedenti l'organizzazione non è più curata dall'Associazione Spirito Santo, ma da 2 associazioni "specializzate": i Cultori della Barba e i Sentieri di ACF.
Il prezzo di iscrizione è 10 € a persona, ma cambiano i premi. Non più prosciutti, pizze di cacio e insaccati... ma per la festa del Santo diventano "buoni".





La saga della Briscola prosegue anche d'estate. Siamo al 5° episodio ambientato in piazza Pie' di Corte. A vincere questa volta sono corropolesi del Bivio: Ilario Di Pietro e Vincenzo Micozzi (con il prosciutto tra le braccia) insieme agli organizzatori.


Eccoli qua i vincitori del 4° torneo di Briscola organizzato presso l'Agriturismo "Il Grillo" a Corropoli.
I vincitori col prosciutto in mano sono Marcello Ferretti e Claudio Di Teodoro.
Gli altri 3 sono invece gli organizzatori.




Sono nati come "Cultori della Barba", poi sono diventati "Cultori delle nonne" e infine "Cultori delle carte".
Il loro tour delle carte è partito il 19 marzo 2026 dal Bar Essenza di Corropoli, il 30 aprile era a Controguerra presso la Terrazza Eden, il 28 maggio a Colonnella presso il Bar Good Luck.
A Colonnella i vincitori sono stati Maurizio Foschi e Riccardo Bizzarri. 



Nella tappa di Controguerra del 30 aprile hanno mangiato il prosciutto da Lorenzo Cipolloni e Rebecca Scardozzi.




La tournée, iniziata dal Bar Essenza al Bivio di Corropoli il 19 marzo 2026, ha visto vincitori del Torneo Amatoriale di Briscola Marcello Ferretti e Nicola Cardelli (alle estremità).


Al centro della foto in alto gli organizzatori: Corrado Di Pietro e Antonio Micozzi dell'Associazione Cultori della Barba. Allo scatto manca il terzo organizzatore: Franco Tomassoni, ma lo trovate nelle foto delle premiazioni successive.
E' un torneo che piace e propone una serata trascorsa tra strategie, risate, battute e tanta cordialità.
Se hai perso e sei uscito dal gioco continui a giocare nel girone di consolazione o "girone dei perdenti".
Una manifestazione che coinvolge anche ragazzi, signore e persone anziane come Gabriele Vitale, sulla soglia degli 88 anni (foto sotto)


ECCO IL FUTURO



Siamo in zona Santa Scolastica, via Ennio Flaiano.
Una volta in questa posizione vedevamo una campagna fertile e di libero accesso. Per buona parte dell'anno sarebbe apparsa verde per gli ortaggi coltivati o per il grano in attesa di maturazione.
Oggi non si coltiva più niente e il luogo è stato superprotetto. 
Hanno scavato un fossato come nei castelli medioevali, hanno disseminato la superficie di materiale inerte e di un bianco cadaverico. Hanno innalzato alte barriere.
Qualcuno ha avuto anche il coraggio di definire questa operazione come "futuro green".
Una volta qualche bisognoso effettivamente aveva davanti un futuro green. Nottetempo poteva procurarsi vegetali "aggratis"... oggi il "suo futuro green" è stato distrutto dal "Green Deal" europeo perché - dicono - dobbiamo salvare il pianeta.
 

CORROPOLESE NEL CUORE


Il giovanotto non è un corropolese verace (è vissuto ai bordi del territorio in zona Salino), ma è un giovanotto che ha amato Corropoli al 100%. E' in questa cittadina che ha voluto essere tumulato nel novembre 2014.
Era abbastanza facile incontrarlo per le vie del centro storico corropolese.
Il suo nome era Rivo Cardelli.
Nella foto, scattata a metà degli anni '60,  lo vediamo in veste di cameriere ad un pranzo di nozze, quando i pranzi venivano preparati e serviti in casa.


A NOSTRO PADRE

Dopo le bellissime parole di Samuel Boni abbiamo quelle della sorella Selene in occasione della morte del padre Fabrizio. Sono quelle pronunciate in chiesa durante il funerale.

Vorrei iniziare ringraziando ognuno di voi per essere qui oggi, per mio padre. So quanto lo avrebbe reso felice vedervi tutti qui, riuniti per lui.

Mio padre era una persona di poche parole, pieno di orgoglio a volte ma con un coraggio immenso. Nella mia vita non ho mai conosciuto una persona forte come lui. Non si è mai perso d’animo, nemmeno davanti a questa brutta malattia che, troppo presto, lo ha portato via da tutti noi.

Ha combattuto fino alla fine. Non ha mai smesso di fare ciò che amava, di salire sul suo amato camion e girare l’Italia con i suoi viaggi. È stato un guerriero sempre, fino all’ultimo. Anche davanti alla prova più difficile, ha dimostrato a tutti noi cosa significa essere forti.

E se c’è una cosa importante che scelgo di ereditare da lui, è proprio il suo coraggio. Mi ha insegnato a non avere paura, nemmeno delle cose più brutte, ad affrontare la vita a testa alta. E lui, di paura, non ne ha mai avuta.

Mi mancheranno le nostre telefonate, quelle che duravano almeno un’ora prima di andare a dormire. Eravamo simili, me lo dicevi spesso, ci capivamo solo guardandoci, e anche attraverso quelle telefonate riuscivamo a sentirci vicini, anche quando eravamo lontani.

E allora, pà, mentre aspetteremo di poterti rincontrare, continueremo a immaginarti in viaggio, sul tuo camion, mentre attraversi l’Italia. Ti penseremo, mentre aspettiamo che arrivi il fine settimana, quando finalmente torni a casa e possiamo sistemare il giardino insieme, l’uno accanto all’altro. 

E qualche volta, invece, ti immagineremo su quell’isola dove avresti tanto voluto andare. Magari saremo tutti insieme e rideremo così tanto da non voler più tornare indietro.

Vogliamo pensarti così: libero, sereno, con i tuoi genitori o magari ancora in viaggio verso qualcosa di bello.

Perché anche se oggi dobbiamo salutarti, tutto quello che ci hai lasciato continuerà a vivere dentro di noi. Nel nostro coraggio, nei nostri gesti, nei ricordi e in tutte quelle piccole cose che, da oggi, avranno ancora più valore.

Avremmo voluto tutti più tempo ma tu sarai per sempre nostro padre e noi saremo per sempre i tuoi figli.

Noi saremo sempre qui per te, con tutto l’amore e con la certezza che una parte di te continuerà a vivere in noi, ovunque andremo.

Ciao pà, fai buon viaggio. 

Ti vogliamo bene. Per sempre.

I tuoi figli.


RICORDANDO UN EMIGRATO


Dei corropolesi che hanno affrontato l'avventura all'estero (emigrazione) la maggior parte è tornata in patria. Però qualcuno è rimasto là, a lavorare e vivere nella seconda patria fino alla morte.
E' il caso di Vincenzo Di Sabatino che, dopo aver trascorso parte della sua infanzia al Bivio di Corropoli in questa casa, insieme alla sorella e alla madre raggiunge il genitore in Venezuela.
Qui s'adatta alla nuova vita e segue le orme del padre nel mondo del lavoro: quello delle fornaci... e si ritrova quasi in una famiglia allargata: erano molti i corropolesi e vibratiani che si dedicavano a questo lavoro in quel di Caracas.
La vita procede regolare: il lavoro, una moglie, due figli, sei nipoti finché il 19 ottobre 2021 la morte lo strappa alla famiglia.


domenica 18 ottobre 2026

LA CARESTIA A CORROPOLI


Nella nostra memoria è ancora vivo il ricordo della recente pandemia che ci ha rinchiuso per 2 anni... eppure l'umanità è passata attraverso flagelli più terribili quali: ebola, febbre gialla, tubercolosi, aids, colera, malaria, sifilide, pertosse, lebbra... ma c'è qualcosa di più terribile: la carestia (verso la quale il mondo di oggi sembra inconsapevolmente avviato).
L'anno nero di Corropoli è stato il 1817. Troviamo una testimonianza in una lettera indirizzata all'intendente Capece Scondito da parte del corropolese Innocenzo Giosia che così descrive le condizioni di Corropoli e dei Corropolesi.
La lettera, datata 13 gennaio 1817, è estrapolata dal libro di Antonio Iampieri "La carestia del 1817 nelle vallate del Vibrata e del Salinello".

Signore, 
Muoiono inpreteribilmente in questo nostro Comune due, e tre individui al giorno; con dispiacere, e rincrescimento osservasi esser la fame la Causa di lor morte. Codesti nostri Propietari, e Parroco, sordi affatto alle voci di Umanità, e dimendici dei doveri di Religiosa Ospitalità invece di avere qualche dolorosa senzazione nel vedere miseramente languire di fame tanti infelici,  ed aprire loro le Porti, e darle qualche soccorso; al contrario lor fanno non solo col tener chiuse le porti, ma col minacciarli e caricarli d'ingiurie allorché piangendo picchiano alle lor Case. Son  Crudeltà queste non mai udite.

UN ALTRO PAREGGIO


Dopo una vittoria, un pareggio, una sconfitta e il turno di riposo Corropoli riprende il Campionato non proprio in maniera entusiasmante. Sul campo della Sannicolese conquista il pareggio.
I goal di Lorenzo Neri e di Alex Marchetti non sono sufficienti per la vittoria e Corropoli deve accontentarsi di un pareggio che lo inchioda al 10° posto della classifica.


NON SONO GEMELLE


Anni '50, anni duri, anni di sacrifici.... ma questo non sembra preoccupare le due bambine, vestite - più o meno - allo stesso modo.
Le bimbe sono Alide e Ivana Lelli, abitano una pinciaia in contrada Colle.
Non hanno pretese e si accontentano di poco.
Trovano la felicità per il fatto di poter vezzeggiare e coccolare una bambola (in due).

CIAO, VINCENZO - lutto

Il 18 ottobre 2026 torna nella casa del Signore Vincenzo Di Saverio, un grande lavoratore.
Per cercare orizzonti migliori da giovane emigra in Venezuela dove resta 8 anni.
Al ritorno in Italia trova lavoro presso la Geodilpali dei fratelli Boni.
Come un possente atleta l'ho visto scendere nel profondo pozzo di casa per rimettere a posto il motore che non andava, tramite una lunga corda, così come faceva Livio Boni.
Dopo questa parentesi da pozzaio viene assunto dall'Eurocarbo e presso questa azienda conclude la sua vita lavorativa da dipendente.
Una volta in pensione amava "fare" l'orto presso dei parenti li V'cchiarill'.
Ciao, Vincenzo, ti ricordo come una persona atletica, compagnona, di incontri il più delle volte casuali ai bar del Bivio.