IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

martedì 28 luglio 2026

NEL PAESE DEI SOGNI


📌 Il 28 luglio 1979 Rita Titi e Giuseppe Galiffa uniscono i loro destini. 
Originari di Poggio Morello, come paese per il loro futuro in rosa scelgono Corropoli. 
In zona Scataglia, nella casa contadina dei Fal'chì (Vallese), trovano il loro nido d'amore. 
Giuseppe lavora come operaio presso la Vetreria Marconi, Rita è casalinga e mamma di 3 splendidi figlioli: Sandra, Francesco e Simone.
Nei fine-settimana Rita diventa aiuto cuoca presso vari ristoranti della vallata, tra cui lo Cherì.
Così, dopo 40 anni dedicati alla famiglia e al lavoro, Rita e Giuseppe cominciano a ringiovanire dedicando il loro tempo ai nipotini: Aurora, Lorenzo, Giorgio e Carola. Ringiovaniscono così tanto che a Giuseppe ricrescono i capelli.


UN ANNO FA


📌 Clicca sulla foto in alto per il video del matrimonio.



Il 28 luglio 2024 il carabiniere in pensione Giuseppe Cucchiara consegnava nelle mani di Lorenzo Capriotti l'adorata figlia Elvea, preceduto da 2 bimbe biancovestite recanti gli anelli nuziali.


Uno splendido matrimonio preceduto da una plateale 
dichiarazione di matrimonio espressa a New York il 25 ottobre 2023.


I promessi sposi sono Lorenzo Capriotti (Paolantonio) e Elvea Cucchiara (Corropoli).


CORROPOLESE TUTTOFARE


📌 Una figura indimenticabile di Corropoli è Giovanni Iustini. Qui era nato il 17 aprile 1924 e qui è morto il 28 luglio 2011. Era l'ultimo di 6 figli. 
Rimasto orfano di madre molto presto, vede nel lavoro un modo per realizzarsi. Possiede una grande manualità. Per qualche anno si trasferisce ad Alba Adriatica. E' il responsabile di un magazzino dove si lavoravano frutta e verdure.
Partecipa alla costruzione della diga di Montorio al Vomano.
Poi affronta l'estero come emigrante. Dapprima va in Francia, poi in Germania. Al ritorno trova lavoro presso la Veco di Martinsicuro.
Arrivano i primi problemi di salute, allora diventa muratore e poi pittore.
Le molteplici attività esercitate fanno di lui un tuttofare con grande gioia dei vicini che vedono risolti problemi grazie alle sue capacità.
Sposato con Carmela Nepa, acquista per lei una tabaccheria ubicata nel retro del palazzo dei Di Filippo lungo la via che porta alla Chiesa.
Con Carmela forma una solida ed amabile famiglia. La coppia va oltre le nozze d'oro e supera persino quelle di diamante. Giovanni e Carmela hanno vissuto insieme 61 anni.


Nella foto li vediamo a Roma in occasione dell'Anno Santo 1950.  

lunedì 27 luglio 2026

AVVENTUROSO INTERVENTO


📌 Un bell'episodio dimenticato.
E' il 28 luglio 2019 e Letizia Pirozzi, una liceale corropolese, 17 anni, è al mare nelle vesti di bagnina, ovvero addetta all'assistenza dei bagnanti. 
Ad un tratto, nel mare antistante la concessione Alba Beach di Alba Adriatica Letizia si accorge che una bambina di 10 anni, trascinata dalla corrente, si trova in difficoltà. Non esita a tuffarsi e a procedere al recupero.
Anche il padre della bimba in difficoltà si tuffa in mare, ma accusa un malore... e l'autoambulanza chiamata per la figlia porta soccorso al padre.
Con l'apporto di un bagnino con pattino la storia termina con un lieto fine.
Brava, Letizia. 


Oggi Letizia si è laureata in Ingegneria biomedica presso l'Università Politecnica delle Marche ad Ancona. Ora l'attende Torino, per la specializzazione in Nanotecnologie.


CIAO, GIUSEPPINA - lutto


Il 27 luglio 2026 Giuseppina Lupi, una corropolese meravigliosa, lascia il mondo terreno.
Era nata nel 1939 in zona Tosi. Fin da piccola aveva mostrato un carattere buono, disponibile, accondiscendente. E' stata una lavoratrice e si è dedicata alla famiglia. 
Su di lei è caduta la responsabilita dell'educazione dei figli, portata avanti con orgoglio e dignità.
Ha vissuto sulla sua pelle il fenomeno dell'emigrazione.
Mentre in Svizzera il marito faceva il muratore lei lavorava nella cucina di un importante albergo.
Con il frutto di tanti sacrifici hanno realizzato il loro sogno: una casa in contrada Centurati.
I suoi vicini la ricordano come una donna "mai vista alterata" e la rimpiangono.
Giuseppina, che la terra ti sia lieve



LO SCRICCIOLO DEL PALIO


Questo scriccioletto, questa sorridente bimba seduta sul prato è la protagonista dietro le quinte del Palio delle Botti per la Contrada Colle Mejulano.
Il suo nome è Lina Pompeo. E' la madre di Leonardo e Lorenzo Pantoli, assi portanti del gruppo degli spingitori "Colle Mejulano", ma è anche la madre putativa dei ragazzi e dei bimbi che vogliono avviarsi verso il pesante hobby di "spingitore di botte": lei li accoglie, li incoraggia, li assiste, li conforta, li sostiene perché lei è l'asso nascosto della manica di questa contrada, che è arrivata a vincere 18 palii su 41.
Mitica Lina. I fatti, non le parole, raccontano.
Quando ti sei sposata, il Palio ancora non era nato, ma già tu mettevi in cantiere i due principali pilastri della "inebriante tenzone": Leonardo e Lorenzo che oggi vediamo sul palco (il 2° e il 4° in piedi da sinistra nella foto sottostante) accanto al Palio della 40esima edizione.
Il Palio delle Botti è frutto di collaborazione e gli applausi vanno equamente suddivisi fra tutti gli spingitori (anche le riserve) e quelle persone che hanno dato con spontaneità il loro apporto.



Lina Pompeo oggi ci dice: "Siamo un esercito, con tanti giovani che sono con noi dalla gimkana e poi sono arrivati in prima squadra, per il rinnovamento graduale della squadra."

IL MARCONISTA


Ci sono soldati che hanno fatto il servizio militare in qualche caserma italiana, ma ci sono anche soldati che sono stati mandati in terra straniera a fare la guerra.
E' il caso di Gabriele Rupilli, mandato in Albania in qualità di marconista (addetto alle radiocomunicazioni)... e per svolgere questa mansione bisognava conoscere l'alfabeto Morse.



RICORDANDO ABRAMO


📌 Il 27 luglio 2023, Abramo Armellini, appassionato contradaiolo, spingitore e vincitore delle prime 2 edizioni del "Palio delle Botti", ci lasciava prematuramente all'età di 63 anni.


Nel 1983 Abramo Armellini (freccia gialla), insieme ai suoi compagni spingitori, conquistava il 1° Palio delle Botti. Una gloria per Pianagallo, la contrada più lontana dal Centro Storico.
Nativo di Isola del Gran Sasso, Abramo si era trasferito con la famiglia a Corropoli. Si era subito ambientato e, con il fratello Renato, aveva sostenuto la propria contrada portandola alla vittoria.
La stessa cosa si ripeté l'anno seguente: Pianagallo vinse anche il 2° Palio.

In seguito i fratelli Armellini non spinsero più e Pianagallo non ha più vinto.

Insieme ad Abramo vogliamo ricordare la figura di Filippo Di Matteo, chiamato normalmente Peppino, deceduto nel 2017 (freccia rossa).
Peppino era poco conosciuto a Corropoli perché aveva trascorso la sua infanzia e giovinezza in quel di Ravigliano. Poi era andato all'estero in Svizzera e al ritorno aveva dato vita ad una impresa di escavazione operante in tutta l'Italia. Però nel 1983 era presente a Corropoli per portare alla vittoria la sua contrada: Pianagallo.



RICORDANDO MARIO


📌 I duri tempi del dopoguerra spingono molti giovani a lasciare l'Italia alla ricerca di "patrie" migliori.
Tra questi c'è Mario Rosati che nel 1950 tenta la carta dell'emigrazione in Venezuela.
Qui lavora nel campo della ristorazione gestendo il punto di ristoro "Café Isabel".
Un decennio dopo, nel 1960, decide di ritornare in Italia per mettere su famiglia.
A Corropoli apre una succursale del Consorzio Provinciale e nel 1964 si sposa con Letizia Di Paolo (di Poggio Morello). Forma così una bella famiglia, allietata da 4 pargoli.
Il lavoro non l'ha mai spaventato e lavora fin quando le forze glielo permettono.
Il 27 luglio 2012 Mario, sulla soglia degli 80 anni, alza le mani e abbandona l'esistenza terrena, la sua Corropoli e la sua famiglia.

RICORDANDO TINO


📌 Il 27 luglio 2018, all'età di 71 anni, ci lasciava Costantino "Tino" Simula. 
In seguito a matrimonio Tino, avendo sposato un'ancaranese, aveva preferito vivere ad Ancarano.
Un pezzo del suo cuore, però, è rimasto a Corropoli.
Si deve a lui, al suo interessamento se al Bivio, ogni seconda domenica del mese (dall'agosto 2015), nei pressi della Chiesa dello Spirito Santo, si teneva un 
mercatino dell'antiquariato, dell'hobby e dello scambio.
Questo mercatino, nonostante la morte del suo ideatore, si è tenuto fino al febbraio 2020, poi è stato "ucciso" dalla pandemia.
Tornando a Tino dobbiamo sottolineare che, da buon corropolese, ha voluto essere sepolto nel suo paese d'origine.

domenica 26 luglio 2026

PALIO DELLE BOTTI 2026


Dopo 3 anni d'interruzione per la pandemia Covid, gli spingitori di Colle Majulano si aggiudicano per il 4° anno consecutivo il Palio delle Botti corropolese strappandolo all'avversario di sempre: gli spingitori di  Piane San Donato.
Una gentile lettrice ci fornisce i nomi della squadra del Colle: "Per i nomi nella parte destra, oltre a Lorenzo Pantoli e i fratelli Luca e Mattia Pelaca', c'è in alto Giuseppe Cardelli e davanti Kevin Di Pietro, Nicola Canistro e Samuele Iampieri.
Parte sinistra in piedi, Leonardo Pantoli, dietro Mattia Cardelli, Matteo Pantoni, Lorenzo Casavecchia, Francesco Ricchioni, Carlo Di Filippo e Morgan Malavolta.
In ginocchio Marco Capece e Riccardo Speca. Spero di essermi spiegata bene per riconoscerli. Grazie!
"
La contrada Piane San Donato si aggiudica il Palio dei più piccoli (spingitori 8-11 anni).
La contrada Vibrata conquista il Palio dei Ragazzi (12-16 anni)
Nonostante il tempo avverso (brevi temporali) il 41° Palio delle Botti si è svolto regolarmente richiamando molto pubblico.
Difficoltà nella ricerca del parcheggio.


Con la conquista del Palio delle Botti 2026 la contrada Colle di Mejulano porta a 18 il numero dei Palii vinti.

ECCO LA CLASSIFICA:

18 - Colle Mejulano
10 - Piane San Donato
  4 - Centro Storico
  4 - Ravigliano
  2 - Pianagallo
  2 - Centurati
  1 - Vibrata

3 MANIFESTAZIONI IN UNA

1983. Primo Palio delle Botti. Vince la contrada Pianagallo.
E' doveroso pubblicare questa foto per ricordare la bella persona di Abramo Armellini, di cui domani ricorre il 3° anniversario della morte.



Agosto 1983. A Corropoli nascono 3 diverse manifestazioni: la Mostra-Mercato, il Palio delle Botti e il Festival dell'Organetto.
Quarant'anni dopo: la Mostra-Mercato è scomparsa da tempo... al suo posto una classica sagra che scompare con l'arrivo della pandemia... ma nel 2024 ha ripreso vigore riallacciandosi al modello Agosto 1983.
Il Festival dell'Organetto è durato solo pochi anni.
Il Palio delle Botti è l'unico ad essere sopravvissuto, toccando punte eccelse come la conquista per 4 anni del titolo di Campione d'Italia.
Il Palio ha avuto un'interruzione di 3 anni per l'arrivo del Coronavirus.

Nella foto i primi storici campioni del Palio delle Botti, ospiti d'onore al 1° Festival dell'Organetto inserito dentro la Mostra-Mercato.
La squadra di Pianagallo (vincitrice) è composta da Maurizio Di Pietro, Filippo Di Matteo, Elio Prosperi, Gabriele Di Luca, Ivo Cialini, Danielo Pantoni, Pasqualino Di Diodoro. (Accosciati): Antonio Pancottini, Gabriele Dolente, Renato Armellini, Fiore Di Filippo, Marcello Zippilli, Abramo Armellini.
A lato due componenti della squadra di Colle Mejulano: Natale Di Sabatino e Ivan Consorti. 

LE CANESTRELLE


Tradizioni in via di estinzione.
Ad Amandola questo termine indica una tradizionale processione nata alla fine del 1800.
Ad Ancarano una sfilata in costume contadino.
A Corropoli una donazione (richiesta) in onore della Madonna del Sabato Santo.
Questa tradizione era particolarmente in vigore e sollecitata negli anni '80 (vedi manifesto affisso sull'antico portone in legno della chiesetta di San Donato).
Le canestrelle all'origine costituivano un'offerta spontanea dei doni della terra alla Chiesa, in segno di ringraziamento per il raccolto.
Con i monaci trinitari (provenienti dal Madagascar) alla guida della parrocchia corropolese, questa tradizione si è interrotta, ma nell'anno del Signore 2023 è stata reintrodotta anche se di campi coltivati (esclusi quelli coltivati in maniera intensiva) se ne vedono pochi.


DUE AMICHE


📌 Il 30 luglio è la giornata mondiale dell'amicizia, istituita dall'ONU nel 2011.
In questa giornata vogliamo raccontare di un'amicizia nata tardi, ma durata tutta una vita.
E' quella di Viviana Di Addezio e di Iolanda "Maria" Di Giovanni che, durante la prima giovinezza neanche si conoscevano.
Il matrimonio di Maria con Nino Di Renzo, vicino di casa di Viviana, le fa conoscere e diventare amiche per la pelle.
Ambedue amano la cotonatura dei capelli di moda negli anni '60.
Viviana è una magliaia, Maria le fa compagnia mentre accudisce i suoi 2 figli.
E poi gite, feste, cene (preparate insieme) chiuse da sangria e dolci caserecci.
Due persone molto legate nella vita e, purtroppo, anche nella morte.
Il 30 aprile 2018 Viviana, dopo inesorabile malattia, lascia il mondo terreno.
Maria, poco meno di un anno dopo (il 25 febbraio 2019) fa altrettanto.
Adesso le immaginiamo di nuovo insieme che si divertono a programmare come trascorrere gli assolati pomeriggi estivi, cosa preparare per delle serate da trascorrere in allegria, come pettinarsi per la prossima festa... 

LA MAMMA DEL PARROCO


E' il 26 luglio 1971.
Corrado Carapucci fa la prima Comunione.
La foto ricordo ci permette di riportare alla mente volti che sono stati fortemente corropolesi e che per motivi vari si sono allontanati da questa comunità.

Oggi non abbiamo più possibilità di vedere Italia Colli (la mamma del prete), scomparsa nel 1989 che lasciò Corropoli per seguire il figlio nominato parroco di Macchia da Sole.
Raramente abbiamo avuto la possibilità di rivedere Nanda Di Giovanni, sorella del parroco, che ha lasciato Corropoli in seguito al matrimonio.
Molto più spesso abbiamo rincontrato Corrado Carapucci, tornato a Corropoli dopo vari anni di lontananza per lavoro.
Don Ennio Di Giovanni, dopo la sua fuga-missione a Macchia da Sole, a Torano e a Mosciano Sant'Angelo, l'abbiamo avuto tra di noi per qualche anno in qualità di parroco di Corropoli.
Don Ennio è morto il 24 dicembre 2024. E' sepolto a Corropoli.