Questa è una bella immagine di Corropoli... e dobbiamo ringraziare i girasoli che sono più alti dei papaveri perchè così i turisti non possono leggere cosa c'è scritto sui muri della ottocentesca villa di campagna della famiglia napoletana Troili.
In seguito, durante il periodo storico del brigantaggio dopo l'Unità d'Italia, la costruzione fu adibita a granaio (luogo di raccolta del grano), fu abitata da famiglie di contadini e poi lasciata in abbandono.
Nessun recupero. Non ci risulta nemmeno un tentativo per non farla decadere, né da parte dei proprietari, né dalle personalità di cultura d'Abruzzo.
Ecco la scritta che qualche anonimo ha lasciato sui muri della costruzione che si trova nei pressi della rotonda di Santa Scolastica:
Eppure questo post è stato pubblicato la prima volta il 7 settembre 2025.
Nessuno vede, nessuno parla, nessuno agisce.
Benvenuti a Corropoli.
La frase "Paese di ...." esprime un dissenso popolare o è un fantasioso vandalismo della gioventù vibratiana?




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