IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

giovedì 8 gennaio 2026

POETA A SUA INSAPUTA


Nella vita Ilario è una persona normalissima che per il giorno del suo matrimonio ha scelto di essere originale e insolito.
Nel lavoro è uno splendido dipendente che sa ottimizzare il tempo, non sprecando niente.
Il tempo libero lo dedica alla famiglia e alla ricerca di oggetti desueti, una volta comuni ma oggi distrutti dal progresso.
Oltre a questo, è uno specialista del restauro (oggetti antichi dopo le sue cure tornano in vita). Per non dire della sua creatività (ricordiamo i suoi maxipresepi meccanici).
Ma che Ilario Di Ubaldo si fosse cimentato anche nella poesia in dialetto (seppur per breve tempo e con successo) non l'avremmo mai immaginato.
Correva l'anno 1996 e Ilario, 19enne, frequentava l'Istituto Tecnico-Commerciale a Nereto.
A Teramo c'era un concorso di poesia dialettale estemporanea. Ilario, pur non conoscendo le tecniche poetiche, decide di partecipare e, seduta stante, scrive una poesia sul campanile di Corropoli.
Seppure principiante fu notato. Non ebbe l'onore di salire sul podio, ma ricevette un diploma di onore.


Il  componimento accrebbe l'astio o l'invidia dei compagni di classe che continuarono ad appellare Ilario col termine di "contadino".
Tutto scivolò addosso al nostro poeta.
Il bullismo già c'era, ma si faceva finta di non vederlo.
Oggi è diventato una piaga e, negli ultimi decenni, nonostante i progetti attuati nella scuola e nella società, è in piena espansione.



LU CAMBANILE DE CURUPPIE

Stu campanile è nu sentimente!
Sone la gioje de na messe, 
la cuntentezze de na feste,
lu dispiacire de nu funerale.
Sone la matine,
sone a mezzejurne;
a li otte fa r'sentì
li nducche de nu bronze ussedate
c'ha sunate pe anne
e sunerà anne ancore.
Stu cambanile, cumboste da piccule e grosse matune,
sta ferme, 
sta loche,
immobble, impassibble..... arguarde lu paese;
usserve la gende che va e vé.
La sù ........ ceveltà goteche de nu tempe arrète
ormaje è na mamme
pe li picciune che s'appose.
Chiu lu reguarde da lundane
e chiù me sembre che parle,
parle 'nda na persone istruite
de lu tembe annanze che verrà a purtà nuve sapire
e a dice che .........................
l'illusione è sembre chiù vicine.


Per esprimere appieno la sua vena artistica Ilario di Ubaldo acclude un disegno del campanile corropolese.


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