La sera del 13 maggio 2026 i 2 pini che sorgono sulla punta della collinetta che sovrasta il lago di Cerulli erano ancora là.
Duole fortemente il cuore pensare che verranno probabilmente abbattuti per far posto ad un grande impianto fotovoltaico.
Intorno a loro è scomparso un consistente uliveto (una settantina di ulivi) e altre piante d'alto fusto che sembravano proteggere due costruzioni diroccate.
E' scomparso il boschetto di acacie nella parte bassa della collinetta.
E tutta questa distruzione arborea la chiamano Green Deal.
Vergogna Europa, Vergogna Italia.
Duole fortemente il cuore pensare che verranno probabilmente abbattuti per far posto ad un grande impianto fotovoltaico.
Intorno a loro è scomparso un consistente uliveto (una settantina di ulivi) e altre piante d'alto fusto che sembravano proteggere due costruzioni diroccate.
E' scomparso il boschetto di acacie nella parte bassa della collinetta.
E tutta questa distruzione arborea la chiamano Green Deal.
Vergogna Europa, Vergogna Italia.

Foto emblematica: sullo sfondo la natura che vorrebbe fuggire, ma non può e deve assistere impotente alla distruzione di acacie in fiore e ulivi da parte di un mostro meccanico arancione.
Il Comune non lo comunica ai cittadini, evidentemente non ha a cuore il paesaggio, il turismo e il mondo agricolo corropolese.
Il Sindaco e gli amministratori dovrebbero essere informati che è iniziato lo scempio di verdi alberi per un "futuro green"?
Il futuro è nero come i pannelli solari.
Il futuro è nero come i pannelli solari.
Il Sindaco di Nereto lotta con cittadini per salvare l'ambiente, l'Amministrazione corropolese tace e china il capo perché "vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole".
Per quelli che non conoscono il territorio siamo in zona lago di Cerulli, bellissimo e variato paesaggio verde che diventerà nero grazie agli specchi del fotovoltaico, nero come il futuro che state preparando per i vostri figli e nipoti.
Siamo lungo via Ennio Flaiano, la strada che dopo aver attraversato la campagna corropolese si spegne nella zona industriale di Santa Scolastica, dove si trovano in abbondanza capannoni con tetti a terrazzo che potrebbero sopportare senza impatti estetici l'installazione di pannelli.

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