IL BLOG DEL RICORDO... DALLA PARTE DEL CITTADINO

mercoledì 5 agosto 2026

ERA IL TEMPO DELLE SAGRE


Questa foto risale ad un anno particolare della storia di Corropoli: il 1983. Possiamo considerarlo l'anno del risveglio o della rinascita.
Nella foto fervono i 
preparativi della 1^ Mostra-Mercato dell'Artigianato, dell'Hobby e dei Piatti Tipici. Sagra che riscuoterà grande affluenza di pubblico soprattutto negli anni '80 e '90.
Nel 1983 si esce da una fase che qualcuno potrebbe definire del "menefreghismo". 
L'anno precedente, infatti, la Provincia aveva mandato una compagnia teatrale (in questo decennio comincia a diffondersi il teatro dialettale all'aperto) per uno spettacolo gratuito. Il palco fu montato nella parte bassa del paese, ovvero in largo Nicola Rosati (spiazzo sopra al muraglione).
Ma i corropolesi non furono informati di questo spettacolo e di conseguenza gli spettatori furono pochi.


RICORDANDO MARIO


📌 Ci ha lasciati in terra colonnellese un corropolese che ha dedicato tutta la sua vita al lavoro, alla terra e all'amore per la sua famiglia.
Parte della sua esistenza l'ha trascorsa a Corropoli in zona Colle.
Tutti lo chiamavamo Mario anche se all'anagrafe risultava come Mariano Biagi.
Rivedere il suo volto a Colonnella come padre di un alunno, un vispo frugoletto di nome Luca, mi ha fatto ricostruire la sua vita legata al suo smisurato amore per la terra.
Amore che, nonostante la sua età avanzata, si evidenziava nella sua tenace collaborazione alle attività dell'azienda creata con i figli Fabrizio e Luca.
Aveva espresso il suo amore per l'agricoltura coltivando dapprima alberi da frutta, poi era passato ai vigneti collaborando con la cantina di Colonnella, fin quando nel 2006 decise di aprirne una propria.
Nacque così la cantina Biagi che in meno di un ventennio è diventata una delle più apprezzate e ricercate.
Da buon corropolese la salma di Mario riposerà nel cimitero del suo paese d'origine.


martedì 4 agosto 2026

INCIVILTA' DI IERI


Questa espressione di inciviltà risale agli anni '80 quando tutte le facciate di edifici pubblici erano adibite a bacheche di informazione politica, commerciale, sociale.
Il muro della foto è quello della facciata della vetusta chiesetta di San Donato tra il Bivio e Corropoli.
Tra i manifesti sovrapposti si notano quelli di un circo, quello della festa del 21 maggio e quello della festa di Gabbiano con i rispettivi ospiti canori, quello dell'amministrazione comunale per la colonia marina e dei piccoli manifesti politici.
Assurdità: con i manifesti hanno tappato anche la piccola finestra ovale della chiesa, già scarsamente illuminata.


STORIA DI UN NEGOZIO


Il negozio che vedete è la realizzazione del sogno del suo proprietario.
Era il 2002 e Pantagruel, 
negozio di pasta fresca artigianale e dolci tradizionali, nasceva al Bivio di Corropoli in viale Adriatico, in uno dei locali commerciali del "palazzo di Mimma", tra un diffuso scetticismo generale.
"Pantagruel", un nome strano, ma che le persone più acculturate trovavano ben azzeccato; infatti il suo creatore, Gabriele Rosati, potendo contare sull'aiuto della madre Rita Mattioni, sognava da tempo di preparare sane leccornie per gli abitanti del Bivio di Corropoli.
La genialità e l'intraprendenza di Gabriele portano ad un rapido decollo l'attività commerciale.
Ben presto il locale affittato diventa piccolo e Gabriele è spinto a realizzare il suo sogno: un negozio tutto suo in viale Gran Sasso.



Purtroppo la vita non sempre è un film a lieto fine.
Un matrimonio felice, una figlia da adorare... il roseo futuro comincia a tingersi di grigio.
Sua madre con l'avanzare dell'età deve abbandonare il lavoro e lui, colpito da una grave  malattia, vede infrangersi tutte le sue speranze e i suoi sogni.
Gabriele prematuramente ci lascia il 17 agosto 2022. Però Pantagruel vive grazie all'operosità della moglie Martina D'Ascanio e dei suoi collaboratori. 



ALLELUJAH

Il 4 agosto 2026 ci accorgiamo che il pino secco da alcuni anni, sulla statale 259 (viale Gran Sasso) è stato finalmente abbattuto.
Alluejah, con ringraziamenti.


Abbattiamo i pini verdi e lasciamo i pini secchi... questa è la filosofia che negli ultimi anni regola il mondo.
Potete ancora ammirare l'albero della foto in viale Gran Sasso a Corropoli. L'albero, seppure secco da vari anni, non è stato abbattuto. Molti rami della sua chioma sono caduti e fortunatamente non hanno provocato incidenti.

Il 22 novembre 2024 pubblicavamo questo post:

Il Comune paga 610 € alla Res Agraria per un'analisi biostatica relativa a 3 pini in viale Gran Sasso.

Non crediamo che nella analisi biostatica rientri questo pino che, secco da tantissimi mesi, nessuno si è preoccupato di abbattere.


Qualche amministratore corropolese può informare i cittadini sulla determinazione 961 del 12/11/2024...
Il blog è a disposizione.

Appena i pini verdi sono pericolosi, ma appena diventano secchi non lo sono più.
Anche per l'Anas! Documentiamo con 2 foto.





I pini secchi sono stati tagliati in concomitanza del taglio di tanti pini verdi.
L'Anas ha fatto strage di lecci a Sant'Omero, di tigli in via Risorgimento (statale 259), di pini in territorio corropolese e colonnellese. 
Si è fermata in seguito a proteste popolari.

CACCIA AL TESORO


📌 La foto è stata scattata il 4 agosto del 1991. Al tavolo sono seduti Angela Catini, Cinzia Catini, Claudia Fausta Martinetti, Umberto Pompilii e Bruno Catini. Sono gli organizzatori della IV edizione della CORROPOLI FOREVER, caccia al tesoro in auto.
Questo evento nacque perché degli animalisti corropolesi avevano contestato la Corsa delle Rane in carriola.
Umberto Pompilii si offrì di organizzare un evento nuovo in sostituzione. Nacque così la Corropoli Forever. Le prime 3 edizioni furono vinte da equipaggi di altri Comuni. La quarta fu vinta da un equipaggio corropolese. La V edizione non fu più organizzata anche per scorrettezze di alcuni equipaggi che, per vincere "il tesoro" (500 mila lire), non esitavano a effettuare con l'auto manovre vietate e, di conseguenza, pericolose.


UN GRANDE LAVORATORE


📌 Francesco Tarquini, della casata 3 quatrì, classe 1939, è stato un lavoratore instancabile e la sua vita lo dimostra.
La sua giornata cominciava all'alba e, prima di andare al lavoro (muratore), preparava la terra dell'orto a cui avrebbe ancora dedicato del tempo la sera al ritorno dal lavoro principale.
La sua famiglia non era certo agiata (lui era l'ultimo di 9 figli) e la casata 3 quatrì (= un soldo) lo sottolineava. 
Bisognava lavorare e Francesco non si è mai tirato indietro. Al contrario di tanti corropolesi coetanei non è andato all'estero, preferendo lavorare nel suo paese e per il suo paese.
Aiutato nel lavoro dal figlio Emidio, costruisce case.
Arriviamo al 4 agosto 2012, Francesco è in zona Ravigliano; ha acquistato una casa (foto sotto) e vuole trasformarla in un fatato ristorante.



Mentre Francesco è al lavoro, il trattore che guidava si ribalta e succede la tragedia.
Il progetto di Francesco e di Emidio va ugualmente in porto e così, oggi, al posto di quella casetta di campagna c'è un castello, o meglio un luogo fatato dove si mangia bene, dove si respira aria sana e da dove si scorge il mare.


*

GIUDICATE VOI: Questo blog non è ben visto da qualcuno che, probabilmente, segnala questo post che ricorda la figura di un uomo laborioso e Facebook, senza approfondire, rimuove.


lunedì 3 agosto 2026

RICORDANDO IMERIO


📌 Imerio Micozzi, un padre di famiglia affettuoso,  una persona gentile e distinta, un tappezziere raffinato e accurato, ci ha lasciati il 4 agosto 2023.
Imerio, in seguito ad un incidente (la cui dinamica appare ancora non chiara) era entrato in coma dopo aver sbattuto contro un ulivo.
Purtroppo il corpo non ha reagito agli stimoli farmacologici e lentamente Imerio si è spento sulla soglia della pensione, a 62 anni.

Se n'è andato (o è stato strappato) dalla comunità corropolese un uomo onesto e lavoratore, una persona riservata e dolce... se n'è andato, ma ci ha lasciato un mirabile esempio di una umanità modello.

Del suo misterioso incidente non se ne parla più.



1983 - LA PRIMA SAGRA


Era il 3 agosto 1983. A Corropoli nasceva la 1° sagra corropolese dei piatti tipici che durava 9 giorni (dal 3 all'11 agosto).
Si partiva alla ventura ma pronti ad affrontare e superare tutte le incognite dell'ignoto percorso.
4 gli obiettivi da tenere sempre presenti: arte, gastronomia, folklore, artigianato.
L'iniziativa partiva dal Circolo culturale-ricreativo "A. Borgognoni", presieduto da Guido Rosati.
L'amministrazione rispose prontamente a questa iniziativa come gli artigiani, gli industriali e i commercianti corropolesi.
Il palazzo scolastico di allora (in via San Giuseppe) fu insufficiente a contenere tutti gli espositori, tanto che Dezi Giuseppina espose i suoi prodotti in uno stand all'esterno.
Anche i corridoi interni dell'edificio erano occupati.


Tralasciando l'aspetto gastronomico e commerciale (realizzato da privati), il Circolo "Borgognoni" curava particolarmente i settori dell'hobby e dell'arte.
Furono vari gli hobbisti presenti; tra questi ricordiamo Carino Di Addezio con il germe della sua futura azienda agricola in miniatura, Camilla Carassai (lavori a tombolo), Egle Cretone di Nereto (disegni realizzati con la lana), Livio Rosati (antichi arnesi per lavori artigianali), Istituto S. Luisa (lavori di ricamo), Umberto Pompilii (fotomontaggi), Vincenza Di Monte (lavori all'uncinetto), Giordano De Flamineis di Viterbo (nave in scala realizzata con i fiammiferi), Margherita Galiffa (tappeti lavorati a punto Smirne), ecc..
Non mancavano esposizioni pittoriche di artisti vari della provincia e della regione.
C'erano anche dimostrazioni pratiche di lavorazioni artigianali: come si realizza un salotto, come si lavora il ferro battuto, come si lavora il giunco, come si prepara il formaggio, come si lavora al tombolo e all'uncinetto.
Un solo complesso "I Giovani del Liscio" per 9 serate che venivano riempite anche con giochi semplici e popolari: il microfono è vostro (che scimmiottava "la Corrida" radiofonica di allora), la gara del Baffo, il festival dell'Organetto, il tiro alla fune, tornei di bocce e di tennis e la 1° edizione de "il Palio delle Botti".
Il tutto pubblicizzato da un opuscoletto di 32 facciate (foto in alto).
Le attività, che avevano dato fiducia (ad occhi bendati) a questa avventura prenotando una intera facciata per la pubblicità,  sono state: La cassa di Risparmio della Provincia di Teramo; Rosati Marcello per pubblicizzare il noleggio di bus, minibus e limousine; la camiceria Incor; il dentista Renato Rasicci; fotocine Colli e la ditta Giocondi di San Benedetto del Tronto; la Banca Popolare di Teramo e Città Sant'Angelo e, infine, Lelii Italo, rappresentanze mobili di Sant'Omero.   

TEATRO AL BIVIO


Dopo l'imprevedibile sospensione del 23 luglio 2026 per fattori meteorologici, torna il teatro dialettale in piazza Unità d'Italia al Bivio di Corropoli,
5 agosto 2026. Sulla scena la compagnia teatrale "La Bottega del Sorriso" di Castellalto che quest'anno festeggia i 30 anni di attività.



23 luglio 2026 - Terza serata di teatro dialettale sotto le stelle.
Stasera teatro vibratiano.
Sul palco la compagnia "La lanterna di Diogene" di Martinsicuro che quest'anno festeggia il trentennale di attività.
Spettacolo rinviato per cause meteorologiche avverse.



16 luglio 2026 - La Compagnia Teatrale Atriana proprio sul palco di Piazza Unità d'Italia (ore 21) porta in scena per la prima volta Lu Mediche de Famije, commedia in 2 atti di Giancarlo Verdecchia.





3 luglio 2026 - Sul palco la compagnia teatrale "Il carrozzone" di Morro d'Oro che, con "Zà Eurape c'ha lasciate", trasporta gli spettatori in una storia surreale, improbabile quanto assurda, con frequenti spunti di riflessione sulle contraddizioni della politica attuale.




Le serate teatrali dell'estate 2026 si terranno tutte al Bivio.
Il debutto comincia bene, anzi benissimo. Tutte le sedie occupate e qualche biviese, rimasto senza, va a prenderla a casa.

TANTI AUGURI


💑 Tanti auguri al decano dei barbieri corropolesi.
E' il 3 agosto 1975. Leo Guercioni, barbiere del Bivio, dopo il rito matrimoniale si reca in piazza Pie' di Corte per le immancabili foto insieme alla consorte Maria Di Saverio.

Lui, in perfetta moda anni '70 (capello lungo e laccato, pantaloni a zampa d'elefante e un grosso papillon), sembra gareggiare in eleganza con la sposa.
La felicità brilla nei loro occhi.  

Dopo le foto di rito, tutti di corsa al Lago Verde in territorio di Sant'Omero per il consueto pranzo di nozze che diventa un primato: quello di Leo e Maria è il primo pranzo di nozze (di una lunga serie) proposto dal ristorante del piccolo lago nato in seguito all'asporto della ghiaia utilizzata per la costruzione dell'autostrada dell'Adriatico.


RICORDANDO FRANCO


Non so se avete incontrato qualche volta questa persona, ma si faceva notare: un metro e 95 d'altezza, di bontà, di capacità lavorative. Era amico di tutti. Era di Sant'Omero, ma si era fermato a Corropoli per trovare la sua metà: Mariagabriella Pelliccioni.
In fondo si considerava un vibratiano; non c'era Comune in cui non avesse lavorato e non c'era cliente di cui non fosse diventato amico. Il suo lavoro, scelto fin dalla più tenera gioventù, era quello di levigare pavimenti di marmo, granito o travertino.
La sua opera rendeva più confortevoli ed accoglienti non solo le case private, ma anche grandi alberghi e edifici pubblici e commerciali.
Nel 1985, prima della visita del papa Giovanni Paolo II al Santuario di San Gabriele, Franco Moretti era lassù, nella nuova chiesa ai piedi del Gran Sasso, a levigare il pavimento della cripta che accoglie il Santo.
E dopo la cripta levigò anche il pavimento della sala conferenze e della biblioteca (foto sotto).
Franco Moretti ci ha lasciati il 3 agosto 2023. Era nato il 1° maggio 1964.



domenica 2 agosto 2026

NASCE LA SAGRA


Era il 3 agosto 1983
Primo giorno di "Sagra dell'artigianato, dell'hobby e dei piatti tipici" organizzata dal Circolo culturale-ricreativo "A. Borgognoni".
Iniziava così un'avventura che ha riscosso un successo ben superiore a quello che gli organizzatori si aspettavano.
Anche se gli stand gastronomici non potevano dirsi eleganti, la gente accorreva a frotte e i ritardatari dovevano accontentarsi di parcheggiare in zona Montagnola o oltre la curva d' Cardarill' o, anche, in zona Centurati.
C'era voglia di crescere, di affermarsi. C'era voglia di lavorare per far conoscere il paese. Ognuno s'ingegnava a riproporre qualcosa di nuovo, anzi d'antico come le pannocchie (pup') di granturco, arrostite o lessate.
Per esempio lo stand di Giminiani Paola proponeva cose semplici e sfiziose come prosciutto e lonza, salsicce e bruschetta.
Ma poi Paola, negli anni seguenti, scenderà in campo con piatti più elaborati (come spaghetti e ceppe alla capricciosa) e fu subito fila. Ma anche gli altri non erano poi tanto da meno.
Allo stand n. 1 da sinistra troviamo: Nardo Di Giminiani, Gabriella Clementoni, Paola Giminiani, Maria Rasicci e Domenica Carapucci.
Paola Giminiani, per molti anni, sarà la regina della sagra corropolese.


FOTOMONTAGGI

Il 3 agosto 1983 nasceva la mitica Sagra corropolese dei Piatti tipici.
Il sottoscritto era tra gli organizzatori.
La parola d'ordine era inventarsi qualcosa di nuovo. E così, armato di forbicine, colla e pazienza, mi dedicai a creare dei fotomontaggi da esporre in una mostra.




Nacque così "Tutti insieme appassionataMENTONO".
Papa Wojtyla, Luciano Lama, Giulio Andreotti, Valerio Zanone e Bettino Craxi sugli sci d'acqua.


Poi c'era Enrico Berlinguer che, a modo suo, coltivava la sua parrocchia (comunista) che si scontrava con la parrocchia della "Famiglia Cristiana", a quei tempi il settimanale più letto.
In copertina Flaminio Piccoli che allatta Giulio Andreotti.


Era evidente che non era quella la realtà.
Poi è arrivato il mondo digitale (e recentemente l'Intelligenza Artificiale) che ti fa sembrare vero quello che non è.



Nel 2016 un partito politico tarocca la foto per simulare una sala piena.
Nel 2026 la stessa cosa succede a Corropoli. Un'associazione, per dare la sensazione di un maggiore affollamento, con l'aiuto di un computer modifica un momento della serata.



Divertitevi a scoprire quanti "gemelli" erano presenti alla manifestazione corropolese.

NESSUN TORTO ALLA TORTA


Maggio 1962. 
In questa foto c'è aria di festa, e quest'aria scaturisce dalla torta che tutti stanno degustando. 
Non è la classica torta da pasticceria, ma quella fatta in casa con due strati di crema (uno di crema semplice e l'altro di crema cacao), col pan di Spagna bagnato di alchermes, anisetta e caffè.
Il tutto ricoperto da una glassa bianca, ottenuta sbattendo il chiaro delle uova e decorata da minuscoli confettini colorati.

Siamo ai primi anni '60 e nella foto vediamo nella fila in alto Egeo Carapucci, Cesira Zuccarini, M'n'chetta De Sanctis, Novello Cinì e Agnese........
I bimbi, sempre da sinistra, sono Annalia Marsili, Anna Ida Ricci, Daniela Cruciani (la festeggiata) e Carla Carapucci.