
Riconoscete questo corropolese verace, del centro storico cittadino, nato in una rinomata e numerosa famiglia, apprezzata per la capacità del capostipite (e di altri componenti) di creare fuochi d'artificio nuovi, fantasiosi e sorprendenti. Numerosi sono stati i riconoscimenti tributati a questo gruppo familiare, indicato dai corropolesi col nomignolo "Lu sparatore".
L'uomo della foto (classe 1936) è il secondo di 6 fratelli. Non seguirà il lavoro del padre e diventerà autista di autoambulanze presso il Pronto Soccorso dell'ospedale di Sant'Omero.
Pur amando fortemente Corropoli, andrà a vivere ad Alba Adriatica, ma il tempo libero lo trascorrerà prevalentemente a Corropoli, nel bar sotto i portici o in quello di Novello Torzolini per conversare con gli amici sui temi più disparati.
Pur amando fortemente Corropoli, andrà a vivere ad Alba Adriatica, ma il tempo libero lo trascorrerà prevalentemente a Corropoli, nel bar sotto i portici o in quello di Novello Torzolini per conversare con gli amici sui temi più disparati.
L'uomo della foto è Remo Anastasi, deceduto il 25 maggio 2019 (nella foto ha in braccio un nipotino).
Ci piace ampliare il ritratto di Remo con un pensiero del figlio Alby. Era la sera del 24 maggio...
"...ero appena tornato a casa con mamma, dopo essere rientrati da Ancona. Ero felice, perché il mattino del 25 sarei risalito per riportarti finalmente a casa, dopo la tua terza operazione in sei mesi. Tre operazioni in sei mesi.
"...ero appena tornato a casa con mamma, dopo essere rientrati da Ancona. Ero felice, perché il mattino del 25 sarei risalito per riportarti finalmente a casa, dopo la tua terza operazione in sei mesi. Tre operazioni in sei mesi.
Qualcosa che avrebbe distrutto chiunque, fisicamente e moralmente ero distrutto insieme a te. Tutte quelle corse, tutti quei viaggi tra Padova, Abano Terme e Ancona li sentivo addosso… così come li sentivi tu. Ma ogni sacrificio aveva un senso: riportarti a casa, rivederti lì con noi ancora una volta.
Poi, la notte del 25, quella chiamata all’una.
Una telefonata che distrusse tutto ciò che la mia mente aveva provato a ricostruire.
Tutta quella fatica, tutta quella speranza, tutto quel dolore affrontato pur di rivederti ancora a casa… sparì in un attimo. Ancora oggi non riesco ad accettare il pensiero di quanto tu abbia sofferto lentamente. Di quanto, anno dopo anno, io ti abbia visto spegnerti sempre di più, fino all’ultimo periodo, quando vidi davvero il tuo tracollo."
Alby Anastasi
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