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Il 16 ottobre 2026 ci lascia Fabrizio Boni, un grande lavoratore. Tutto suo padre Livio.
Come suo padre non sapeva stare con le mani in mano.
Cresciuto tra camion, trivelle e escavatori, da giovanissimo si appassiona alla guida di grossi camion. Il suo lavoro è faticosissimo e disagiato, ma viene affrontato con amore e passione.
Il male lo coglie d'improvviso all'inizio di ottobre e lo porta via precocemente all'età di 60 anni.
Fabrizio, uomo superattivo, sbrigate le faccende di casa, riempiva il suo tempo libero con lo sport.
Fin da piccolo aveva amato il calcio. Aveva ricoperto il ruolo di portiere nell'USAC Corropoli per vari campionati.
Poi aveva cambiato sport... e la bicicletta era diventata la sua nuova passione.
Nel frattempo intorno a sé aveva creato una fitta rete di amicizie. In fondo Fabrizio era un compagnone. Era amico di tutti.
La sua disponibilità era apprezzata e ricambiata da quanti entravano in contatto con lui.
Ciao, Fabrizio.
Come suo padre non sapeva stare con le mani in mano.
Cresciuto tra camion, trivelle e escavatori, da giovanissimo si appassiona alla guida di grossi camion. Il suo lavoro è faticosissimo e disagiato, ma viene affrontato con amore e passione.
Il male lo coglie d'improvviso all'inizio di ottobre e lo porta via precocemente all'età di 60 anni.
Fabrizio, uomo superattivo, sbrigate le faccende di casa, riempiva il suo tempo libero con lo sport.
Fin da piccolo aveva amato il calcio. Aveva ricoperto il ruolo di portiere nell'USAC Corropoli per vari campionati.
Poi aveva cambiato sport... e la bicicletta era diventata la sua nuova passione.
La sua disponibilità era apprezzata e ricambiata da quanti entravano in contatto con lui.
Ciao, Fabrizio.

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